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Come aprire una scuola di cucina

Quando la passione per la cucina è più di un semplice hobby e si hanno grandi abilità nel preparare e confezionare piatti di tutti i tipi, ecco allora che fornelli e pentole possono diventare gli strumenti del proprio lavoro. Anche in tempi di crisi gli italiani non rinunciano infatti alla buona tavola, alla ricerca di genuinità, piatti tradizionali e cucina casalinga. Scopriamo allora come aprire una scuola di cucina.

Come aprire una scuola di cucina

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

4–6 minuti

Il ristorante o la trattoria non sono l’unico modo di avviare un’attività professionale gastronomica. Esiste anche una valida alternativa: aprire una scuola di cucina.

Negli ultimi anni si è infatti registrato un boom per quanto concerne l’insegnare a cucinare. Basta accendere la televisione e da quando c’è il digitale terrestre ci cono interi canali dedicati alla cucina o comunque trasmissioni di successo in cui cuochi e chef danno lezioni di cucina ai telespettatori o si cimentano in vere e proprie gare culinarie. Ma come aprire una scuola di cucina?

Tenete prima di tutti a mente una curiosità: a quanto pare la regina della cucina non è la donna, ma l’uomo! Basti infatti pensare che è più alto il numero degli uomini che scelgono di diventare cuochi rispetto al gentil sesso. Sicuramente, quindi, aprire una scuola di cucina è una eccellente idea in questo momento.

Ma come aprire una scuola di cucina? O meglio, da dove iniziare? Certamente dalla burocrazia… purtroppo. Aprire una scuola di cucina richiede infatti l’ottenimento di vari tipi di permessi, ma se la passione per i fornelli è forte, allora vale la pena di affrontare la jungla italiana della burocrazia, perchè potrebbe certamente rappresentare una fonte di guadagno e un ottimo investimento sia per chi si dedica a ciò come unica ed esclusiva attività, sia per chi ha già un’attività di ristorazione, come un ristorante, una trattoria o un agriturismo, e vuole abbinare ad essi anche questa nuova iniziativa.

Non resta allora che indossare grembiule, cappello da chef e prendere mestoli e pentole!

Normative e investimento per aprire una scuola di cucina

Prima di chiedersi come aprire una scuola di cucina è bene informarsi presso la Camera di Commercio e l’Asl di competenza territoriale riguardo a tutto ciò che è utile sapere in merito alle normative igienico-sanitarie.

Tra i vari aspetti da prendere in esame per capire bene come aprire una scuola di cucina ci sono:

  • informarsi presso la Camera di Commercio sul corso per somministrazione bevande e cibi;
  • possedere il diploma di scuola alberghiera o di una scuola equivalente e aver lavorato per almeno due anni in una attività di ristorazione;
  • aprire una posizione per ditta individuale o come società presso la Camera Commercio;
  • far sì che il locale scelto rispetti tutte le norme igienico-sanitarie stabilite dall’Asl territoriale di competenza (si può consultare il cosiddetto HACCP, ovvero il manuale di igiene, presso l’Asl) per poter così conoscere tutte le norme da dover rispettare;
  • una volta che il locale è stato ultimato e pronto per l’uso dovrà essere ispezionato da un incaricato dell’Asl che dovrà valutare se rilasciare così l’autorizzazione di idoneità.

Per quanto riguarda le spese per l’inizio attività l’investimento economico da considerare è medio-alto e alcune delle sue voci principali sono:

  • affitto o acquisto dei locali;
  • acquisto di elettrodomestici di alto livello;
  • spese per l’arredamento e le suppellettili;
  • stipendio per eventuali collaboratori (cuochi docenti, chef ospiti…);
  • spese per le bollette di elettricità, gas, telefono, rifiuti;
  • acquisto delle materie prime;
  • spese di segreteria e pubblicità.

Un kit per aprire una scuola di cucina

Si tratta di un kit completo su come aprire una scuola di cucina, composto da guida + cd-rom. Facile da consultare, ricca di informazioni e consigli per progettare e realizzare con successo l’attività di scuola di cucina. Permette di prevedere guadagni e costi di partenza, spiega quali sono requisiti, autorizzazioni e adempimenti burocratici da espletare, informa su normativa e legislazione del settore, ma anche sui contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Pianificazione dei corsi di cucina

Uno dei punti di successo di una scuola di cucina è la pianificazione e organizzazione dei corsi. L’importante infatti è creare un calendario di lezioni e corsi per vari tipi di utenti e per diversi livelli.

