Microfono: scelta e acquisto

Il microfono è un apparecchio che trasforma l’energia sonora in corrente elettrica modulata in modo da consentire trasmissioni o amplificazioni del suono. E’, quindi, un dispositivo che trasforma le oscillazioni elastiche di un mezzo continuo, dovute alla propagazione di un suono, in oscillazioni elettriche. La trasformazione delle oscillazioni acustiche in oscillazioni elettriche si attua in due fasi: nella prima le oscillazioni acustiche vengono trasformate in vibrazioni meccaniche e queste, nella seconda fase, in oscillazioni elettriche.

Scegliere il microfono

Scegliere il microfono

Il microfono è un elemento fondamentale di diversi sistemi di comunicazione e degli strumenti utilizzati per l’analisi del suono e del rumore. Il principio di funzionamento del microfono consiste nello sfruttamento delle variazioni di pressione che le oscillazioni delle onde sonore producono nel mezzo di propagazione, per attivare un sistema opportuno che generi un segnale elettrico (una tensione o una corrente).

I primi esemplari dei microfoni sono quelli ideati come trasmettitori telefonici da Antonio Meucci (1871), Graham Bell (1876) e D.E. Hughes (1878). Ma, oltre al campo telefonico, il microfono trova altri importanti applicazioni, le principali delle quali sono le trasmissioni radiofoniche e quelle televisive, la diffusione sonora, la registrazione del suono in dischi, i film sonori, nei dispositivi di allarme, ecc…

I principali parametri ai quali i microfoni debbono soddisfare sono: la fedeltà di riproduzione ( la potenza elettrica deve essere proporzionale a quella dell’onda sonora), l’assenza di rumori di fondo (provocati da piccole autoeccitazioni che producono variazioni di intensità che si sommano a quelle prodotte dall’onda sonora), la proprietà direzionale (cioè la capacità di raccogliere suoni provenienti da diverse direzioni) e la sensibilità (misurata dal valore della tensione elettrica di uscita corrispondente ad un’onda sonora alla pressione di una baria).

Caratteristiche dei microfoni

Il microfono possiede determinate caratteristiche. Le principali sono:

  • sensibilità
    che è il rapporto tra l’ampiezza del segnale elettrico che esce dal microfono e l’ampiezza del segnale acustico. Il microfono deve essere sensibile alle piccole pressioni per essere in grado di raccogliere suoni che non sono abbastanza intensi
  • risposta in frequenza
    cioè lo spettro di frequenze che è capace di percepire. Ci sono alcuni microfoni che sono capaci di percepire solo suoni ad una frequenza precisa, mentre altri qualsiasi suono
  • pressione acustica
    cioè la capacità di produrre suoni ad alta intensità
  • direzionalità
    cioè la capacità del microfono di catturare i segnali a seconda della direzione in cui provengono. Più le frequenze sono alte e più la direzionalità sarà maggiore. Avremo, così, microfoni omnidirezionali, unidirezionali, bidirezionali e superdirezionali

Il microfono omnidirezionale viene utilizzato per un uso comune, soprattutto da chi non è particolarmente esperto nell’utilizzo dei microfoni. Questo tipo di microfono non è in grado di captare i suoni particolari se ci troviamo in un luogo dove c’è parecchio rumore. Il microfono unidirezionale, rispetto al microfono omnidirezionale, possiede una sensibilità che varia in base alla direzione in cui proviene il suono.

In sostanza, questo microfono è sensibile solo ai suoni che arrivano dalla direzione in cui sono puntati. Quindi, quando ci troviamo in un posto dove c’è molto rumore, bisogna puntare il microfono in una determinata direzione per captare i suoni che si desiderano. In questo modo i rumori che non si desiderano saranno a sua volta ignorati. Buona parte dei microfoni sono di questo tipo.  Il microfono bidirezionale, viene per la maggior parte utilizzato nell’ambito radiofonico.

Questi microfoni catturano i suoni che provengono da due direzioni (davanti e dietro) senza prendere in considerazione i lati. Infine si hanno i microfoni superdirezionali, soprattutto adatti per catturare i suoni che provengono da una direzione precisa, quindi da un’unica direzione. Il microfono viene, così, indirizzato verso il punto sonoro che si desidera.

