Come avviare una coltivazione di piante aromatiche ed erbe officinali

Le piante aromatiche ed officinali sono una risorsa economica spesso poco considerata, eppure rientrano in una grandissima varietà di prodotti: oli essenziali, tisane, infusi, profumi, prodotti per la bellezza, ingredienti per la cucina… Avviare una coltivazione di queste piante è certamente una iniziativa insolita, ma che può regalare grandi soddisfazioni sia dal punto di vista personale che da quello economico. In questa guida approfondiamo tutto ciò che c’è da sapere per avviare una coltivazione di piante aromatiche e officinali, le formalità burocratiche e i requisiti pratici, tecnici, agronomici da tenere in considerazione.

Coltivazione di piante aromatiche

Coltivare piante aromatiche ed erbe officinali

Spesso non ci si pensa, ma sia le piante aromatiche che le erbe officinali ricoprono un importante ruolo nella nostra vita di tutti i giorni.

Basti pensare a tutti i “profumi” ed ingredienti che usiamo quotidianamente in cucina (ad esempio rosmarino, salvia, prezzemolo, alloro, maggiorana, origano…), ma anche alla sterminata varietà di prodotti per la casa (pot-pourri, deodoranti per ambienti, sacchetti profumati per armadi e cassetti, candele…) e per la bellezza (saponi, creme idratanti ed esfolianti, impacchi vegetali, estratti, oli essenziali, profumi…), ed ancora a tutte le tisane ed infusi che si trovano nelle nostre dispense (finocchio, melissa, tiglio, liquirizia, malva, sambuco, rosa canina…), e agli aromi e spezie che vengono utilizzati dall’industria di conservazione ed alimentare (sotto forma di condimenti, caramelle, sciroppi, aromi, insaporitori per pietanze, conservanti naturali…).

Le piante aromatiche sono inoltre un ingrediente essenziale di molte bevande alcoliche come liquori e distillati (fra i più famosi troviamo, ad esempio, anice, genepì, sambuca…). Da non dimenticare è anche l’esteso utilizzo delle piante officinali da parte dell’industria farmaceutica ed erboristica, come base per la produzione di medicinali di vario tipo.

L’importantissimo ruolo svolto dalle piante officinali e dalle erbe aromatiche nella nostra quotidianità assume un significato particolare, se pensiamo che la maggior parte di questi prodotti commercializzati nel nostro Paese sono di provenienza estera (tipicamente, dai Paesi dell’Est o extracomunitari).

Il mercato è in continua espansione, soprattutto per un fenomeno tipico degli anni più recenti: la riscoperta del concetto di naturalità e genuinità, nonché l’alimentazione salutistica, che hanno causato un vero e proprio boom di prodotti di origine naturale sia in cucina che in casa, e per la cura ed il benessere del proprio corpo.

La produzione italiana al momento non è sufficiente per coprire i fabbisogni di queste piante aromatiche ed officinali, che per ben il 70% devono essere importate dall’estero (fonte: FIPPO – Federazione Italiana Produttori Piante Officinali, vedi link in fondo alla pagina) e dunque l’ipotesi di avviare una coltivazione specifica di queste essenze vegetali non solo ha una giustificazione dal punto di vista della domanda e dell’offerta, ma promette potenzialmente ottime prospettive di guadagno.

A patto che, naturalmente, si punti su produzioni di qualità e, possibilmente, sull’agricoltura biologica che tanto successo sta riscuotendo negli ultimi anni.

Quali piante aromatiche ed erbe officinali coltivare

La domanda è certamente la prima e più importante che ci si deve porre, se si è intenzionati ad avviare una coltivazione di piante officinali ed erbe aromatiche. Come tutte le essenze vegetali, ciascuna specie infatti presenta caratteristiche uniche e ben definiti requisiti in termini di terreno, irrigazione, insolazione.

Il punto di partenza deve essere certamente il documentarsi su quali specie crescano spontaneamente nel territorio che si vuole destinare a queste coltivazioni: ad esempio, le essenze tipiche della flora mediterranea cresceranno bene nelle zone costiere, mentre in aree geografiche più temperate saranno altre le specie più indicate.

Il consiglio di esperti del settore ed agronomi professionisti è certamente indicato in questa prima fase conoscitiva: non si possono fare considerazioni generali, ma al contrario la situazione va valutata caso per caso.

