Caratteristiche fisiche del rame
Il rame si caratterizza per avere una grande conducibilità, sia termica che elettrica. In tal senso, solo l’argento è in grado di ottenere risultati maggiori. Il rame non è magnetico ma resiste alla corrosione in quanto sulla sua superficie si viene a comporre una patina aderente dal colore iniziale bruno, colore che poi diventa verde e azzurro. Il rame si lascia lavorare abbastanza agevolmente, è molto duttile e malleabile. Questo metallo viene spesso riciclato. Del resto i rottami del rame, una volta recuperati, riacquistano un valore di una certa importanza anche dal punto di vista economico. Insieme agli altri metalli forma leghe metalliche, soprattutto con l’ottone e con il bronzo. Il rame ha anche la capacità di impedire ai batteri di insediarsi in superficie.
Se vogliamo dare uno sguardo ai numeri in merito alle varie caratteristiche del rame allora dobbiamo sottolineare che questo metallo appartiene al gruppo monometrico e cristallizza nel sistema cubico. L’abito cristallino è composto da cristalli che molto raramente si presentano singolarmente ma che, nella maggior parte dei casi, mostrano un abito cubico ed ottaedrico. E’ possibile trovare il rame anche in masse filiformi e ramificate.
Il rame ha una durezza compresa tra 2,5 e 3 sulla scala Mohs, il peso specifico è variabile tra gli 8,4 e gli 8,9 g/cm3. Il colore è rosso ramato anche se in alcuni campioni alterati compaiono delle sfumature che si richiamano al colore verde. La lucentezza del rame è metallica mentre per quanto concerne il discorso legato alla trasparenza esso è opaco. Il rame non mostra sfaldature mentre la frattura si presenta frastagliata. Lo striscio ha una polvere nera. Mancano fenomeni di pleocroismo.
Genesi e giacimenti di rame
Il rame non ha un’origine primaria. E’ lo stesso discorso che vale anche per l’argento, nel senso che nella fase magmatitica si formano i solfuri e, come abbiamo visto all’inizio, il rame appartiene non a questa classe mineralogica ma a quella degli elementi nativi. L’origine del rame è da ricercare nelle alterazioni che si verificano in ambienti leggermente rilucenti, come ad esempio i filoni.
E’ possibile trovare rame nei giacimenti del Michigan e dell’Arizona, così come in Australia, Germania, Russia ed Inghilterra. Altre miniere sono presenti in Cile, Perù, Canada, Polonia, Finlandia, Zambia e Nuova Guinea. In Italia non c’è rame in abbondanza ma in molte aree della penisola sono presenti delle piccole miniere in cui si rinviene questo metallo. Ricordiamo soprattutto le miniere di Preodi e quella di Caporciano, a Montecatini Val di Cecina.
Usi e curiosità sul rame
Al tempo dei romani, presso l’isola di Cipro veniva estratta una grande quantità di rame. A quei tempi il rame puro ed il bronzo erano considerati praticamente la stessa cosa. Sembra che da circa diecimila anni l’uomo faccia utilizzo del rame. Basti pensare che al bronzo, il quale altro non è che una lega composta da rame e stagno, è stata addirittura dedicata un’epoca che va sotto il nome di età del bronzo.
Grazie alle sue qualità il rame trova diffusione nei più disparati campi. Viene impiegato nell’elettronica, nell’elettrotecnica, nei trasporti, nell’edilizia e in tanti altri settori. Il suo utilizzo è stato riscontrato nelle tubature che servono a trasportare l’acqua potabile, nelle sculture, nelle maniglie, nelle pitture, nelle macchina a vapore. E’ stato utilizzato, anche se in leghe, per il conio di monete, per la costruzioni di pentole e di tante padelle, per le posate da tavola, per gli strumenti musicali, come componente delle ceramiche e nelle applicazioni tecnologiche molto avanzate.
Dal punto di vista biologico, il rame si rivela importante perché aiuta il corpo umano a crescere. E’ utile durante la gravidanza, fornisce un supporto positivo anche alla pelle e allo scheletro. Non ci sono delle vere e proprie patologie che riguardano il rame anche se è giusto menzionare la sindrome di Menkes, che consiste nell’impossibilità da parte dell’intestino di assorbire questo metallo.

