Taglio cesareo

Inutile nasconderlo! Il parto fa paura a tutte le donne, anche a chi è già mamma e si prepara alla seconda esperienza. Le quaranta settimane di gestazione, vengono vissute in modo soggettivo da una donna all’altra. C’è chi pensa, dal primo all’ultimo giorno di gravidanza, al momento del parto, c’è chi, invece vive giorno per giorno, rimanendo serene il più possibile. Ovviamente, la salute del piccolo, che si culla dolcemente nel pancione è al primo posto! E così mese dopo mese, saremo concentrate più sulle ecografie, sugli esami da fare e poi, sarà la volta del corredino.

Taglio cesareo

Taglio cesareo: quando è indispensabile

Un consiglio è sicuramente quello di rimanere serene, di non farvi spaventare dalle mille esperienze di parti che si leggono nelle riviste del settore. Come abbiamo già detto, ognuno vive la propria gravidanza e il proprio parto in modo diverso. E, caso strano, capita spesso di trovarci di fronte a racconti di parto davvero terribili. Beh, non fatevi condizionare. E poi, sembra una frase retorica, ma è proprio vero quando si dice che i dolori del parto si dimenticano in fretta, quando terrete il vostro bimbo tra le braccia. Utile, in ogni caso è il corso pre-parto, dove potrete conoscere altre mamme nella vostra stessa situazione e fare esercizi sulla respirazione.

Nella sezione “Pianeta Donna” potete leggere la guida completa dedicata agli esami da fare a seconda della settimana di gestazione. Se tutto procede bene, il parto sarà naturale, al contrario il ginecologo in alcuni casi che vedremo più avanti, dovrà ricorrere al cesareo. Ci sono casi ancora che portano al cesareo dopo ore e ore di travaglio. Questo perchè i medici tentano di tutto per far partorire alla donna in modo naturale. Tuttavia, in Italia, i parti con taglio cesareo rappresentano il 25% delle nascite, una percentuale alta, se ripensa che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i parti cesarei non dovrebbero andare oltre il 15%.

Cos’è il taglio cesareo

Il taglio cesareo consiste nel far nascere il bambino tramite un’operazione chirurgica. Si tratta di praticare un piccolo taglio (un’incisione) nell’addome e nell’utero in modo da poter estrarre il piccolino dal pancione dalla mamma. Oggi, il taglio cesareo viene eseguito con tecniche sempre più aggiornate, e lasciano solamente delle piccole cicatrici. La degenza in ospedale è di circa 5 giorni, anche se varia da struttura a struttura. Un tempo, il taglio cesareo lasciava una lunga cicatrice verticale che partiva dall’ombelico e terminava al pube. Tra le tecniche per eseguire il taglio cesareo, segnaliamo le più utilizzate.

Tecnica Pfannenstiel

L’incisione del taglio cesareo con la tecnica Pfannenstiel viene fatta in modo orizzontale a circa 10 centimetri sopra il pube. L’operazione dura circa 45 minuti e, nello specifico, si tagliano gli strati addominali e di conseguenza il peritoneo. A questo punto, una volta spostata la vescica, si estrae il neonato dall’utero. Poi, si ricorrerà a ricucire il tutto e a chiudere con qualche punto metallico. Dopo circa una settimana, i punti verranno rimossi.

Tecnica Metodo Stark

Con il taglio cesareo praticato con la tecnica del metodo Stark, l’incisione viene fatta sempre nella parte superiore del pube alla distanza però di circa 2 centimetri. Nello specifico, con l’aiuto del bisturi si allargheranno le pareti muscolari e si estrarrà il bebè. L’operazione del taglio cesareo Stark dura circa mezz’ora. Anche in questo caso, si procederà alla chiusura con alcuni punti di seta (che verranno rimossi dopo pochi giorni) ma a differenza del metodo Pfannenstiel, il peritoneo e i muscoli dell’addome non vengono ricuciti, ma lasciati cicatrizzare autonomamente.

Consigli sul “dopo cesareo”

Occorre prestare molta attenzione al taglio cesareo, alla cicatrice vera e propria. Soprattutto durante i primi giorni è consigliabile disinfettare la ferita con una garza sterile e acqua ossigenata. Per almeno un paio di settimane tenete “nascosto” il taglio, sempre con una garza, in modo che non vade a contatto con la pelle. Se si dovessero notare degli arrossamenti, o delle perdite di liquido, avvertire il vostro ginecologo. Infine, è consigliabile procurarvi una guaina che vi permetterà di muovervi più liberamente, soprattutto i primi mesi.