Un secondo aspetto da tenere in considerazione è il target produttivo, valutando quali fra le essenze indicate per quella particolare zona geografica sono le più richieste dal mercato, in che quantità, e durante quali periodi dell’anno.

Gli sbocchi sul mercato rappresentano infatti una valutazione di fondamentale importanza che non è sempre semplice effettuare, poiché il mercato di piante officinali ed aromatiche stesso è caratterizzato da una certa variabilità sia a livello stagionale che nel medio/lungo periodo. Infatti esistono essenze sempre richieste, alle quali si affiancano vere e proprie “mode” che spingono verso i consumi di una determinata specie, con un boom che può durare anche solo pochi alcuni anni.

È il caso ad esempio dell’iperico, ma anche del finocchio i cui consumi, nell’ultimo periodo, stanno subendo una certa flessione per via della scoperta, all’interno dei semi, di sostanze potenzialmente dannose per la salute umana.

L’azienda agricola officinale

In un periodo nel quale l’agricoltura viene riconosciuta come un’attività generalmente poco remunerativa dal punto di vista economico, la coltivazione di piante aromatiche ed erbe officinali rappresenta invece un investimento in grado (potenzialmente) di generare buoni redditi anche a fronte di superfici coltivate di estensione relativamente limitata: si può partire infatti da un minimo di soli due o tre ettari.

Le caratteristiche pedologiche dei terreni a disposizione sono, chiaramente, un vincolo fondamentale che sta alla base di tutto: è bene evitare terreni eccessivamente argillosi, sabbiosi o sassosi, così come quelli soggetti a ristagni idrici o a siccità prolungate.

Gli stessi non devono essere interessati da erbe infestanti perenni o annuali, ma nemmeno presentare residui di prodotti fitosanitari o essere contaminati da metalli pesanti o inquinanti (sia organici che inorganici). Per questo, un’analisi dei terreni, preventiva ed a spettro completo, è più che raccomandabile.

L’organizzazione, così come in tutte le attività produttive, è di fondamentale importanza: è necessario che esperti agronomi e manodopera qualificata si occupino della pianificazione e dello svolgimento delle attività colturali, e che a monte una efficiente organizzazione garantisca all’azienda una solida base amministrativa. Uno studio sistematico ed approfondito deve essere perciò effettuato preventivamente, e riguardare non solo le specie che si intende coltivare, ma anche le attrezzature necessarie per le pratiche colturali, i fabbricati ed il personale necessari.

Per la coltivazione sarà necessario prevedere l’acquisto di beni ed attrezzature, come i semi o le piantine ed i macchinari per la lavorazione dei terreni e per la raccolta delle piante. In alcune aree geografiche sarà necessario prevedere la costruzione di serre per permettere la coltivazione di determinate essenze vegetali o per proteggere produzioni particolarmente delicate dal gelo. Indispensabile è anche l’acquisto di appropriati mezzi di trasporto, come ad esempio van, furgoncini o un pickup, che consentano la movimentazione di sementi, piantine, macchinari e del prodotto destinato alla vendita.

Gli aspetti di fattibilità economica e finanziaria sono altrettanto importanti: è necessario perciò approfondire gli studi preliminari riguardo ad aspetti come le possibilità di guadagno, gli investimenti necessari, i costi da sostenere (sia preliminari che in corso d’opera).

Una volta appurate tali questioni, un altro “scoglio” che si deve affrontare è rappresentato dalle autorizzazioni ed adempimenti burocratici indispensabili per l’avvio dell’attività, l’acquisto o la locazione del terreno e dei fabbricati destinati alla produzione, il tipo di forma giuridica sulla quale improntare l’azienda (S.a.s., cooperativa…), tutti gli aspetti legislativi e la questione inerente alla tipologia dei contratti di lavoro per il personale dell’azienda.

Grazie all’apertura nei confronti del settore agricolo da parte di enti pubblici nazionali e sovranazionali, è bene verificare la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati ed ordinari, agevolazioni finanziarie e fiscali o ancora a contributi a fondo perduto, erogati sia da enti locali che dalla Comunità Europea. Soprattutto per i giovani imprenditori agricoli, e per le donne, sono disponibili ottime opportunità di finanziamento per lo start up di un’azienda
agricola.

