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Marcatura laser: cos’è, come funziona e perché è diventata uno standard industriale

La tecnologia a laser su metalli è un processo utilizzato esclusivamente per la realizzazione di lavorazioni precise e dettagliate in tempi relativamente brevi. Questo processo trova largo uso soprattutto nel settore delle gioiellerie, automotive, medicale, metallurgico ed elettronico. Attraverso i marcatori laser è possibile lavorare, facilmente, non solo l'alluminio ma anche altre tipologie di metalli, come l'acciaio, il ferro, l'ottone, l'oro, l'argento, il platino, il palladio e il titanio.

marcatori laser

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

14–22 minuti

Ci sono tecnologie che entrano lentamente nelle fabbriche e nei laboratori, poi diventano imprescindibili. La marcatura laser è una di queste. Negli ultimi vent’anni ha progressivamente sostituito i processi tradizionali come la punzonatura meccanica, la stampa a inchiostro e la fresatura, diventando oggi lo standard di riferimento in settori che vanno dall’automotive alla gioielleria, dalla medicina all’aerospaziale.

Il mercato globale delle attrezzature di marcatura laser era valutato intorno a 4,8 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede che raggiunga i 9,2 miliardi entro il 2032, con un tasso di crescita annuo composto dell’8,12%. I numeri sono chiarissimi e questa tecnologia non è più di nicchia. Anzi, la sua diffusione continua ad accelerare senza sosta.

Nella guida trovi una spiegazione completa e aggiornata della marcatura laser: come funziona fisicamente, quali sono le diverse tipologie di laser disponibili, su quali materiali si applica, in quali settori viene usata. E, aspetto spesso trascurato, cosa prevede la normativa italiana ed europea per chi la utilizza in contesti professionali.

Come funziona la marcatura laser

La marcatura laser è un processo di incisione permanente senza contatto che utilizza un fascio di luce focalizzato per modificare le proprietà della superficie di un materiale. La tecnica modifica la superficie attraverso ossidazione, carbonizzazione o altre reazioni chimiche e fisiche.

In termini pratici, una sorgente laser genera un fascio di luce coerente (cioè con tutti i fotoni in fase e alla stessa lunghezza d’onda), che viene amplificato e diretto, attraverso specchi e una testa galvanometrica, verso il punto esatto della superficie da trattare.

L’energia del raggio concentrata in un’area microscopica aumenta la temperatura localmente in pochi istanti, producendo quindi una modifica permanente e precisa.

L’incisione ottenuta con una macchina a marcatura laser avviene in tre modi differenti:

  1. Ablazione
  2. Incisione
  3. Effetto termochimico

Sono metodologie che vengono utilizzate a seconda del materiale sul quale si deve lavorare. Il risultato finale (un logo, un numero di serie, un codice QR, una scala graduata) non si cancella, non si sbiadisce e resiste a condizioni ambientali estreme.

Il sistema si distingue dalle tecnologie di marcatura tradizionali per un aspetto fondamentale. Infatti non richiede consumabili come inchiostri o solventi, elimina i costi di sostituzione delle parti soggette a usura e si adatta facilmente a lotti piccoli, grandi serie e produzioni personalizzate, senza necessità di cambi utensile o setup complessi.

Le tre grandi tipologie di lavorazione laser

Non esiste un unico tipo di “marcatura laser”. Esistono diverse modalità di interazione tra il raggio e il materiale, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e applicazioni specifiche.

Conoscere la differenza è importante sia per chi lavora nel settore sia per chi valuta di acquistare o commissionare un sistema.

Annerimento laser (o color change)

Il processo si basa sul principio per cui un raggio di luce laser aumenta la temperatura in un’area specifica riscaldando il materiale sottostante, così da produrre un cambiamento fisico o chimico che permette di marchiare in modo permanente la superficie.

Nell’annerimento, dunque, il laser non rimuove materiale ma lo ossida. Lo strato superficiale si scurisce (tipicamente assumendo una colorazione nera o grigio scuro) senza che ci sia asportazione di materia. La superficie rimane perfettamente liscia e uniforme al tatto. Questo è il motivo per cui la tecnica è così usata nei settori dove l’estetica conta quanto la funzionalità. Parliamo di gioielleria, coltelleria di pregio, componenti elettronici di alto livello.

