Pietre preziose - articoli in archivio

Anche nel più lontano passato l’uomo ha sempre ricorso al colore ed al fulgore dei cristalli per scopi ornamentali. Non mancano infatti tra i minerali alcuni tipi che per le loro caratteristiche di durezza, lucentezza e colore, per trasparenza e limpidezza si prestano molto bene allo scopo. Alcune pietre, come il diamante, lo smeraldo, il rubino e lo zaffiro sono note sino dall’antichità, altre sono invece entrate nell’uso gemmologico solo da non molti anni. All’interno di questo sito ci occuperemo dello studio delle principali pietre preziose ed ornamentali con lo scopo di fornire ai lettori e potenziali consumatori uno strumento utile per la conoscenza e la valutazione delle pietre.

Premesso che le proprietà delle pietre preziose sono numerose, cercheremo di addentrarci in questo mondo affascinante, supportando i lettori delle principali nozioni. Innanzitutto è bene sapere che le pietre preziose sono minerali. Così, infatti, vendono chiamate le sostanze inorganiche chimicamente omogenee che hanno una composizione definita. Ad esempio, i diamanti, l’oro, il quarzo e il corindone. Tutti i minerali che, invece, hanno una definizione differente sono rocce.

La pietra di maggior pregio è il diamante, che è carbonio purissimo cristallizzato. Un’altra pietra preziosa di pregio è il corindone, che é ossido di alluminio puro e cristallizzato, di durezza 9. La varietà trasparente é quella che viene lavorata e va in commercio sotto ll nome di pietra orientale (questa definizione distingue le pietre naturali da quelle artificiali). A seconda del colore si hanno così le seguenti varietà: zaffiro bianco orientare incolore, giacinto orientale (rosso aurora), topazio orientale (giallo oro), rubino orientale (rosso carnicino), zaffiro orientale (azzurro), ametista orientale (violetto) ed infine smeraldo orientale (verde smeraldo). Artificialmente si possono ottenere le medesime varietà mescolando all’allumina ossidi metallici colorati, quali, per esempio, biossido di titanio, ossido di cromo, ecc.

Questa miscela viene poi fusa al cannello ossidrico. Anche lo ‘zircone (ortosilicato di zirconio) è usato come pietra ornamentale nelle sue varietà pure o leggermente colorate. Ciò é dovuto alla sua trasparenza e lucentezza adamantina (per l’alto indice di rifrazione). Particolarmente pregiate sono: le varietà rosso giacinto (rosse o rosso-brunicee), dette anche semplicemente giacinto, le varietà incolori (ottenute per arroventameno: il colore dello zircone é infatti instabile e viene perso facilmente col calore), dette diamanti di Matara, ed infine la varietà azzurra. Queste pietre vengono montate a giorno e danno bellissimi giochi di luce. Il topazio (nesosilicato di alluminio fluorifero) é particolarmente pregiato nella varietà gialla (detta citrino) e nella varietà azzurra che si confonde facilmente con l’acquamarina.

Varietà di berillo nobile sono pure usate come pietra ornamentale. Particolarmente adatte sono le varietà di berillo nobile, che a seconda del colore va sotto i nomi di: smeraldo (verde), acquamarina (azzurra), berillo aureo (giallo oro), berillo roseo o morganite (quando contiene cesio). I granati quando sono trasparenti, limpidi e perfettamente colorati, vengono tagliati ed impiegati come pietre ornamentali: il loro valore é però piuttosto modesto: servono a questo scopo le varietà rosse: pirolo ed almandino. Pure usate sono: la essonite, la grossularia, la spessartite, ecc. Anche questa varietà può essere riprodotta artificialmente (finora poro si sono ottenuti buoni risultati solo con la grossularia). Una pietra di un certo pregio é rappresentata dalle varietà di spinello nobile; si hanno infatti: lo spinello rubino (rosso vivo), lo spinello rosa pallido (rosso bluastro, ed infine la varietà di spinello azzurro. Belle sono le varietà colorate di tormalina note sotto i nomi di rubino di Siberia (rosso), crisolito del Brasile (verde), topazio dei Madagascar (giallo). Le varietà di quarzo usate a scopo ornamentale sono: occhio di gatto, di tigre. ecc.: pure impiegate sono le varietà di calcedonio e particolarmente il calcedonio agata..la corniola, ecc.

