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Tragitto casa – lavoro: quanto è stressante per gli italiani?

Il tragitto casa – lavoro è una delle prime fatiche giornaliere per milioni e milioni di lavoratori in tutto il mondo. Uno studio condotto tra i cittadini dell'UE ha fotografato l'umore e i livelli di stress che accumuliamo ogni giorno, ogni mese, per molti mesi all'anno. Ecco qual è la situazione generale e perché (purtroppo), in Italia il livello di stress è alle stelle.

tragitto casa lavoro

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

2–3 minuti

tragitto casa lavoro

Tragitto casa – lavoro: quanto impiegano i cittadini Europei

Per tragitto casa – lavoro si intende, in linea generale, il tempo impiegato da un lavoratore per raggiungere la sede di lavoro abituale, cioè fissa per la maggior parte dell’anno. Non vengono presi in considerazione, perché assolutamente variabili, i dati relativi ai lavoratori che operano ogni giorno in luoghi di lavoro differenti (come idraulici, elettricisti, operai eccetera).

In Europa il tragitto casa – lavoro dura in media 42 minuti (quindi il doppio considerando anche il ritorno a fine turno).

I più fortunati in assoluto sembrano essere i lavoratori del Portogallo, i quali impiegano una media di 34 minuti per raggiungere il posto di lavoro, mentre gli europei più sfortunati sono i turchi, che trascorrono nel traffico, due volte al giorno, circa 48 minuti.

Purtroppo, in questa classifica l’Italia si piazza in una posizione davvero poco lusinghiera: al pari della Francia e del Belgio, ma appena sotto la Turchia, i lavoratori italiani impiegano circa 45 minuti per raggiungere la propria sede lavorativa (quando tutto va bene).

Da puntualizzare che il 66% della popolazione Europea preferisce muoversi con mezzi privati (automobile di proprietà o aziendale, bicicletta se si abita in Olanda) mentre solo il 34% si muove sfruttando il trasporto pubblico.

Quanto ci stressa il tragitto casa – lavoro?

Probabilmente, come dimostra l’umore medio degli europei del Nord, sostenere circa 40 minuti di viaggio ogni giorno prima di cominciare la propria giornata lavorativa non sarebbe un grosso peso se, in quel periodo di tempo, non entrasse a gamba tesa lo stress.

In Nord Europa, dove ricordiamo molti lavoratori arrivano in ufficio tranquillamente in bicicletta, lo stress si sente assai poco. Una situazione completamente differente in Italia e in Turchia, dove arriviamo al lavoro già con un diavolo per capello, a causa dei ritardi e dalle inefficienze dei mezzi di trasporto che, per giunta, sono spesso anche molto affollati.

Secondo i dati statistici, solo il 32% dei cittadini tedeschi si sente stressato per l’utilizzo giornaliero dei trasporti pubblici, mentre in Italia la percentuale è più che raddoppiata: ben il 68% degli italiani afferma di sperimentare alti livelli di stress ogni giorno a causa dell’utilizzo dei trasporti pubblici per coprire il tragitto casa – lavoro.

La difficile situazione italiana

L’Italia si conferma, purtroppo, una delle nazioni europee con il peggior sistema di trasporto pubblico in assoluto, ma c’è da dire che si tratta di una situazione molto disomogenea sul territorio nazionale.

Nelle grandi città, soprattutto quelle del Nord Italia, i trasporti pubblici sono estremamente efficienti e perfettamente in media con gli standard europei. Situazione completamente diversa, per esempio, nelle zone periferiche o rurali del Sud Italia.

Vero però che nelle grandi metropoli come Milano, per quanto i mezzi siano efficienti, a volte spostarsi da un capo all’altro della città può richiedere anche più dei 45 minuti della media italiana per il tragitto casa-lavoro. Per questo motivo, al momento di scegliere una nuova abitazione, soprattutto se si cambia domicilio per avvicinarsi al luogo di lavoro, sarà quindi molto utile trovare casa vicino ai trasporti pubblici, in maniera da minimizzare, almeno nei limiti del possibile, il tempo necessario a raggiungere la prima stazione utile.

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