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Come pubblicare un libro online e in libreria (con o senza editore)

ai finito di realizzare il testo e adesso ti stai chiedendo come pubblicare un libro. È una sensazione che conoscono tutti coloro che hanno un manoscritto e che vorrebbero farlo leggere a più persone possibile.Se è vero che pubblicare un libro non è semplice come sembra, è altrettanto vero che non è nemmeno il labirinto impenetrabile che talvolta si dipinge.Il mercato editoriale italiano è vivo e complesso. Secondo il Rapporto AIE annualmente in Italia sono pubblicati oltre 85.000 titoli a stampa. Il catalogo attivo supera (non è mai successo in passato) 1,5 milioni di titoli e il self publishing copre già il 16% della produzione. In più, il 73% degli italiani tra i 15 e i 74 anni ha letto almeno un libro nell'ultimo anno. Significa che i lettori esistono, sono milioni, cercano storie e contenuti nuovi. L'unico problema, dunque, è come arrivare a loro con il tuo libro. Ma come si fa un libro? Come si riesce a far pubblicare i proprio scritti? Meglio agire in proprio tramite una tipografia o rivolgersi a un editore? Ecco una guida facile e chiara per capire come è meglio agire per pubblicare il proprio libro.

Come pubblicare un libro

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

12–19 minuti

In questa guida trovi tutte le strade che hai davanti, dall’editore tradizionale al self publishing, dalle agenzie letterarie al contratto editoriale, fino ai diritti d’autore e alle clausole da conoscere prima di firmare qualsiasi cosa. Tutto aggiornato e tutto concreto.

Devi preparare il manoscritto come si deve

Partiamo subito da un passo che molti saltano troppo in fretta, convinti che sia sufficiente avere una buona storia da raccontare. Purtroppo non è così. Un manoscritto realizzato bene ma presentato male viene scartato prima ancora di essere letto. E un manoscritto pieno di refusi e incongruenze, anche se hai un’idea originale, raramente supera il primo filtro di qualità di un editore o di un’agenzia letteraria.

Ecco cosa fare concretamente prima di mandare il tuo testo a chiunque.

  • Scrivi sempre con un word processor (Word, Google Docs, LibreOffice) e salva il file in un formato standard come .docx o .pdf
  • Rileggi il manoscritto almeno due volte a distanza di tempo
  • Fallo leggere a qualcuno di fiducia, possibilmente qualcuno che legge molto e non ha paura di dirti la verità
  • Correggi ogni refuso, errore ortografico, contraddizione nella trama o nell’argomentazione
  • Se puoi, affida il testo a un editor o un correttore di bozze professionista (è una spesa che in molti casi fa la differenza tra un “no” e un “sì”)

Se spedisci una copia cartacea (ci sono ancora editori che la richiedono), rilegala con una spirale semplice. Una presentazione ordinata dice già molto di te come autore.

Le tre strade principali per pubblicare un libro cartaceo

Esistono oggi tre percorsi distinti, con vantaggi e implicazioni molto diverse. Conoscerli bene prima di scegliere ti risparmia delusioni e perdite di tempo.

La via dell’editore tradizionale è quella a cui quasi tutti pensano per prima. Invii il manoscritto, l’editore lo valuta e, se accetta, se ne occupa lui (stampa, distribuzione, promozioni alle librerie). Tu non paghi nulla, anzi ricevi una percentuale sulle vendite. Ci torneremo più avanti nell’articolo per conoscere i dettagli.

Il self publishing cartaceo è l’alternativa in cui sei tu a gestire tutto (o quasi), usando piattaforme come Amazon KDP o Youcanprint per stampare e distribuire il libro fisico. Più controllo, più responsabilità, royalty più alte. Ma anche tutto il lavoro promozionale sulle tue spalle.

L’editore a pagamento (o vanity publishing) è la terza via, la più controversa. Vuol dire che un editore accetta di pubblicarti, però ti chiede un contributo spese. Non è necessariamente una truffa ma ha insidie precise che devi conoscere prima di avvicinarti a tale opzione.

Come pubblicare con un editore tradizionale

Trovare un editore tradizionale che pubblica a proprie spese il tuo libro è la via più difficile ma anche quella che ti garantisce visibilità, distribuzione in libreria e una certa credibilità nel sistema editoriale.

Come scegliere l’editore giusto è il primo problema.