L’onice, che é pure una varietà di calcedonio a strati distinti, ben si presta per sculture, cammei, ecc. (per questi lavori si usano anche la corniola e l’agata). L’opale nelle varietà colorate di opale nobile é impiegato come ornamento. Altri minerali che trovano impieghi più o meno vasti sono: la malachite e l’azzurrite (minerali di rame) che trovano impiego per oggetti ornamentali, quali ad esempio: vasi, coppe, lastre da tavolino, pietre per anelli, ecc. La fenacite, caratterizzata da una lucentezza adamantina, è incolore e limpida; é un nesosilicato di berillio che trova impiego in pietre per anelli: altri minerali di berillio sono: il crisoberillo (alluminato di berillio), il quale nelle varierà lucenti può essere tagliato a goccia di sego dando una pietra nota con il nome di occhio di gatto nobile, nella varietà verde smeraldo dà invece l’alessandrite; l’euclasio nella forma monoclina é impiegato come gemma. Infine ricordiamo brevemente il lapislazzuli, di colore azzurro: il turchese, di colore azzurro: la datolite, trasparente, incolore o verdolina: la scapolite nella varietà gialla, alcuni feldspati come la pietra di luna, la pietra di sole, l’amazzonite, ecc. Come si è visto esiste una vasta gamma di pietre preziose di pregio tono o meno elevato e con lavorazioni più o meno pregiate, ma tali sempre da soddisfare i più disparati gusti ed esigenze. Scopritele le pietre preziose insieme a noi.

  • Zircone

  • Derivante dalla parola araba ‘zarkun’ che significa rosso e dalle parole persiane ‘zar’ e ‘gun’, ovvero oro e colore, lo zircone è una pietra nota come virtuosa perché aiuta a far emergere le qualità positive di chi lo usa. È la gemma caratteristica dei nati a dicembre.

  • Zaffiro

  • Lo zaffiro è la pietra blu più preziosa e di alto valore che esista al mondo. È una gemma molto desiderata proprio per il colore caratteristico, per la durezza e la lucentezza. Lo zaffiro è la pietra dei nati in settembre.

  • Smeraldo

  • Si caratterizza per l’intenso colore verde, lo smeraldo è una varietà di berillo e secondo il Buddhismo rappresenta la saggezza, uno dei sette valori spirituali presenti in ogni individuo, ma è anche la pietra dei nati di maggio.

  • Rubino

  • Facilmente riconoscibile per il suo colore smaccatamente rosso, il rubino è una delle pietre preziose più famose e note al mondo. Vediamone tutte le particolarità.

  • Ametista

  • Varietà di quarzo, l’ametista è da sempre una delle pietre preziose più usate nella realizzazione di gioielli, intagli e sigilli. È la pietra dei nati nel mese di febbraio.

  • Acquamarina

  • È una varietà di berillo dal colore azzurro intenso, l’acquamarina è una delle gemme blu più pregiate. È la pietra che rappresenta i nati nel mese di marzo.

  • Alessandrite

  • L’alessandrite deve il suo nome allo zar Alessandro II di Russia, infatti è stata scoperta da un conte russo nel 1800 dato che prima di allora la sua esistenza era stata ignorata. È la pietra legata al segno dello scorpione e serve a controllare le emozioni e ad aumentare la sensualità.

  • Ambra

  • Il nome deriva dall’arabo ‘anbar’ che significa sostanza fragrante e all’epoca veniva così chiamata una sostanza aromatica molto usata in profumeria e nota col nome di ambra grigia.

  • Opale

  • Gemma unica che si caratterizza per il tipico gioco di colori, l’opale è la pietra dei nati nel mese di ottobre. Il nome opale deriva dal termine latino ‘opalus’ che deriva dal greco ‘opallios’ che significa ‘vedere un cambiamento’. È possibile però che la vera fonte del nome opale derivi dalla parola sanscrita ‘upala’ che significa ‘pietra preziosa’.

  • Azzurrite

  • Dal colore azzurro brillante come l’acqua, l’azzurrite è una pietra che influisce sulla sfera delle emozioni e sulla chiarezza mentale.

  • Axinite

  • Fin dall’antichità è stata considerata come la pietra della verità perché aiutava a distinguere le bugie e a far rivelare le verità più intrinseche, l’axinite è una pietra dalle qualità metafisiche che aiutano a risolvere o evitare i conflitti.

  • Avventurina

  • Conosciuta come la pietra della fortuna, l’avventurina è la pietra caratteristica del segno del Cancro e viene associata al pianeta Mercurio.

  • Andesina

  • Scoperta solo nel 2003, l’andesina-labradorite è una pietra giovane e per questo è stata protagonista di molte controversie sulle sue origini.

  • Amazzonite

  • Conosciuta anche come pietra dell’Amazzonia, l’amazzonite è stata proprio ritrovata per la prima volta nel Rio delle Amazzoni ed è una pietra portafortuna che infonde fiducia e senso di libertà.

  • Agata

  • Fa parte della famiglia del quarzo, il nome ‘agata’ deriva da ‘Achates’, fiume della Sicilia oggi noto come Dirillo.

