Dipingere le pareti: tecnica della velatura

La velatura è una delle tecniche decorative per pareti più utilizzate, da cui si ricavano effetti sfumati, dai più delicati ai più accesi; non si tratta di una tecnica “unica”, ma di un insieme di possibili sistemi di realizzazione, uno diverso dall’altro, ma tutti in grado di dialogare con la luce e con gli effetti visivi derivanti in modo differente.

Come dipingere le pareti con la tecnica della velatura

Come dipingere le pareti con la tecnica della velatura

La tecnica decorativa con cui si decide di dipingere le pareti è importante al pari del colore stesso: infatti contribuisce a delineare l’atmosfera e il carattere di un ambiente, poiché ne modifica anche la percezione visiva.

La velatura: che cos’è?

La velatura, come detto, è una finitura murale o tecnica decorativa, che serve a regalare all’aspetto finale di una parete interna, un effetto estetico particolare: la velatura non è l’unica tecnica decorativa murale esistente, ma è di sicuro una delle più semplici e permette anche di ottenere tantissimi effetti visivi e sfumature praticamente infinite e anche irripetibili, in quanto eseguite a mano e quindi sempre diverse le une dalle altre.

Le due caratteristiche visive più evidenti della velatura sono le sfumature e l’aspetto di trasparenza, che rende leggero l’effetto visivo dell’intera parete. Queste due qualità si ottengono sovrapponendo a un fondo opaco, solitamente una pittura lavabile, una o più mani di velatura, di colori differenti (a contrasto oppure in scala) per ottenere risultati diversi.

Per ottenere le tinte adatte alla velatura esistono prodotti specifici, lucidi, opachi o cerati, che si ottengono aggiungendo ai colori universali a tintometro delle basi neutre, costituite in genere da protettivi silossanici adatti sia agli interni che agli esterni, e dotati di buone doti di traspirabilità.

Sistemi per realizzare la velatura

Realizzare la velatura non è così complesso, soprattutto per chi ama il fai-da-te. I prodotti descritti sopra possono essere applicati alla parete con strumenti diversi (da cui ottenere effetti differenti), ma tutti ugualmente reperibili:

  • Con una spugna
  • Con uno straccio
  • Con pennelli
  • Con appositi guanti
  • Con spatole
  • Con frattazzi spugnati.

Per scegliere un mix cromatico efficace, occorre essere dotati di gusto estetico e di buona manualità per stenderlo: è bene sapere che più il colore viene diluito, più la decorazione appare rarefatta e delicata, accentuando l’effetto di “trasparenza”.

Utilizzando lo strumento scelto per la stesura (straccio, pennello, etc) con maggiore pressione oppure stendendo più mani in un determinato punto, è possibile ottenere sfumature diverse, accentuando la percezione di alcune zone rispetto ad altre.

Spugna naturale o sintetica

Ogni strumento impiegato per la velatura ha un effetto differente sulla parete. La spugna naturale ha una superficie disomogenea che quindi può produrre sfumature più varie ed effetti maculati irregolari. La spugna naturale costa più di quella sintetica, ma può durare per anni ed essere riutilizzata, se adeguatamente mantenuta. La spugna sintetica invece è uniforme e riproduce quindi sempre lo stesso tipo di effetto, ma aiuta anche a distinguere più facilmente i diversi colori stesi.

Frattazzo spugna

Il frattazzo spugna è uno strumento costituito da una spugna artificiale a grana grossa, applicata a un frattazzo tradizionale, simile a una sorta di pennellata. Il frattazzo può essere imbevuto nel colore e poi steso con movimenti circolari per ottenere un effetto nuvolato, oppure con tratti dritti incrociati per un effetto più geometrico.

Straccio

Con uno straccio di cotone o un panno è possibile ottenere un effetto simile: basta appallottolarlo, intingerlo nel colore e picchiettare la superficie già preparata con il fondo: i disegni che si ottengono assomigliano al velluto stropicciato. Per non creare effetti disomogenei, non bisognerebbe mai cambiare la piegatura dello straccio.

Come procedere alla velatura

Prima di procedere con la stesura della velatura, è necessario fare delle prove, per capire quale effetto cromatico si vuole ottenere: su un foglio di carta o su un cartoncino ci si può rendere conto di come procedere poi sulla parete. Una pressione troppo forte può produrre macchie sul muro, una troppo debole invece può dare soltanto una sensazione di patinatura molto rada.

Dopo aver verificato il tipo di pressione e la combinazione cromatica adatti alle proprie esigenze, si procede per piccole porzioni di muro; durante la stesura, di tanto in tanto ci si deve allontanare per verificare la visione d’insieme, per avere un punto di vista complessivo e per assicurarsi che la stesura sia uniforme.

Per ottenere un effetto più naturale e omogeneo possibile, è necessario tamponare la parete con lo strumenti scelto, facendolo girare su se stesso, ma cercando di evitare un motivo costante che riprodotto su una superficie ampia potrebbe alla fine risultare monotono. Ricordarsi di finire di stendere un colore, prima di iniziare con un altro: il risultato sarà più omogeneo.

Dove poter utilizzare la tecnica della velatura

La velatura può rifinire diverse superfici:

  • Intonaci non rifiniti o rasati a stucco
  • Pareti interne ed esterne
  • Intonaci vecchi, per contribuire a eliminare irregolarità o imperfezioni dovute a trattamenti precedenti; per questo prima di procedere con la velatura, è necessario pulire la superficie passando una leggera carta abrasiva, a cui deve far seguito un fissativo o uno strado di primer per rendere poi uniforme l’assorbimento del colore.

La spugnatura: la tecnica di velatura più nota

La spugnatura è il tipo di velatura più conosciuto, ottenuto con spugne naturali o sintetiche, che possono produrre ombreggiature più o meno intense a seconda della trama che possiedono. Esistono due metodi principali per realizzare una velatura a spugnatura:

  • spugnatura “a mettere”
    dopo aver steso uno strato di primer e successivamente due mani di fondo della tinta di base, si ottiene la decorazione immergendo la spugna nella vernice e passandola poi sulla superficie con tocchi leggeri, scaricando un po’ il colore per evitare che possa provocare sbavature;
  • spugnatura “a togliere”
    prevede invece prima la stesura del prodotto per la velatura, con una pennellessa o con un rullo, e poi il passaggio picchiettato con la spugna, per asportare parte della pittura e ottenere così l’effetto desiderato, che risulta più intenso rispetto a quello ottenibile con la tecnica precedente.


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Questo articolo ha 2 commenti

  • paolo scrive:

    Mi anno chiesto di fare una velatura che somigli a della carta da parati che e tipo macchiato e non saprei come fare sapresti darmi un consiglio . Grazie

  • lucio scrive:

    Mi ha dato una grossa mano per il mio hobby

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