Il grande vantaggio dell’annerimento è che la marcatura risultante non altera lo spessore del materiale né crea cavità che potrebbero raccogliere sporcizia, agenti corrosivi o batteri. Negli ambienti medicali, dove la pulizia delle superfici è critica, questa caratteristica è determinante.

Incisione laser

L’incisione è il processo con cui il laser asporta materiale dalla superficie, creando una fenditura (un incavo visibile e tangibile). Le alte temperature generate dal fascio sublimano letteralmente il materiale. Infatti passa dallo stato solido a quello gassoso senza passare per la fase liquida, generando un solco netto con bordi definiti.

I marcatori laser possono essere utilizzati per la lavorazione dei materiali all’interno del processo di produzione. L’ablazione selettiva di trattamenti superficiali e vernici o la rimozione controllata di un rivestimento protettivo sono largamente impiegate in molti processi industriali per garantire un buon comportamento nella saldatura, nell’incollaggio o per garantire una corretta connessione elettrica.

L’incisione è la tecnica più comune nella marcatura industriale su scala larga. Si usa per numeri di serie su bulloneria, codici su componenti auto, matrici su strumenti chirurgici, targhe su apparecchiature elettriche.

Marcatura laser profonda

La marcatura profonda è una variante dell’incisione in cui il laser esegue più passate sullo stesso punto, rimuovendo materiale a strati successivi fino a raggiungere profondità significative, nell’ordine di decimi di millimetro o più.

La possibilità di applicare marcature leggibili da macchina, tipo il codice DataMatrix, è un vantaggio significativo. Specialmente in settori come il medicale, l’automotive e l’aerospaziale, dove l’identificazione permanente dei componenti è richiesta per legge e deve resistere a decenni di utilizzo.

In produzione, poi, la marcatura profonda viene usata dove deve sopravvivere a trattamenti termici successivi (tempra, zincatura, verniciatura) che potrebbero cancellare marchi superficiali. Un numero di telaio su un’automobile, una matricola su una turbina aeronautica o la designazione su uno strumento chirurgico riutilizzabile, dunque, richiedono un ottimo livello di permanenza.

Le tipologie di laser (quale scegliere e per quale materiale)

La scelta del tipo di sorgente laser è la decisione tecnica più importante nell’allestimento di un sistema di marcatura.

Ogni sorgente ha una lunghezza d’onda diversa, che interagisce in modo differente con i materiali.

Lo standard industriale

I marcatori laser a fibra ottica sono perfetti per la marcatura su metallo. Sono macchinari noti per l’alta precisione e la velocità, fattori che li rendono ottimi strumenti da utilizzare in contesti industriali dove sono richieste rapidità ed efficienza.

Il laser a fibra emette a una lunghezza d’onda di circa 1.064 nanometri (infrarosso vicino) ed è assorbito molto efficacemente dai metalli. Acciaio inossidabile, alluminio, titanio, ottone, rame, metalli preziosi come oro, argento e platino rispondono in modo ottimale alla sorgente a fibra. La sua durata operativa supera solitamente 100.000 ore, il consumo energetico è contenuto e non richiede gas di raffreddamento né consumabili.

I sistemi a fibra attiva rappresentano oggi il non plus ultra disponibile sul mercato, concepiti per svolgere una marcatura di altissima precisione e la microlavorazione di materiali metallici e plastiche non trasparenti come policarbonato, ABS, poliammide e poliestere.

Il laser CO2 è ottimo per i materiali non metallici

Il laser CO2 emette a 10.600 nanometri (infrarosso lontano) e viene assorbito molto bene da materiali organici e non metallici:

  • Legno
  • Pelle
  • Carta e cartone
  • Vetro
  • Ceramica
  • Alcuni tipi di plastica

Non è adatto però alla marcatura diretta su metalli nudi (il metallo riflette la radiazione senza assorbirla) ma è ideale per incidere loghi su imballaggi, personalizzare prodotti in cuoio, marcare bottiglie di vetro.

