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Come diventare pilota di linea: la guida completa per chi vuole farlo davvero

Da piccoli tutti abbiamo sognato di guidare un aereo. Ma come si fa a diventare pilota? La buona notizia è che quella domanda ha una risposta concreta, un percorso definito e un mercato del lavoro che per una volta va davvero nella direzione giusta.

Come diventare pilota

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

12–19 minuti

Con una carenza globale prevista di 600.000 piloti entro il 2030 e una crescita del traffico aereo del 4,4% annuo, le opportunità per i neo-qualificati non sono mai state migliori. Il settore ha bisogno di nuovi piloti, le compagnie lo sanno e stanno strutturando percorsi di accesso sempre più chiari. Quello che non è cambiato (e non cambierà) è la serietà della preparazione richiesta.

In questa guida trovi tutto ciò che serve sapere per intraprendere questo percorso. Conoscerai i requisiti fisici e scolastici, le licenze da conseguire nell’ordine giusto, i due percorsi formativi disponibili, i costi reali, gli stipendi aggiornati e le prospettive di carriera.

Avere le idee chiare fin dall’inizio

Il percorso per diventare pilota di linea richiede anni di formazione, un investimento economico significativo e una pianificazione che conviene iniziare prima di quanto molti pensino.

Non è necessario essere dei bambini prodigio ma arrivare alla scuola di volo già con solide basi di matematica, fisica e inglese fa una differenza concreta sia nelle selezioni sia nei tempi e nei costi.

Chi frequenta il liceo scientifico o un istituto tecnico si trova in una posizione di vantaggio. Infatti le basi di trigonometria, fisica meccanica e termodinamica sono quelle che si ritrovano esattamente nella teoria del volo. Se stai ancora scegliendo il tuo percorso di studi e sai già che questa è la strada, vale la pena rifletterci. Come per tante professioni di alto livello, pensiamo ad esempio alle specializzazioni di un architetto, anche per il pilota le fondamenta si costruiscono molto prima dell’abilitazione.

Per accedere alla formazione professionalizzante non è richiesta la laurea, però è necessario il diploma di scuola superiore con competenze solide in matematica, fisica e soprattutto inglese tecnico. L’inglese è la lingua ufficiale della navigazione aerea internazionale, indispensabile per comunicare con il controllo del traffico e con gli altri membri dell’equipaggio.

Se sei ancora nella fase in cui stai pensando a dove studiare, leggi anche la nostra guida su come scegliere l’università. Molte delle considerazioni utili per orientarsi tra i percorsi universitari valgono anche per la scelta delle scuole di volo e delle accademie aeronautiche, dove l’offerta è varia e la valutazione dei criteri giusti fa la differenza.

I requisiti per diventare pilota (cosa viene verificato e quando)

Prima ancora di cercare una scuola o calcolare i costi, devi sapere se soddisfa i requisiti di base. Occorre precisare, pertanto, che esistono sono soglie che non si aggirano.

Cerchiamo di capirci qualcosa in più, affrontando singolarmente i fattori che possono influire in modo positivo o negativo.

Età

L’età minima per accedere ai corsi professionali ATPL è 18 anni. Per ottenere l’ATPL “full” (quella utilizzabile come comandante) occorre avere almeno 21 anni.

Non esiste un’età massima per iniziare il percorso, anche se in pratica la maggior parte delle compagnie preferisce assumere piloti che possano garantire un orizzonte di carriera significativo prima dei limiti operativi (che in Europa si attestano intorno ai 65 anni).

Idoneità medica di prima classe

Questo è il requisito su cui molte ambizioni si spengono ed è giusto saperlo subito.

Il certificato medico di Prima Classe viene rilasciato dai Centri Aeromedici autorizzati (AeMC) e verifica visione, udito, condizioni cardiopolmonari e parametri generali.

Gli standard medici per il personale di volo in Europa sono definiti dall’EASA, acronimo di European Union Aviation Safety Agency, nel Regolamento (UE) 1178/2011. Il portale ufficiale EASA pubblica le linee guida complete e l’elenco degli AeMC autorizzati in Italia.

