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Illuminazione: tutto quello che c’è da sapere sulla potenza e l’energia di un impianto

Per quello che riguarda l’illuminazione, tanto in un contesto privato che in un contesto pubblico, assicurarsi un impianto elettrico in grado di garantire consumi ottimali e, di conseguenza, un risparmio sulle spese – domestiche o aziendali – è determinate. Per evitare gli sprechi, quindi, può essere sicuramente utile informarsi adeguatamente sulla potenza e l’energia di un impianto, che sia esso tradizionale o fotovoltaico.

energia e impianti di illuminazione

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

2–3 minuti

energia e impianti di illuminazione

Potenza ed energia

Il watt rappresenta l’unità di misura di energia che determina la potenza di un impianto. Questa unità è associata, con multipli e sottomultipli, alla misurazione della potenza dell’energia elettrica prodotta o consumata (nel caso di apparecchi elettrici).

Parlando di energia, invece, utilizziamo il wattora, il prodotto della potenza per un intervallo temporale; il kWh, quindi, esprime il consumo energetico di qualsiasi macchina in un determinato lasso di tempo.

Quando si parla di illuminazione, infine, un’altra distinzione importante da tenere a mente è quella tra il watt e il lumen. Quando si deve individuare l’entità del consumo di una lampadina, bisogna guardare alla potenza e, quindi, al watt. Se, invece, si deve valutare l’intensità della luce prodotta dalla stessa lampadina, si dovrà prendere a riferimento il lumen.

L’illuminazione in Italia

L’Osservatorio sui conti pubblici italiani, in una ricerca del maggio del 2018, ha evidenziato come l’Italia consuma il doppio di quanto non accada negli altri paesi europei in termini di illuminazione pubblica: stiamo parlando di 6.000 GWh l’anno e di una spesa pubblica di oltre 1,5 miliardi. Si pensi, per esempio, che si tratta di una cifra cinque volte superiore a quella affrontata dalla Germania.

La situazione è decisamente più incoraggiante quando si guarda al consumo finale pro-capite di energia elettrica, che si attesta sui 2,4 Tep: si tratta di uno dei valori più bassi all’interno del contesto europeo, come confermano anche i dati sulle emissioni dei gas a effetto serra.

Nel nostro paese, infatti, si registra una diminuzione percentuale di circa il 20%. Si tratta di una vera e propria controtendenza rispetto a quanto accade nel resto d’Europa, dove si continuano a rilevare incrementi per quello che riguarda le emissioni: basti pensare che la Germania ha visto la percentuale aumentare del 7%.

Da questo studio emerge una maggiore attenzione, da parte degli italiani rispetto agli altri europei, in materia di consumo elettrico. Almeno nelle proprie abitazioni. Ma si potrebbe fare ancora meglio se continuerà ad aumentare l’uso di lampade che dispongono della tecnologia LED, ideate per garantire bassi consumi ma anche sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

La potenza negli impianti fotovoltaici

Se la nostra abitazione, o azienda, è alimentata da un impianto fotovoltaico, il principio per il calcolo di watt e wattora è identico all’impianto tradizionale. Il fotovoltaico concede in loco l’energia che, altrimenti, sarebbe fornita dalla rete elettrica; la sua potenza nominale o di picco è espressa in kWp è rappresenta la potenza massima erogabile in determinate condizioni standard.

Per il calcolo della potenza di picco, sono considerate predeterminate condizioni: 25°C, sole a 48° con lo zenit e irraggiamento di 1000 W/m2. La potenza nominale, dunque, rappresenta la potenza massima teorica di un impianto, che normalmente invece genera quantità di energia variabili al variare delle condizioni e dall’esposizione solare.

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