  • Topazio

  • Tra le pietre preziose più antiche ed apprezzate troviamo il topazio. Il topazio è un fluorosilicato di alluminio che presenta un’unica struttura cristallina. E’ formato da elementi di ferro e di cromo. In alcune occasioni viene trattato per fare in modo che emergano le varie tonalità di colori ma anche in considerazione del fatto che il topazio alla luce del sole sbiadisce. E’ per questo motivo che viene esposto al trattamento dell’irraggiamento. Si trova, spesso, in rocce ignee che hanno una composizione felsica oppure in vene idrotermali.

  • Quarzo

  • Uno dei minerali più importanti e conosciuti presenti sulla terra è senza dubbio il quarzo. Si ipotizza che il termine quarzo derivi dalla parola medievale “tvurdu” che, secondo la lingua antica slava ecclesiastica, stava per “duro”. Sta di fatto che non si conosce con certezza l’etimologia del termine. Anche dal punto di vista della lingua italiana l’etimologia è dubbia. Si pensa che il termine possa essere fatto risalire ad una traduzione non proprio impeccabile di un testo latino a Venezia intorno alla metà del 1500. In questo testo veniva affermato che in Germania le rocce quarzose venivano chiamate “Querz Erz”, termine che ha il significato di minerale che passa nella roccia. Quando fu fatta la traduzione in italiano fu utilizzato il termine “quarzo”.

  • Tormalina

  • La tormalina è un minerale che appartiene alla classe dei ciclosilicati. In base alla combinazione chimica, la tormailna può assumere differenti colori. Il nome deriva presumibilmente dal termine cingalese “turmali” che vuol dire misto. In effetti, proprio il fatto che in natura può presentarsi in diverse tonalità cromatiche ha fatto sì che alla tormalina venisse affibbiato questo nome. Conseguenza di tutto ciò è la presenza di tante varietà di tormalina, che si differenziano l’una dall’altra per quanto riguarda il colore e che fanno tutte parte del campo gemmologico.

  • Pirite

  • La pirite è un minerale composto soprattutto da disolfuro di ferro. L’origine del termine pirite proviene dal greco “pyros” che significa “fuoco”. Se, infatti, viene colpita con con un pezzo di metallo la pirite produce scintille. Nel caso in cui viene riscaldato alla fiamma emana un odore che non è poi troppo lontano da quello delle uova marce o dello zolfo. Ciò avviene perché la pirita è un minerale piuttosto stabile e dimostra una certa sensibilità nei confronti del calore.

  • Olivina

  • L’olivina è un minerale che ha una caratteristica comune ai granati, ovvero fa parte del gruppo dei nesosilicati. In particolare, l’olivina è il capostipite del gruppo delle olivine. All’interno di questo gruppo i due estremi sono rappresentati da una parte dalla fayalite e dall’altra dalla forsterite. L’olivina è l’elemento che si trova al centro ed ha la capacità di fondere ad alte temperature

  • Dioptasio

  • Il dioptasio è un minerale che fa parte della sottoclasse dei ciclosilicati. Fu scoperto da un tedesco sul finire del Settecento e fu scambiato per uno smeraldo. E’ stato un abate francese ad assegnargli il nome con il quale lo conosciamo oggi. E’ un minerale molto fragile, per tale motivo solo in rare occasioni viene tagliato e lavorato come pietra preziosa ma presenta un colore verde bellissimo.

  • Diopside

  • La diopside è un minerale che fa parte del gruppo dei Silicati. Nel corso dei secoli gli sono stati affibbiati diversi nomi anche se gran parte di questi vengono scarsamente utilizzati o, comunque, risultano fuorvianti.

  • Corindone

  • Il corindone è un minerale che appartiene alla classe mineralogica degli ossidi e che rientra nel gruppo dell’ematite.

  • Brasilianite

  • La brasilianite è un minerale che appartiene alla classe mineralogica dei fosfati. Come si può comprendere dal nome, esso ha origini brasiliane in quanto è stato scoperto per la prima volta in Brasile nel 1944. Si tratta, dunque, di un minerale prezioso conosciuto davvero da poco tempo.

  • Granato

  • Quando si parla di granato si fa riferimento ad un gruppo di minerali nesosilicati che venivano utilizzato spessi già ai tempi dell’età dell’oro. Esistono, infatti, testimonianze in merito alla presenza del granato all’epoca dei Romani, dei Greci e degli Egizi.

  • Calcedonio

  • Quando il quarzo si presenta sotto forma di masse silice di microcristallina prende il nome di calcedonio. Spesso si fa confusione quando si parla di calcedonio. Ciò perché con questo termine non si indica soltanto la famiglia di un gruppo di minerali, ovvero il quarzo criptocristallino, ma anche un gruppo all’interno della famiglia stessa dove è possibile trovare gemme che assumono diversi colori e che fanno parte della categoria chiamata Agata. Se, invece, guardiamo all’origine etimologica del termine scopriamo che il riferimento è geografico, nel senso che calcedonio deriva da una provincia appartenuta nell’antichità ai romani e che oggi si trova in Turchia. Questa provincia della Bitinia, per l’appunto, prende il nome di Calcedonia.