I principali produttori di sistemi di marcatura industriale offrono soluzioni CO2 per materiali che spaziano dai metalli con rivestimento, alla termoplastica, al silicio, al vetro, alla ceramica, fino ai materiali organici come legno, cartone e pelle.

Laser UV per la massima precisione sui materiali delicati

Il laser UV (ultravioletto) emette a lunghezze d’onda molto corte (tipicamente 355 nanometri) e interagisce con i materiali in modo diverso dagli altri. Il processo non è prevalentemente termico ma fotochimico.

Il materiale viene modificato dalla radiazione stessa anziché dal calore. Il risultato è una marcatura estremamente precisa e con bassissimo impatto termico sulla zona circostante.

Questa caratteristica rende il laser UV indispensabile per la marcatura di:

  • Componenti elettronici miniaturizzati
  • Film sottili
  • Vetri ottici
  • Policarbonati trasparenti
  • Materiali che non tollerano variazioni di temperatura

La miniaturizzazione elettronica è una delle sfide e dei progressi più importanti dell’industria tecnologica. E la marcatura laser UV, grazie alla capacità di produrre segni fini e dettagliati, è diventata uno strumento indispensabile in questo processo. Infatti garantisce l’integrità strutturale dei componenti, evitando danni e deformazioni che i metodi più invasivi potrebbero causare.

Laser DPSS (Diode-Pumped Solid-State)

I marcatori laser DPSS usano una tecnologia laser a stato solido con una lunghezza d’onda di emissione di 1.064 nm, adatta soprattutto per incisioni su metalli e su diverse plastiche.

Sono particolarmente utilizzati in applicazioni che richiedono alta qualità del fascio con potenze medie, come la marcatura fine su gioielleria o la microlavorazione su componenti medicali.

Tipo di laserLunghezza d’ondaMateriali idealiSettori d’uso principali
Fibra1.064 nmMetalli, plastiche opacheAutomotive, medicale, elettronica
CO210.600 nmLegno, vetro, ceramica, cartaPackaging, arredamento, food
UV355 nmElettronica, polimeri, vetro otticoSemiconduttori, farmaceutico
DPSS1.064 nmMetalli, plastiche specificheGioielleria, medicale

I materiali e i settori di applicazione

Uno degli aspetti più sorprendenti della marcatura laser è la varietà di materiali su cui può operare. Molti la associano solo ai metalli ma il campo d’azione è molto più ampio.

  • Metalli: tra i metalli più comunemente lavorati troviamo acciaio (perfetto per codici di tracciabilità e personalizzazioni), alluminio (utilizzato per componenti elettronici, automobili e utensili industriali), rame, titanio, ottone, oro, argento e platino.
  • Plastiche: il laser a fibra lavora su ABS, poliammide, poliestere e policarbonato. Il CO2 e l’UV coprono praticamente tutto il resto dello spettro dei polimeri industriali.
  • Vetro: la marcatura laser su vetro garantisce incisioni eleganti e permanenti su bottiglie, oggetti decorativi o strumenti di laboratorio.
  • Materiali organici: legno, pelle, cartone e persino alcuni tessuti possono essere lavorati con il laser CO2, aprendo possibilità enormi nel mondo del design, dell’artigianato di lusso e del packaging sostenibile.
  • Prodotti alimentari: un campo in rapida espansione è la marcatura diretta su frutta e verdura. Alcune catene della grande distribuzione europea usano già il laser per sostituire le etichette adesive sugli agrumi, riducendo i rifiuti di plastica senza compromettere la commestibilità del prodotto.

Automotive

È probabilmente il settore in cui la marcatura laser ha radici più profonde. La tecnologia è fondamentale per la marcatura laser di componenti “Night & Day” nelle automobili. Un simbolo viene reso visibile attraverso l’ablazione di una vernice scura su componenti trasparenti chiari che vengono poi retroilluminati.

Ma non è tutto. Numeri di telaio, codici DataMatrix su ogni componente del motore, date di produzione su cinghie e guarnizioni richiedono marcatura laser perché deve essere permanente e deve resistere a temperature estreme, vibrazioni e prodotti chimici.

