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Che cos’è la gotta e come si manifesta

Secondo una recente stima gli italiani che soffrono di gotta sono circa un milione. Bisogna prima di tutto sfatare due luoghi comuni circa questa malattia: non colpisce soltanto gli uomini di mezza età e non è in via di estinzione. Anzi, purtroppo è in continua crescita, ed anche tra le donne giovani. L’aumento dei casi di gotta può spiegarsi in base ad una serie di fattori: l’obesità ed il sovrappeso sempre più frequenti, il progressivo invecchiamento della popolazione, il maggiore utilizzo di farmaci come i diuretici e l’Aspirina a basso dosaggio (che determinano un aumento dell’uricemia e sono molto diffusi per curare l’ipertensione e prevenire i rischi cardiovascolari).

Che cos’è la gotta e come si manifesta

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–4 minuti

L’uso massiccio dei diuretici spiega per quale motivo la gotta è diffusa anche tra le giovani modelle, che ricorrono a tali sostanze per mantenersi snelle. In genere la gotta colpisce le donne dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili diminuiscono e non svolgono più la loro azione protettiva. Scopriamo insieme che c’è la gotta, come si manifesta e come si cura.

Che cos’è la gotta e come si manifesta

Come si forma la gotta

La gotta è la forma di artrite più forte che si conosca, un’infiammazione acuta che colpisce le articolazioni: in genere parte dall’alluce del piede per poi propagarsi ad altre zone del corpo. La gotta è provocata dall’eccessivo deposito di acido urico, che, superata una certa concentrazione, forma dei cristalli che vanno a depositarsi all’interno della membrana sinoviale.

Solo gi uomini e le scimmie antropomorfe soffrono di tale malattia. Il motivo è presto spiegato. Con il passare del tempo, gli uomini hanno perduto l’urato ossidasi, un enzima in grado di trasformare l’acido urico in allantoina, una sostanza che evita la formazione della gotta in quanto non si deposita nelle articolazioni e nelle vie urinarie.

Non se ne conosce la ragione, ma oltre all’uomo e alle scimmie l’unico animale che non possiede questo enzima è il cane dalmata, che può quindi ammalarsi di gotta.

Cause della gotta

Ma da cosa dipende l’iperuricemia, ossia l’eccessiva concentrazione di acido urico nelle articolazioni? D una parte vi è sicuramente una predisposizione genetica, dall’altra intervengono cause esterne quali l’alimentazione scorretta e i farmaci che assumiamo.

Sintomi della gotta

L’attacco di gotta presenta sintomi ben chiari e precisi: il dolore comincia a far capolino nel pomeriggio per poi scoppiare durante la notte. Oltre al dolore intenso, possono comparire anche calore intenso, rossore diffuso e difficoltà nel muoversi.

La parte infiammata diventa sensibilissima e dolorante, e non la si riesce a toccare. L’infiammazione è intensa, e dopo circa tre giorni, una volta passato l’attacco, la pelle si desquama.

Rischi della gotta

I cristalli di acido urico possono depositarsi, oltre che nelle articolazioni, anche all’interno dei tessuti molli, formando i cosiddetti “tofi”. Si tratta di ammassi sotto pelle che somigliano a delle pietre di tufo. In genere i tofi colpiscono i gomiti, le ginocchia, i lobi delle orecchie.

Ma l’iperuricemia e la gotta sono anche i responsabili di danni cardiovascolari e renali, poiché i cristalli possono depositarsi anche a livello renale, o nei pressi del cuore (questa evenienza è più rara).

Diagnosi di gotta

Il primo passo per una diagnosi definitiva è un esame del sangue per accertare il livello di acido urico presente. Ma se anche fosse così, non tutti coloro che hanno questo problema sono colpiti dalla gotta. Una diagnosi certa si ha solo quando si rileva la presenza di cristalli di urato monopodico nel liquido sinoviale. L’occhio attento di un reumatologo non potrà sbagliarsi sulla presenza o meno di questi ammassi dalla forma particolare.

Purtroppo la gotta è una di quelle patologie che non viene diagnosticata in modo certo e tempestivo, e perciò rischia di diventare cronica se le cure non sono immediate. L’attacco di gotta è intenso ma tende a guarire nel giro di pochi giorni.

Ma questo non vuol dire che la malattia è stata debellata. Se non si interviene con una cura adeguata ed efficace, i sintomi si ripresenteranno dopo alcuni mesi e persisteranno più a lungo.

Cura per la gotta

La gotta è una patologia curabile. Oltre a seguire una dieta particolare che eviti la formazione di acido urico, si può ricorrere a sostanze in grado di ridurne la produzione, come l’allopurinolo. Un’alternativa è rappresentata dal “febuxostat”, una sostanza che verrà presto introdotta anche in Italia, ma che non è rimborsabile. Quando si verifica l’attacco acuto si può ricorrere agli antinfiammatori, quali i Fans e la colchicina.

A seconda dei casi e delle circostanze, il medico potrà valutare la possibilità di prescrivere anche il cortisone.

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