Prima di iscriverti a qualunque corso, dunque, effettua la visita medica di prima classe. È l’unico modo per sapere con certezza se sei idoneo e scoprirlo dopo anni di investimento sarebbe un problema serio.

I parametri principali verificati riguardano i seguenti aspetti.

  • Vista: deve raggiungere determinati standard con o senza correzione. Alcune condizioni refrattive possono essere accettate ma altre no
  • Udito: deve essere nella norma senza ausili in entrambi le orecchie
  • Cardiovascolare: nessuna patologia cardiaca significativa (ECG sotto sforzo obbligatorio)
  • Sistema nervoso: nessuna storia di epilessia, perdita di coscienza, cefalee ricorrenti invalidanti
  • Psicologico: valutazione della stabilità emotiva e della capacità di gestione dello stress

La visita ha un costo variabile tra 200 e 500 euro a seconda del centro. E va rinnovata periodicamente per mantenere la licenza (ogni anno fino ai 40 anni e ogni sei mesi dopo i 40 anni).

Inglese aeronautico

La lingua inglese non è un requisito opzionale ma è obbligatoria per tutte le licenze professionali.

Il livello richiesto per la licenza CPL e ATPL è il Level 4 ICAO, verificato con un esame specifico presso centri certificati. Il livello 4 implica la capacità di comunicare in modo fluente in contesti operativi standard e di gestire situazioni impreviste.

Perciò non basta l’inglese scolastico ma serve padronanza della terminologia tecnica e delle procedure radio.

Le tre licenze: PPL, CPL, ATPL

Il percorso verso la guida di un aereo di linea passa attraverso tre licenze progressive. Non si salta nessuna fase.

L’ENAC, cioè l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, regolamenta il rilascio di tutte le licenze di volo in Italia. Sul portale ufficiale trovi i requisiti aggiornati per ciascuna licenza, l’elenco delle scuole autorizzate (ATO) e le norme di riferimento per le abilitazioni.

PPL (Private Pilot Licence)

È la licenza di pilota privato. Permette di pilotare aerei o elicotteri con passeggeri non paganti.

Non è strettamente obbligatoria per chi intende seguire il percorso integrato verso l’ATPL ma chi parte da zero e sceglie il percorso modulare la consegue come primo step.

Per ottenere la PPL sono necessarie almeno 45 ore di volo totali, di cui 25 in doppio comando con istruttore e 10 in solitaria, più una serie di esami teorici e un esame pratico con un esaminatore ENAC. Per la PPL non è obbligatoria la conoscenza dell’inglese. I costi si aggirano tra 8.000 e 15.000 euro.

CPL (Commercial Pilot Licence)

La licenza commerciale permette di essere retribuiti come piloti e di lavorare su aeromobili.

Per ottenerla è necessario avere già la PPL, l’abilitazione al volo strumentale (IR), e almeno 150 ore di volo come pilota in comando. La CPL richiede anche il superamento degli esami teorici ATPL (14 materie) che costituiscono il cosiddetto “frozen ATPL”, prerequisito per ottenere successivamente la licenza piena.

ATPL (Airline Transport Pilot Licence)

È il brevetto indispensabile per lavorare come pilota di linea su aeromobili multi-equipaggio. Si distingue in due fasi che andiamo a spiegare bene.

  • Frozen ATPL: si ottiene al termine del corso teorico (750 ore di teoria) e del completamento del percorso di volo CPL/IR. Il termine “frozen” indica che la licenza è “congelata” fino a quando non si raggiungono i requisiti di esperienza necessari per la licenza piena.
  • Full ATPL: si ottiene quando il pilota accumula 1.500 ore di volo totali, di cui almeno 500 su aeromobili multi-pilota. È a questo punto che il frozen si “scongela” e il pilota è abilitato ad assumere il ruolo di comandante su aeromobili di linea.
LicenzaOre di volo minimePermette diCosto indicativo
PPL45Volo privato non commerciale8.000-15.000 €
CPL + IR + MCC150 come PICVolo commerciale, lavoro retribuito40.000-70.000 €
ATPL (frozen)200+ in formazionePrimo ufficiale su linea70.000-120.000 € totali
ATPL (full)1.500 totaliComandante su lineaMaturazione in carriera

I due percorsi formativi per diventare pilota

Le scuole di volo seguono due strade per diventare pilota di aerei. Il percorso integrato parte da zero e porta fino alla CPL con ATPL teorico in due o tre anni di formazione continuativa full time.