Medicale e farmaceutico

Nel settore medicale la tracciabilità non è un’opzione bensì un obbligo normativo. La marcatura laser diretta dei componenti (Laser Direct Part Marking) viene utilizzata ogni volta che è necessario apporre una codifica affidabile e indelebile che resiste agli ambienti e ai processi più difficili.

Devono essere tracciabili lungo l’intera catena di fornitura:

  • Strumenti chirurgici
  • Impianti ortopedici
  • Fiale farmaceutiche
  • Blister di medicinali

La marcatura laser è l’unica tecnologia che soddisfa tutti i requisiti contemporaneamente di permanenza, assenza di inchiostri, resistenza alla sterilizzazione.

Elettronica

Con la continua miniaturizzazione dei componenti elettronici, i metodi di marcatura devono essere sempre più precisi e devono essere in grado di lavorare con precisione millimetrica su scale microscopiche. La marcatura laser, grazie alla capacità di produrre segni fini e dettagliati, è diventata uno strumento indispensabile in questo processo.

Ogni componente come microchip, circuiti stampati, connettori, condensatori ha un codice univoco che deve essere leggibile anche con dimensioni nell’ordine dei millimetri.

Gioielleria e oreficeria

Qui la marcatura laser esprime una delle qualità più apprezzate, cioè la precisione estetica.

Incidere il logo di un brand su un anello in platino di due millimetri di larghezza, applicare il titolo aureo su un ciondolo, personalizzare una fede nuziale con una dedica in caratteri microscopici. Tutto ciò è possibile solo con il laser.

La qualità della finitura è tale che spesso non si distingue dalla fabbricazione originale.

Aerospaziale e difesa

Nell’aerospaziale la marcatura laser viene usata per applicazioni che richiedono marcature dal raggio di pochi millimetri che sarebbero molto difficili da realizzare attraverso lavorazioni con processi meccanici.

Ogni componente di un aereo o di un satellite deve essere identificabile per tutta la durata operativa del veicolo (che può superare i trent’anni). E occorre che rimanga tale nonostante esposizione a temperature estreme, pressioni variabili e vibrazioni intense.

La normativa di sicurezza per chi usa sistemi laser

La Direttiva 2006/25/CE è il principale riferimento europeo in materia di radiazioni ottiche artificiali, recepita in Italia nel Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/2008.

Impone al datore di lavoro di valutare l’esposizione dei lavoratori alle radiazioni laser, identificare le classi di rischio dei dispositivi e adottare misure preventive e dispositivi di protezione individuale adeguati.

La valutazione del rischio laser deve seguire le linee guida del Portale Agenti Fisici dell’INAIL, che fornisce strumenti di calcolo, schede tecniche e riferimenti normativi aggiornati per la gestione delle radiazioni ottiche nei luoghi di lavoro. È la fonte ufficiale italiana per questo tipo di valutazione.

Le classi di rischio

Le sorgenti laser sono classificate in classi di pericolo da 1 a 4 secondo la norma CEI EN 60825-1:2015. I laser di classe 3B e 4, tipici della marcatura industriale, richiedono obbligatoriamente la nomina di un Responsabile della Sicurezza Laser (LSO), figura prevista dalle norme CEI EN 60825-14 e CEI 76-17.

  • Classe 1: sicuri in condizioni normali di utilizzo
  • Classe 2: emettono luce visibile ma il riflesso di chiusura delle palpebre protegge da brevi esposizioni
  • Classe 3B: pericolosi per visione diretta e per riflessioni speculari
  • Classe 4: pericolosi anche per riflessioni diffuse, possono causare incendi e danni cutanei

La stragrande maggioranza dei sistemi di marcatura laser industriale rientra nelle classi 3B e 4. Tuttavia i marcatori vengono comunemente equipaggiati con un box di protezione di classe 1 di sicurezza, conforme alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, concepito per integrare sorgenti laser di classe 4 nei processi di marcatura riportando il sistema complessivo a classe 1 di sicurezza per l’operatore.