  • Calcite

  • La calcite è un minerale che è formato da carbonato di calcio neutro e che appartiene alla classe mineralogica dei carbonati. La derivazione etimologica del termine è latina. Il termine calx, infatti, significa calce o roccia calcarea. E’ un minerale che vanta una storia lunga ed importante.

  • Ematite

  • L’ematite è un minerale che appartiene alla classe mineralogica degli ossidi. Fa parte del gruppo dimetrico e cristallizza nel sistema trigonale. Il termine ematite deriva dalla parola greca “haimatites” che ha il significato di “simile al sangue”. E’ chiamata la pietra del sangue soprattutto per una somiglianza della pietra con il colore del sangue.

  • Turchese

  • La turchese è un minerale che appartiene alla classe mineralogica dei fosfati. Il nome turchese deriva dal termine francese turqeise. Il riferimento va al fatto che questo minerale fu scoperto per la prima volta in Turchia, grazie ai crociati i quali lo introdussero in Europa.

  • Fluorite

  • La fluorite è un minerale che è formato da fluoro di calcio. E’ il principale minerale del gruppo dei minerali fluorurati. Non si conosce con certezza l’origine di questo termine. C’è chi dice fluorite provenga dal latino “fluere” che significa fondere. Questo termine è stato adoperato per mezzo del fatto che la fluorite viene spesso utilizzata come fondente nel settore metallurgico, in particolare nella produzione dell’alluminio.
    Sembra, però, che un’altra etimologia sia possibile. Pare, infatti, che i minatori inglesi del periodo del Medioevo avessero preso l’abitudine di chiamare questa pietra fiore di minerale per via della sua incredibile bellezza. In ogni caso, se oggi si utilizzano i termini fluoro e fluorescenza è proprio per via della fluorite.

  • Labradorite

  • La labradorite è un minerale che appartiene alla classe mineralogica dei silicati. In particolare, è un tettosilicato che fa parte del gruppo dei feldspati. Il termine labradorite deriva da un’intuizione di Foster, colui che nel 1870 scoprì questo minerale. Poiché la scoperta fu fatta nella penisola del Labrador, in Canada, fu scelto il nome labradorite per identificare il nuovo minerale.

  • Malachite

  • La malachite fa parte della famiglia mineralogica dei carbonati. In particolare, si definisce un idrossido carbonato rameico. Se viene messo a contatto con l’acido cloridrico diventa effervescente. Dal punto di vista etimologico la parola malachite proviene dal termine greco “malache” che significa malva. Il riferimento è, dunque, proprio alla malva, pianta che può assumere colori particolari.

  • Quarzo citrino

  • Tra le varietà di quarzo più note troviamo il quarzo citrino. Il colore del quarzo citrino dipende da impurezze di ferro trivalente nel reticolo cristallino. Dal punto di vista etimologico il termine citrino deriva dal latino “citrus” che si riferisce alla famiglia di agrumi alla quale appartengono i limoni e l’arancia. C’è anche chi sostiene che il termine derivi dal francese “citrin” che vuol dire giallo.

  • Rodocrosite

  • La rodocrosite è un minerale che appartiene al gruppo della calcite. Dal punto di vista etimologico il nome deriva dalla parola greca “rhodon” che significa rosa. In America quando si parla di questo minerale esso viene definito come rosa degli Incas per il semplice motivo che la popolazione degli Incas sfruttava la rodocrosite nel XIII secolo al fine di estrarre metalli come argento e rame. Un’altra curiosità legata agli Incas è che essi ritenevano che la rodocrosite rappresentasse il sangue pietrificato dei loro antenati.

  • Rodonite

  • La rodonite è un minerale che appartiene alla classe mineralogica dei silicati. L’origine del nome deriva dal termine greco “rhodon” che vuol dire rosa. E’ un silicato composto sia da manganese che da calcio. Possono essere presenti anche tracce di ferro bivalente, zinco e magnesio.

  • Antimonio

  • L’antimonio è un minerale che fa parte degli elementi nativi. Per indicare l’antimonio si utilizza come simbolo “Sb” che sta per il termine stibium che significa bastoncino. Si definisce un semimetallo visibile in quattro forme allotropiche diverse. Ci sono forme stabili e forme instabili. Le forme stabili mostrano un colore che varia dal bianco all’azzurro, quelle instabili presentano colori vicini al giallo ed al nero.

  • Argento

  • L’argento ha numero atomico 47. Si tratta di un metallo che ha tra le sue caratteristiche migliori quella di essere tenero. L’argento è un grande conduttore di elettricità e di corrente, addirittura il migliore tra tutti i metalli. In natura si può trovare sia puro ma anche sotto forma di minerale. Le origini dell’argento sono antichissime. Si parla di argento nella Bibbia ma già nei secoli precedenti alla nascita di Cristo ci sono diverse testimonianze della presenza di questo metallo. Il nome deriva dal termine latino argentum che significa candido, luminoso. L’argento vanta, dunque, una storia millenaria che prosegue ancora oggi e che fanno di questi metalli uno dei migliori al mondo.

