Come fare beneficenza correttamente

Una guida per fare beneficenza in modo corretto, onesto e sicuro

La beneficenza è una pratica nobile e una risorsa importantissima per tante organizzazioni che non sarebbero in grado di operare e sopravvivere senza questo tipo di sostegno. Tuttavia, nel panorama odierno in cui la beneficenza – in alcuni casi – sembra essere diventata una strategia di marketing, ci sono alcune domande che sorgono spontanee: come essere sicuri che le donazioni vengano effettivamente utilizzate per gli scopi dichiarati? Come si fa beneficenza nel modo più trasparente e corretto possibile?

Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
Milena Talento

 

Come fare beneficenza in modo onesto e sicuro

I dati che l’Istituto Italiano della Donazione ha presentato in occasione del Giorno del Dono a Gennaio 2024 rivelano una scarsa fiducia degli italiani nei confronti degli enti benefici. In molti preferiscono donazioni dirette e informali proprio per non passare attraverso organizzazioni sulle quali non ripongono fiducia.

La sfiducia delle persone le porta a supportare di meno associazioni e attività, anche quelle che perseguono obiettivi a loro affini. Pur simpatizzando con le attività e gli obiettivi, le persone scelgono di non donare perché non sanno che utilizzo verrà fatto delle risorse raccolte.

In questo approfondimento, forniremo una lista di pratiche e precauzioni da adottare per fare beneficenza correttamente, garantendo che l’aiuto offerto in prima persona, o attraverso una raccolta di donazioni, raggiunga realmente chi ne ha bisogno.

Il RUNTS

Non tutti sanno che esiste un registro degli enti benefici: è il RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (il Terzo Settore è quello relativo alle organizzazioni – pubbliche o private – che non hanno scopo di lucro).

Il RUNTS è un registro consultabile per via telematica attivo dal 23 novembre 2021. Esso mira ad assicurare la trasparenza degli enti del terzo settore fornendo al pubblico un elenco aperto e consultabile delle organizzazioni che vi sono iscritte. Inoltre, tutte le organizzazioni iscritte al RUNTS devono sottostare ad alcune regole dettate dalla normativa. In particolare:

  • Solo gli enti del terzo settore iscritti al RUNTS possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste;
  • Solo gli enti iscritti al RUNTS possono stipulare convenzioni con le amministrazioni pubbliche per lo svolgimento in favore di terzi di attività di interesse sociale generale;
  • Solo gli enti iscritti al RUNTS possono accedere al 5 X 1000;
  • Gli enti iscritti al RUNTS possono acquisire personalità giuridica.

Possono iscriversi al RUNTS:

  • Gli enti filantropici,
  • Le ASP, Associazioni di Promozione Sociale,
  • Le società di mutuo soccorso che non hanno l’obbligo di iscrizione al registro delle imprese,
  • Le fondazioni di carattere privato costituite senza scopo di lucro che perseguono finalità, civiche, solidaristiche e di utilità sociale,
  • Le ODV, Organizzazioni di Volontariato.

L’iscrizione al RUNTS fa gli interessi sia degli enti del terzo settore che vi si iscrivono (perché gli dà la possibilità di accedere a forme di sostegno, anche fiscale), sia quelli del pubblico che fa beneficenza: donare ad un ente iscritto al RUNTS significa donare a un’organizzazione controllata e avere una maggiore garanzia sull’uso che verrà fatto del denaro o delle risorse raccolte.

Il Codice del Terzo Settore

La normativa di riferimento per le organizzazioni senza scopo di lucro e benefiche è il Codice del Terzo Settore, un complesso di norme che disciplina il settore non profit con l’obiettivo di fornire uno strumento di orientamento per tutte le organizzazioni che realizzano raccolte fondi e per migliorare il rapporto di fiducia tra associazioni e cittadini.

Come il RUNTS, anche l’impianto normativo svolge la doppia funzione di fornire una guida alle associazioni benefiche e una garanzia ai cittadini.

Il Codice del Terzo Settore si articola in numerosi decreti legislativi attuativi, ma i punti principali possono essere così riassunti:

  • Gli enti del terzo settore hanno l’obbligo, per essere riconosciuti come tali, di iscriversi al RUNTS. Il registro ha sede presso il Ministero delle Politiche Sociali ma è gestito e aggiornato a livello regionale.
  • Gli enti iscritti al RUNTS sono tenuti al rispetto di vari obblighi: trasparenza dei bilanci, assicurazione dei volontari, democrazia interna, trasparenza della destinazione degli eventuali utili.
  • Gli enti iscritti al RUNTS possono accedere ad esenzioni o vantaggi economici.

Il Codice del Terzo Settore contiene anche una lunga parte dedicata ai Centri di Servizio per il Volontariato. Per vigilare sull’operato di quest’ultimo, è stato istituito l’Organismo Nazionale di Controllo.

Come il RUNTS, anche il Codice del Terzo Settore è un punto di riferimento per tutte le associazioni che intendono svolgere attività di beneficenza, ma è anche una forma di garanzia per i cittadini.

Fare beneficenza: come farla realmente e legalmente?

L’obbligo di iscrizione al RUNTS significa che organizzazioni e privati che non sono iscritti non possono organizzare eventi di beneficenza? Non possono organizzare raccolte fondi e devolvere l’utile ad un ente oppure svolgere in prima persona un’attività solidale? No, la normativa in vigore non vieta ai soggetti privati o non iscritti al RUNTS di fare beneficenza.