Non mandare il tuo romanzo a caso a decine di editori. Ogni casa editrice ha una linea editoriale precisa e pubblica solo certi generi. Se hai scritto un romanzo storico, quindi, cerca gli editori specializzati in narrativa italiana. Invece, se hai scritto un saggio di economia, guarda chi pubblica saggistica specializzata. I siti delle case editrici indicano spesso le modalità di invio e i generi trattati. Pertanto leggi bene prima di scrivere anche solo un’email.

Poi, devi sapere che come inviare il dattiloscritto varia da editore a editore. Alcuni accettano file allegati via email, altri vogliono la copia cartacea per posta, altri ancora chiedono di compilare un form sul sito. Alcuni, specialmente i grandi editori, non accettano invii spontanei da autori esordienti senza una presentazione tramite agenzia letteraria. Rispetta sempre le indicazioni poiché mandare un PDF a chi ha chiesto la copia cartacea non è solo inutile, è controproducente.

Successivamente passiamo all’interrogativo su cosa allegare al manoscritto. In genere è utile includere un curriculum dell’autore con eventuali pubblicazioni precedenti, premi o concorsi letterari. E, nel caso di saggistica, le competenze professionali nel campo trattato.

Molti editori chiedono anche una sinossi, un riassunto ragionato della trama o del contenuto, di solito 1-2 pagine. Alcuni chiedono solo i primi capitoli anziché il testo completo. Informati caso per caso.

Ma quanto aspettare? I tempi di risposta degli editori sono lunghi, da qualche settimana a molti mesi. Non è raro non ricevere affatto risposta, soprattutto dai grandi editori. Non scoraggiarti e, nel frattempo, tieni aperte le altre opzioni.

Quando ha senso affidarsi a un intermediario (agenzia letteraria)

Un’agenzia letteraria è un soggetto professionale che si mette tra te e gli editori. Valuta il tuo manoscritto, lo segnala alle case editrici più adatte, ti assiste nelle trattative contrattuali e nella gestione dei diritti. Non è un percorso obbligatorio, però in certi casi è quello più efficace.

  • Le agenzie offrono in genere alcuni servizi
  • Lettura e valutazione del manoscritto con una scheda critica
  • Segnalazione dei punti deboli e dei margini di miglioramento
  • Editing o revisione del testo prima dell’invio agli editori
  • Selezione mirata delle case editrici
  • Assistenza nelle fasi di contrattazione

Alcune agenzie lavorano solo su commissione (una percentuale sulle vendite, tipicamente tra il 10% e il 15%), mentre altre prevedono tariffe per servizi specifici.

Prima di affidarti a un’agenzia, però, chiedi sempre un preventivo dettagliato e informati sulla reputazione. Pertanto leggi le recensioni online, chiedi ad altri autori che ci hanno avuto a che fare, verifica se rappresenta autori già pubblicati da editori seri. Un’agenzia che ti promette di farti pubblicare in cambio di grosse somme anticipate va trattata con molta cautela.

Il contratto editoriale (leggi bene prima di firmare!)

Ecco il momento in cui molti autori commettono errori che poi pagano per anni.

Prima di firmare qualsiasi contratto con un editore, leggilo con attenzione dall’inizio alla fine. E, se hai dubbi, fatti assistere da un professionista o dall’Associazione Italiana Autori ed Editori.

Chiariamo in ogni caso alcuni concetti fondamentali del contratto editoriale. Iniziamo con le royalty, ovvero la percentuale sul prezzo di copertina che ricevi per ogni copia venduta. Per un autore esordiente con un editore tradizionale la percentuale tipica è tra il 6% e il 12% del prezzo di copertina, con possibili scaglioni che aumentano al crescere delle copie vendute. Per gli ebook, invece, le percentuali sono spesso più alte, intorno al 20-25%. Attenzione ai contratti che prevedono percentuali a scaglioni con lo 0% sulle prime copie. In Italia solo il 4% dei titoli supera le mille copie vendute, dunque molti autori con questi contratti non incassano praticamente nulla.

Novità contrattuali per la pubblicazione di libri

Poi trattiamo il tema dei diritti d’autore, la questione più delicata. Il contratto deve specificare chiaramente quali diritti cedi all’editore, per quanto tempo e per quali territori. I diritti morali (la paternità dell’opera) non sono cedibili per legge. I diritti patrimoniali (quelli economici) sì e possono comprendere diritti di traduzione, di adattamento audiovisivo, di audiolibro e altro. Grazie al D.Lgs. 177/2021 e alla successiva Delibera AGCOM 95/2024, per i contratti firmati dopo il 7 giugno 2022 l’editore ha l’obbligo di rendiconto trasparente annuale. In pratica puoi esigere di sapere quante copie sono state vendute e quanto ti spetta.

