Parafarmacie

Le parafarmacie sono una autentica novità nel mercato della distribuzione. Si tratta di punti vendita dove è possibile acquistare prodotti farmaceutici da banco, per l’igiene personale, per la cosmesi e di erboristeria senza essere vere e proprie farmacie. Per saperne di più sulle parafarmacie e su come funzionano continua a leggere questa guida.

Cosa sono le parafarmacie

A partire dal 2007, grazie alle liberalizzazioni previste dal decreto legislativo ideato dal ministro Bersani, sono state introdotte in Italia le parafarmacie. Si tratta di punti vendita entro il quale siano tranquillamente vendibili tutti i farmaci cosiddetti “da banco”, prodotti per l’igiene e d’erboristeria, cosmesi, integratori, articoli sanitari. Analizziamo nel dettaglio pregi e difetti di questa nuova possibilità, come aprire un centro parafarmaceutico o dove trovarne uno.

Parafarmacie

Decreto Bersani sulle liberalizzazioni [2007]

Pier Luigi Bersani (ministro dello sviluppo economico per il governo Prodi eletto nel 2006) ha legato il proprio nome a due decreti legislativi sulle liberalizzazioni. Il primo di essi risale al 1999 e prevedeva la liberalizzazione del settore elettrico, di fatto esautorò il monopolio del’ENEL che all’epoca era il solo operazione gestore d’energia elettrica in Italia. Tale liberalizzazione consentì l’introduzione di nuovi gestori che potessero dar inizio ad una concorrenza di mercato che producesse un ribasso del prezzi.

Con presupposti grossomodo simili è stato ideato il decreto Bersani del 2007 (Dl 223/2006, definitivamente convertito con la Legge n. 248 del 4 agosto 2006). La finalità del decreto anche in questo caso fu quella di smuovere il mercato, rendendolo dinamico nella tutela dei consumatori. Il decreto doveva agire principalmente su due fronti, in primo luogo doveva creare concorrenza ed un conseguente calo dei prezzi, inoltre avrebbe dovuto agevolare la lotta all’evasione fiscale con l’introduzione di procedure obbligatorie nei pagamenti.

Successivamente a queste prime innovazioni, fu promosso anche un altro pacchetto di liberalizzazioni (il Dl n. 7 del 31 gennaio 2007, convertito in Legge n. 40 del 2 aprile 2007). L’intento fu quello di favorire la concorrenza e tutelare i consumatori con uno snellimento delle pratiche burocratiche che appesantivano le manovre del mercato. Rientrano in questo pacchetto dei provvedimenti importanti per tutti i consumatori come la libera istallazione d’impianti per la distribuzione dei carburanti e la liberalizzazione delle edicole. L’iniziativa forse più nota prevista da tale decreto fu quella d’abolire i costi di ricarica per i telefonini, fortemente spinta da una petizione circolata parecchio in internet e seguita da Beppe Grillo.

Gli effetti delle liberalizzazioni invadono campi quali Internet e Tv, possibilità di recedere dai contratti, transazioni bancarie, controllo monetario, rischi per i protestati, pagamenti con carte di credito, grande distribuzione, licenze dei tassisti, e (ultima, ma non certo per importanza) la possibilità di vendere alcuni tipi di farmaci anche nei supermercati.

Quest’ultimo punto richiede una particolare attenzione perché riguarda ciò da cui dipendono tutte le altre cose della vita, la salute. Il benessere dei cittadini deve essere un primario interesse per lo Stato. Proprio per questo, toccare un tasto così delicato, non poteva far altro che scatenare una serie di polemiche. Innanzitutto, per comprendere la questione, specifichiamo cosa ha prodotto il decreto Bersani nell’ambito delle cosiddette Parafarmacie.

Liberalizzazione dei “farmaci da banco”: la nascita delle Parafarmacie

Il decreto Bersani del 2007 ha concesso la possibilità ad alcuni tipi di farmaci di poter essere venduti anche al di fuori delle classiche farmacie in cui noi tutti eravamo abituati a fornirci.
Sono così nate le parafarmacie ossia dei punti vendita, che possono essere nei supermercati o anche negozi autonomi, aeroporti, snodi autostradali, porti, ecc. Tali parafarmacie, gestite da chiunque sia laureato in farmacia, hanno la possibilità di vendere (generalmente a prezzi competitivi):

Farmaci da banco

Il termine deriva da una traduzione dei termini inglesi «Over The Counter» (spesso abbreviato come OTC oppure SOP che vuol dire Senza Obbligo di Prescrizione). Sono quei farmaci che comunemente sono esposti anche nelle pubblicità.Essi rientrano nella cosiddetta fascia C (per maggiori informazioni riguardo le fasce dei farmaci guarda il link sul ministero della salute sotto riportato) che a sua volta comprende Farmaci concessi a seguito della prescrizione media, i farmaci da banco –appunto– senza prescrizione e farmaci su consiglio che possono causare controindicazioni se assunti contemporaneamente ad altre sostanze.I farmaci da banco, se assunti correttamente, non devono poter causare effetti collaterali significativamente lesivi per la salute. Non possono contenere sostanza dagli effetti poco noti. Non devono poter essere iniettabili (né per via endovenosa e né per via endomuscolare) e possono essere tranquillamente consigliati da un farmacista.