  • Bornite

  • La bornite è un minerale che viene utilizzato soprattutto per l’estrazione del rame. Spesso, viene associata all’argento insieme al quale può essere in grado di creare soluzioni solide. L’origine del termine non è da ricercare in alcuna parola di provenienza araba o greca. Questo minerale è stato chiamato bornite per via del mineralogista austriaco Von Born. Fu riconosciuto come minerale per la prima volta nel 1845, grazie ad Heidinger.

  • Diaspro

  • Il diaspro è una varietà di quarzo. Se si guarda alla sua composizione si nota che questa roccia sedimentaria è formata da un solo minerale, per l’appunto il quarzo. La presenza di alcuni minerali è l’elemento che permette al diaspro di assumere varie tonalità cromatiche. Proprio grazie a queste colorazioni che il diaspro ha avuto una buona diffusione nel settore delle gemme semi-preziose. L’origine del termine diaspro deriva dagli antichi persiani i quali utilizzavano tale parola non per indicare questo minerale ma piuttosto il quarzo. Basta questo, comunque, che quella del diaspro è una storia millenaria.

  • Germanite

  • La germanite è un minerale che appartiene alla classe mineralogica dei solfuri. Si tratta di un minerale piuttosto recente, se si considera che la sua scoperta risale ai primi anni del Novecento. In particolare, fu Pufhal nel 1922 a dare il nome a questo minerale, prendendo in considerazione come fattore di scelta l’elemento chimico principale di cui la germanite si compone, ovvero il germanio.

  • Grafite

  • La grafite è un minerale che appartiene agli elementi nativi. Essa rappresenta uno degli stati allotropici del carbonio. Si rivela un buonissimo conduttore elettrico. Ha una temperatura di fusione molto alta. Tramite il processo che prende il nome di grafitazione è possibile ottenere la grafite artificiale. Per ottenere la grafite artificiale è necessario riscaldare il materiale carbonioso ad una temperatura compresa tra i 1500 ed i 3000 gradi centigradi. La grafite è nota sin dal XVIII secolo durante il quale assunse il nome di “plumbago”, “Molibdaena” e “piombo nero”. E’ stata soprannominata “mica dei pittori”. Ciò a causa della sua forma lamellare nonché per il fatto di lasciare alcune tracce sulla carta.
    Sotto il profilo etimologico della grafite non ci sono dubbi. Il termine grafite deriva dal greco “graphein” che vuol dire “scrivere”.

  • Oro

  • Anche l’oro rientra nella famiglia degli elementi nativi. Il suo numero atomico è il 79. L’oro è uno dei metalli più famosi e valorosi al mondo. Ha tra i suoi punti di forza la tenerezza, la duttilità e la malleabilità. Il suo colore è il giallo. Difficilmente si lascia attaccare dagli altri composti chimici, reagisce solo a contatto con l’acqua regia e lo ione cianuro. L’importanza dell’oro e il suo immenso valore sono noti sin dall’epoca della preistoria. Non si sa ancora con certezza ma è probabile che l’oro sia il primo metallo utilizzato dagli esseri umani per creare oggetti e ornamenti.

  • Platino

  • Il platino è un elemento nativo con numero atomi 78. E’ un metallo malleabile e duttile, sotto questo punto di vista inferiore solamente all’oro e all’argento. La storia del platino risale a circa 600 anni fa. Il nome deriva dal termine spagnolo platina che è il diminutivo di plata e che significa argento. Il discorso è che la popolazione spagnola non aveva a cuore il platino e, dunque, usavano questo diminutivo in senso dispregiativo. Per gli spagnoli il platino era argento di bassa qualità. Nel corso degli anni, però, al di là di questa connotazione negativa, il platino ha acquisito sempre più importanza e successo tra le popolazioni europee e non solo.

  • Rame

  • Il rame è un elemento nativo il cui numero atomico è il 29. Si tratta di un metallo la cui storia accompagna da sempre anche quella dell’uomo se si considera che, con molta probabilità, questo è il metallo con il quale gli esseri umani hanno contatto da più tempo. In passato veniva chiamato bacur mentre il termine italiano rame deriva dal termine latino aeramen che ha il significato di rame o bronzo. Grazie a Plinio, però, nei secoli successivi dalla parola aeramen si passò al termine cuprum. Quella del rame è, dunque, una storia lunga e affascinante, un viaggio che prosegue ancora oggi perché questo metallo resta uno dei più apprezzati nei più svariati settori.

