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Carte di credito: come scegliere

Le carte di credito sono uno strumento importante e utilizzato da molti consumatori: da quelle a saldo alle revolving, prima di sceglierla è bene informarsi delle caratteristiche di ognuna e poi sottoscrivere un nuovo contratto.

Carte di credito

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–4 minuti

Carte di credito: conoscere le varie tipologie

Carte di credito a saldo e carte revolving: le differenze e i vantaggi di entrambe per scegliere in modo consapevole il proprio strumento di pagamento.

Carte di credito

Come trovare la carta di credito più adatta

Le carte di pagamento elettronico sono uno strumento davvero diffuso, sia per la loro comodità che per la loro sicurezza. Grazie alla varietà di prodotti proposti dalle banche, inoltre, per trovare la soluzione su misura per sé occorrerà soltanto informarsi sulle carte prepagate e le loro diverse tipologie, piuttosto che sulle carte di credito tradizionali o revolving.

Rispetto a portare con sé troppi contanti, le carte di pagamento sono una scelta più sicura. Certo, può anche capitare di smarrirle, ma in questi casi basta seguire queste semplici istruzioni su come bloccare la propria carta di credito, prevenendo così ogni eventuale perdita di denaro.

Esistono però tipologie di carte molto diverse, motivo per cui è opportuno informarsi bene. In questa scelta è necessario infatti valutare innanzitutto le proprie esigenze e abitudini, perché per ogni utente c’è una carta di credito vantaggiosa, studiata proprio per soddisfare determinati bisogni.

Esistono infatti due tipologie principali di carta di credito: quella a saldo e quella a rate, meglio conosciuta come carta revolving. Ognuna ha le sue specifiche caratteristiche e i suoi vantaggi.

Carte di credito a saldo

La carta di credito a saldo è quella più diffusa e conosciuta in Italia. Di solito viene concessa da un istituto di credito in seguito all’apertura di un conto corrente bancario. Per poter effettuare acquisti o pagamenti, infatti, la carta di credito deve essere collegata a un conto corrente dal quale “prelevare” le somme necessarie, pur nei limiti dei massimali stabiliti dalla banca.

Il vantaggio della carta a saldo consiste nella possibilità di dilazionare le spese sostenute, in quanto l’addebito delle somme spese avviene il mese successivo. Questa operazione non comporta l’addebito di interessi o costi aggiuntivi: l’importo speso verrà scalato in un’unica soluzione dal proprio conto corrente, solitamente tra il primo e il quindici del mese successivo alle spese effettuate.

I costi della carta di credito a saldo variano in base all’istituto di credito presso in quale si è aperto un conto corrente. Spesso, nel caso delle banche online, spese di apertura e gestione e il canone mensile della carta di credito è gratuito. In altri casi, invece, il canone mensile può ammontare anche a diverse decine di euro.

Inoltre, in alcuni casi si dovranno pagare il costo degli estratti conto, le commissioni sul prelievo di contanti e l’eventuale costo per bloccare la carta in caso di furto o smarrimento.

Se il proprio conto corrente è stato sottoscritto online, sarà possibile collegarsi al sito web della banca per controllare i propri movimenti e il saldo della carta.

Carte revolving

Le carte revolving, invece permettono di rateizzare le spese sostenute dal cliente con la carta. L’importo speso dovrà essere restituito alla banca entro una data prestabilita e con la corresponsione di un tasso di interesse sulle somme rateizzate.

Usare una carta revolving è un po’ come sottoscrivere un prestito personale: quando si fa un acquisto l’importo speso non sarà scalato subito dal conto corrente del cliente, ma diluito nel tempo in rate meno pesanti da sostenere.

Il vantaggio delle carte revolving è nella loro flessibilità: è il cliente a scegliere il numero delle rate mensili e il loro importo e si può anche decidere di pagare un’unica rata comprensiva dell’intero importo da restituire. Nelle rate dovranno essere inclusi anche gli interessi sulle somme effettivamente utilizzate e non su quelle messa a disposizione dalla banca.

Il limite massimo spendibile con la carta revolving è stabilito dall’istituto e solitamente è deciso in base all’affidabilità creditizia del cliente. A questo proposito, il cliente per ottenere una carta revolving dovrà produrre dei documenti a garanzia della sua solida posizione economica e della sua affidabilità.

Le carte revolving solitamente comportano delle spese di attivazione e il pagamento di un canone annuale. Attenzione però: solitamente i tassi di interesse applicati alle somme da restituire sono molto elevati, quindi bisognerà valutare con attenzione la reale vantaggiosità della carta.

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