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Fusto: come sceglierlo

La cucina è composta da tanti elementi e per sceglierne una adatta a tutte le nostre esigenze, occorre conoscerli tutti a fondo; i principali elementi, con caratteristiche e funzionalità differenti in una cucina, sono le ante e i frontali (cioè la parte che noi vedremo esteticamente), gli elettrodomestici (che ci aiutano con il lavoro), il piano di lavoro (che serve per preparare i cibi) e infine il fusto, che costituisce la struttura della cucina e dei suoi vani contenitore.Ecco un articolo chiaro e organico che vi permetterà di capire quale materiale sia preferibile per sposare al meglio le vostre esigenze di stile e di gusto, con gli aspetti pratici e tecnici.

Cucina: scelta del fusto

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

4–7 minuti

Cucina: scelta del fusto

Il fusto dunque è quell’elemento che andrà a costituire i cosiddetti fianchi e schienali della cucina (quindi una parte di fatto poco visibile esteticamente), dando forma a pensili e basi contenitive.

La caratteristica che occorre conoscere a fondo per scegliere un buon fusto per la cucina, è il materiale in cui è fatto, che ci dirà qualcosa su tutte le sue qualità.

Nobilitato melamminico

Oltre il 99% delle cucine moderne in commercio (praticamente la totalità) ha un fusto costituito da un materiale chiamato nobilitato melamminico. Il nobilitato è un pannello in truciolare: si tratta sempre di legno, ma ecologico perché ottenuto dagli scarti di lavorazione, i quali vengono impastati con colle.

I pannelli così ottenuti vengono sezionati e poi ricoperti sui due lati da una carta impregnata di una resina detta melamminica: è così che il nobilitato prende il nome di melamminico ed è grazie a questo rivestimento che le superfici in questo materiale risultano resistenti ai graffi e alle macchie; inoltre si tratta di un materiale più stabile rispetto al legno massello, oltre che meno costoso.

Non tutti i nobilitati in ogni caso sono uguali: le loro qualità variano a seconda del tipo di truciolare e dallo spessore della carta, e quindi a seconda di chi li produce; si tratta però di variabili non facili da individuare. Si può dire in generale che i fusti con spessore 18 mm sono più resistenti di quelli in spessore 16 mm.

Ciò che invece occorre valutare durante l’acquisto di una cucina relativamente al fusto in nobilitato melamminico, riguarda due aspetti:

  • L’emissione di formaldeide; la formaldeide è un gas emesso dalle colle che tengono insieme il truciolare; pare si tratti di un elemento molto dannoso, per la verità cancerogeno; quindi a livello mondiale ci si è resi conto che più bassa è l’emissione di formaldeide, più sano per tutti è il materiale che si sta scegliendo. Esistono dei parametri di riferimento per capire se l’emissione di formaldeide è bassa oppure no: in Giappone esistono delle norme indicate da una F seguita da un certo numero di asterischi; il prodotto a più bassa emissione di formaldeide per i giapponesi è quello indicato con F****; in Europa esiste un unico prodotto normalizzato in questo senso, indicato come E1, che corrisponde quasi esattamente all’F*** giapponese, che non è il massimo ottenibile, ma quasi;
  • La resistenza all’acqua: in cucina l’utilizzo di acqua è abbondante, per tanti motivi; è giusto dunque che tutti i materiali che la compongono non ne vengano deformati; il truciolare infatti tende a gonfiarsi a contatto prolungato con l’acqua; ma non tutti i pannelli nobilitati si gonfiano allo stesso modo. Anche in questo caso esistono diverse classificazioni di riferimento: il truciolare nobilitato denominato P3 ha una buona resistenza all’acqua, con un rigonfiamento non troppo evidente; anche il nobilitato melamminico indicato come V100 ha una buona resistenza all’acqua, anche se non assoluta.

Multistrato di legno

In commercio non esistono tuttavia soltanto fusti in nobilitato melamminico; il fusto in multistrato di legno, talvolta placcato sui due lati con laminati, è ad esempio una scelta con molti vantaggi; a volte si trovano anche truciolati con bordi che imitano il multistrato. Questo perché si tratta di un materiale che offre una resistenza praticamente totale all’acqua, soprattutto per quanto riguarda il multistrato in classe 3, ancora più resistente del truciolare P3 o V100.

Inoltre l’emissione di formaldeide del multistrato di legno è minore rispetto al nobilitato E1, ed è pari quasi all’F**** giapponese. Il lato negativo del multistrato di legno è il suo costo, superiore di fatto al nobilitato melamminico.

Legno massello

Nelle cucine ispirate ai modelli classici, è possibile trovare o chiedere che anche il fusto sia realizzato in vero legno massello, e non in materiali come quelli appena elencati, considerati comunemente meno resistenti e “falsi” legni.

E’ vero, il legno massello trasmette una sensazione molto più forte dei multistrati o dei truciolari, ma non è detto che sia effettivamente più resistente; lo è probabilmente per quanto riguarda il peso, ma si tratta comunque di un materiale molto più soggetto di altri ad altri fattori, come l’acqua, le macchie, etc.

Il legno massello è poi un materiale difficile da mantenere, che richiede cure specifiche e frequenti. Infine, una cucina con fusto in legno massello può arrivare ad avere costi proibitivi.

Vetro o alluminio

Per evitare qualunque emissione di formaldeide o di altre sostanze chimiche, e per ottenere effetti estetici molto moderni, si può scegliere un fusto in vetro o in alluminio, materiali che cominciano a diffondersi anche in questo campo, trattati in modo da risultare resistenti e facili da pulire.

Il vantaggio di questi fusti è che vengono assemblati meccanicamente, senza l’utilizzo di colle, che negli anni emettono comunque sostanze potenzialmente dannose.

Questo significa anche che il disassemblaggio delle cucine diventa più semplice, consentendo poi il riutilizzo del materiale, nemmeno riciclato, ma semplicemente rinnovato per abbattere totalmente i costi e garantire materiali davvero ecologici.

Qualche consiglio per la scelta del fusto della cucina

Quando si sceglie una cucina dunque, sapere di che materiale è fatta la sua struttura, ci permetterà non solo di conoscere come stanno veramente le cose, ma anche se la vita in cucina sarà per noi salutare e funzionale.

Oltre a puntare dunque l’attenzione sulle ante e i frontali, quelli che vedremo maggiormente, e sul piano di lavoro, è bene pretendere di essere informati sull’intera composizione del fusto e della struttura: il negoziante deve quindi indicarci esattamente da cosa è costituito il fusto e a quali classi appartengono i materiali.

Non fidiamoci di chi propone fusti in legno massello che costano poco: il vero legno massello ha costi altissimi infatti.

Pretendiamo poi di conoscere il grado di emissione di formaldeide e la resistenza all’acqua dei materiali dei fusti; in seconda battuta informiamoci circa la facilità di pulizia e la resistenza alle macchie e ai graffi.

Solo dopo aver trovato il giusto compromesso tra questi fattori (l’estetica è importante certo, ma ricordiamoci che questi elementi si vedranno poco, quindi questo è l’aspetto che tra tutti passerà in secondo piano per quanto riguarda i fusti), potremo scegliere con serenità i materiali del fusto della nostra cucina, ricordandoci anche che lo stesso materiale può assumere caratteristiche diverse a seconda di chi lo produce.

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