La manodopera è una delle voci più rilevanti nel bilancio di un’azienda di questo settore, poiché l’impiego di lavoratori specializzati è in grado di accrescere notevolmente i costi di produzione. Per questo potrebbe essere una buona idea quella, almeno nei primi tempi, di gestire a livello familiare l’azienda agricola in modo da fare “esperienza” nel settore e, al tempo stesso, contenere i costi per la manodopera.

Preliminarmente ed in seguito all’avvio dell’attività è bene mantenersi informati e aggiornati sugli sviluppi del mercato, sulle innovazioni del settore e su tutto ciò che riguarda la coltivazione delle essenze aromatiche ed officinali: ottimi strumenti sono rappresentati da riviste specializzate, pubblicazioni, libri, ma anche fiere, mostre e saloni.

Indispensabile è l’appoggio ad associazioni di categoria e di produttori locali; esiste anche la possibilità di seguire appositi corsi di formazione professionale specializzati ed interamente incentrati sulla coltivazione di queste particolari specie vegetali.

Macchinari per lavorare piante aromatiche ed erbe officinali

A seconda della produzione specifica e dell’estensione superficiale dell’azienda agricola, i macchinari necessari possono essere molto diversi. Considerando un’azienda di medie dimensioni è indispensabile prevedere l’acquisto di un trattore e degli attrezzi necessari per le lavorazioni del terreno (erpice, aratro), della semina e della messa a dimora delle piante (macchina seminatrice e trapiantatrice), nonché di quei macchinari che consentono le normali operazioni colturali (motozappe, sarchiatrici, zappatrici, macchinari per l’irrigazione, sfalciatrici…).

Se l’azienda, come nel caso più frequente, è destinata alla produzione di radici ed erbe officinali, si rivelano necessarie anche macchine raccoglitrici ed eventuali essiccatoi. Qualora il prodotto venisse lavorato direttamente dal produttore sono indispensabili anche attrezzi per il taglio e lo sminuzzamento delle piante, macchine selezionatrici, pressatrici e confezionatrici, nonché i magazzini adeguati per lo stoccaggio della merce.

Alternativamente, nel caso l’azienda producesse piantine destinate al trapianto, sono necessari appositi semenzai (in serra o tunnel) dotati di attrezzature per il riscaldamento e l’irrigazione. Le aziende che invece si occupano della commercializzazione dei semi (come, ad esempio, semi di lino, finocchio, anice, coriandolo…) devono essere dotate di macchine trebbiatrici, aree destinate all’essiccazione del prodotto ed appositi macchinari per il suo confezionamento.

Aziende ancora più specializzate che si occupano direttamente della produzione di oli essenziali devono essere dotate di appositi distillatori, in grado di estrarre gli oli dalle diverse specie vegetali (come, ad esempio, lavanda, menta, agrumi, eucalipto…).

Come avviare una coltivazione di piante aromatiche

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Vendita delle essenze aromatiche e officinali

La produzione delle piante aromatiche e delle erbe officinali deve essere di elevata qualità, quanto più variegata e differenziata in modo tale da venire incontro alle diverse esigenze di mercato e di assicurare una continuità produttiva durante l’arco dell’intero anno. In particolare è raccomandabile prevedere produzioni di biologiche, grandemente apprezzate dai consumatori e adeguatamente riconosciute dal punto di vista economico.

Per poter essere commercializzate, le piante officinali e le erbe aromatiche devono rispondere a determinati requisiti qualitativi rappresentati dalla eventuale presenza di residui di prodotti fitosanitari (pesticidi, diserbanti, anticrittogamici…), aflatossine, carica batterica, metalli pesanti entro i limiti previsti dalla legge, il corretto grado di umidità del prodotto nel caso si tratti di erbe essiccate, l’assenza di contaminanti ed impurità e il contenuto in principi attivi che sia rispondente a quanto previsto secondo il codice farmaceutico della Farmacopea Italiana.

È fondamentale un’analisi strategica che consenta di identificare i potenziali acquirenti del prodotto, le caratteristiche del mercato locale e gli eventuali concorrenti e competitori presenti sul territorio.

È bene infatti evitare qualsiasi tipo di concorrenza con produttori già operanti nel settore, orientando magari la produzione su essenze vegetali poco coltivate o di nicchia. Una ottima opportunità è rappresentata dalla “riscoperta” di profumi ed aromi di specie tipiche della tradizione popolare, e delle quali si è persa traccia negli ultimi decenni come, ad esempio, la profumatissima Erba Luigia.

