Cioccolato e cacao
In principio fu il cioccolato......il resto è storia.
Narrazione di una ascesa alimentare travolgente che, dai tempi antichi, ha sospinto il cacao attraverso i secoli sulle onde della ghiottoneria mondiale.
La storia del cacao e della cioccolata
L'albero del cacao viene
scoperto dall'uomo 5000 anni prima di Cristo in America lungo le
sponde dell'Orinoco e si diffonde nell' America precolombiana nella
duplice veste di alimento e di moneta di scambio.
I primi coltivatori sono i Maya, intorno al 1000 a.c., e a seguire
gli Aztechi, in memoria del dio Quetzalcoàtl che prima di scomparire
aveva lasciato il seme di una bevanda amara e afrodisiaca, il
cioccolato, che prende appunto il nome da questo seme chiamato
cacahualt.
Nel 1500 Cristoforo Colombo incontra la bevanda in Honduras, ma non
le dà molta importanza, ed è solo grazie all'arrivo in America di
Hernàn Cortéz (1519) che il cacao viene portato in Europa, a partire
dalla Spagna. Cortèz viene infatti scambiato per il dio azteco
Quetzalcoàtl, di cui la profezia aveva predetto il ritorno proprio
in quell'anno, e riceve in dono come tributo una piantagione di
cacao e i suoi profitti.
Nel 1606 il commerciante fiorentino Antonio Carletti porta il cacao
in Italia, ma soltanto dopo un secolo si inizierà ad apprezzare
oltre che come bevanda, anche in forma solida, dalla tavoletta al
cioccolatino. A Torino in particolare si sviluppa la produzione del
cioccolato, con la nascita della prima fabbrica e l'invenzione del
mitico gianduiotto, che rappresenta la più longeva versione di
amalgama tra cioccolato e pasta di nocciola.
Come è fatto il cioccolato?
Il cioccolato è
costituito da cacao in polvere, cacao magro, granelli di cacao,
burro di cacao, saccarosio. La qualità dipende dalla percentuale di
cacao e le distinzioni dipendono infatti dalla presenza dei vari
ingredienti.
Cioccolato fondente
Contiene il 43% di cacao, che rappresenta quindi l'elemento
predominante. Il burro di cacao è presente solo nella misura del 28%
e, dal momento che contiene i grassi cosiddetti 'buoni', tiene
lontano il colesterolo.
Dal gusto deciso e profumo inebriante, il cioccolato fondente ha la
fama di essere un toccasana: regala buonumore ed energia, aiuta a
prendere sonno e fornisce energia. In termini di calorie, una
barretta da 30 grammi ne contiene appena 150, il che lo rende
particolarmente adatto agli spuntini, soprattutto per chi pratica
sport.
Il colore è scuro e nella versione extrafondente diventa quasi nero
e più amaro.
Quando messo in bocca, deve spaccarsi di netto, sciogliersi
velocemente e lasciare un sapore amaro. Questo è un dettaglio
importante, poiché rivela la ridotta presenza di zuccheri che
simboleggia la genuinità del cioccolato fondente.
Cioccolato al latte
Nasce dalla mescolanza di cacao, burro di cacao, zucchero e latte,
preferibilmente intero. Il cacao è presente nella percentuale del
25%, il colore è un caldo marrone chiaro, il resto è zucchero e
grassi.
Ma la dolcezza....la dolcezza di una barretta di cioccolato al latte
che si scioglie in bocca è incomparabile per molti, per le persone a
cui non interessa che il cacao sia purissimo e predominante: la
sensazione di cremoso piacere regalata dal cacao misto agli zuccheri
ripaga di qualsiasi contaminazione.
Il cioccolato al latte rappresenta un po' un scuola di pensiero, una
professione di fede...e se non va bene per le ricette da forno, non
è poi un gran problema.
In bocca non ha una consistenza croccante, anzi tende a sciogliersi
in tempi brevissimi ed è avvolto da un leggero e delicato profumo di
vaniglia.
Cioccolato bianco
Il cacao compare in dose minima nel cioccolato bianco. Si tratta di
un prodotto industriale composto da latte, zucchero e burro di
cacao. Utilizzato per gli snack e per la preparazione di mousse e
dolci, presenta una notevole quantità di grassi.