Il Responsabile della Sicurezza Laser (LSO)

La norma CEI 76-17:2023 definisce due livelli di competenza per gli esperti di sicurezza laser:

  1. ESL-I per laser di bassa/media potenza in ambiti non industriali
  2. ESL-II per sorgenti ad alta potenza in ambienti industriali, abilitato a valutazioni di rischio complesse, redazione di procedure e formazione del personale

L’LSO deve essere formato e nominato formalmente dal datore di lavoro, con corsi riconosciuti CEI o UNI,. Inoltre mantiene la responsabilità diretta della corretta gestione del rischio ottico.

Per molte aziende manifatturiere di medie dimensioni il requisito è ancora poco conosciuto. Se utilizzi sistemi laser di marcatura in classe 3B o 4, la nomina dell’LSO non è facoltativa.

La marcatura CE dei macchinari

Ogni sistema laser industriale deve essere conforme alla Direttiva Macchine 2006/42/CE.

La direttiva richiede un’analisi dei rischi conforme all’Allegato I, un manuale d’uso con istruzioni specifiche sulla sicurezza laser e la dichiarazione di conformità firmata dal costruttore.

Le aree operative devono essere identificate come zone laser controllate, con segnaletica conforme alla norma UNI EN ISO 7010.

I DPI devono essere certificati EN 207/EN 208 specifici per la lunghezza d’onda del laser in uso, con indicazione sull’etichetta di lunghezza d’onda, livello OD (Optical Density) e marcatura CE.

Confronto tra marcatura laser e tecnologie tradizionali

Vale la pena dedicare spazio a un confronto diretto con le alternative perché la scelta della tecnologia di marcatura non è mai solo tecnica (è anche economica).

I marcatori industriali a getto d’inchiostro (inkjet) sono più economici inizialmente rispetto ai laser, ma le marcature possono sbiadire nel tempo e non sono adatte a condizioni ambientali estreme. L’inchiostro deve essere costantemente rifornito e gli ugelli possono intasarsi, richiedendo frequenti interventi di manutenzione.

La marcatura a punzonatura meccanica (dot peen) offre marcature fisicamente robuste e leggibili anche a occhio nudo, però non raggiunge la risoluzione del laser su scala micro e produce rumore e vibrazioni che possono essere problematici per certi tipi di componenti.

Nonostante il costo iniziale sia in genere più elevato rispetto ad altre tecnologie, i sistemi di marcatura laser riducono drasticamente il costo totale di gestione grazie all’abbassamento dei costi di manutenzione ed esercizio. La totale assenza di materiali di consumo, l’alto livello di ripetibilità, la stabilità della qualità della marcatura nel tempo e il ridotto consumo elettrico rendono il laser l’opzione più economica sul lungo periodo.

Il punto di pareggio tra laser e inkjet, in termini di costi cumulativi, si raggiunge mediamente entro i 18-36 mesi a seconda del volume produttivo. Per produzioni superiori alle diecimila marcature al mese, dunque, il laser è quasi sempre più conveniente.

Integrazione con l’Industria 4.0 e i sistemi MES

Un aspetto che sta diventando sempre più rilevante è l’integrazione dei sistemi laser nelle architetture di produzione intelligente.

I marcatori laser moderni possono interagire con sistemi di gestione MES (Manufacturing Execution System) o con piattaforme ERP, consentendo una produzione integrata più flessibile, più veloce e meno costosa. Il cambio formato avviene in modo semplice ed estremamente veloce, che si tratti di produzione di massa o di un singolo pezzo.

I sistemi più avanzati prevedono protocolli di comunicazione come Profinet per PLC compatibili Siemens tramite OPC Server, nonché protocolli LIN/CAN per dispositivi standard, permettendo l’integrazione completa nelle linee automatizzate e nelle isole robotizzate.

Significa che un sistema di marcatura laser moderno non è più un’isola a sé nella linea produttiva. Al contrario, riceve i dati direttamente dal gestionale aziendale (ordine, lotto, numero di serie), li applica sul pezzo in automatico e invia la conferma di avvenuta marcatura al sistema ERP. Tutto senza intervento umano.