Tipi di microfoni

Vari sono i sistemi di classificazione dei microfoni ed il più diffuso è quello eseguito in base al principio impiegato per la trasformazione delle oscillazioni meccaniche del sistema mobile in oscillazioni elettriche. Possiamo così distinguere vari tipi di microfoni in base al loro funzionamento.

Microfoni a carbone

Si hanno così i microfoni a carbone che, tra i vari tipi di microfoni è il più comunemente usato in telefonia, ed è costituito da una scatola elettricamente isolata, riempita di granuli di carbone e posta tra due elettrodi collegati ad un circuito esterno.

Le onde sonore mettono in vibrazione la membrana che pressa la polvere di carbone, chiudendo un circuito alimentato da una piccola batteria: la resistenza elettrica opposta dal carbone risulta funzione della pressione e di conseguenza fa variare l’intensità di corrente.

La trasformazione inversa dell’energia elettrica in sonora si ha al ricevitore. Questo microfono è poco fedele ma molto sensibile (raggiunge la sensibilità dell’ordine di decimi di volt per baria) e presenta inoltre notevoli rumori di fondo dovuti all’agitazione dei granuli di carbone. Il microfono a carbone fa parte dei microfoni resistivi, che utilizzano la variazione di resistenza di un circuito elettrico.

Microfono a condensatore

Un tipo analogo è il microfono a condensatore. Questo tipo di microfono è costituito da un condensatore nel quale una piastra è fissa e l’altra è formata da una membrana sulla quale agiscono le onde sonore e lo spostamento della quale dà origine a variazioni di capacità che vengono trasformate in variazioni di tensione. Si tratta di un microfono elettrostatico dove viene utilizzata la variazione di capacità di un condensatore.

Possiedono un’alta sensibilità e quindi sono in grado di recepire suoni che provengono da una grande distanza. Sono microfoni piuttosto delicati e di conseguenza non sono adatti ad essere portati in giro. Vengono, infatti, utilizzati in prevalenza nella sonorizzazione di molti film, per le riprese in studio, ma anche durante le conferenze, per le traduzioni simultanee, ecc…

Inoltre questo tipo di microfoni per essere in grado di funzionare, necessitano di una batteria di alimentazione.

Recentemente, vengono utilizzati microfoni a condensatore sul palco poiché, i nuovi modelli che si trovano in commercio, sono poco ingombranti e poco fragili. I microfoni a condensatore sono, comunque, i migliori dal punto di vista della qualità. Occorre, però, fare attenzione perché si tratta di microfoni piuttosto delicati, soprattutto agli urti e agli agenti atmosferici.

Hanno bisogno di una cura maggiore rispetto ai microfoni dinamici. La risposta di questi microfoni è davvero buona, soprattutto nelle frequenze medio alte e alte.

Microfoni a nastro

Abbiamo poi i microfoni a nastro dove, al posto di una membrana, si ha un nastro ondulato in lega leggera; viene usato nelle riprese cinematografiche data la sua caratteristica di avere una sensibilità non uniforme nelle varie direzioni e di offrire pertanto la possibilità di ridurre l’effetto di rumori non desiderati.

Microfoni a bobina

Un altro tipo di microfono è il microfono a bobina mobile, costituito da una membrana collegata ad una bobina spostabile in un campo magnetico determinato da un magnete permanente facente parte dell’apparecchio; le vibrazioni sonore che colpiscono la membrana determinano lo spostamento della bobina nella quale viene a crearsi una forza elettromotrice proporzionale alla velocità di spostamento; caratteristica di tale tipo di microfono è una impedenza di uscita molto bassa ed un bassissimo rumore di fondo. Questo tipo di microfoni fa parte della categoria dei microfoni dinamici.

Microfoni dinamici

I microfoni dinamici, in generale, sono più robusti e pratici rispetto ai microfoni a condensatore. Vengono utilizzati in prevalenza quando si vuole riprendere dal vivo, o quando si è in presenza di rumori abbastanza forti.

Sono anche insensibili ai rumori meccanici esterni (ad esempio il maneggiamento del microfono). Esistono tanti tipi di microfoni dinamici, che si distinguono in base alla loro qualità e, dal punto di vista economico, partono da pochi euro (come quelli che vengono utilizzati per le applicazioni vocali) fino ad arrivare a centinaia di euro (come quelli che vengono utilizzati per le applicazioni musiciali).