Cesareo d’urgenza

Come abbiamo già detto, a meno che per diversi motivi, il parto cesareo non venga programmato durante il periodo della gravidanza, si procede col parto naturale. Tuttavia, durante il travaglio possono sorgere delle complicazioni, per cui si renderà necessario il cesareo. In questi casi, si parla del famoso “cesareo d’urgenza”. I motivi possono riguardare diversi fattori, ad iniziare dalla sofferenza fetale. La donna, durante il travaglio indossa la cintura per il monitoraggio del bimbo, e il ginecologo che l’assiste e/o l’ostetrica possono riscontrare appunto sul monitor che il bimbo sta soffrendo, che il battito cardiaco sta diminuendo. In questo caso, il feto non riceve abbastanza ossigeno per via del cordone ombelicale, che può essere corto, o come può capitare, può attorcigliarsi nel collo del piccolo.

Sempre il cordone ombelicale, può inserirsi tra il canale del parto e la testa, e questo impedisce l’afflusso del sangue. Un’altra ragione per cui si ricorre al parto cesareo d’urgenza, riguarda la dilatazione. Se dopo ore e ore di travaglio, il collo dell’utero non si dilata abbastanza, per far strada al feto lungo il canale del parto, il medico ricorrerà al taglio cesareo. Un altro motivo riguarda la placenta, che durante il travaglio può staccarsi della parete uterina, ma può succedere anche prima del travaglio con una perdita abbondante di sangue. Il compito della placenta, durante le settimane di gestazione è quello di far “vivere” il feto trasmettendogli ossigeno e nutrimento. Se si stacca, quindi è molto pericolosa e per questo si ricorrerà al cesareo d’urgenza.

Cesareo programmato

Il taglio cesareo si può tranquillamente programmare con largo anticipo, a seconda dell’andamento della gravidanza. Sarà compito del ginecologo prescrivere il cesareo in anticipo, seguendo passo passo la gestazione. Esistono infatti dei casi in cui il cesareo viene fatto senza possibilità di replica. Un caso è rappresentato dal parto gemellare, anche se vi sono donne che partoriscono due gemelli con il parto naturale. Sarà il ginecologo a valutare se sia necessario o meno, programmare in anticipo il cesareo. Di routine invece, se la posizione della placenta è previa. Significa che si trova nella parte bassa dell’utero, una zona molto “scomoda” che potrebbe portare ad una serie di complicazioni, come ad esempio il distacco della placenta.

Attraverso la placenta, il feto riceve l’ossigeno e il nutrimento, e il distacco è molto pericoloso soprattutto per le conseguenze. Il bimbo infatti, soffrirebbe di insufficienza cardiaca. Questo evento può presentarsi anche durante il travaglio di un parto naturale ma se la placenta è previa, il ginecologo programma con un certo anticipo il taglio cesareo. Un altro caso per cui il ginecologo ricorre sicuramente al cesareo, riguarda il bacino stretto della futura mamma. Se il ginecologo ritiene che la larghezza del bacino sia molto stretto rispetto alle misure del bimbo, si incontrerebbero delle notevoli difficoltà durante il travaglio da parto naturale.

Parto cesareo “obbligato” se il bimbo non si trova nella posizione giusto ovvero cefalica. In questa posizione, ovvero a testa in giù, salvo complicazioni, si procederà al parto naturale. Il bimbo però può presentarsi podalico, con la testa in su o i piedini giù, rivolto con la faccia, di fianco, insomma tutte posizioni che anticiperebbero sicuramente lunghe ore di travaglio, ma che il ginecologo si muoverà della direzione del cesareo programmato. Di routine il cesareo anche nel caso in cui, durante il periodo di gestazione, il ginecologo conferma il fatto che la crescita del feto avviene in modo piuttosto lento, e per questo in caso di parto naturale, andrebbe incontro a diverse complicazioni, come l’insufficienza cardiaca.