In genere gli imprenditori che non hanno grossi capitali a disposizione si limitano alla sola coltivazione delle piante officinali ed aromatiche, vendendo poi l’intero raccolto fresco ad aziende che si occupano della commercializzazione vera e propria del prodotto. Le attrezzature per la selezione, l’essiccamento, il confezionamento, nonché quelle per l’estrazione delle sostanze aromatiche e le loro successive lavorazioni sono infatti molto costose e prevedono un’organizzazione del lavoro di tipo industriale che esula dalla capacità (e dalle finalità) della maggior parte dei coltivatori diretti.

A seconda delle specie coltivate e delle quantità prodotte si può anche decidere di vendere il proprio raccolto non a grossisti o industrie, ma anche a piccole aziende locali che si occupano della produzione di cibi, prodotti cosmetici e per la casa, ma anche ad erboristerie e negozi che commerciano prodotti naturali al dettaglio.

Da non sottovalutare è anche la possibilità di vendere piantine (o, più raramente, sementi) a vivai, fioristi, negozi specializzati ed all’interno dei punti vendita della grande distribuzione. Infine, esiste anche la possibilità di commercializzare direttamente la propria produzione in piccoli spacci aziendali, o attraverso il canale di farmer market, mercati locali, bancarelle, gruppi di acquisto solidali (Gas) che operano sul territorio.

Siti internet da consultare sulla coltivazione di piante aromatiche

  • Pianteofficinali.org
    Portale dedicato alla coltivazione delle piante officinali, a cura del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (Unità di ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione forestale).
  • Federazione Italiana Produttori Piante Officinali (FIPPO)
    Sito contenente informazioni sulla coltivazione delle piante aromatiche ed officinali, nonché novità e pubblicazioni relative al settore.
  • Farmacopea Ufficiale italiana
    Sito del Segretariato della Farmacopea Italiana (STFU), struttura tecnico-scientifica in seno all’Istituto Superiore di Sanità che si occupa degli aspetti riguardanti il settore della Farmacopea.


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Questo articolo ha 29 commenti

  • Jessica scrive:

    Salve.possiedo un azienda agricola con grande quantità di alberi di alloro.a chi posso venderlo?non so come ricavare del denaro.produco anche altre erbe aromatiche.grazie

  • patrizia montenegro scrive:

    Sono dalla calabria,vorrei fare una piantagione di aloe vera su un ettaro di terreno,pero’ vorrei sapere quanto mi costa farlo e come,e’poi se c’e’ qualche acquirente di foglie di aloe vera e il prezzo della vendita?

  • Gabriella scrive:

    Salve, mi chiamo Gabriella e vorrei avviare una azienda di coltivazione di erbe aromatiche e officinali…vorrei sapere,se possibile,che tipo di erbe si possono produrre nella mia zona,ovvero in una zona collinare nel parco del cilento…
    Grazie
    Cordiali saluti

  • Barbara scrive:

    Salve,sono proprietaria di una azienda agricola biologica (in Sicilia) e vorrei iniziare una nuova avventura nella coltivazione di aloe vera.
    Vorrei sapere se esistono dei contributi per l’insediamento e se in europa esistono delle industrie interessate all’acquisto delle foglie o del gel.
    Grazie
    Cordiali saluti Barbara

  • claudio scrive:

    ….mi interessavano informazioni sul tipo di erbe richieste…il sistema di coltivazione …passo passo…in base al tipo di erba…credo. capire se c’e’ un utile discreto a livello privato ,tra forze dissipate e quelle di prodotto alla vendita. il tipo di confezionamento…o particolari metodi di raccolta…se ci sono finanziamenti fino a 10.000 euro…e..in quanto tempo si riesce estinguere il contributo.ne farei infatti buon uso (macchina fresatrice terra).Mi scuso che nel messaggio precedente mancano delle parti ;perche’ sfuggito. comunque dettagli che riprendero’ piu’ avanti. mi interessava infatti questa produzione economica…se possibile. Mi invii anche siti di aquirenti…se vuole, o qualche doc cosi mi istruisco bene, creandomi un idea piu’ in generale di questo settore. se mi fosse possibile mi cementerei prima in piccole produzioni, anche per vedere se la ”strada ” e’ quella giusta, e poi farmi conoscere…(fiducia del cliente).