Il percorso modulare è più lungo ma più flessibile. Si ottengono le licenze una alla volta, lavorando in parallelo ad altro se necessario. I costi totali sono simili ma distribuiti nel tempo.

Percorso integrato

È il percorso pensato per chi vuole arrivare alla qualifica professionale nel minor tempo possibile e può dedicarsi allo studio full-time.

Si frequenta una scuola ATO autorizzata ENAC, si inizia dalla teoria del volo (meteorologia, navigazione, sistemi aeromobili, performance, pianificazione del volo, regolamentazione) e si affianca progressivamente la formazione pratica. Al termine si ottiene il frozen ATPL.

Il corso integrato ATPL dura 18-24 mesi e porta direttamente dalla teoria al frozen ATPL, seguendo gli standard EASA riconosciuti in tutti i 27 paesi membri dell’Unione Europea.

Il vantaggio è la rapidità e la linearità del percorso. Lo svantaggio è l’impegno totale e un esborso economico concentrato in un periodo breve.

Percorso modulare

Il percorso modulare permette di costruire la qualifica un modulo alla volta: prima la PPL, poi l’abilitazione al volo notturno e in montagna, poi l’IR (volo strumentale), poi la CPL, poi la MCC (Multi Crew Cooperation). Ogni modulo ha costi, esami e può essere completato in tempi più distesi.

Il corso modulare garantisce maggiore possibilità di adattamento alle esigenze di ogni cadetto, permettendo di conciliare la formazione con altri impegni lavorativi o personali.

Il percorso modulare è spesso scelto da chi inizia più tardi, da chi ha già un lavoro che vuole mantenere durante la formazione o da chi preferisce finanziare il percorso a step successivi.

Le scuole in Italia e l’alternativa estera su come diventare pilota

Le Organizzazioni di Addestramento Approvate (ATO) sono le uniche strutture autorizzate dall’ENAC a rilasciare le qualifiche professionali.

L’elenco aggiornato è disponibile sul portale ENAC. Tra le più note in Italia ci sono Asteraviation, che offre sia percorso integrato sia modulare e diverse altre strutture distribuite sul territorio nazionale.

Prima di scegliere una scuola è fondamentale verificare le certificazioni, il track record (percentuale di studenti che ottengono la qualifica e vengono assunti), la qualità degli aeromobili utilizzati e i feedback degli ex studenti.

Le differenze tra scuole dello stesso livello possono essere significative in termini di qualità dell’addestramento pratico.

Accademia Aeronautica Militare

È la strada alternativa per chi è attratto dalla carriera militare prima ancora che da quella civile.

L’accesso avviene tramite concorso pubblico, la formazione è gratuita ma estremamente selettiva. Al termine del percorso si presta servizio nell’Aeronautica Militare Italiana, con la possibilità (dopo alcuni anni) di transitare nel settore civile.

È una strada valida, con tempistiche e vincoli molto diversi rispetto al percorso civile diretto.

Formazione all’estero

Alcuni aspiranti piloti scelgono scuole negli Stati Uniti o nel Regno Unito per costi più bassi o programmi intensivi, approfittando anche dell’immersione linguistica nell’inglese aeronautico.

Le qualifiche EASA ottenute all’estero sono riconosciute in tutta l’Unione Europea, mentre le qualifiche FAA (americane) richiedono una conversione per essere utilizzate in Europa. È un’opzione da valutare con attenzione poiché i risparmi sul corso possono essere significativi ma vanno pesati con i costi di trasferimento e la necessità di conversione delle licenze.

Alcune compagnie, tra cui easyJet e Wizz Air, hanno programmi di selezione diretta con scuole partner che garantiscono un colloquio al termine del corso. Questi programmi “cadet” sono un percorso privilegiato. Il candidato entra in formazione già con un accordo con la compagnia, che però spesso richiede la firma di un contratto di esclusiva e prevede vincoli sulla restituzione dei costi di formazione in caso di abbandono anticipato.