  • Salgemma

  • Il salgemma è un minerale che spesso viene chiamato anche halite. Si tratta, come spesso accade in ambito mineralogico, di un discorso legato all’etimologia del termine. Il termine halite deriva da due termini greci che hanno il significato di pietra e di sale. Il termine italiano salgemma è la somma della parola sale e della parola gemma. Se al posto della parola pietra, come hanno fatto i greci, è stato scelto il termine gemma il motivo è da ricercare nel fatto che questo minerale mostra un aspetto cristallino. Il salgemma, comunque, è un minerale composto essenzialmente da cloruro di sodio.

  • Zolfo

  • Lo zolfo è uno dei minerali più importanti per l’uomo. Il termine zolfo deriva dal latino sulfur. C’è chi fa risalire l’origine del termine anche alla parola araba sufra che significa giallo. Questo non metallo appartenente alla classe degli elementi nativi non ha né odore né sapore ed è molto abbondante in natura. Cristallizza nel gruppo trimetrico e appartiene al sistema rombico. Solo raramente si presenta monoclino. Si tratta di un minerale che è stato a contatto con l’uomo sin dall’antichità e che ancora oggi si rivela utile per il corpo umano. L’uomo, infatti, nel corso dei secoli ha adoperato lo zolfo in modi diversi, consapevole delle straordinarie caratteristiche di questo minerale.

  • Galena

  • La galena è un minerale che appartiene alla classe dei solfuri. Nello specifico, la galena è un solfuro di piombo il cui nome deriva da un termine greco che significa mare tranquillo. Fu Plinio Il Vecchio a parlare per la prima volta della galena, descrivendola in realtà come un minerale di piombo. In alcuni casi, la galena si presenta ricca di argento ed è per questo motivo che per riferirsi ad essa in alcune circostanze si adoperano i termini “galena argentifera” o “piombo argentifero”. Molte sono e curiosità e gli usi della galena che, di qui in avanti, andremo ad analizzare.

  • Jamesonite

  • La jamesonite è un minerale, più precisamente un solfuro di piombo, ferro e antimonio. Il nome jamesonite proviene dal mineralogista di origine scozzese Robert Jameson, vissuto a cavallo tra la fine del 1700 e la metà del 1800. Si tratta di un minerale non molto conosciuto, sul quale sono poche le informazioni disponibili.

  • Molibdenite

  • La molibdenite è un minerale che appartiene al gruppo dei solfuri. Il suo nome deriva dal termine greco corrispondente alla parola piombo. Ciò perché quando fu scoperto questo minerale si generò un po’ di confusione a causa della presunta somiglianza con il piombo e la grafite. Per la prima volta è stata descritta da Hielm nel 1782. La molibdenite non è un minerale molto famoso, eppure oggi le sue proprietà e caratteristiche si rivelano molto utili ed importanti, soprattutto nel campo dell’elettronica. In realtà, queste grandi qualità sono state scoperte solo di recente e si stanno rivelando davvero preziose per diversi settori dell’elettronica. Prima, però, di parlare degli usi e delle applicazioni legati alla molibdenite è bene approfondire il discorso legato alle caratteristiche fisiche e cristallografiche del minerale.

  • Orpimento

  • L’orpimento è un minerale la cui classe di appartenenza è quella dei solfuri. Il termine orpimento deriva dalla parola francese “orpiment” la quale si richiama al sostantivo latino “auripigmentum” che ha il significato di pigmento avente lo stesso colore dell’oro. Dall’etimologia dal termine, dunque, si ricavano già alcune utili informazioni in merito alle caratteristiche dell’orpimento. Quello che è possibile intuire sin da subito, infatti, è che vi è una certa somiglianza, almeno sotto l’aspetto cromatico, tra il colore dell’orpimento e quello dell’oro. Il colore di questo minerale è un giallo molto luminoso ed è per tale ragione che viene fatto l’accostamento con il colore dell’oro.

  • Proustite

  • La proustite è un minerale che appartiene alla classe dei solfuri. In particolare, si definisce un solfuro di argento e di arsenico. Il nome di questo minerale non ha origini da termini greci, latini o arabi ma deriva dal chimico francese Joseph Luois Proust, vissuto tra la seconda metà del Settecento ed i primi anni dell’Ottocento. In realtà, il minerale non fu descritto per la prima volta da Proust ma dal geologo e mineralogista, sempre francese, Francois Sulpice Beudant. Spesso, la proustite viene scambiata con la pirargirite. Le similitudini tra i due minerali, in effetti, ci sono, soprattutto per quanto concerne la composizione. Le differenze sostanziali sono riscontrabili nel colore dei riflessi e nella reattività chimica.

  • Realgar

  • Il realgar è formato per circa il 70% da arsenico e per la restante parte da zolfo. Si può sciogliere in maniera parziale negli acidi, nello specifico nell’acqua regia. Si comporta meglio con l’acqua regia e con l’idrossido di potassio. Quando fonde è in grado di dar vita a vapori dall’alto grado di tossicità. E’ bene tenere i cristalli di realgar lontani dalla luce in quanto a contatto con essa potrebbero rovinarsi. Ciò è dovuto al fatto che essi sono fotosensibili che contengono orpimento, pararealgar ed ulteriori solfuri di arsenico.

