Grafite

La grafite è un minerale che appartiene agli elementi nativi. Essa rappresenta uno degli stati allotropici del carbonio. Si rivela un buonissimo conduttore elettrico. Ha una temperatura di fusione molto alta. Tramite il processo che prende il nome di grafitazione è possibile ottenere la grafite artificiale. Per ottenere la grafite artificiale è necessario riscaldare il materiale carbonioso ad una temperatura compresa tra i 1500 ed i 3000 gradi centigradi. La grafite è nota sin dal XVIII secolo durante il quale assunse il nome di “plumbago”, “Molibdaena” e “piombo nero”. E’ stata soprannominata “mica dei pittori”. Ciò a causa della sua forma lamellare nonché per il fatto di lasciare alcune tracce sulla carta.
Sotto il profilo etimologico della grafite non ci sono dubbi. Il termine grafite deriva dal greco “graphein” che vuol dire “scrivere”.

Caratteristiche fisiche della grafite

La grafite appartiene al gruppi dimetrico e al sistema esagonale, romboedrico o non ordinato. Per quanto riguarda l’abito cristallino bisogna dire che in natura la grafite si trova soprattutto in masse scistose o compatte. La durezza non è la caratteristica migliore della grafite se si considera che essa ha, da questo punto di vista, un valore davvero bassissimo, ovvero 1.
Il peso specifico della grafite è di 2,2 g/cm3. Il colore può variare dal nero ferro al grigio acciaio. La lucentezza è metallica, la trasparenza è, invece, opaca. La sfaldatura è perfetta in una direzione per via del fatto che i piani reticolari mostrano legami piuttosto deboli. Lo striscio è di polvere nera mentre la frattura si presenta scagliosa.
Se vogliamo guardare anche all’aspetto chimico della grafite allora è bene dare risalto ad una caratteristica molto importante. La grafite si forma ad una temperatura di 1200 gradi centigradi mentre per ottenere i diamanti la temperatura necessaria è quella compresa tra i 900 ed i 1200 gradi centigradi. Ha una temperatura di fusione abbastanza alta e ha la capacità di condurre bene non soltanto l’elettricità ma anche il calore.

Genesi e giacimenti di grafite

L’origine della grafite è di tipo metamorfica. E’ l’ultimo risultato di quel lungo processo che porta alla formazione di carboni fossili. Si tratta, in realtà, di resti vegetali che a causa della pressione dei sedimenti e della temperatura, si arricchiscono di carbonio pur perdendo le componenti volatili. La grafite si trova anche nei filoni idrotermali e nelle rocce basaltiche.
I più importanti giacimenti di grafite si trovano in Boemia, nello Sri Lanka, in Madagascar ma anche in Corea del Sud, Messico, Russia, Romania e Slovacchia. Alcuni cristalli di granite a forma esagonale sono stati individuati negli Stati Uniti d’America, in particolare nel New Jersey.
Giacimenti di grafite sono stati rinvenuti anche in Italia, nello specifico in Val Chisone e in Val Morbida, nel territorio piemontese, così come in Calabria.

Storia della grafite

Non c’è molto da dire sulla storia della grafite. Potrebbe essere utile sottolineare il fatto che essa il nome con la quale oggi tutti la conoscono le fu assegnato alla fine del 1700 da Werner. In quel periodo era convinzione comune che la grafite fosse formata da ferro e da carbonio. In realtà, Berzelius si rese conto che il ferro non era presente e che, dunque, la grafita era formata solo ed esclusivamente da carbonio.

Uso della grafite

Uno degli aspetti che salta all’occhio quando si parla della grafite è che essa al tatto si presenta untuosa, quindi sporca subito le mani di chi la tocca, lasciando tracce dal colore nero o grigio.
La grafite trova oggi ampia diffusione nel settore industriale. In passato era utilizzata soprattutto per le matite e per i colori. Oggi serve per preparare ceramica refrattaria, per lubrificanti. E’ impiegata nell’industria elettrica dove viene utilizzata come antiruggine. La grafite è presente negli impianti di raffreddamento delle centrali nucleari nonché nell’industria siderurgica.
Fogli di due dimensioni di grafite che prendono il nome di grafene sono stati impiegati per la realizzazione dei transistor più piccoli al mondo. C’è chi dice che la grafite potrebbe prendere presto il posto del sicilio nell’ambito della produzione proprio dei transistor.
La grafite è utilizzata in elettrotecnica, ad esempio per la produzione di spazzole per motori elettrici ma anche nell’industria aerospaziale, ovvero per gli ugelli di scarico di endoreattori. Nell’ambito della galvanoplastica serve per la costituzione di strati conduttori.

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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo. Tra i suoi blog più importanti: www.guidaconsumatore.com www.faidatecreativo.com www.coltivarefacile.it www.guidapet.com
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