Quanto costa diventare pilota oggi

Non esistono percorsi a basso costo verso la cabina di pilotaggio di un aereo di linea. Il costo è uno degli elementi più importanti da pianificare prima ancora di iniziare.

I corsi professionali ATPL hanno un costo indicativo compreso tra 60.000 e 120.000 euro, variabile in base a scuola, ore di volo incluse e servizi offerti. Vanno considerati anche vitto, alloggio e spese per esami, visite mediche e rinnovi.

In linea generale, il costo totale fino al conseguimento di una qualifica idonea per l’assunzione (frozen ATPL più abilitazioni) si colloca spesso tra 70.000 e 150.000 euro.

Ai costi già richiamati si aggiungono:

  • Visita medica di prima classe: 200-500 euro
  • Libri e materiali didattici: 300-500 euro
  • Tasse d’esame ENAC per ciascuna licenza
  • Costi per l’abilitazione al simulatore (Type Rating), richiesta dalla compagnia prima dell’assunzione: altri 15.000-30.000 euro, spesso a carico del candidato

Ma come si finanziano questi costi? Le opzioni principali sono il risparmio proprio (molti iniziano a lavorare per anni prima di iscriversi), prestiti bancari specifici per la formazione aeronautica (alcune scuole hanno accordi con istituti di credito), finanziamenti interni delle scuole con piani rateali e, in rari casi, borse di studio di compagnie aeree.

Il costo di formazione si ripaga tipicamente in 3-5 anni con stipendi che progrediscono da 50.000 euro per un primo ufficiale fino a oltre 180.000 euro per un comandante su widebody.

Gli stipendi e quanto si guadagna davvero

Le cifre che circolano sugli stipendi dei piloti sono spesso fuorvianti perché mescolano situazioni molto diverse. Bisogna quindi fare chiarezza per fasi di carriera.

  • Primo ufficiale neoassunto (primo impiego dopo frozen ATPL): in Italia, un neo-primo ufficiale di linea può partire da circa 1.700 euro netti mensili. Non è una cifra alta rispetto all’investimento fatto ma la progressione è rapida per chi accumula ore di volo.
  • Primo ufficiale con esperienza (3-7 anni): un pilota a inizio carriera consolidata può guadagnare tra 2.300 e 2.600 euro netti al mese, cifra che aumenta nel tempo grazie all’aggiunta di indennità e ore di volo extra.
  • Media del settore in Italia: la media nazionale si attesta intorno ai 3.400 euro netti mensili, equivalenti a 74.000-80.427 euro lordi annui, collocando la professione tra le più remunerative in Italia.
  • Comandante su compagnia tradizionale: un comandante di massima anzianità su compagnie tradizionali può arrivare a 90.000-100.000 euro lordi annui, circa 4.500-5.000 euro netti mensili.
  • Comandante su low cost (easyJet, Wizz Air): paradossalmente le low cost pagano spesso più delle compagnie di bandiera tradizionali. Un comandante easyJet può superare i 7.000-8.000 euro netti mensili.
  • Compagnie del Golfo (Emirates, Qatar Airways): per chi sceglie l’estero, le retribuzioni diventano molto più alte. Il Medio Oriente offre retribuzioni tax-free di 8.500-20.000 dollari netti mensili, rendendolo la meta più remunerativa al mondo.

Il riferimento contrattuale in Italia è il CCNL Trasporto Aereo, che disciplina l’intera filiera del trasporto aereo italiano e si applica a tutto il personale di terra e di volo.

La carriera dopo l’assunzione

L’assunzione in una compagnia aerea non è il traguardo, bensì il punto di partenza. La carriera di un pilota si struttura in fasi ben definite.

Il neo-assunto entra come Primo Ufficiale (il copilota, seduto alla destra del comandante). Gestisce sistemi, comunicazioni, parte della condotta del volo e si forma attraverso l’esperienza affiancando comandanti senior. La durata in questo ruolo dipende dalla compagnia, dalle ore di volo accumulate e dalle opportunità disponibili (in media dai 5 ai 15 anni).

La promozione a Comandante (seduto alla sinistra, responsabile del volo) richiede il raggiungimento del Full ATPL e il superamento di una selezione interna molto severa, che include simulator check, voli di linea supervisionati e una valutazione delle competenze non tecniche (leadership, gestione del rischio, comunicazione in crew resource management).