Anche i disturbi gravi della futura mamma, vengono presi in considerazione dal ginecologo. Un disturbo è sicuramente la gestosi, non sottovalutando ovviamente problemi legati al diabete e all’ipertensione. Ecco perchè, durante la gravidanza, la donna è chiamata ad effettuare particolari esami che possano trovare riscontro in questi disturbi, oltre ad un controllo periodico della pressione. Un’altra ragione di cesareo programmato può essere rappresentato dall’età della partoriente. Il ginecologo se riterrà opportuno, può direttamente passare al cesareo, se la donna supera i 40 anni di età, e se, soprattutto si trova alla prima esperienza di parto. Il medico valuterà caso per per caso e poi deciderà il da farsi.

Anestesie per il parto cesareo

Se un tempo l’anestesia generale era la più “gettonata”, oggi tutto è cambiato. Anche la medicina ha fatto i suoi progressi in materia di anestesia, e oltre alla generale, vi è l’anestesia locale, meglio denominata “loco-regionale o periferica”. E’ questo infatti, il tipo di anestesia più usata nell’ambito dei tagli cesarei. E’ consigliabile durante la gravidanza, prendere appuntamento con uno specialista, per farvi consigliare sull’eventuale tipo di anestesia.Vediamo insieme cosa succede durante il piccolo intervento, adottando le diverse tipologie di anestesia.

  • Anestesia Generale
    Si tratta della classica anestesia totale, come dicevamo, oggi non più utilizzata come un tempo, nei tagli cesarei. L’anestesista ricorrerà a questo tipo di anestesia in caso di cesareo d’urgenza, che avviene quindi, quando si vengono a creare delle complicazioni per il bimbo e la mamma. Come sappiamo tutti, l’anestesia generale comporta la totale perdita di coscienza della donna.
  • Anestesia locale
    Se il cesareo viene programmato durante la gravidanza per i motivi che abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, si potrà decidere insieme all’anestesista di procedere all’anestesia locale. In questo caso, la donna rimarrà sveglia e cosciente e le verrà anestetizzata solo la parte interessata. Il vantaggio in questo tipo di anestesia è quello che oltre a non sentire alcun dolore, potrà partecipare in ogni sua fase, alla nascita del bebè. Esistono tre tipi di anestesie locali, e sarà lo specialista a spiegarvi in cosa consistono e saprà sicuramente consigliarvi.
  • Anestesia locale epidurale
    La puntura anestetizzante si esegue nella zona peridurale, ovvero nello strato esterno alle tre meningi, che avvolgono il midollo spinale. Questo tipo di anestesia viene fatta quando durante il travaglio naturale sopraggiungono complicazioni come la sofferenza fetale. Ancora, si ricorre all’anestesia epidurale quando la futura donna soffre di problemi legati alla circolazione sanguigna. Le sostanze iniettate nell’epidurale infatti sono più lente rispetto alle altre, ad entrare nell’organismo, ed è consigliata appunto in questi casi.
  • Anestesia locale spinale
    La puntura per praticare l’anestesia locale spinale, viene fatta tra la 2° e la 3° vertebra lombare, oppure tra la 3° e la 4°, ed entra subito nell’organismo. E’ tra le anestesie più utilizzate in quanto vi è la perdita totale degli arti inferiori e sensibilità dell’addome.
  • Anestesia locale epidurale-spinale
    Si tratta di un’anestesia “doppia”. Si procederà prima con quella spinale per il taglio cesareo, e poi dopo la nascita del bebè, si farà l’epidurale proprio come analgesico. Questo binomio combinato ha lo scopo principale di non far accusare dolori forti alla partoriente dopo il taglio cesareo.

Approfondire la conoscenza del taglio cesareo

Salute donna
Un link utile per l’approfondimento del taglio cesareo

Madame de Loynes

Un video con tanto di spiegazioni, che ritrae l’operazione di un taglio cesareo

22 Commenti

  1. sabina
  2. Tiziana
  3. carmela
  4. irene
  5. Tiziana
  6. Tiziana
  7. Nuin
  8. Filly
  9. aurelia
  10. ostetricaN
  11. elvira
  12. michelle
  13. Zaira
  14. jessica
  15. jessica
  16. denisa
  17. lucia
  18. simona
  19. Valerio
  20. serena
  21. redazione
  22. elena

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *