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Piano di lavoro della cucina: come scegliere

Quando si sceglie una cucina, gli elementi da considerare sono innumerevoli, poiché si tratta dell’ambiente più complesso della casa, dove le funzionalità devono rispondere a molti requisiti e l’estetica deve comunque soddisfare ogni nostra esigenza di gusto.Gli elementi da scegliere in una cucina sono tanti, ma sono quattro le componenti principali a cui prestare attenzione: il fusto, cioè la struttura portante della cucina, le ante e i frontali, che sono quelli che andranno a costituire l’estetica principale della cucina, gli elettrodomestici, che contribuiranno a rendere la cucina funzionale e pratica, e infine il piano di lavoro, fondamentale affinchè la cucina risulti facile e agevole da utilizzare.

Piano di lavoro della cucina: come scegliere

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

5–7 minuti

Come scegliere il piano di lavoro della cucina

Il piano di lavoro è l’elemento dove tagliare, preparare, impastare i cibi prima e dopo la cottura, e dove appoggiare diverse altre componenti come i piccoli elettrodomestici e altri strumenti fondamentali in cucina.

Il piano di lavoro deve quindi avere due caratteristiche imprescindibili: deve essere funzionale e pratico da una parte, ed esteticamente piacevole dall’altra, quindi adatto allo stile della cucina e anche gradevole al tatto, poiché sarà una superficie che noi sfioreremo costantemente.

Elementi da valutare

Scegliere il piano di lavoro della cucina richiede di conoscere quali siano gli elementi per valutarlo e quali siano invece le esigenze che abbiamo. Dal punto di vista della funzionalità, il piano di lavoro va valutato in base a caratteristiche pratiche, poiché in cucina si tratta di una superficie soggetta all’usura e all’utilizzo molto frequente.

Un piano di lavoro va quindi valutato in base a:

  • resistenza al graffio
  • resistenza alla macchia
  • pulibilità
  • resistenza alla corrosione
  • resistenza al calore
  • resistenza all’umidità
  • resistenza alla contusione
  • igienicità della superficie.

Dal punto di vista dell’estetica, il piano di lavoro invece deve:

  • Soddisfare i nostri gusti
  • Risultare piacevole al tatto
  • Accordarsi con lo stile della cucina (classica, moderna, hi-tech, etc)
  • Accordarsi con i colori della cucina.

Molta importanza nella scelta del piano di lavoro dunque è rivestita dal materiale da cui è costituito.

Prenderemo in considerazione i materiali più utilizzati nelle cucine odierne:

  • Acciaio
  • Resina acrilica caricata
  • Conglomerato di quarzo
  • Laminato
  • Vetro
  • Marmo
  • Granito
  • Ceramica.

Resistenza al graffio

Per quanto riguarda la resistenza al graffio, occorre valutare tre elementi:

  • materiale
    se è più o meno resistente al graffio
  • la sua mimesi
    cioè se l’estetica aiuta a “nascondere” il graffio (una finitura goffrata anziché lucida fa risaltare di meno i graffi, una superficie chiara anziché scura o dal colore variegato anziché uniforme fa risaltare meno i graffi)
  • possibilità di ripristino della superficie
    in teoria è possibile per tutti i materiali, in pratica soltanto la resina acrilica caricata permette di essere ripristinata.

I materiali maggiormente resistenti al graffio sono ceramica, granito e conglomerato di quarzo; segue il vetro temperato, indurito in superficie con nanotecnologie; marmo, vetro temperato, laminato goffrato e acciaio goffrato si dimostrano ancora abbastanza resistenti al graffio; scarsamente resistenti invece risultano l’acciaio lucido e satinato, la resina acrilica caricata e il laminato liscio.

Se siete dunque in grado di sapere in precedenza che il vostro piano di lavoro della cucina dovrà resistere ai graffi, allora regolatevi in base a queste informazioni.

