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Salgemma

Il salgemma è un minerale che spesso viene chiamato anche halite. Si tratta, come spesso accade in ambito mineralogico, di un discorso legato all’etimologia del termine. Il termine halite deriva da due termini greci che hanno il significato di pietra e di sale. Il termine italiano salgemma è la somma della parola sale e della parola gemma. Se al posto della parola pietra, come hanno fatto i greci, è stato scelto il termine gemma il motivo è da ricercare nel fatto che questo minerale mostra un aspetto cristallino. Il salgemma, comunque, è un minerale composto essenzialmente da cloruro di sodio.

salgemma

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–4 minuti

Caratteristiche fisiche del salgemma

Il salgemma appartiene alla classe mineralogica dell’alogenuro. Il gruppo di riferimento è quello monometrico mentre il sistema è quello cubico. L’abito cristallino è cubico ma solo nel caso in cui dispone di adeguate fessure che gli consentano di crescere nel migliore dei modi. Quando non è cubico si può trovare in forma massiccia ma anche granulare. La durezza del salgemma è di 2,5 sulla scala Mohs mentre il peso specifico è tra 2,1 e 2,2 g/cm3.
Il salgemma può assumere diversi colori ma anche nessun colore. Il colore principale è il grigio ma non è raro vedere anche colori come ii blu ed il rosso. La lucentezza del salgemma può essere vitrea ma può diventare anche opaca. Il salgemma è trasparente, la sfaldatura è cubica perfetta, lo striscio mostra una polvere che non ha alcun colore.
Guardando sempre alle caratteristiche fisiche del salgemma è fondamentale dire che esso ha un sapore salato, come del resto indica anche il nome. Il salgemma è solubile in acqua mentre non lo è in etanolo. Dovrebbe essere conservato in un luogo che ha tutti i requisiti della sicurezza e che si presenta anche abbastanza fresco in quanto questo minerale è igroscopico.

Genesi e giacimenti di salgemma

L’origine del salgemma va individuata soprattutto nelle masse d’acqua salata che evaporano e che danno vita a dei banchi abbastanza grandi. Queste masse di acqua salata potrebbero essere i mari ma anche laghi salati. Tali banchi sono rinvenibili nelle rocce di tutte le età geologiche. Essi hanno uno spessore che potrebbe essere di pochi centimetri ma che potrebbe superare anche i cento metri.
Il salgemma si trova quasi sempre racchiuso da rocce argillose e compatte, rocce che sono impermeabili e che dunque non consentono il passaggio dell’acqua. Così facendo il salgemma ha la possibilità di conservarsi. In giacimenti del genere il salgemma è associato al gesso nonché alla carnalite, alla silvite, alla poliarite.
I principali giacimenti di salgemma si trovano negli Stati Uniti. Altri paesi in cui è stato rinvenuto il salgemma in grandi quantità sono la Germania, la Gran Bretagna, la Siberia. Sono molto conosciuti anche i giacimenti austriaci e quelli polacchi. Alcune cristallizzazioni sono state scoperte anche in prossimità di laghi salati.
Anche in Italia sono stati rinvenuti dei giacimenti di salgemma. I principali si trovano in Toscana, in particolare presso le saline di Volterra e San Gemignano e presso la località di Ponteginori. Un’altra miniera piuttosto importante dal punto di vista storico, al quale è associato il nome del grande Plinio Il Vecchio e nella quale è stato trovato il salgemma, è in Calabria, precisamente a Lungro. Sempre in Calabria è stata rinvenuta una miniera di salgemma, nello specifico presso la Valle del Neto che fa parte del comune di Belvedere di Spinello. Altre miniere in cui è presente questo minerale sono ubicate in Sicilia mentre piccoli cubetti di salgemma, caratterizzati dall’assenza di colore, si trovano sulla pendici del Vesuvio, in corrispondenza delle fumarole secche.

Uso e curiosità sul salgemma

Al salgemma è associato ovviamente il sale, un elemento indispensabile per gli esseri umani per diversi motivi. Del resto, è da questo minerale che si ottiene il sale che ogni giorno utilizziamo per condire molte pietanze.
Di sale si parla sin dall’antichità ma non tutti conoscevano le sue proprietà e le sue caratteristiche. Si è dovuto attendere il 1810 per arrivare a stabilire la composizione chimica del sale. Non solo come sale da cucina, il salgemma trova ampio impiego anche nel settore chimico, nella produzione del sapone e in campo ottico.
Esiste una terapia piuttosto conosciuta legata al sale che prende il nome di haloterapia. Questo trattamento consiste in una parte iniziale di esposizione ed una finale di assorbimento di particelle di cloruro di sodio. Questo trattamento serve per combattere alcune infezioni alle vie respiratorie. E’ bene, però, precisare che la terapia del sale da sola potrebbe non bastare e, dunque, dovrebbe essere sempre accompagnata da una terapia a base di farmaci.

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