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Illuminazione della cucina: come scegliere

Spesso quando si decide di acquistare una cucina, non si presta molta attenzione all’illuminazione, che passa in secondo piano come qualcosa di poco importante o scontato; in realtà, si tratta di un elemento fondamentale, a cui prestare una particolare attenzione per vivere in modo pratico e funzionale la cucina; tanto più che si tratta inoltre di un elemento non troppo esoso, che si può organizzare spendendo relativamente poco.I punti luce da prendere in considerazione in cucina sono diversi, perché tante sono le zone che necessitano di una visibilità maggiore, che a volte nemmeno la luce naturale può dare. Inoltre l’illuminazione artificiale costituisce anche un elemento estetico ed emozionale: oltre alla sua funzionalità infatti, la luce è in grado di decorare e di dare un altro volto agli ambienti, conferendo caratteristiche di familiarità e accoglienza.Occorre però essere coscienti del fatto che un locale troppo illuminato appiattisce le forme ed elimina ogni sensazione emozionale, oltre ad affaticare di fatto la vista; con più punti luce, ben organizzati invece, si sottolineano i particolari e si crea un’atmosfera che non stanca gli occhi e che trasmette piacevoli sensazioni.

Illuminazione della cucina: come scegliere

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–4 minuti

Illuminazione della cucina: come scegliere

Illuminazione della cucina: dove posizionare i punti luce in cucina

Luce centrale

Spesso nelle cucine l’unico punto luce esistente è quello che caratterizza anche le altre stanze, la lampada sospesa centrale, che dal soffitto dovrebbe rendere luminoso ogni angolo dell’ambiente.

In realtà, l’utilizzo esclusivo dell’illuminazione centrale porta dei disguidi durante l’utilizzo della cucina: sul piano di lavoro, sul lavello e sul piano di cottura infatti, la luce non arriverà mai bene, a causa dell’ombra che noi stessi proiettiamo nel momento in cui ci troviamo davanti a questi elementi e copriamo la luce centrale. Questo ovviamente non accade se il blocco di lavoro è situato su di un’isola centrale, proprio sotto la lampada a sospensione.

Sottopensili per illuminare la zona di lavoro

La zona di lavoro, dove prepariamo i cibi e le pietanze, è un luogo fondamentale della cucina, anzi è il suo cuore: la cucina infatti serve principalmente a questo e vederci bene, in tutti i sensi, è davvero ciò che serve per servire ottimi pasti. Le barre di luci sottopensile sono indispensabili per illuminare adeguatamente la zona lavoro quando questa non si trova su di un’isola centrale, per coadiuvare l’effetto della luce sospesa centrale che comunque rimane.

Le barre di luci sottopensile sono la soluzione più efficace per illuminare due punti fondamentali: il lavello e il piano di lavoro. Il piano di cottura invece è solitamente illuminato dal sistema incorporato nella cappa aspirante, che ricordiamo è obbligatoria in ogni cucina. Un’alternativa alle luci sottopensile sono i faretti inseriti su mensola, dove per mensola si intende quel ripiano che può sporgere oltre i mobili pensili, nella loro parte superiore.

In questo ultimo caso occorre fare attenzione a chela luce non sia posizionata troppo vicino alle ante, perché rischia di bruciarle, e che il suo cono di luce arrivi soltanto sul piano di lavoro. I faretti su mensola però non si possono utilizzare con ante basculanti.

Luci interne

Anche illuminare il contenuto degli armadi è importante, per trovare subito ciò che serve e per pulire adeguatamente anche gli interni di pensili e basi. Con faretti posizionati in modo strategico, che si accendono soltanto quando l’anta viene aperta, i contenuti sono facilmente illuminabili. Importante ad esempio è l’illuminazione del sottolavello, con un faretto posizionato appunto sotto il lavello.

Nelle armadiature invece la soluzione più intelligente è quella di posizionare un faretto nella parte superiore di ante, basi o elementi alti, insieme con ripiani in vetro o in fili d’acciaio, i quali permetteranno alla luce di passare e di illuminare l’intera armadiatura.

Per le ante in vetro, dove magari si è scelto di sistemare elementi da tenere in bella vista, come in vetrina, sono invece consigliati faretti da sistemare sempre nella parte superiore, ma che si accendano con un normale interruttore che si possa controllare all’occorrenza, e non con accensione prevista soltanto all’apertura dell’anta. In questo casa si tratta di un’illuminazione puramente estetica, che poco ha a che fare con la funzionalità, ma che conferisce tutto un altro aspetto generale alla cucina. Sono i famosi particolari che fanno la differenza.

Colore delle luci

Anche la tonalità della luce è importante in cucina: con raggi freddi, le sensazioni sono di fastidio e non certo di relax, mentre con luci calde l’ambiente diventa più armonioso e rilassante. In alcuni punti della cucina, ad esempio nei sottopensili oppure con ante particolari, le luci possono assumere colori diversi dalle tonalità fredde e calde, in armonia con le sfumature della cucina; ma si tratta di punti circoscritti che hanno soltanto funzione visiva, piuttosto che funzionale.

Sicurezza delle luci e risparmio energetico

I sistemi elettrici innanzitutto devono essere garantiti da marchi di qualità, così come gli apparecchi illuminanti, che devono essere corredati ad esempio dai marchi IMQ, ENEC, VDE, GS,UNI o da altri marchi, che assicurino il rispetto delle norme di sicurezza europee. Tali marchi devono essere conferiti agli apparecchi nella loro interezza e non soltanto alle parti che lo compongono.

Un altro aspetto da prendere seriamente in considerazione è quello del risparmio energetico: le luci si alimentano naturalmente con l’elettricità, quindi è bene risparmiarla il più possibile, per aiutare l’ambiente e anche il nostro portafoglio. Occorre scegliere dunque anche per la cucina lampade a risparmio energetico e luci a led.

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