Prodotti per l’automedicazione

Disinfettanti, cerotti, fasciature, kit pronto soccorso, ovatta sterile, ecc.

Cosmesi

Ciò comprende qualsiasi tipo di crema, fango, trucchi, che abbiano finalità estetiche o lenitive per piccoli inestetismi.

Omeopatia

Le parafarmacie sono autorizzate a vendere prodotti che generalmente erano di competenza delle Erboristerie, ossia tutte quelle sostanze non invasive che possano avere effetti positivi sull’organismo.

Prodotti per l’infanzia

Tutto ciò che riguarda il bambino a partire dai ciucci, omogeneizzati, biscotti, biberon, ecc. Inoltre sono predenti anche prodotti per la mamma, come ad esempio reggi seni particolari per la fase dell’allattamento, tiralatte, ecc.

Prodotti per l’igiene

Gran parte dei prodotti venduti sono per l’igiene personale, anche dentaria. Alcuni esempi possono essere bagno schiuma anallergici, o colluttori.

Veterinaria

In alcuni casi è anche possibile reperire nelle parafarmacie articoli per i nostri cari amici animali.

Ciò che probabilmente contraddistingue le parafarmacie dalle tradizionali farmacie è un ambiente da molti ritenuto meno formale (per questa ragione alcuni le prediligono per l’acquisto degli articoli “imbarazzanti” come preservativi o test di gravidanza). Proprio questa informalità è stata oggetto di critiche. Secondo alcuni tali centri mancano della necessaria serietà e non seguono abbastanza i clienti nell’acquisto di prodotti (in conferma di ciò vi è un’inchiesta realizzata dall’associazione Altroconsumo nell’aprile 2007, riportata in basso tra i link.)

Come aprire una Parafarmacia

Per aprire una Parafarmacia è necessario innanzitutto chiarire la zona nella quale s’intende aprire l’esercizio, valutando l’eventuale bacino d’utenza.L’individuazione del locale deve comprendere uno spazio abbastanza grande per poter essere credibile e competere con le crescenti farmacie. Inoltre è sempre meglio appoggiarsi ad agenzie specializzate per la ristrutturazione, la progettazione e l’arredamento del locale.

Chiaramente per far ciò è necessario aver a disposizione un preciso budget da investire. Inoltre è necessario richiedere autorizzazione al comune d’appartenenza richiedendo l’apposita modulistica. L’ente dovrebbe rispondervi entro 30 giorni dalla consegna delle documentazioni richieste.

È inoltre necessario comunicare la propria intenzione d’aprire un’attività Parafarmaceutica in rispetto delle normative vigenti a diversi enti quali il Ministero della Salute, Aifa, Ordine Professionale dei farmacisti e Regione.Dopo aver inviato le comunicazioni ed aver ricevuto risposte dalla Camera di Commercio ed il numero d’autorizzazione comunale è possibile inoltrare la domanda d’ordine di farmaci presso i distributori.

Link a siti di approfondimento

Decreto Bersani in formato PDF

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cittadino_consumatore/testo_coordinato_decreto.pdf

Il decreto tratto dal sito ufficiale del Governo italiano è visibile in versione integrale cliccando in questo link. Come qualsiasi altro formato PDF richiede necessariamente del programma di decodificazione Adobe Acrobat per poter essere visualizzato (o quanto meno un software similare, compatibile).

Guida all’apertura di una Parafarmacia

http://www.parafarmacie.it/aprire_una_parafarmacia.htm

Il sito parafarmacie.it mette a disposizione della propria utenza una pratica guida, composta da sette passi principali per poter avviare un proprio esercizio essa comprende anche dei link entro il quale è possibile scaricare la modulistica necessaria.

Ministero della Salute
http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=259&sub=3&lang=it
Già a partire dal Gennaio 2003 è entrata in vigore una nuova suddivisione dei medicinali. Essi sono suddivisi principalmente in due Fasce, la A (farmaci essenziali e salvavita, per patologie gravi o croniche. Gratuiti per il cittadino ed a totale carico dello Stato) e la C (utile per lenire fastidi di lieve entità e la cui spesa non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Si possono dividere a loro volta in farmaci che necessitano della prescrizione medica, prodotti da banco che non necessitano d’alcuna prescrizione e farmaci su consiglio che potrebbero essere dannosi se assunti contemporaneamente ad altri farmaci). Secondo la nuova legislazione è completamente sparita la fascia B che comprendeva farmaci il cui costo era parzialmente sostenuto dallo Stato e la restante parte dal cittadino.