Le clausole sull’intelligenza artificiale sono una novità concreta del mercato editoriale attuale. I contratti più aggiornati includono oggi dettagli che vietano all’editore di usare il tuo testo per addestrare sistemi AI senza il tuo consenso esplicito. Se il contratto che ti viene proposto non le prevede, puoi comunque chiederle.

Infine (non meno importanti), la durata del contratto e la restituzione dei diritti sono altri punti cruciali. Quanto dura il vincolo con quell’editore? In quali circostanze puoi riacquistare i diritti per pubblicare altrove? Chiariscilo in anticipo.

Editore a pagamento (vanity publishing)

Il vanity publishing è un modello in cui sei tu a sostenere i costi di pubblicazione, parzialmente o totalmente. Non è illegale e non è sempre una truffa ma è una situazione che può diventare molto svantaggiosa se non stai attento.

Ci sono due versioni di questo modello. Nella prima l’editore ti chiede un contributo spese fisso per avviare la pubblicazione. Nella seconda ti chiede di acquistare tu stesso un certo numero di copie del tuo libro a prezzo ridotto. Poi tocca a te distribuire, regalare o vendere.

Il problema più serio con il vanity publishing non è il costo in sé ma le clausole contrattuali che spesso lo accompagnano: cessione ampia dei diritti patrimoniali, percentuali di royalty basse o nulle, vincoli di esclusiva pesanti.

Il principio generale è che in un vero contratto editoriale è l’editore che paga l’autore (non il contrario). Se ti viene chiesto di pagare, quindi, assicurati di capire esattamente cosa ottieni in cambio, quali diritti mantieni e per quanto tempo sei vincolato.

Il self publishing è la strada dell’indipendenza

Il self publishing, cioè la pubblicazione in proprio senza intermediari, è cresciuto enormemente in Italia negli ultimi anni. Rappresenta già il 16% dei titoli pubblicati a stampa. Non è più una scelta di ripiego, bensì un modello legittimo con vantaggi precisi.

Le piattaforme principali in Italia per il self publishing cartaceo sono:

  • Amazon KDP (Kindle Direct Publishing)
  • Youcanprint (la principale piattaforma italiana)
  • StreetLib

Tutte e tre permettono di pubblicare un libro cartaceo in modalità print on demand. In pratica il libro viene stampato solo quando qualcuno lo ordina, eliminando così i costi di magazzino e gestione delle scorte.

I costi effettivi non riguardano la pubblicazione in sé (caricare il file su queste piattaforme è gratuito) ma la preparazione professionale del libro. Un editing professionale può costare tra 700 e 2.500 euro a seconda della lunghezza e del tipo di testo. La correzione di bozze tra 200 e 700 euro. L’impaginazione per il cartaceo tra 200 e 600 euro. Una copertina progettata da un grafico esperto in editoria tra 200 e 1.000 euro.

Si tratta di investimenti che fanno la differenza e che dovresti considerare anche se hai deciso di procedere in autonomia.

Pagamento e protezione dei diritti d’autore

Le royalty nel self publishing cartaceo sono strutturate diversamente rispetto all’editoria tradizionale.

Su Amazon KDP, dal giugno 2025, per i libri con prezzo di copertina superiore a 9,99 euro la royalty è del 60% del prezzo, da cui Amazon detrae automaticamente il costo di stampa.

Un libro di 200 pagine a copertina morbida venduto a 14,90 euro, con un costo di stampa stimato intorno ai 3,80 euro, genera circa 5 euro netti a copia. Significativamente più di quanto guadagnerebbe con un editore tradizionale alla stessa tiratura.

Il codice ISBN è necessario per vendere il libro cartaceo nelle librerie e sui circuiti distributivi.

  • Youcanprint ha accordi di distribuzione che includono la rete Feltrinelli.
  • Amazon KDP assegna un ISBN gratuito

Se vuoi un codice di tua proprietà (utile se intendi distribuire su più piattaforme) puoi acquistarlo dall’Agenzia ISBN italiana tramite il sito.

Il rovescio della medaglia è che nel self publishing tutto dipende da te, ovvero la promozione, la visibilità, la distribuzione fisica in libreria (spesso molto limitata rispetto a un editore tradizionale). Pubblicare è facile ma farsi trovare è la vera sfida.

