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Tetto ventilato

Per ridurre il consumo del riscaldamento in un’abitazione, ma anche per migliorarne il comfort in estate, si può applicare uno speciale isolamento termico al tetto detto "tetto ventilato"; esso permette di avere un clima ottimale sia in inverno sia in estate, ma anche di abbattere i consumi fino al 20%. Questa tecnica per l’isolamento dei tetti, detta appunto "copertura ventilata" crea al suo interno una doppia forma di ventilazione, detta microventilazione e macroventilazione, che permettono di non disperdere il calore e allontanare dal tetto il vapore acqueo. Questo articolo vi illustra teoria, tecnica e funzionamento di questa interessante soluzione costruttiva ecologica e naturale.

Tetto ventilato

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–5 minuti

Avete un vecchio tetto che vi da molte noie o volete proteggere adeuguatamente quello nuovo? Ebbene, per eseguire un intervento efficace basta realizzare una copertura di tipo a ” tetto ventilato “. Come si fa? In linea di massima, semplificando molto, si inserisce uno strato di isolante tra le tavelle e le tegole, avendo cura di lasciare uno spazio continuo che corre tra i due strati, iniziando dalla falda e salendo fino al culmine.

Questo intervento permette di raggiungere più risultati: innanzitutto aumenta la protezione da freddo e caldo, ma si riduce anche la trasmissione di umidità.

Tetto ventilato

Il tetto ventilato

Il segreto di un qualsiasi tetto ventilato sta creare un intercapedine (spazio libero) tra le tegole e i pannelli isolanti. A cosa serve, vi domanderete, questo vuoto?

Quando le tegole si riscaldano, esse trasmettono calore all’aria presente nell’intercapedine sottostante e questo genera un moto convettivo – sappiamo infatti che l’aria calda tende a salire verso l’alto – dando vita a una “brezza” che aspira aria più fresca dalla grondaia, la fa salire nell’intercapedine raccogliendo calore dalle tegole; questo flusso abbassa la temperatura dell’isolante sottostante e riduce così il calore che altrimenti sarebbe sceso verso il solaio, e quindi nella casa.

Se si considera che in alcune parti d’Italia in estate le tegole possono raggiungere i 90° C si capisce l’importanza della ventilazione così ottenuta.

Se il tetto è in legno si devono sollevare le tegole con una doppia listellatura incrociata, fissata all’isolante, dove vengono avvitate le tegole con il dovuto foro. Questo sistema ha bisogno dello strato isolante particolarmente rigido da sopportare il peso delle tegole e l’avvitamento dei listelli.

Si possono usare anche pannelli di sughero che consentono il diretto avvitamento delle tegole. In questo caso il pannello deve essere molto duro e incomprimibile e il fissaggio con le viti avverrà su dei punti di irrigidimento.

Per quanto riguarda le travi, si lasciano quelle vecchie se sono in buono stato, altrimenti si cambiano. Per gli edifici d’epoca c’è, in genere, l’obbligo di recuperare le strutture originarie, in questo caso si sistemano delle tegole nuove sotto quelle vecchie. Queste tegole nuove avranno dei listelli di sostegno di aggancio per non scivolare, in altre di recupero invece bisognerà fare dei fori e inserire un gancio per fissarle a quelle sottostanti.

Sistemi per il tetto ventilato: listellatura semplice e doppia

Esistono due tipi di ventilazione per le coperture:

  • micro ventilazione
    riguarda l’aria che circola fra le tegole e i listelli: posando le tegole su dei semplici listelli di legno bisogna fare attenzione a interrompere la continuità dei listelli in file parallele. Questo per evitare l’umidità dei prodotti porosi, delle condensazioni e delle infiltrazioni. Serve anche per diminuire la differenza termica fra la parte superiore e inferiore delle tegole
  • macro ventilazione
    si attiva invece fra le tegole e lo strato isolante. L’intercapedine per l’aria è maggiore delle precedente perché le tegole vengono posate su una doppia listellatura o su pannelli isolanti di grosso spessore.

In estate l’aria sotto le tegole sale verso l’alto ed esce da sfiatatoi: prendendo aria fresca dalla grondaia, essa regola la temperatura. In inverno invece la camera d’aria nell’intercapedine tra interno ed esterno, permette di aerare il materiale isolante.

Tetto ventilato

Esempio di macroventilazione in un tetto ventilato

La macroventilazione porta a diversi vantaggi. L’aria che circola nelle intercapedini non permette che il vapore acqueo, proveniente dagli ambienti sottostanti, condensi sulla parte interna delle tegole. In estate l’aria calda viene espulsa prima che si insinui nelle abitazioni e in inverno il calore che arriva dagli alloggi si distribuisce in modo uniforme.

Coperture ventilate per sottotetto abitabile e non abitabile

Se il sottotetto da coprire con la ventilazione non è abitabile, basta predisporre una ventilazione con sfiati nelle parti alte del tetto coibentando il solaio per isolare le abitazioni sottostanti. Se non ci sono finestre nella muratura devono essere installate delle griglie contrapposte per aerare. Se il sottotetto è abitabile ci vuole invece la ventilazione fra tegole e pannelli isolanti. I materiali per l’isolamento termico delle coperture devono avere certi requisiti; infatti essi devono:

  • essere permeabili al vapore
  • essere reagenti al calore
  • non emettere gas o fumi tossici in caso di incendio
  • essere inattaccabilità da insetti e roditori
  • essere facili da installare
  • non essere reattivi con altri materiali
  • essere compatibili con l’ambiente circostante

Siti per approfondire il tetto ventilato

  • Aziende produttrici di tetto ventilato
    Elenco delle aziende italiane che producono pareti e coperture ventilate, suddivise per provincia in ordine alfabetico.

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1 commento su “Tetto ventilato”

  1. Tetti prefabbricati qualità a vista.
    Salve informo i lettori interessati che come azienda produciamo tetti prefabbricati con qualità legno a vista da assemblare in 2/4 giorni a cui poi applicare con viti la ventilazione. Maggiori info su www amc-srl.com

    saluti

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