Parafarmacia della Strada

http://www.parafarmaciadellastrada.com/

Ecco un esempio di Parafarmacia che ha creato un proprio portale anche su internet. In questo caso la titolare del servizio è la Dottoressa Eleonora Formaleoni. In primo piano nell’Home Page del sito vi sono i prodotti in offerta della settimana, con indicazione su costi e orari d’apertura dell’esercizio commerciale.

Inchiesta AltroConsumo sulle parafarmacie

http://www.altroconsumo.it/map/show/12240/src/152193.htm

L’associazione che si occupa della difesa dei consumatori si è occupata anche delle neonate parafarmacie. L’inchiesta, fatta nei primi tempi di realizzazione delle parafarmacie, metteva in rilievo un eccessiva leggerezza nella consegna dei prodotti. Come per dire che il punto di vista dell’interesse economico era più forte rispetto all’etica professionale.



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Questo articolo ha 5 commenti

  • massimiliano scrive:

    cara dina prova ad andare non nei centri commerciali, ma nelle parafarmacie “di strata” e vedrai che i prezzi cambiano di parecchio e possono farti anche gli sconti…crediamoci di più nelle parafarmacie perchè è vero che, come dice l’amica arianna, farmacisti incapaci e maleducati si trovano sia in farmacia che parafarmacia, ma per esperienza personale ho trovato molta più gentilezza e professionalità in varie parafarmacie e poche volte in farmacia….e poi se le farmacie possono fare più sconti, ma ribadisco che non è sempre vero, è perchè i loro tantissimi soldi se li fanno sui malanni degli altri, ciò che non succede in parafarmacia in cui per di più si trova anche più rispetto per gli altri in confronto ai farmacisti di farmacia e specialmente parlando di molti, se non tutti, i titolari di farmacia

  • Carlo scrive:

    Non capisco come mai, se la parafarmacia viene aperta da un farmacista non titolare (che vuole intraprendere una propria attività), è solo commercio non
    etico e senza professionalità. Mentre se viene aperta da un titolare di farmacia, magari solo per bloccare la zona e togliere la possibilità ad altri, allora è etico e professionale. Ma quando la smettete di piangere miseria?

  • ARIANNA scrive:

    PS DEVO RIPRENDERE L’ALTRICOLO SOPRA CITATO:
    IL PERSONALE DELLE PARAFARMACIE CHE NON SEGUE IL CLIENTE DOVREBBE ESSERE RIPRESO DA CHI DI DOVERE ESATTAMENTE COME IL PERSONALE DELLE FARMACIE CHE NON SEGUE IL CLIENTE PERCHè LA MENO FORMALITà DOVREBBE ESSERE UN PUNTO A FAVORE DEL NEGOZIO NEI CONFRONTI DI PERSONE BISO NOSE DI UN CONSIGLIO, PURTROPPO PERSONALE MALEDUCATO E NON COMPETENTE SI TROVA OVUNQUE, QUESTI SONO SOLO PRECONCETTI!!!!!

  • ARIANNA scrive:

    GENTILE DINA, RISPONDO IN QUANTO FARMACISTA NONCHè CONSUMATRICE!!!
    INANZITUTTO IL MERITENE NON è UN PRODOTTO PER L’INFANZIA MA A PRESCINDERE IL DECRETO PARLA DI PREZZI CONCORRENZIALI OVVERO SE IO CONSUMATORE COMPRO IL PRODOTTO A (AD ESEMPIO) IN FARMACIA AD UN PREZZO (AD ESEMPIO) DI 11,00 EURO E IL DISTRIBUTORE LO VENDE A 10,00 EURO, IO paraFARMACISTA NON POSSO RIVENDERLO AD UN PREZZO TROPPO BASSO ALTRIMENTI NON ME LO RIPAGO!!!!!!!!!! POTRO FARE 10,50 COME 11,50 MA NON MOLTO MENO!!!!!!!OGNI NEGOZIO, PERCHè DI NEGOZI STIAMO PARLANDO, FA LE SUE SCELTE IN TERMINI ECONOMICI QUESTA è LA LEGGE DEL MERCATO!!!!MA I DISTRIBUTORI VENDONO ALLO STESSO PREZZO IL PRODOTTO SIA ALLA FARMACIA SIA ALL PARAFARMACIA!!!!!!

  • dina scrive:

    mi sono recata in una parafarmacia di un centro commerciale è ho costatato che i prezzi dei prodotti per l’infanzia tipo meritene /lo uso x una persona anziana) sono molto + cari che in farmacia a questo punto mi chiedo che concorrenza che risparmio c’è x il consumatore le parafarmacie non stanno contribuendo x abbassare i prezzi? lo sconto c’e l’ho in farmacia quindi mi conviene andare là.
    La risposta del centro commerciale è che è un integratore…. per lo scopo con cui sono state create vi sembre una risposta giusta

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