Il codice ISBN e il deposito legale sono due adempimenti da non dimenticare

Ogni libro pubblicato in Italia, che sia tramite editore o in self publishing, ha bisogno di un codice ISBN (International Standard Book Number), il codice numerico di 13 cifre che identifica univocamente quella specifica edizione di quell’opera.

Senza ISBN il libro non può entrare nei circuiti distributivi formali, non compare nelle banche dati delle librerie e non è ordinabile.

C’è poi il deposito legale, un obbligo previsto dalla legge italiana (L. 106/2004 e D.P.R. 252/2006). Ogni pubblicazione deve essere depositata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e quella di Firenze, nonché presso la biblioteca di deposito della regione in cui è stata pubblicata.

In caso di self publishing l’obbligo ricade sull’autore-editore. Gli editori tradizionali lo gestiscono direttamente. Non è un passaggio opzionale ma un requisito di legge.

Come trovare gli editori giusti per il tuo libro

La ricerca dell’editore più adatto è un lavoro che merita tempo e metodo. Oggi la fonte più completa e aggiornata è Internet. Quasi tutti gli editori, grandi e piccoli, hanno un sito dove trovi la linea editoriale, le modalità di invio e i contatti.

Il sito di Associazione Italiana Editori è un punto di partenza autorevole poiché offre informazioni di settore, dati statistici aggiornati e una panoramica del mercato editoriale italiano.

Un altro strumento utile è il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL), che gestisce anche una banca dati degli editori consultabile per genere.

Non sottovalutare il valore di frequentare il settore “dal vivo”. Le fiere dell’editoria (dal Salone del Libro di Torino alla Fiera della piccola e media editoria di Roma) sono occasioni preziose per incontrare editori, agenti letterari e altri autori, capire le tendenze del mercato e, talvolta, presentare direttamente il proprio lavoro. Se vuoi approfondire questo aspetto, leggi la nostra guida alle principali fiere dell’editoria in Italia.

Anche i blog e le community di autori emergenti sono risorse utili. Lo scambio di esperienze con chi ha già percorso la strada che vuoi percorrere vale molto più di qualsiasi teoria.

La valutazione del manoscritto

Partiamo da un concetto chiarissimo. I grandi editori ricevono centinaia di manoscritti al mese e raramente hanno le risorse per leggerli tutti integralmente. Spesso bastano le prime pagine (in certi casi solo la lettera di presentazione e la sinossi) per decidere se procedere o meno.

Ecco perché la qualità formale del testo conta quanto quella contenutistica. Un dattiloscritto pieno di errori ortografici, con una presentazione sciatta o inviato nel formato sbagliato, dunque, viene scartato prima ancora che qualcuno ne legga la trama.

Quando un manoscritto supera il primo filtro, viene assegnato a un lettore interno che compila una scheda di valutazione. Questo strumento analizza il genere e il target di riferimento, la trama e la struttura narrativa (o argomentativa per la saggistica), lo stile e la lingua, i personaggi, le potenzialità commerciali, le eventuali modifiche necessarie prima della pubblicazione, la collana editoriale in cui potrebbe inserirsi.

Se la valutazione è positiva, il manoscritto passa all’editor e poi alla direzione editoriale per la decisione finale.

Il “no” (o più spesso il silenzio) non significa che il libro sia brutto. Significa che in quel momento, per quell’editore, non era il libro giusto. Mandarlo altrove ha comunque senso.

Cosa scegliere tra self publishing o editore tradizionale?

Non c’è una risposta universale. La scelta giusta dipende dai tuoi obiettivi, dalle tue risorse e da cosa ti aspetti dalla pubblicazione.

Se il tuo obiettivo è la visibilità massima, la distribuzione capillare in libreria e il riconoscimento nel sistema editoriale tradizionale, l’editore è la strada giusta (sapendo che è lunga e difficile).

Invece, per avere più controllo e royalty più alte (e sei disposto a occuparti di promozione e marketing), il self publishing è un’alternativa seria e sempre più rispettata.

Infine devi sapere che se hai scritto un libro molto di nicchia (saggistica specialistica, memorie personali, pubblicazioni per un pubblico ristretto), il self publishing ti garantisce flessibilità senza aspettare anni che un editore si accorga di te.

Una cosa che vale in entrambi i casi: pubblicare non significa vendere automaticamente. La promozione è una parte essenziale del processo. E spesso è quella che richiede più energia del manoscritto stesso. Che tu scelga un editore o il self publishing, dunque, costruire una presenza online, un pubblico e una visibilità nel tuo settore è un lavoro da iniziare prima ancora di pubblicare.

