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Relazioni tra Chakras e Reiki

Il termine “chakra”, che viene dal sanscrito, significa nella nostra lingua “disco”, “ruota”, “vortice”. Le tecniche utilizzate durante le sedute di Reiki vanno ad agire appunto sui chakras, che sono esattamente dei centri energetici. Gli esercizi eseguiti possono essere o di tipo fisico, o di tipo statico: sarà l’operatore a decidere in base a quali chakras sono interessati.

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

4–6 minuti

L’esercizio fisico in genere serve a risvegliare gli organi ed i muscoli di competenza del chakra prescelto.

Reiki

I sette Chakras

I chakras individuati sono sette, e precisamente:

  • Muladhara
  • Svadhisthana
  • Manipura
  • Anahata
  • Visuddha
  • Ajna
  • Sahasrara

Vediamoli ora singolarmente nella loro collocazione e nelle loro funzioni.

Primo chakra

Muladhara si trova posizionato tra l’ano e i genitali, in corrispondenza della spina dorsale.

Questo chakra rappresenta il nostro legame con le origini e con la Terra, e per averne consapevolezza dobbiamo concentrarci a curare il nostro rapporto con il corpo fisico e le esigenze rispetto ad esso: alimentazione corretta, ricerca di una casa come luogo di intimità e riparo, un lavoro che garantisca la sopravvivenza e un sostentamento giusto, capi di abbigliamento consoni e oggetti utili per vivere rispettando le esigenze primarie.

Per riattivare il flusso energetico di questo chakra è opportuno effettuare esercizi fisici e rituali di meditazione e visualizzazione. Il percorso inizia con una depurazione di tipo fisico che consente di eliminare dall’organismo le tossine, che rendono più difficile il processo di armonizzazione energetica.

Secondo chakra

Il secondo chakra, denominato Svadhisthana, si trova posizionato tra l’ombelico ed i genitali, e l’elemento al quale si richiama è l’acqua. In pratica questo chakra corrisponde a tutte le funzioni associate ai liquidi: l’urina, la circolazione del sangue, ma anche sessualità e riproduzione.

Il Reiki può intervenire per riequilibrare questo chakra, concentrandosi sulla riscoperta di una sessualità più libera e vissuta in armonia con la natura. Innanzitutto si inizia con una pulizia dell’organismo, che presuppone una giornata intera dedicata all’assunzione di soli liquidi (tisane depurative a base di erbe), da fare in occasione di un cambiamento di fase lunare.

Poi si passa ad esercizi specifici e cicli di meditazione. Sono previste anche esercitazioni da fare in gruppo, ovviamente con la guida di un esperto di tale disciplina.

Terzo chakra

L’elemento caratterizzante di Manipura, il terzo chakra, è invece il fuoco. Si trova sulla bocca dello stomaco, e quindi presiede alle funzioni che riguardano la digestione ed il metabolismo. Il processo digestivo trasforma il cibo che ingeriamo in energia e calore. Il lavoro da svolgere su questo chakra è quello di mantenere sempre vivo tale fuoco, che mette in moto sia l’energia vitale che la volontà personale.

Quarto chakra

Il quarto chakra, Anahata, è da considerarsi il chakra del cuore. L’elemento che lo contraddistingue è l’aria, ed è sottilmente legato al sentimento dell’amore. Dal punto di vista strettamente fisico questo chakra riguarda le funzionalità dei bronchi, del cuore, dei polmoni, e infine delle braccia e delle mani.

Per riattivare Anahata è indispensabile prevenire (o curare) eventuali patologie legate alle vie respiratorie, ed eliminare le insane abitudini come il tabagismo. Il Reiki prevede un rituale di respirazione ed esercizi di gruppo per la riscoperta della “centratura del cuore”.

Quinto chakra

Il quinto chakra è localizzato all’altezza della gola. Si chiama Visuddha, ed è correlato alla creatività e alla comunicazione. Si caratterizza per l’elemento del suono, che si esprime attraverso la forza della vibrazione.

Il termine “Visuddha” sta a significare purificazione. Questo chakra coinvolge le funzionalità della gola, del collo,della bocca, della mascella e delle orecchie.

E’ opportuno stimolare questo chakra partendo con una depurazione fisica: digiuno per un giorno intero o una dieta a base di liquidi. Poi si passa ad una serie di rituali e tecniche meditative sui suoni primordiali, lasciandosi trasportare dalla forza di strumenti quali il tamburo, o dalla recitazione di “mantra” specifici.

Sesto chakra

Il sesto chakra Ajna è considerato dagli asiatici come il “terzo occhio”, a causa della sua localizzazione al centro della fronte. Questo chakra è associato alle capacità intuitive dell’individuo, e soprattutto alla chiaroveggenza. L’elemento che lo contraddistingue è la luce.

Il lavoro su questo chakra si incentra sulla possibilità di accrescere l’intuito e la capacità di guardare “oltre le cose”. Gli occhi sono la parte del corpo più strettamente legata ad “Ajna”, e quindi bisogna innanzitutto curare eventuali disturbi legati alla vista (congestioni, arrossamenti, irritazioni) con impacchi e rimedi naturali. Poi si attuano alcune tecniche di armonizzazione energetica ed esercizi di visualizzazione, per esempio sui colori.

Settimo chakra

Il settimo ed ultimo chakra, Sahasrara, si trova a pochi centimetri dalla testa, ed è collegato al sistema nervoso centrale ed alla corteccia cerebrale. L’elemento che lo contraddistingue è il pensiero, che è estrinsecazione della mente.

Agire su questo chakra per riequilibrarlo è indispensabile per raggiungere un benessere mentale ed una limpidezza nei pensieri. Il trattamento di Reiki su questo chakra è utile soprattutto nei periodi di forte stress, e mira a creare un equilibrio tra la componente mentale e quella fisica.

Corrispondenze tra i chakras

In genere nel Reiki ad ogni punto energetico si collega un determinato colore.

Secondo un ordine che va dal primo al settimo chakras, al primo si ricollega il colore rosso, al secondo l’arancione, al terzo il giallo, al quarto il verde, al quinto l’azzurro, al sesto l’indaco e al settimo il colore violetto o bianco. Si tratta di un parallelismo vibrazionale, ovviamente, che si riscontra anche tra i chakras ed i suoni o le specifiche note musicali.

Ad ogni chakra, inoltre, viene collegata un’area riguardante la salute psichica, che ovviamente condiziona quella fisica. Al primo si ricollega la sopravvivenza, al secondo la sessualità, al terzo la forza, al quarto l’amore, al quinto la comunicazione, al sesto l’intuizione, al settimo la conoscenza.

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