Bardana

La bardana è una pianta ben conosciuta dalla medicina tradizionale e dall’erboristeria, dalle quali viene ampiamente utilizzata per via delle sue proprietà drenanti ed antibatteriche, ed in particolar modo per l’azione estremamente benefica sulla pelle e su numerose delle sue manifestazioni patologiche. In questa guida sulla bardana sono presentate le caratteristiche della pianta, le sue diverse applicazioni terapeutiche, gli utilizzi culinari e le precauzioni da osservare prima dell’uso.

Bardana

Identikit della Bardana

La Bardana, o più precisamente Bardana maggiore, è una pianta erbacea biennale il cui nome scientifico è Arctium lappa, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Il nome scientifico, Arctium, deriva dal greco árcteion che significa “orso”; questo è un chiaro richiamo all’aspetto della pianta, ispido e peloso. Il termine lappa deriva anch’esso dal greco, e precisamente da labein che significa “attaccarsi”, poiché i frutti della bardana tendono a rimanere attaccati ai vestiti ed alla pelliccia degli animali selvatici. Secondo un’altra spiegazione, lappa deriva invece da un termine celtico il cui significato è “mano”, sempre un esplicito richiamo alla capacità di attaccarsi alle superfici cui viene a contatto. Nella vita di tutti i giorni la bardana è comunemente chiamata petolara, che deriva da petola, ovvero il termine usato per designare i frutti, utilizzati per gioco dai bambini come appiccicosi proiettili da lancio.

La bardana è una pianta che può raggiungere dimensioni anche ragguardevoli, con altezze che vanno dagli 80 centimetri sino ai due metri. Il fusto è pubescente, ovvero caratterizzato da una fitta peluria, ramificato e talvolta colorato di rosso-violaceo. Si tratta di una specie biennale, il cui ciclo vitale si compie in due stagioni vegetative; alla primavera del secondo anno di vita la crescita è garantita da gemme che svernano a livello del suolo. Le foglie di bardana sono grosse, alternate, di forma cuoriforme o ovata, e dotate di un lungo picciolo; sulla pagina inferiore è presente una caratteristica peluria che le conferisce un aspetto simile a quello di una fitta ragnatela. I fiori, o meglio le infiorescenze di bardana, sono capolini sferici di colore viola o rosso purpureo che si trovano raggruppati in corimbi, strutture avvolte da un involucro protetto da numerose brattee (foglie modificate) che assumono la forma di aculei uncinati. Il periodo di fioritura va da luglio a settembre.

La radice di bardana è carnosa e penetra in profondità nel terreno, e le sue dimensioni possono essere ragguardevoli: sino ad un metro di lunghezza, con un diametro di qualche centimetro al massimo. In genere la radice si raccoglie durante la prima stagione vegetativa o entro l’autunno del secondo anno ma non oltre, poiché tende via via a diventare sempre più fibrosa con il sopraggiungere del freddo.

La bardana è una pianta che l’uomo conosce sin dai tempi antichi, e che da secoli viene coltivata per via delle sue applicazioni medicinali e per usi alimentari. La sua radice è infatti commestibile e viene consumata come verdura. In natura, la bardana è originaria delle zone temperate dell’Europa e dell’Asia; nel nostro Paese è piuttosto comune, tranne che nelle isole maggiori, e si trova sino a quote di circa 1000 metri sul livello del mare. Cresce solitamente ai margini dei campi coltivati, nei prati incolti, lungo le siepi e le strade, ma anche in zone collinari boscose, prediligendo in particolar modo i suoli ricchi in azoto.

Utilizzi medicinali della Bardana

Della bardana vengono utilizzate, a scopo medicamentoso, sia la radice carnosa che le foglie (raccolte in genere in giugno e luglio). I principali costituenti della bardana sono rappresentati da:

– inulina (30-45% nella radice);

– composti polinsaturi (acido arctico, arctinoli, arctinoni, lappafeni);

– polifenoli (acido caffeico, acido clorogenico);

– oli essenziali (tracce);

– mucillagini;

– tannini, resine.