  • Sfalerite

  • La sfalerite, conosciuta anche come blenda, è un minerale che serve per l’estrazione a fini industriali dello zolfo. Dal punto di vista etimologico il nome deriva dal termine greco sfaleros che significa ingannatore. Ciò perché anticamente si riteneva che questo minerale traesse in inganno i minatori. Infatti, a causa del suo alto peso specifico e di venire spesso trovato insieme ad altri minerali metalliferi come la galena si era diffusa l’opinione secondo la quale il minerale fosse utile per l’estrazione di metalli che, però, nessuno riusciva a ricavare. La sfalerite ha caratteristiche fisiche particolari che ora andremo a specificare.

  • Ferro

  • Il ferro è un altro dei metalli appartenenti agli elementi nativi. Quando si parla di ferro ci si riferisce spesso alle sue leghe. Non a caso, il ferro è in grado di legarsi a molti altri elementi, come carbonio, manganese, nichel, silicio. Le leghe più conosciute sono quelle che il ferro va a comporre con il carbonio e prendono il nome di acciaio e ghisa. Il ferro viene utilizzato praticamente da sempre dall’umanità. La sua importanza nelle epoche antiche è stata riconosciuta a tal punto che un periodo storico anche molto vasto ha assunto il nome di età del ferro. Il termine ferro deriva dal latino “ferrum”.

  • Mercurio

  • Il mercurio appartiene alla classe mineralogica degli elementi nativi. Quest’elemento è tra i pochi disponibili in natura anche da solo, quindi non legato ad altri minerali. Non è un minerale molto diffuso e per questo motivo viene utilizzato solo in poche circostanze a fini estrattivi. Il mercurio prende il nome dall’omonimo pianeta. Viene considerato l’unico metallo liquido a temperatura ambiente. Una delle caratteristiche di cui possiamo parlare sin da subito riferita al mercurio è la grande tossicità. Non a caso, è questo il motivo per cui questo minerale trova scarsa applicazione. In passato, invece, veniva utilizzato con una frequenza senza dubbio maggiore. Il nome del mercurio deriva da un termine greco che ha il significato di argento liquido.

  • Anatasio

  • L’anatasio è un ossido che viene spesso chiamato anche “ottaedrite”. Ha la stessa struttura cristallino dal rutilo. Più precisamente, è una delle tre forme minerali del biossido di titanio. Delle rimanenti due una è proprio il rutilo, l’altra la brookite. Per quanto concerne l’etimologia del termine possiamo dire che l’anatasio derivi dalla parola greca “Anatasis” che ha il significato di estensione. Ciò per via del fatto che quest’ossido ha le facce delle piramidi più lunghe rispetto alle loro basi e anche rispetto ad altri minerali tetragonali. Sono scarse le informazioni relative all’anatasio che, non a caso, viene ritenuto un ossido poco comune.

  • Aragonite

  • L’aragonite è un minerale formato da carbonato di calcio neutro il cui nome deriva fallo spagnolo Molina de Aragòn. Infatti, presso questi giacimenti furono rivenuti i primi esemplari di aragonite. La scoperta del nuovo minerale presso la località spagnola di Aragon fu annunciata da Werner al termine del diciottesimo secolo. Il nome di questo minerale cambia in base alla sua composizione. Ad esempio, quando al suo interno ci sono tracce di zinco allora si parla di nicolsonite. Quando, invece, viene riscontrata la presenza di piombo allora il termine adoperato è tarnowitzite. Andiamo, ora, a dare uno sguardo alle principali caratteristiche di questo minerale.

  • Siderite

  • La siderite è un minerale che fa parte del gruppo dei carbonati, in particolare della calcite. Questo minerale è composto prevalentemente da carbonato ferroso. Sotto il profilo etimologico, l’origine del nome siderite è greca. Infatti, il termine “sideros” ha il significato di ferro. Il richiamo alla Grecia è importante perché sono state proprie queste popolazioni, nel corso dei secoli, ad avere un rapporto significativo e costante con la siderite. Infatti, presso le aree in cui non erano presenti giacimenti di ferro si faceva ricorso proprio ai giacimenti di siderite per l’estrazione di questo elemento così importante per gli esseri umani e per la nostra terra.

