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Caffè equo e solidale

Il caffè è una delle bevande calde più consumate in Italia e la sua filiera produttiva coinvolge numerosi protagonisti come produttori, intermediari, esportatori, importatori, torrefattori e rivenditori. Oltre al caffè tradizionale c'è anche il caffè equo e solidale, la cui diffusione è ancora però marginale nel panorama del mercato mondiale.

Caffè equo e solidale

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–4 minuti

Caffè equo e solidale

Mercato del caffè equo e solidale

Il caffè è prodotto in oltre 50 Paesi e tra i maggiori produttori ci sono l’America del Sud, l’Africa e il Sud-Est asiatico e ogni anno se ne preparano circa 7 milioni di tonnellate. L’80% del caffè che viene consumato ogni giorno deriva dalle coltivazioni di ben 25 milioni di piccoli produttori, basti pensare che spesso le coltivazioni ricoprono una superficie inferiore a 10 ettari.
Secondo una ricerca svolta ad opera del Centro di ricerche sulla cooperazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è emerso che i piccoli coltivatori (con una superficie di terreno al di sotto dei 10 ettari) costituiscono il 70% e il restante 30% è più o meno equamente suddiviso tra produttori con una superficie compresa tra 10 e 50 ettari e grandi produttori con terreni di oltre 50 ettari.
Ecco allora che in questo grande mercato alla base ci sono moltissimi piccoli lavoratori e quindi diventa importante, per ostacolare il loro sfruttamento, garantire il rispetto delle condizioni di lavoro e l’equa remunerazione economica.
A fronte di tale situazione, il commercio equo e solidale garantisce innanzitutto il rispetto dei lavoratori e combatte lo sfruttamento anche del lavoro minorile e, allo stesso tempo, offre un contributo allo sviluppo dell’economia dei Paesi più poveri.
Il caffè equo e solidale è infatti uno dei prodotti più venduti nelle “botteghe del mondo”, negozi dove si trovano tanti tipi di prodotti provenienti dalle aree più povere del mondo e che spesso offrono lavoro a piccole realtà produttive locali.

Caffè equo e solidale: come scegliere

Le tipologie di caffè equo e solidale presenti sugli scaffali delle “botteghe del mondo” sono di
vario tipo come macinato-normale, macinato-100% arabica, grani-normale, grani 100% arabica, solubile-normale.

Ecco allora alcuni tipi di caffè equo e solidale che si possono acquistare:

? miscela intensa macinato per moka;
? miscela classica macinato per moka;
? miscela espresso macinato per espresso;
? miscela pregiata macinato per moka;
? biocaffè macinato per moka o espresso;
? biodeka macinato per moka o espresso;
? miscela espresso in grani;
? biocaffè in grani;
? monorigine Etiopia, Sidama union, macinato biologico per moka;
? monorigine Nicaragua, Cecocafen, macinato biologico per moka;
? monorigine Messico, Uciri, macinato biologico per moka;
? monorigine Dominicana, macinato per moka.
?
Una novità oggi è rappresentata anche dal caffè equo e solidale in cialde monodose, da utilizzare con le macchinette espresso da tenere ad esempio presso il posto di lavoro o a casa. Spesso vengono date in comodato d’uso: la macchina viene infatti fornita senza alcuna spesa aggiuntiva e in cambio il consumatore acquista la fornitura mensile delle cialde di caffè e spesso sono compresi anche zucchero, bicchierini e palettine.

Consumatore di caffè: identikit

Se il caffè è un delle bevande calde più consumate, chi è che lo beve? In Italia la consuetudine di bere caffè è molto diffusa, sia in casa, sia al bar o al ristorante. Se si dovesse tracciare una sorta di identikit del consumatore la sua età è compresa dai 16 ai 75 anni, se si acquista la confezione per la moka in genere la più richiesta è la confezione doppia che permette anche un maggiore risparmio.
Il consumatore che acquista il caffè equo e solidale ha un’età media di circa 33 anni, sceglie confezioni singole, è in ugual misura sia donna sia uomo e in genere acquista tale tipo di caffè in modo occasionale, dato che spesso sceglie anche il caffè tradizionale, e in genere non c’è differenza di titolo di studio tra chi acquista l’uno e l’altro tipo.
Insomma il caffè piace a tutti, giovani e anziani, donne e uomini e se è pure equo e solidale rispetta anche i lavoratori ed è un contributo per l’economia dei Paesi in via di sviluppo.

Riferimento per l’approfondimento

Fairtrade
www.fairtradeitalia.it
Sito di Fairtrade Italia che opera nel settore del commercio equo e solidale e di cui fanno parte oltre un milione di produttori e lavoratori di Asia, America Latina e Africa per quanto riguarda generi alimentari come caffè, cacao, zucchero, burro di karitè, tè e infusi, frutta, fiori, cotone, riso, cereali.

Libri
? Marco Costantino, Francesca di Fazio, Cristina Di Modugno, “CambiaMenti. Piccola guida pratica per una vita sostenibile”, Edizioni La Meridiana.

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