Innanzitutto i corsi vanno suddivisi in base a:

  • corsi specializzati di alta formazione per ristoratori
    si tratta di corsi di specializzazione, spesso curati da importanti chef, che approfondiscono alcuni temi specifici, alcuni piatti, oppure un particolare prodotto alimentare;
  • corsi per principianti
    si tratta di lezioni a tema che sono create per chi ha la passione per la cucina, quindi professionalmente svolge un altro lavoro ma ha l’hobby di cucinare.

I corsi di una scuola di cucina vanno poi suddivisi in vari tipi di livelli:

  • base
    in queste lezioni si insegnano le cose più semplici per chi ha poca esperienza con i fornelli, quindi si tratta di piatti semplici e di facile preparazione, Vengono fornite anche tutta una serie di indicazioni e suggerimenti pratici su come utilizzare alcuni prodotti, cosa fare e non fare in fase di preparazione di alcuni piatti…;
  • intermedio
    si tratta di lezioni sempre per appassionati di cucina, ma che hanno già una buona padronanza e sanno già preparare molti tipi di piatti. Il desiderio di tali utenti è quello di approfondire alcune conoscenze imparando la preparazione di specialità che non sapevano cucinare;
  • alto
    in questo tipo di corsi si insegnano a preparare piatti piuttosto elaborati e raffinati, prestando cura a vari aspetti, dalla selezione degli ingredienti base di qualità fino alla decorazione elaborata e ricercata dei piatti da portata.

Altra modalità per organizzare i corsi è quella si pianificare i temi trattati, ad esempio organizzare corsi specifici su antipasti, aperitivi e stuzzichini, primi piatti, pasta fresca, contorni, secondi di carne, secondi di pesce, dolci e pasticceria o su prodotti tipici del territorio oppure corsi regionali incentrati sulle ricette tipiche di un’area geografica, corsi su cucina internazionale, cucine particolari come per celiaci, vegana, dietetica, visual food….

Per rendere ancora più originale la propria scuola di cucina si possono inoltre proporre anche servizi aggiuntivi come:

  • organizzazione di gare culinarie;
  • lezioni per bambini;
  • corsi di cucina per stranieri;
  • corsi di cucina individuali;
  • consulenze per ristoratori;
  • collaborazione con scuole del territorio;
  • partecipazione a sagre e feste gastronomiche;
  • organizzazione di incontri con noti chef;
  • ideazione di iniziative ed eventi gastronomici a tema;
  • gite ed escursioni di gruppo presso fiere del settore, spettacoli televisivi dedicati alla cucina, sagre e fiere enogastronomiche;
  • vendita di ricettari e manuali da cucina;
  • vendita di utensili ed elettrodomestici da cucina.

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9 commenti su “Come aprire una scuola di cucina”

  1. Desidero esse il primo fondatore della nuova scuola alberghiera di Siena. Una città che per eccellenza in tutto nn capisco perché ancora nn esista una struttura situata proprio in centro valorizzando così la città evolvendosi nel proprio campo. Ho bisogno di sapere e affiancarmi ad aesperti della materia per fronteggiare ed aprire finalmente questa scuola per indirizzare ed aiutare sia gli studenti che la comunità grazie mille

  2. Buongiorno Luigi

    le consiglio di acquistare il kit di crea impresa che trova all’interno della nostra guida, perchè può conoscere tutte le normative burocratiche e non che le interessano per avviare una scuola di cucina

  3. molto utile questo articolo e credo che possa essere un’ottima idea di business..io la aprirei in puglia nella mia regione e insegnerei agli studenti a cucinare i taralli di antoniofiore.net

  4. Dovrebbe informarsi presso l’ufficio commercio specifico del suo comune, ma in linea di massima, si, se resta cjiuso al pubblico come ristorante

  5. Salve, vorrei sapere se un ristorante può organizzare corsi di cucina nella giornata di chiusura del locale. Grazie.

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