Microfoni piezoelettrici

Un altro tipo di microfono molto diffuso è il microfono piezoelettrico, o a cristallo, basato sulla proprietà piezoelettrica di certi cristalli nei quali la sollecitazione meccanica dovuta ad onde sonore viene trasformata in energia elettrica; è di assai semplice costruzione, di elevata sensibilità e viene molto usato per trasmissioni sia di musica sia di parole.

Radiomicrofoni

Infine ci sono i radiomicrofoni, che vengono soprattutto impiegati negli studi televisivi o quando vengono svolte delle manifestazioni dal vivo. Oltre ad una capsula microfonica hanno incorporato anche un circuito trasmettitore ed un’antenna di piccole dimensioni in grado di trasmettere il segnale al ricevitore. Questi microfoni funzionano anche se sono posizionati a decine di metri dal ricevitore. Uno svantaggio di questi radiomicrofoni riguarda il fatto che c’è il pericolo che si esaurisca la batteria nel momento stesso della performance (ad esempio durante un concerto), per cui si preferisce utilizzare dei microfoni a cavo.

I radiomicrofoni possono essere di due tipi: “a gelato” (perché somigliano, appunto, ad un gelato) ed hanno una forma molto simile ad un microfono tradizionale e poi radiomicrofoni detti “a spillo” che sono di piccole dimensioni e possono essere applicati sopra gli abiti o camicie di chi sta parlando o cantando.

Microfoni senza filo wireless

I microfoni senza filo vengono utilizzati quando si svolgono delle conferenze, concerti, dibattiti pubblici. Si tratta di microfoni con una bassa potenza e che impiegano varie bande di frequenza. I primi microfoni senza filo avevano bande di frequenza che variavano dai 30 MHz ai 200 MHz. Oggi, per quanto riguarda le bande di frequenza, sono previste delle restrizioni a livello nazionale.

Nel momento in cui vengono immessi sul mercato, i microfoni senza filo devono essere sottoposti ad una concessione. E’ necessario identificarli con un simbolo per segnalare l’esistenza di una restrizione per l’esercizio del microfono senza filo.

Non tutti questi apparecchi, però, necessitano di una concessione. Diciamo che quelli che necessitano di una concessione sono i microfoni senza filo che fanno uso di frequenze che sono vicine alle gamme di frequenze televisive. Oltre al pagamento di un costo mensile per la concessione di un microfono senza filo, deve essere anche aggiunta una tassa amministrativa.

Quale microfono scegliere

In commercio al giorno d’oggi esistono una vasta scelta di microfoni, ognuno dei quali presenta funzioni diverse. A seconda dell’uso che si desidera farne, si possono così scegliere vari tipi di binocoli. Si trovano, infatti, microfoni adatti per la voce, altri per riprendere in ambienti abbastanza ampi come ad esempio in teatro, altri ancora che sono in grado di percepire solo i suoni che arrivano da una precisa direzione (in questo caso vanno puntati ad una distanza lunga).

Un primo tipo di microfoni è il microfono della telecamera, utilizzabile quando si vogliono captare i rumori di una scena, ma non adatto nel caso in cui si vuole registrare la voce di chi sta parlando poiché è posizionato troppo lontano dalla persona che sta parlando. Poi si ha il microfono Lavalier, un buon microfono per chi deve svolgere delle interviste. Questo microfono viene posizionato sull’abito della persona che sta parlando, ad esempio sulla giacca, sulla camicia o sulla cravatta.

Bisogna fare però prestare attenzione a far sì che il microfono sia posizionato correttamente perché sugli abiti perché basta anche un semplice movimento a provocare fruscii indesiderati che nascono proprio dal contatto tra l’abito e il microfono.

Un altro tipo di microfono è il microfono “ipercardioide” che viene utilizzato per registrare dei dialoghi. In alcuni casi viene anche utilizzato quando si vogliono effettuare delle interviste, solo che il microfono verrà fissato in alto (viene chiamato microfono a giraffa) di fronte alla persona perché il microfono non deve rientrare nell’inquadratura.

Infine si ha il microfono “shotgun”, utilizzabile per registrare dei suoni molto lontani. Non è possibile utilizzarlo per gli interni perché si sentirebbero tutti gli echi, mentre per gli interni è preferibile un microfono ipercardioide.

Siti internet per conoscere e acquistare i microfoni



Una risposta

  1. biondi gianfranco

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