  • angelo longo scrive:

    Buongiorno, vorrei sapere gentilmente, quali piante officinali possono essere coltivate in abruzzo ( nel pescarese ).
    grazie.

  • filippo scrive:

    salva a tutti vorrei iniziare la coltivazione di piante officinali in sicilia azienda in cui lavoro e prossima a chiudere mi devo dare fare avete info su aziende che acquistano questo prodotto e con quale tipi di piante iniziare a chi rivolgermi x avviare questa attivita grazie a presto

  • Mario scrive:

    Buongiorno, vorrei elaborare un business plan finalizzato alla creazione di un’impresa di produzione di piante e liquori aromatici.
    Potete darmi una mano per iniziare tale processo?
    Grazie

  • Antonino scrive:

    Salve, mi piacerebbe avviare una piantagione di aloe vera nella mia zona (Sicilia). Esistono gruppi industriali italiani o stranieri che ritirano o comprano le foglie per la loro lavorazione?

  • LUISA scrive:

    Avrei una domanda: stiamo cercando di elaborare un business plan per una piccola produzione di aromatiche. E’ possibile consultare tabelle o simili per avere una previsione dei quantitativi di piantine da seminare in ragione dello spazio disponibile e prevedere anche, in condizioni ottimali, la resa?
    Grazie

  • monica scrive:

    Buongiorno, vorrei gentilmente un chiarimento perchè sto diventando matta tra le varie definizioni. Intanto occorre il diploma da erborista o altra qualifica professionale per la coltivazione, trasformazione a mezzo di essiccazione e commercio di erbe aromatiche , piante aromatiche, spezie in piccoli sacchetti di polietilene o barattolini in vetro……. che esulano dall’elenco R.D. N° 772/32 ???
    Devo acquistare delle piantine o semi certificate?
    Devo eseguire delle analisi chimiche pertinenti (ricerca di residui di fitosanitarie metalli pesanti) prima di porre in commercio i miei prodotti?
    Occorre riportare in etichetta la tabella nutrizionale?
    Infine posso mescolare le mie erbe tritate con del sale da cucina?
    Ringrazio anticipatamente per tutte le delucidazioni che mi potete dare, cordiali saluti

  • rita scrive:

    vorrei conoscere se esistono fondi europei attualmente attivi per la coltivazione di lavanda. gradita ogni altra informazone utile. Grazie.

  • Maria scrive:

    Salve sono Maria e scrivo dalla Basilicata. Vorrei lanciarmi nel settore agricolo e in particolare nella produzione di piante officinali. non ho esperienza nel settore perciò mi piacerebbe sapere se ci sono corsi di formazione nella mia zona o in zone vicine. ho diversi terreni e vorrei costruire una serra, ma prima vorrei documentarmi. sono graditi consigli e informazioni. grazie.

  • sergio scrive:

    Dimenticavo di precisare che sono nel Lazio.

    Mille grazie-

    Sergio

  • sergio scrive:

    Ci sono corsi offerti per quanto riguarda la coltivazione e produzione di piantine aromatiche? Inoltre potete indirizzarmi dove e come ottenere contributi a fondo perduto per giovani imprenditori (settore specifico) considerando che ho 21 anni e vorrei lanciarmi in questo settore ed attività, ho già un pezzo di terreno, una serra e dei macchinari agricoli a disposizione? Tutti i consigli saranno graditi.

  • Luca scrive:

    Gradirei avere precise informazione di eventuale ditte o gruppi industriali che acquistano foglie di Aloe Vera o Arborescens in quanto ho intenzione di fare una coltivazione estensiva nella mia zona – Sicilia.