Chiunque può perseguire un obiettivo benefico, anche coinvolgendo i cittadini che contribuiscono con le proprie donazioni, purché lo faccia nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza. Come assicurarsi, quindi, che la propria campagna benefica rispetti queste linee guida? Ecco alcuni consigli pratici per organizzare campagne solidali nel pieno rispetto della normativa e delle persone coinvolte.

Obiettivi chiari

Gli obiettivi della campagna benefica devono essere individuati in maniera specifica. Non basta scegliere di devolvere una somma a un ente; è buona pratica individuare un obiettivo più specifico. Ad esempio, si può supportare l’acquisto di uno specifico macchinario, una specifica branca della ricerca, uno specifico progetto, e così via.

In questo modo, la comunicazione al pubblico sarà più chiara e si eviterà ogni eventuale confusione sulla destinazione dei fondi per quanto riguarda tutte le parti coinvolte.

Modalità chiare

Anche le modalità di raccolta e utilizzo dei fondi devono essere chiare e comunicate chiaramente al pubblico. È necessario specificare quali sono le modalità di pagamento a disposizione con modalità facilmente comprensibili e dettagliate in modo da ridurre al minimo le incertezze e le ambiguità.

Nel caso in cui la beneficenza si effettua attraverso la vendita di gadget, l’organizzatore dovrà specificare al pubblico la percentuale del costo del gadget che, una volta decurtato il prezzo di acquisto del gadget, sarà effettivamente devoluta in beneficenza.

Comunicazione chiara

Per instaurare fiducia e coinvolgere i donatori, è fondamentale che la comunicazione con il pubblico sia precisa e chiara, e non lasci spazio ad ambiguità. Gli enti o gli organizzatori privati dovrebbero sempre fornire informazioni esaustive sulle loro attività e i propri obiettivi.

Oltre agli obiettivi della campagna benefica, al pubblico deve essere comunicato anche l’ammontare della cifra raccolta, l’uso che se ne fa, i risultati che si ottengono. L’obiettivo della comunicazione dovrebbe essere la piena trasparenza, rendendo partecipe il pubblico degli obiettivi della campagna solidale.

Trasparenza dei bilanci

La trasparenza è il pilastro fondamentale della beneficenza corretta. Le organizzazioni benefiche devono necessariamente essere trasparenti riguardo alla gestione dei fondi. A questo proposito, è utile rendere pubbliche alcune informazioni: quanti soldi sono stati raccolti con la campagna e quale sarà la loro destinazione.

Se la campagna benefica ha finanziato un progetto in particolare, è bene rendere pubblico lo svolgimento del progetto stesso oltre che i dettagli sull’utilizzo dei fondi.

Beneficenza in modo sicuro

Cambiamo punto di vista, e passiamo a quello dei donatori. Come possiamo assicurarci di fare beneficenza in modo sicuro, senza cadere vittime di truffe o pratiche poco oneste? Basta osservare alcuni comportamenti:

  1. Controlla il RUNTS: se la campagna benefica è portata avanti da un ente, il primo passo da fare è sicuramente quello di controllare l’iscrizione dello stesso al RUNTS.
  2. Visita il sito web dell’organizzazione per informarti sulle attività che essa svolge e sui report annuali. Segnali di affidabilità sono tutte le informazioni pubblicate sul lavoro svolto e, soprattutto, sulle passate attività benefiche. Ci sono dettagli su come sono stati raccolti e utilizzati i fondi raccolti in passato? Vengono aggiornate le informazioni riguardo ai progetti sostenuti tramite i fondi donati?
  3. Controlla la pubblicazione del bilancio economico: Una pratica essenziale per fare beneficenza in modo sicuro è controllare se l’organizzazione benefica pubblica regolarmente il suo bilancio economico. Si tratta di un documento che deve fornire una panoramica chiara delle entrate e delle spese dell’organizzazione, consentendo ai donatori di valutare in modo trasparente come vengono utilizzati i fondi raccolti. Attraverso il bilancio economico, è possibile verificare se l’organizzazione gestisce le risorse in modo responsabile ed efficiente, assicurandosi che una percentuale significativa dei fondi sia effettivamente destinata a sostenere le cause benefiche anziché a spese amministrative o altre finalità. Un bilancio economico ben strutturato e dettagliato, aggiornato in modo puntuale, è un segnale di trasparenza e responsabilità da parte dell’organizzazione. accurata delle attività finanziarie.
  4. Controlla i social: i social sono uno strumento utile per approfondire lo storico dei progetti portati avanti da un’organizzazione, per avere più dettagli circa la sua popolarità, affidabilità e competenza.

Conclusione

In un contesto dove la beneficenza si intreccia spesso con le strategie di marketing e la fiducia verso le organizzazioni benefiche può essere messa in discussione, diventa fondamentale adottare pratiche che garantiscano la correttezza e la trasparenza nel fare donazioni. Ci sono modi per fare beneficenza in modo sicuro e trasparente: facendo attenzione agli aspetti che abbiamo approfondito in questo articolo e seguendo le linee guida del Codice del Terzo Settore, è possibile contribuire in modo efficace e responsabile alle cause benefiche, garantendo che il proprio sostegno abbia un impatto positivo e tangibile sulle comunità e sui soggetti più vulnerabili.

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