Sostenibilità e impatto ambientale

La marcatura laser risponde alle crescenti esigenze di sostenibilità industriale. La mancanza di inchiostri e la mancata produzione di rifiuti chimici e fisici la rendono una scelta sostenibile sia per l’ambiente sia per gli operatori.

In un momento in cui le aziende manifatturiere sono sempre più pressate da obiettivi ESG e da regolamentazioni ambientali più stringenti, la marcatura laser è un punto di vantaggio concreto. Nessun rifiuto chimico, nessuna gestione degli inchiostri scaduti, nessuna cartucca da smaltire.

La marcatura laser risponde anche alle crescenti esigenze normative in materia di tracciabilità e anticontraffazione, permettendo di ridurre le etichette adesive in plastica e di integrare le informazioni direttamente nel prodotto.

Prospettive future, tra intelligenza artificiale e marcatura adattiva

Il settore non è fermo. Le tendenze più significative riguardano l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di controllo qualità associati alla marcatura.

Siamo a un punto di svolta nella tecnologia di marcatura laser. Miniaturizzazione, precisione, sicurezza e tracciabilità, oltre all’integrazione con tecnologie avanzate, sono le tendenze chiave che definiscono questa epoca. Con la continua evoluzione della tecnologia, quindi, possiamo aspettarci una maggiore adozione in diverse applicazioni industriali.

I sistemi di visione artificiale post-marcatura, che verificano automaticamente la qualità e la leggibilità di ogni codice prodotto, stanno diventando un accessorio standard nei sistemi di fascia media e alta.

La combinazione di laser ad alta velocità con sistemi di visione in tempo reale permette di gestire produzioni ad altissimo volume (nell’ordine dei milioni di pezzi al giorno) garantendo il 100% di tracciabilità senza rallentare la linea.

FAQ: le domande più frequenti sulla marcatura laser

La marcatura laser è adatta anche per piccole imprese o solo per grandi industrie?

Le macchine laser compatte sono la soluzione ideale per installazioni con spazio limitato o per chi cerca soluzioni flessibili. Questi sistemi offrono prestazioni robuste e sono in grado di lavorare su una vasta gamma di materiali. I sistemi compatti da banco hanno prezzi accessibili anche per artigiani e piccole imprese.

Quanto dura la marcatura laser?

Una marcatura laser su metallo è permanente. Non sbiadisce, non si cancella e resiste ad acidi, alte temperature, abrasioni e agenti atmosferici. Su materiali organici come legno o pelle la permanenza è condizionata dall’invecchiamento del materiale stesso, non della marcatura.

È possibile marcare forme tridimensionali?

Sì, con sistemi 3D dotati di teste galvanometriche con asse Z motorizzato o con sistemi robotizzati. La marcatura 3D permette di lavorare su superfici curve o irregolari mantenendo la qualità e la precisione della marcatura piana.

Quali sono i costi di manutenzione di un marcatore laser a fibra?

I marcatori laser offrono convenienza rispetto alle tecnologie tradizionali, sia a livello di materiali che di costi. La resistenza della tecnologia a fibra (con durate operative superiori alle 100.000 ore) rende la manutenzione ordinaria praticamente nulla per i primi anni di utilizzo. Le voci di manutenzione periodica riguardano principalmente la pulizia delle ottiche e la sostituzione dei filtri del sistema di aspirazione fumi.

Serve una particolare preparazione superficiale prima della marcatura?

Dipende dal materiale e dal tipo di lavorazione. In molti casi no. Il laser lavora direttamente sulla superficie pulita. Per la marcatura profonda su superfici verniciate o anodizzate può essere necessario rimuovere preventivamente il rivestimento nell’area di lavoro.

Cambio di lavoro in vista?

Se stai valutando di orientare la tua carriera verso il settore industriale o manifatturiero, ambiti in cui tecnologie come la marcatura laser stanno creando nuove figure professionali, trovi risorse utili nelle nostre guide su attività redditizie e nuovi lavori

E se invece stai costruendo il tuo profilo professionale in questo settore, ricorda che un buon curriculum è il punto di partenza.

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