Resistenza a macchie e corrosione, pulibilità

Per quanto riguarda invece la resistenza alle macchie e alla corrosione, nonché la pulibilità di un materiale, si tratta di elementi importantissimi: la cucina è un luogo che viene usato molte volte al giorno, che quindi si sporca molto e che deve essere pulito di frequente. Per questi motivi, più resiste alle macchie, più è facile da pulire, meno sarà la fatica nel farlo.

I materiali si macchiano perché possiedono una micro porosità che lascia penetrare i liquidi; questa porosità varia da un materiale a un altro; se un materiale è molto resistente alle macchie però, non è detto che si pulisca facilmente; infine essendo la cucina un luogo in cui si possono utilizzare componenti potenzialmente corrosive (come limone o acidi), il piano di lavoro deve anche resistere appunto alla corrosione.

L’acciaio è un materiale resistente alla macchia, ma molto difficile da pulire. La resina acrilica caricata è piuttosto resistente alle macchie e semplice da pulire.

Il conglomerato di quarzo non trattato e lucido è molto resistente alle macchie e semplice da pulire, mentre se trattato con impregnante tradizionale è scarsamente resistente alle macchie e difficile da pulire; con un trattamento alle nanotecnologie, la resistenza alle macchie è buona e la pulibilità è discreta.

Il laminato è un materiale molto resistente alle macchie e piuttosto facile da pulire; lo stesso si può dire del vetro, del granito e del marmo trattati con impregnante nanotecnologico e della ceramica.

Scarsa resistenza alle macchie, ma discreta semplicità di pulizia riguardano invece il marmo trattato con impregnante tradizionale e il granito, sempre trattato con impregnante tradizionale.

Tutti questi materiali sono poi piuttosto resistenti alla corrosione sia degli acidi deboli che degli acidi forti, ad eccezione dell’acciaio che resiste scarsamente agli acidi forti, e del marmo che non resiste né a quelli forti né a quelli deboli.

Se le vostre abitudini di vita richiedono materiali facili da pulire e resistenti alle macchie, potete rifarvi alle informazioni di cui sopra.

Resistenza al calore

Per quanto riguarda la resistenza al calore, si tratta di una proprietà importantissima, in quanto può capitare di appoggiare sul piano di lavoro pentole calde, oppure che nella zona intorno al piano di cottura, il materiale sia sottoposto a temperature elevate.

Per testare la resistenza al calore, prima di acquistare la cucina si può richiedere un campione del materiale del piano di lavoro e testarlo appoggiandoci per venti minuti circa una caffettiera lasciata sul fuoco per tre minuti dopo che il caffè è salito.

Risultano molto resistenti al calore l’acciaio, il vetro, il marmo, il granito, la ceramica; piuttosto resistente risulta il laminato goffrato, mentre risulta poco resistente al calore il laminato liscio; scarsamente resistente al calore è la resina acrilica caricata.

Il conglomerato di quarzo varia da un marchio all’altro per quanto riguarda la resistenza al calore.

Resistenza alla contusione

La resistenza alla contusione è importante soprattutto per capire la risposta del materiale a piccoli incidenti quali la caduta di oggetti e di attrezzi appuntiti verso il piano. Il piano può venirne ammaccato, se la superficie viene deformata senza asportazione di materiale, oppure può venirne scheggiato se risulta anche asportato del materiale.

In generale si può dire che l’acciaio è poco resistente alle ammaccature, mentre la ceramica è molto soggetta a rottura se placcata su base truciolare; i materiali più resistenti all’ammaccatura risultano essere vari tipi di conglomerato di quarzo, vari tipi di laminato, il vetro, il marmo, il granito e la ceramica placcata su base in alluminio.

Igienicità

L’igienicità di un materiale per il piano di lavoro invece è data dalla capacità di resistere alla proliferazione di batteri causati dalla permanenza di residui di cibo; l’igienicità è importante per tutti coloro che sono molto attenti a questo genere di fattori. Acciaio, resina acrilica caricato, conglomerati di quarzo, laminato, vetro, e ceramica risultano molto igienici; meno igienici invece risultano il granito e il marmo.

Informazioni ricavate da test eseguiti da Valcucine

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