E' croccante come il 'cugino' al latte, ma la nota predominante del
sapore è il burro di cacao misto a una dose importante di latte e
zucchero.
Cioccolato amaro
Il cacao è presente nella misura del 70%, il che lo rende amaro,
forte, corposo e utilissimo al sistema vascolare, poiché aumenta la
capacità di dilatazione dei vasi sanguigni. Una tavoletta di
cioccolato amaro - per sua natura nerissimo - è salutare per il
benessere del palato, della mente e del corpo. Come il fondente,
tende a spaccarsi di netto e a sparire rapidamente, lasciando come
unica traccia il leggero gusto acido che lo contraddistingue.
Costruire con il cioccolato: l'uovo di Pasqua
Nonostante l'iniziale
avversione da parte della Chiesa, il cioccolato entra nell'VIII
secolo d.c. a far parte delle tradizioni cristiane. Si narra infatti
che durante la Quaresima le campane di tutto il mondo si recassero a
Roma per tornare colme di uova da depositare nei giardini e nei
campi. Da qui l'usanza di decorare le uova nel periodo di digiuno e
di nasconderle in vista di una caccia al tesoro per i bambini la
mattina di Pasqua; il passo verso l'uovo di cioccolato è breve e
ricco di dolci sapori.
Del resto, il cioccolato rappresenta in certa misura un simbolo
delle festività pasquali, nel corso delle quali assume non solo la
veste dell'uomo, ma anche dell'agnello, del pesce, della
campana...per una festa a 360° all'insegna della dolcezza.
La forma del cioccolato: l'occhio vuole la sua parte, ma anche il palato
Se è vero che la qualità
del cioccolato dipende da quella della sua materia prima, appunto il
cacao, è altresì vero che è importante anche soddisfare la vista e
il tatto.
Il cioccolato deve essere lucido e profumato e non snobbare le
fusioni con altri ingredienti.
E' recente l'accostamento a spezie insolite come cannella,
peperoncino, zenzero, in alternativa alle tradizionali noci,
mandorle, nocciole. In queste varianti il cioccolato soddisfa le
esigenze di tutti i palati, proponendosi in veste sempre nuova dal
punto di vista contenutistico ed estetico: è riduttivo, infatti,
pensare soltanto alla classica tavoletta, poiché accanto ad essa
troneggiano nei bar e nei banchi dei supermercati i formati più
fantasiosi.
Cioccolatini rotondi, quadrati, a forma di stella, di orsacchiotto,
di dinosauro, ripieni o semplici e poi tavolette rettangolari,
quadrate, lisce o divise in riquadri, e barrette sottili o spesse, i
confezione singola o doppia. Un tripudio per i sensi dei golosi.
Il cioccolato fa davvero male?
Senz'altro gli zuccheri
presenti in quasi tutte le tipologie di cioccolato non sono
benefici, soprattutto per soggetti in condizioni di salute non
ottimali.
Ma è accertato che contiene alcune sostanze utili per l'organismo,
come la feniletilamina, una sostanza euforizzante che incide
positivamente sul problema della depressione, e la serotonina, il
famoso 'neurotrasmettitore del buonumore' in grado di stimolare il
sistema nervoso in direzione di allegria e serenità.
E' semplice constatarlo nella vita di ogni giorno: chi si costringe
a diete troppo drastiche e non si concede mai un pezzettino di
cioccolato, insieme ai chili perde anche vitalità e carica positiva.
Cioccolato: cibo degli dei...e amico dell'amore
Sembra proprio che abbia
anche un potere afrodisiaco. Non solo è buono ed offre stimoli
sensoriali a tutto tondo, ma influisce anche sulla sfera sessuale.
Tutto merito di alcune molecole - feniletilamina e teobromina in
testa che combattono lo stress e aiutano a rilassarsi e producono
uno stato di eccitazione che si riverbera positivamente sulla vita
di coppia. Niente di meglio di un pizzico di dolcezza per completare
la magia di una serata romantica...