Secondo la medicina tradizionale la bardana è una pianta dall’azione tonica, diuretica, diaforetica ed in grado di purificare il sangue. E non solo: la radice di questa pianta viene utilizzata anche per trattare infezioni cutanee, acne, eczemi, impurità della pelle, psoriasi, crosta lattea, herpes, pelli grasse, foruncolosi, insomma una vasta gamma di fastidiosi disturbi e malattie della pelle. Per il loro trattamento si usano in genere decotti, preparati facendo bollire per una decina minuti circa settanta grammi di radice di bardana per ogni litro d’acqua. Il liquido ottenuto può essere bevuto a digiuno e, contemporaneamente, utilizzato per detergere il viso: la pelle risulterà essere più omogenea e vellutata. Lo stesso decotto può anche risultare utile per prevenire la calvizie e trattare l’alopecia.

Anche nel caso di malattie esantematiche come morbillo e rosolia la bardana dimostra la sua utilità: essa aumenta infatti le capacità di sfogo naturali della pelle, permettendo una più rapida cicatrizzazione delle piaghette cutanee. Nella radice fresca di bardana sono contenute anche sostanze ad azione antibiotica, che impediscono eventuali infezioni delle piaghe ostacolando l’azione dei batteri patogeni. Nelle foglie di bardana sono inoltre contenuti lattoni sesquiterpenici come l’arctiopicrina, un principio attivo caratterizzato da una blanda azione antisettica che ostacola lo sviluppo di batteri Gram-positivi e di diversi ceppi fungini.

Nel caso di spiacevoli “incontri” con insetti come vespe, calabroni, api, zanzare e tafani è sufficiente applicare delle foglie fresche sulla zona punta per ottenere una rapida diminuzione del dolore e del gonfiore.

La bardana è inoltre efficace per il trattamento di artrite reumatoide, sciatica, calcoli renali, ulcere: in questo caso si utilizzano decotti a base si foglie di bardana mescolate con foglie di salvia. Le foglie rimaste non vanno buttate via: possono infatti essere utilizzate per lenire le emorroidi e le infiammazioni anali. Facendo bollire delle foglie di bardana nel latte, inoltre, si ottiene una miscela da applicare (ancora calda) sulle piaghe, sulle ulcere di varia origine e sulle infezioni cutanee, permettendone una più veloce cicatrizzazione e guarigione.

La bardana è inoltre considerata un blando lassativo, in grado di stimolare le funzioni epatobiliari e la sudorazione corporea. Grazie alle sue proprietà ipoglicemizzanti, i suoi benefici possono essere sfruttati dalle persone che soffrono di iperglicemia e di diabete di tipo II.

La bardana è una sostanza ad efficace azione drenante, diuretica e colagoga, che permette di eliminare le tossine da parte dell’organismo attraverso le fisiologiche secrezioni di pelle, reni, fegato, cistifellea ed intestino: in seguito alla sua assunzione si osservano dunque incrementi nella secrezione delle ghiandole sudoripare e della secrezione sebacea, della diuresi, dell’attività epatica, della secrezione biliare e della motilità intestinale.

Generalmente, presso le erboristerie ed i negozi specializzati, la radice di bardana viene commercializzata sotto forma di prodotto essiccato. Se ne possono, ad esempio, ricavare decotti ed impacchi utilizzati per il trattamento della pelle. Esistono anche altri tipi di formulati come, ad esempio, tintura madre, estratti fluidi ed estratti secchi.

I semi della bardana, conosciuti col termine mandarino di niupangzi, vengono ampiamente utilizzati dalla medicina tradizionale cinese. Essi contengono arctigenina, una sostanza appartenente alla classe dei lignani e che in vitro ha dimostrato un’attività antinfiammatoria ed anticancerogena; essa sembra inoltre agire come un antivirale nei confronti dell’influenza A dei topi. L’arctigenina contenuta nei semi di bardana è un fitoestrogeno, che nell’organismo presenta un comportamento analogo a quello degli estrogeni umani.

Caratteristiche nutrizionali ed utilizzi culinari della Bardana

Di seguito è riportata la tabella nutrizionale relativa a 100 grammi di radice di bardana cruda.