    Grazie

  • cosimo scrive:

    Gradirei sapere se nella zona lecce-brindisi-taranto ci sono aziende che si occupano e trattano piante officinali ,aromatiche e tipicamente mediterranee,avendo in mente di iniziare un certo discorso protuttivo,ma voglio rendermi conto di persona dei vantaggi e svantaggi di una eventuale iniziativa ,parlando direttamente con gli addetti ai lavori,presenti nella mia zona. Grazie,Cosimo Maci

  • michele scrive:

    Avrei il desiderio di impiantare una produzione di erbe aromatiche / officinali.
    Per il momento solo un’idea, che però si realizzerebbe su una vasta area di terreno in provincia di brindisi
    Cerco contatti per informazioni con produttori e utilizzatori di piante officinali

  • Fabio scrive:

    Buongiorno,
    possiedo circa 2,5 ettari di terreno in Liguria, parzialmente dedicato alla cultura dell’olivo e ho già previsto una decina (per iniziare) di piante di chinotto.Vorrei sapere come commercializzare i vari prodotti fra cui una possibile produzione di piante aromatiche (quali più richieste dal mercato??).A quale canale commerciale bisogna rivolgersi?Mi consigliate le cooperative?

    Grazie e Saluti

  • Pierluigi scrive:

    Buongiorno,
    sarei interessato alla coltivazione in idroponica di piante officinali.
    Potrebbe essere un’idea?
    Grazie e saluti.

  • francesco scrive:

    Salve, anche io sono appassionato del verde e vorrei realizzare una piccola coltivazione di piante/erbe officinali. vi lascio il mio contatto . se qualcuno di Voi ha già iniziato o ha info in merito ci confrontiamo. ciao a tutti : ciccio.negro@yahoo.it

  • focante gabriele scrive:

    salve, ho 3 ettari di terra nell’entroterra marchigiano, vorrei coltivare anche io piante officinali e così diventare coltivatore diretto. avete qualche consiglio da darmi sui tipi di piante che al momento sono più richieste sul mercato e i costi a cui si va incontro per avviare questo progetto e sui margini di guadagno?

  • Silvana M. scrive:

    Buon giorno ho 5 ettari sulle colline bolognesi, vorrei coltivare piante officinali e diventare coltivatore diretto, forse qualcuno mi puo aiutare? Grazie a tutti Silvana

  • agnese scrive:

    salve, ho un ettaro di terreno piantato a lavanda da circa tre anni, non ho fatto grossi raccolti ma all’inizio e’ normale, ma meno male perche’ non so a chi venderla. stavo pensando di mettere degli annunci su ebay, che ne dite? o avete qualche xonsiglio piu’ concreto?

  • giuseppe scrive:

    Buon giorno, sono un libero professionista con l’appassionatissimo hobby dell’agricoltura. Possiedo circa tre ettari di terreno nell’entroterra siciliano. All’interno del fono ho anche realizzato un laghetto artificiale di circa 5.000 mc.Il terreno è prevalentemente argilloso. Vorrei realizzare una piantagione di erbe aromatiche/officinali ed un piccolo boschetto di eucaliptus. Gradirei ricevere dei consigli in merito e riuscire ad avere dei contatti per come riuscire a piazzare il prodotto coltivato. Inoltre vorrei conoscere il margine di guadagno che se ne potrebbe ricavare, premettendo che tutte le operazioni verrebbero svolte nell’ambito familiare ai fini dell’abbattimento delle spese. GRAZIE.

  • Nardello Andrea scrive:

    Avrei il desiderio di impiantare una produzione di erbe aromatiche / officinali.
    Per il momento solo un’idea, che però si realizzerebbe su una vasta area di terreno in provincia di Varese.
    Cerco contatti per informazioni con produttori e utilizzatori di piante officinali in Lombardia e Piemonte.

  • teo scrive:

    salve sono apicoltore e ho anche l’azienda agricola con tutte le iscrizioni in regola ( laboratorio asl ecc ). Volevo sapere i requisiti per produrre e commercializzare olii essenziali tipo lavanda eucaliptus e altri grazie Teo

  • vittoria scrive:

    io sono interessata alla coltivazione del finocchietto come tisana, per poi imbustarla, confezionarla e naturalmente venderla. questo prodotto io l’ho conosciuto in germania, infatti quello originale penso sia importato da li. comunque come si potrebbe inziare e se ne vale la pena?

  • chiara bresciani scrive:

    Buongiorno, ho letto con molto interesse le vostre pagine e vi volevo chiedere se mi potete aiutare con infromazioni per quanto riguarda la vendita con una bancarella al mercato di erbe e spezie ed in particolar modo di liquirizia, il tutto magari biologico. Io sono della provincia di Verona e vorrei mettermi in proprio con una bancarella al mercato. Grazie e cordiali saluti.

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