Degustare il cioccolato
Per degustare al meglio
il cioccolato, occorre affidarsi all'analisi sensoriale, solo così
sarà possibile cogliere il particolare che ne rende il gusto
inconfondibile e attiva quei processi emozionali che favoriscono i
momenti magici a due.
Regola numero uno
chiudere gli occhi.
Regola numero due
adagiare un pezzetto sulla lingua, dove sciogliendosi lentamente
possa incontrare le papille gustative e invadere la bocca della
piacevole attesa di quel che seguirà a breve, un nuovo appuntamento
con quella particolare miscela di dolce e amaro, che deve sempre
rimanere sul palato come retrogusto rappresentativo della qualità
del cacao.
Regola numero tre
riaprire gli occhi e guardare il mondo con il senso di benessere
regalato dalle sostanze benefiche contenute nel cioccolato appena
mangiato.
E qui si torna all'appuntamento galante...ma forse è meglio chiudere
di nuovo gli occhi....
Il cioccolato nella vita dei personaggi storici
Papa Pio V merita il
primo posto in quanto a passione e fedeltà per i cibo dei, perché
nel 1500 il cioccolato non godeva di fama in ambiente religioso, per
via di un sospetto connubio con il diavolo. Ebbene, nel 1569 provoca
uno scandalo, poiché decide di legittimare il consumo di una tazza
di cioccolato al giorno nel periodo di Quaresima, con una
motivazione a dir poco creativa: il cioccolato liquido, dovrebbe
essere evidente...non è un alimento....
Due secoli dopo incontriamo Maria Antonietta, sposa del Re Sole, che
accanto all'amore per le brioches ne svela uno altrettanto forte per
il cioccolato; sembra che avesse un cioccolataio personale tenuto a
soddisfare il suo desiderio anche durante i viaggi. Un posto in
carrozza, per lui, si trovava sempre....
E che dire di Casanova, che lo utilizzava come complemento delle sue
avventure amorose, in virtù delle proprietà afrodisiache dimostrate
dal cacao. Alle gentili pulzelle non rimaneva che cadere tra le sue
braccia sotto il richiamo della sua avvenenza misto all'invito di un
dolce bon bon...
E ancora musicisti e romanzieri del calibro di Mozart, Manzoni e
Goethe non hanno resistito al profumo inebriante del cioccolato
fuso, del cioccolato solido, del cioccolatino mordi e fuggi, e hanno
portato fuggevolmente nelle loro opere le suggestioni di momenti di
delizia.
Il dilemma della scelta del cioccolato
Una premessa è
fondamentale: per il vero 'cioccolatomane' non sussiste il tarlo del
dubbio.
Lui sa dove, cosa e quando, ha i suoi preferiti e difficilmente li
abbandona, perché il cioccolato ti attira con una promessa di bontà
che difficilmente si dimentica se mantenuta.
Ma di livello quantitativo si può parlare, nella misura in cui la
qualità del cioccolato dipende dalla natura delle materie prime,
dalla lavorazione, dalla conservazione del prodotto. In questo
settore l'impressione è che affidarsi ai prodotti delle marche più
note rispecchi un atteggiamento di accortezza indispensabile quando
si parla di un prodotto tra i più diffusi e, di conseguenza, più
manipolati del mercato alimentare.
Esistono centinaia di produttori di cioccolatini a prezzi contenuti,
ma se per cioccolato si intende una esperienza sensoriale completa e
si punta alla sicurezza delle materie prime, l'ideale è rivolgersi
ai produttori accreditati, che espongono peraltro in modo esplicito
tutte le caratteristiche del prodotto e vantano una storia e un
lungo percorso lungo la strada della dolcezza.
I grandi produttori del cioccolato e i loro siti web
Ferrero
www.ferrero.it
La Ferrero nasce negli anni Quaranta grazie a Pietro Ferrero, che
apre le danze con la produzione di cioccolatini al gusto gianduia, e
dopo un solo decennio si ritrova a capo di una azienda conta già con
duecento furgoni per le consegne e mille dipendenti, e negli anni
Sessanta e Settanta consolida la sua presenza in tutto il mondo,
inaugurando una fabbrica addirittura in Australia. Nulla può fermare
la sua travolgente ascesa che la porta a raggiungere risultati
invidiabili e nel nuovo millennio alla Ferrero si ascrive un
fatturato di sei miliardi di euro e una vocazione internazionale che
non conosce tregua.
