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Coliche neonatali

Ogni neo mamma, al primo pianto del bambino pensa che si tratti di coliche neonatali; in realtà seppur tale patologia è piuttosto frequente nei piccoli, non è detto che sia sempre e solo colpa delle coliche gassose. Tuttavia è bene ricordare che tali coliche colpiscono circa il 25% dei bambini nell’arco dei primi mesi di vita.

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–4 minuti

le coliche neonatali

Cosa sono le coliche neonatali

Ma di cosa si tratta in realtà? E perché i bambini che ne soffrono, si perdono sempre in un pianto estenuante ed inconsolabile? Diciamo subito che il termine “coliche neonatali” non è completamente esatto, in quanto per arrivare a parlare di una vera e propria colica è necessario una diagnosi appropriata. Invece è uso e consuetudine di ogni madre, associare ad una serie di sintomi, la presenza di coliche gassose, indicando con ciò l’aria in eccesso che si sviluppa all’interno del pancino del bimbo e che determina il classico “mal di pancia”.

Tuttavia è bene chiarire che tale l’aria che si forma nell’intestino, in realtà è da sempre presente nel tubo digerente di ogni essere umano, ma nel neonato, questo fenomeno viene accentuato dalla sua alimentazione a base di latte, che a sua volta contiene lattosio ossia uno zucchero che fermenta facilmente, dando origine al fenomeno della contorsione e della fuoriuscita dell’aria. Inoltre, i tipici movimenti effettuati dal neonato, quali la contorsione, i pugni chiusi, il pianto e l’emissione dell’aria sono del tutto naturali in quanto i suoi movimenti (essendo ancora molto piccolo) non sono ben coordinati.

I sintomi delle coliche: la regole del 3

Ma quali sono gli altri sintomi che ci fanno capire che il piccolo sta soffrendo di coliche neonatali? Sicuramente primo fra tutti è il pianto, anche se a tale proposito è bene ricordare che il pianto dei bambini può avere differenti cause che non sempre dipendono dalle coliche neonatali. Infatti al pianto definito inconsolabile, vanno aggiunti altri sintomi piuttosto evidenti: le crisi di pianto devono essere ripetitive, tutti i giorni e agli stessi orari e il continuo cambiamento di postura. Il neonato tenderà a portare le gambe verso il petto e a tendere i muscoli addominali.

In sintesi, per ipotizzare che il bambino soffra davvero di coliche neonatali, bisogna che si verifichi la “regole del 3”, ovvero un neonato, di costituzione sano e ben nutrito (per cui si escludono gli altri motivi legati al pianto), piange per più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni la settimana e per almeno 3 settimane continue. Allora, secondo questa regola coniata dal dottor Wessel e valida ancora oggi, possiamo parlare di coliche gassose o neonatali.

Regressione delle coliche

Normalmente le coliche neonatali iniziano dopo le prima 4-5 settimane di vita del piccolo e durano fino a tre mesi. Solo in rari casi, queste possono protrarsi per più tempo. Le crisi si manifestano generalmente di sera e sempre alla stessa ora e sembra (ma non è una regola assoluta) che siano più frequenti nei bambini allattati artificialmente, mentre i bimbi allattati al seno possono manifestare tali crisi durante tutto l’arco della giornata. Il bambino che viene colpito da una colica, si contorce e si contrae, inizia a piangere all’improvviso, senza un motivo apparente e diventa pallido, a volte anche cianotico. Il suo pianto è continuo e solo tra una crisi e l’altra, il neonato riesce a riposare. Le coliche neonatali rappresentano una grande fonte di stress non solo per il piccolo che ne soffre, ma anche per i genitori, in particolare per la madre. Infatti in merito ai bambini, è stata dimostrata l’esistenza di una relazione fra coliche neonatali e disturbi del sonno, con riferimento anche alla possibilità di sviluppare un “temperamento difficile”. Ma è tuttavia una situazione molto stressante anche per i neo genitori, che iniziano ad affrontare le prime vere difficoltà legate all’accudimento dei loro piccoli.

L’unica consolazione è legata al fatto che tali coliche , normalmente tendono a regredire in maniera spontanea, fino a cessare del tutto.

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