 

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI

Valori medi per 100 g

ENERGIA

kcal

kJ

72

301

Acqua

g

Proteine

g

1.5

Carboidrati

g

17.3

  • Di cui zuccheri

g

2.9

  • Di cui amidi

g

0

  • Fibre alimentari

g

3.3

Lipidi

g

0.2

Colesterolo

mg

0

Sodio

mg

5 (0% RDA*)

Minerali

Calcio

mg

41 (4% RDA*)

Ferro

mg

0.8 (4% RDA*)

Magnesio

mg

38 (10% RDA*)

Fosforo

mg

51 (5% RDA*)

Potassio

mg

308 (9% RDA*)

Zinco

mg

0.3 (2% RDA*)

Rame

mg

0.1 (4% RDA*)

Manganese

mg

0.2 (12% RDA*)

Selenio

mg

0.7 (1% RDA*)

Vitamine

Tiamina (Vitamina B1)

mg

0.1 (1% RDA*)

Riboflavina (Vitamina B2)

mg

0.1 (2% RDA*)

Niacina (Vitamina B3)

mg

0.3 (1% RDA*)

Acido pantotenico (Vitamina B5)

mg

0.3 (3% RDA*)

Piridossina (Vitamina B6)

mg

0.2 (12% RDA*)

Folati (Vitamina B9)

?g

23 (6% RDA*)

Cobalamina (Vitamina B12)

?g

0 (0% RDA*)

Vitamina A

IU

0 (0% RDA*)

Vitamina C

mg

3 (5% RDA*)

Vitamina E

mg

0.4 (2% RDA*)

Vitamina K

?g

1.6 (2% RDA*)

Colina

mg

11.7

Betaina

mg

0.2

*RDA: Recommended Daily Allowance o dose giornaliera raccomandata, calcolata su un fabbisogno energetico medio di 2000 kcal

(Fonte: NutritionData.com)

Durante il Medioevo la bardana veniva diffusamente coltivata come verdura “povera”; la tradizione del suo consumo è rimasta sostanzialmente solo in Italia, Portogallo, Brasile ed alcuni stati asiatici come Giappone, Corea e Taiwan. Tuttavia in anni più recenti la bardana è stata riportata in auge nel campo della dieta macrobiotica, che ne consiglia il consumo per via dell’ottimo contenuto in fibre, calcio e potassio associato ad un basso contenuto calorico. La bardana è anche una buona fonte di polifenoli, come ad esempio i derivati dell’acido caffeoilquinico, preziosi antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi combattendo i processi di ossidazione e l’invecchiamento cellulare. Nella radice di bardana sono contenute buone quantità di inulina, una fibra solubile prebiotica che supporta il metabolismo della flora batterica intestinale. L’inulina viene utilizzata frequentemente come coadiuvante nei regimi dietetici e per migliorare il transito intestinale, permettendo di alleviare la stipsi.

La radice di bardana è caratterizzata da un sapore delicato e dolciastro, con un profumo pungente che si argina immergendo la radice, tagliata a pezzi o alla julienne, in acqua fredda per cinque o dieci minuti prima del consumo. Un piatto tipico vede la bardana utilizzata per preparare crocchette aromatiche ottenute impastando la radice con uovo, cipolla, timo e prezzemolo, e friggendo piccole palline di composto. L’aroma tipico di questa radice viene molto apprezzato anche dalla cucina asiatica, ed in particolar modo da quella giapponese che utilizza la bardana per il Butajiru, una zuppa di maiale e miso, per il Takikomi gohan, una sorta di riso pilaf di stile nipponico, e per la classica Tempura.

Della bardana si mangia praticamente tutto: oltre alle radici, le foglie ed i gambi possono essere consumati sia crudi che lessati, in insalata o da soli, mentre il gambo fiorale può anche essere impanato e fritto. Infine i boccioli di bardana, raccolti in primavera avanzata prima del dischiudersi delle infiorescenze, sono commestibili ed il loro sapore richiama quello del carciofo, pianta con la quale la bardana è del resto imparentata.

Controindicazioni e precauzioni d’uso della bardana

La bardana è una pianta ben tollerata dall’organismo, che non presenta alcuna tossicità e per la quale non è sono stato segnalato, alle dosi terapeutiche, alcun tipo di effetto collaterale. I casi di sensibilità individuale alla bardana sono piuttosto rari.

Le persone che presentano allergie alle Asteracee dovrebbero evitarne l’utilizzo, così come le donne in gravidanza o allattamento per via di alcune sostanze contenute nella bardana, che agiscono come stimolante uterino. Le persone diabetiche in cura con farmaci ipoglicemizzanti di sintesi dovrebbero consultare il proprio medico prima di assumere bardana, poiché l’azione combinata potrebbe causare un eccessivo abbassamento della glicemia sanguigna.



Una risposta

  1. marta

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