La filosofia alla base del successo è la costruzione di un rapporto
di fiducia con il consumatore, che ripaga la serietà nell'utilizzo
delle materie prime e la costanza nella ricerca di soluzioni
innovative con una fedeltà immutabile. Praline come Rocher
(indimenticabile Ambrogio, protagonista di uno famoso spot negli
anni '90 insieme alla celebre frase "...Ho voglia di qualcosa di
buono...." ), Mon Cheri, Raffaello sono parte delle abitudini di
acquisto di milioni di persone, soprattutto in un contesto di dono,
di omaggio, a riprova che la professionalità viene ripagata con una
militanza incrollabile quando si tratta di far bella figura, e per
il sapore delle praline, e per l'eleganza della confezione.
Per gli amanti del cioccolato al latte, il Kinder non ha rivali,
dall'ovetto in teoria rivolto prevalentemente ad un pubblico adulto,
alle barrette da scartare una dopo l'altra, al kinder cereali con il
riso soffiato...una linea di gusto pensata per chi, nella vita, ha
un assoluto bisogno di dolcezza.
Perugina
www.baciperugina.it
Si festeggia quest'anno il centenario della nascita della Perugina
per mano di quattro amici appassionati di arte dolciaria, ma il
bacio è un po' più giovane, è nato nel 1922 con il nome di
'cazzotto', per via della iniziale forma irregolare. La ricetta è
semplice: granella di nocciola, cioccolato fondente e una bella
nocciola in cima. Semplice ed efficace, come raccontano decenni di
successi per questo piccolo cioccolatino che è diventato il simbolo
degli innamorati anche grazie alla brillante idea di completarne il
fascino con la suggestione della parola. La magia del cioccolato si
è unita a sottili citazioni di autori famosi che "offrono agli
italiani le parole giuste da utilizzare al momento giusto".
L'ultimo arrivato in famiglia è il Bacio in Rosso, con la ciliegia
al posto della nocciola e il liquore misto al cioccolato fondente:
nuovo vestito punteggiato di rosso e il 'vecchio', collaudato,
messaggio all'interno. Squadra vincente non si cambia...ma si può
sempre arricchire.
Caffarel
www.caffarel.com
Dal 1826 la tradizione piemontese del cioccolato si esprime in forma
di barrette e cioccolatini.
Il gianduiotto, emblema dell'azienda, nasce nel 1865. L'impasto è
speciale, il cacao si sposa con lo zucchero e con la celebre
nocciola "Tonda Gentile" delle Langhe: dal profumato connubio nasce
il gianduiotto, che prende il nome da Gianduja, maschera piemontese
dal codino all'insù che sceglie di pubblicizzare il nuovo
cioccolatino per le strade di Torino e di regalargli il suo nome.
Cos'ha di speciale il gianduiotto? La forma non è particolare, la
confezione neanche, nonostante esprima una certa eleganza con i suoi
toni dorati....il segreto del successo risiede nell'impasto, non
troppo solido ma neanche fluido, con il sapore delle nocciole che
non si impone in modo forte, ma con discrezione, regalando un aroma
di fondo che non rivaleggia con il gusto del cacao, il vero
protagonista della situazione.
Lindt
www.lindt.com
Nel 1845 a Zurigo nasce una piccola fabbrica di cioccolato a
conduzione familiare...il resto è storia.
Storia di una produzione raffinata, forse non adatta a tutte le
tasche ma di sicuro a tutti i palati.
I prodotti della Lindt sono eleganti nell'aspetto e nel gusto, uno
per tutti la pralina Lindor, "una specialità da gustare ad occhi
chiusi": si incontra per primo il guscio croccante e poi il ripieno,
morbido, profumato, cremoso. La pralina rappresenta il fiore
all'occhiello della produzione aziendale, che pure si avventura sul
terreno ugualmente fertile di tavolette, barrette, snack.
L'unico appunto possibile è per il prezzo, commisurato alla qualità
della lavorazione ma leggermente più alto degli altri in commercio.