Dopo la qualifica di comandante ci sono ulteriori specializzazioni possibili. Parliamo di abilitazione su aeromobili di categoria superiore (narrow body, wide body, ultra long range), ruolo di Check Pilot o istruttore di simulatore, posizioni manageriali nelle operations o nella formazione.

Il ruolo degli esaminatori e i check periodici

Un aspetto che l’immaginario collettivo trascura è che il brevetto di pilota non è per sempre. I piloti devono superare check periodici obbligatori per mantenere le abilitazioni attive.

Ogni sei mesi oppure ogni anno (a seconda dell’abilitazione e dell’età), il pilota deve dimostrare le proprie competenze su simulatore di fronte a un esaminatore autorizzato. Il mancato superamento del check significa la sospensione dall’attività di volo fino alla nuova idoneità.

Pertanto vuol dire che la formazione non finisce mai davvero, tra aggiornamenti normativi, nuovi protocolli di sicurezza, Crew Resource Management, gestione delle emergenze. La professione richiede un investimento continuo in tempo e attenzione che distingue un pilota da qualunque altra professione.

Pilota di linea o altri tipi di pilota?

Il percorso descritto in questa guida si riferisce alla carriera nell’aviazione commerciale civile. Esistono però altre strade per chi ama il volo.

  • Pilota militare: l’accesso avviene tramite l’Accademia Aeronautica Militare, con concorso pubblico molto selettivo. La formazione è gratuita ma vincolante, perciò si presta servizio nell’Aeronautica per diversi anni prima di poter eventualmente transitare nel settore civile.
  • Pilota di elicottero: percorso separato, con licenze specifiche (PPL(H), CPL(H), ATPL(H)) e sbocchi diversi, come soccorso alpino, elisoccorso, polizia, trasporto VIP, lavoro aereo.
  • Pilota agricolo e lavoro aereo: fotogrammetria, lotta antincendio aerea, trattamenti fitosanitari. Nicchie di mercato specifiche, con richiesta stabile.
  • Pilota di aliante e aerostato: licenze più accessibili economicamente, adatte a chi vuole volare per passione senza la carriera commerciale.

Se invece sei affascinato dalla vita in mare e ti chiedi come funziona la carriera al comando di un’imbarcazione, trovi tutto nella nostra guida su come diventare comandante di nave. È un percorso per certi versi parallelo, con le stesse esigenze di disciplina tecnica e responsabilità nei confronti delle persone a bordo.

FAQ: le domande più frequenti su come diventare pilota

Si può diventare pilota di linea a 40 anni?

Sì. Non esiste un limite d’età per iniziare il percorso. L’unico vincolo pratico è che i piloti in Europa non possono operare come comandanti su voli commerciali dopo i 65 anni (limite EASA). Chi inizia a 40 anni ha un orizzonte di carriera di 20-25 anni, che molte compagnie ritengono ancora sufficiente.

Serve la laurea?

Non è richiesta. È necessario il diploma di scuola superiore. Alcune compagnie preferiscono candidati laureati ma non è un requisito formale per la licenza.

Quanti anni ci vogliono dall’inizio alla prima assunzione?

Con il percorso integrato, dalla teoria al frozen ATPL si impiegano 18-24 mesi. Dopo la qualifica i tempi per l’assunzione dipendono dal mercato. In questo periodo di carenza di piloti i tempi di attesa si sono ridotti significativamente rispetto al passato.

L’ATPL ottenuto in Italia vale all’estero?

Sì. Le licenze EASA rilasciate in Italia (e nel resto dell’UE) sono valide in tutti e 27 i paesi membri. Per lavorare fuori UE in molti casi è necessaria una conversione della licenza che varia da paese a paese.

Come si accede ai programmi cadet delle compagnie?

I programmi cadet (come quelli di Wizz Air, easyJet, Ryanair e altri) si aprono periodicamente con selezioni pubbliche. Richiedono solitamente la visita medica di prima classe già superata, un buon livello di inglese e i test attitudinali previsti dalla compagnia. Il vantaggio è la garanzia di un colloquio di assunzione al termine della formazione.

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