Se stai valutando anche la pubblicazione digitale della tua opera, leggi la nostra guida su come pubblicare un ebook. I modelli di distribuzione e le piattaforme sono diversi da quelli del cartaceo e vale la pena conoscerli separatamente.

Domande frequenti su come pubblicare un libro

È necessario avere un agente letterario per pubblicare con un grande editore?

Non è obbligatorio ma con le grandi case editrici italiane è spesso la via più efficace. I grandi editori ricevono raramente proposte dirette da autori esordienti e lavorano prevalentemente con agenti letterari. I piccoli e medi editori sono in genere più accessibili.

Quanto ci vuole per ricevere una risposta da un editore?

Da poche settimane a diversi mesi, a seconda dell’editore e del volume di manoscritti ricevuti. Molti editori non rispondo affatto in caso di rifiuto. Aspetta almeno 3-6 mesi prima di considerare la tua proposta ignorata.

Posso mandare il manoscritto a più editori contemporaneamente?

Tecnicamente sì ma alcuni editori lo segnalano come pratica non gradita. Se usi questa strategia, dunque, fallo con trasparenza o scegli editori che non pongono il vincolo. Con le agenzie letterarie di solito si procede con un invio alla volta.

Se pubblico con un editore, i diritti d’autore restano miei?

I diritti morali (la paternità dell’opera) non si cedono mai per legge. I diritti patrimoniali vengono in genere ceduti all’editore per un periodo definito e per determinati mercati come stabilito nel contratto. Alla scadenza del contratto puoi recuperarli.

Che differenza c’è tra self publishing e vanity publishing?

Nel self publishing sei tu l’editore, quindi usi piattaforme come Amazon KDP o Youcanprint, mantieni i diritti e guadagni royalty più alte. Nel vanity publishing paghi un editore per essere pubblicato, spesso cedendo però i diritti e con royalty minime o nulle. Sono modelli molto diversi, anche se sembrano simili.

Prima la qualità, poi la scelta del canale migliore

La domanda più importante non è tra editore o self publishing. Devi capire casomai se il tuo manoscritto è davvero pronto.

Un testo curato, rifinito, ben scritto e ben presentato ha possibilità reali in entrambi i percorsi. Invece un testo grezzo, qualunque strada scegli, troverà porte chiuse o risultati deludenti.

Prenditi il tempo di lavorare sul testo, farlo leggere, migliorarlo. Poi scegli la strada che meglio si adatta ai tuoi obiettivi. E percorrila con metodo, restando informato su quello che ti aspetta. Il mercato editoriale italiano è complesso ma ci sono spazi per chi ha qualcosa da raccontare o da dire.

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13 commenti su “Come pubblicare un libro online e in libreria (con o senza editore)”

  1. Ho pubblicato un libro con amazon.it il primo anno mi hanno spedito i diritti, ha aumentato il prezzo di copertina poi basta non hanno più mandato un € ho provato a contattarli mi hanno passato da un numero all’altro l’ultimo in Lussemburgo, non ho concluso niente,è una truffa!!!