  • Dolomite

  • La dolomite è un minerale che appartiene al gruppo dei carbonati. E’ composto essenzialmente da calcio e magnesio. Vi è una roccia di nome dolomia che è caratterizzata proprio dal fatto di essere formata prevalentemente dalla dolomite. Sotto l’aspetto etimologico, comunque, l’origine del nome dolomite è francese, nel senso che il collegamento è con il famoso mineralogista Dolomieu. E’ abbastanza intuitivo notare che in Italia ci sono le ben note montagne dolomiti, anch’esse costituite, in parte, da questo minerale. Il minerale fu scoperto, proprio da Dolomieu, nel 1789, durante un viaggio nei territori del Tirolo meridionale. All’inizio, la dolomite fu scambiata per il calcare ma poi fu notato che le reazioni chimiche all’acido cloridrico erano opposte e, dunque, si ipotizzò la presenza di un nuovo minerale.

  • Magnetite

  • La magnetite è un minerale che si presenta davvero ricchissimo di ferro. Addirittura, pare che sia composta da circa il 72,5% di ferro. Non è solo questa la caratteristica che rende famoso tale minerale. Infatti, la magnetite è nota ai più anche per il fatto di avere le maggiori e migliori proprietà magnetiche. Questo secondo aspetto, del resto, viene suggerito dal nome stesso del minerale. Proprio a proposito dell’etimologia, c’è da dire che non ci sono delle vere e proprie certezze. L’ipotesi più comune vuole che la magnetite derivi da una città greca di nome Magnesia. Secondo l’interpretazione di Plinio Il Vecchio, invece, il nome deriverebbe dal pastore Magnes il quale avrebbe scoperto questo minerale sul Monte Ida.

  • Minio

  • Il minio è un minerale, nello specifico un ossido formato essenzialmente da piombo. Si presenta composto da una polvere pesante. Non ha una simmetria ben definita se si osservano le sua caratteristiche mineralogiche. Dal punto di vista dell’etimologia del termine possiamo dire che il nome minio derivi molto probabilmente dal fiume “Minius”, un corso d’acqua che si trova soprattutto nella parte Settentrionale della Spagna. Il suo utilizzo risale addirittura all’antichità. Sembra, infatti, che in passato venisse adoperato per produrre colori e articoli cosmetici. Le donne romane, specie quelle più in vista ed importanti all’interno della società, lo impiegavano come rossetto. In realtà, sapevano poco o nulla, a quel tempo, della tossicità di questo minerale, data proprio dalla presenza del piombo.

  • Ulexite

  • L’ulexite è un borato idrato di sodio e di calcio. Il nome deriva da quello del chimico tedesco Georg Ludwig Ulex che visse nel diciannovesimo secolo. Le caratteristiche di questo minerale furono descritte per la prima volta in maniera esaustiva e completa nel 1850 da James Dwight Dana. Questo minerale non viene ritenuto molto importante anche se alcune delle sue caratteristiche risultano essere ugualmente interessanti. Una di queste, ad esempio, vuole che l’ulexite sia la cosiddetta pietra della Tv, per via del fatto che la sua struttura fibrosa permette a questo minerale di essere capace di dislocare un’immagine che viene proiettata sulla superficie del minerale. In questo modo, si ha la sensazione di osservare uno schermo televisivo di piccole dimensioni.

  • Uraninite

  • L’uraninite è un minerale la cui caratteristica principale è l’alta radioattività. È una delle più importanti fonti naturali di uranio. E’ abbastanza semplice intuire che il nome di tale minerale derivi proprio dall’uranio. L’uraninite in passato non veniva ritenuta molto importante. In realtà, oggi le cose sono cambiate. Questo minerale risulta essere il più abbondante in natura tra quelli che contengono uranio e, dunque, riveste un ruolo certamente significativo in diversi ambiti. Novità importanti relative all’uraninite furono diffuse sul finire del 1800, quando i coniugi Curie riuscirono a isolare da tale minerale tracce di polonio ma anche di radio.

  • Zincite

  • La zincite è un ossido di zinco. Non a caso, è formato da monossido di zinco e fu descritto per la prima volta nei primi anni dell’Ottocento da Bruce. Per quanto concerne l’origine del nome è abbastanza immediato il richiamo allo zinco. Del resto, è questo l’elemento principale che caratterizza tale minerale. In ogni caso, il nome deriva dal termine tedesco zink. Il nome con il quale oggi si identifica questo minerale fu proposto da Haidinger anche se bisognò aspettare i primi anni del Novecento per dare una descrizione precisa della struttura cristallina. La zincite è conosciuta anche come ossido rosso di zinco.

  • Rutilo

  • Il rutilo è un minerale di ossido di titanio. Dal punto di vista etimologico è necessario evidenziare che l’origine del rutilo è latina. Infatti, la parola rutilus ha il significato di colore tendente al rosso. La proposta di utilizzare tale nome per definire questo minerale fu avanzata intorno agli anni venti del 1800 dal mineralogista Werner. Negli anni addietro, capitava sovente che il rutilo venisse scambiato con la tormalina. La sua composizione reale, però, fu scoperta nel 1795 da Klaproth e da quel momento in poi non vi furono più problemi in merito al riconoscimento del rutilo.