  2. Il popolo è in grado di giudicare il suo valore senza l’ingerenza della pubblicità? Secondo voi tutti coloro che anno successo è meritato, oppure è un falso artista?
    Prendiamo per esempio un pittore. A mio giudizio un pittore non solo deve dimostrare capacità nel dipingere ma soprattutto deve avere la mente predisposta ha creare con la sua idea un quadro originale e significativo. Io penso che la creatività debba essere nel cervello di ogni pittore che gli fa esprimere la fantasia originale del dipinto valorizzandolo come pittore e creatore dell’opera.
    Facciamo un esempio, un pittore che dipinge un campo di girasoli, di papaveri rossi o di natura morta non sarà mai un pittore, al massimo lo possiamo definire un disegnatore, come possiamo definire pittore uno che dipinge un quadro con davanti il soggetto quale un vaso di fiori o un campo di papaveri o di girasoli creandogli già l’immagine al pensiero, come le donne delle pulizie che gettarono nell’immondizia dei quadri non ritenuti tali che dovevano essere esposti ad una mostra.
    Questo è il primo punto che chiedo di esprimere la vostra opinione. Il secondo quesito è la letteratura. Quando si sentono pronunciare certe parole come ben trovati, o la ministra, a me pare che non siano coerente con la realtà, trovare significa che l’essere trovato non è un essere pensante ma qualcosa come un oggetto oppure un randagio privo del suo volere. Trasformare una qualifica al femminile come l’ingegnera, oppure l’avvocatessa, si trasforma la professione in base al sesso, per me è sbagliato, la professione non ha sesso, può essere uomo come donna, (fortuna che col Renzi questa forma di parlare è scomparsa), di parole di dubbio riscontro ne esistono molte altre che non sto ad elencare altrimenti il discorso si allunga troppo.
    La letteratura da chi viene classificata secondo la vostra opinione? Dal soggetto che prende in mano un libro o da colui che si sa rappresentare al pubblico con modi convincenti aiutato dalla pubblicità? Quando uno scrittore scrive un libro lo dovrebbe creare con proprio pensiero, non come ha fatto un noto scrittore affermando e scusandosi con i propri lettori che i libri da lui scritti gli ha composti prendendo frasi già scritte, evviva la sua onestà se pure lo abbia fatto dopo aver preso i benefici. Voi pensate che sia l’unico? Quando iniziamo a leggere un libro giunti alla metà vi è mai capitato di chiuderlo e posarlo sullo scaffale? Se non lo avete mai fatto siete delle persone meritevoli di complimenti. Controllare tutti i libri che vengano messi sul mercato è impossibile, se non lo si può fare il mercato culturale e letterario è nelle mani della pubblicità. Così facendo la nostra cultura non cresce e neppure si forma.
    A mio giudizio se i nostri studenti a confronto con gli altri paesi sono giudicati di bassa cultura ci deve essere una causa.
    Se mi chiedete perché ho scritto questo articolo, la ragione è semplice, devo capire se il mio pensiero è giusto oppure no e capire cos’è la cultura letteraria, e l’arte della pittura in Italia se declassa la nostra storia culturale passata oppure ha ancora dei valori. Mi rivolgo a voi sperando che mi diate delle risposte ben motivate.

    Approfitto di questo fantastico mezzo di comunicazione per chiedervi cos’è l’arte, può sembrare una domanda banale per me non lo è, quando si può dire che una persona è un’arista? Mi rivolgo maggiormente a coloro che ogni giorno vivono a contatto con essa, sia nel settore della pittura come in quello della letteratura.

  3. Salve ,e per chi vuole pubblicare un reportage fotografico? La regola e identica come per un libro scritto? su www ilfattoquotidiano.it/2013/02/05/come-autopubblicarsi-libro-senza-farsi-fregare/489086/ pare che si corre il rischio di esser fregati dalle case Editrici..

  4. Alcuni scrittori sostengano che coloro che scrivono a pagamento non sono ritenuti tale. A mio giudizio nella letteratura italiana esiste un sistema a dire mafioso è poco, so di fatto che molti scrittori anche famosi hanno firmato e firmano libri scritti da altri. per vendere il proprio libro devi essere una persona famosa, oppure devi andare in televisione con il libro in mano come si vede molto spesso. La letteratura così facendo perde il suo valore culturale perché a metà lo si abbandona, questa è una ragione per cui no si legge libri. Io non mi reputo uno scrittore mancherebbe altro, ma solo un pensatore questo lo posso dire spero, oppure certi giornalisti che scrivono anno la pretesa censurare ance anche questo, è vero che la parola da valore alle persone, pure il pensiero scritto può avere il suo valore indipendentemente da chi lo scrive.

  5. Sono uno dei tanti scrittori che voi avete menzionato. I vostri consigli gli ritengo molto utili. Vi aggiungo un mio parere se pure non sono un laureato ho capito che in Italia si stampa solo libri di persone famose, alcuni di loro pubblicano libri orribili questa è la causa per cui non si legge e la nostra cultura si impoverisce: Un saluto

    Mazzuoli. Graziano

  6. La The Writer é una piccola casa editrice a pagamento che segue i suoi autori passo dopo passo, e pubblica le loro opere a un prezzo irrisorio.

  7. Ottimo articolo! Per promuovere gli scrittori emergenti, il portale www capolavoroitaliano.com ha aperto una sezione dedicata.. vi consiglio di visitarla!

  8. Ringrazio per aver fornito dati utili. Riflettendo sul da farsi, intraprenderò il suggerimento migliore, che mi darà la possibilità di rendere pubblico il mio pensiero.

  9. Ciao ragazzi, grazie per le dritte. Da poco ho scoperto un sito che offre un sistema per pubblicare in digitale e cartaceo davvero ottimo. Vi consiglio di farci un passo ebookvanilla.it/

  10. Ringrazio per tutti i dati e notizie utili che avete inserito in questa pagina. Sicuramente mi serviranno per affrontare meglio la sfida: pubblicare il mio primo libro

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