Come avviare una coltivazione di piante aromatiche ed erbe officinali

Le piante aromatiche ed officinali sono una risorsa economica spesso poco considerata, eppure rientrano in una grandissima varietà di prodotti: oli essenziali, tisane, infusi, profumi, prodotti per la bellezza, ingredienti per la cucina… Avviare una coltivazione di queste piante è certamente una iniziativa insolita, ma che può regalare grandi soddisfazioni sia dal punto di vista personale che da quello economico. In questa guida approfondiamo tutto ciò che c’è da sapere per avviare una coltivazione di piante aromatiche e officinali, le formalità burocratiche e i requisiti pratici, tecnici, agronomici da tenere in considerazione.

Coltivazione di piante aromatiche

Coltivare piante aromatiche ed erbe officinali

Spesso non ci si pensa, ma sia le piante aromatiche che le erbe officinali ricoprono un importante ruolo nella nostra vita di tutti i giorni.

Basti pensare a tutti i “profumi” ed ingredienti che usiamo quotidianamente in cucina (ad esempio rosmarino, salvia, prezzemolo, alloro, maggiorana, origano…), ma anche alla sterminata varietà di prodotti per la casa (pot-pourri, deodoranti per ambienti, sacchetti profumati per armadi e cassetti, candele…) e per la bellezza (saponi, creme idratanti ed esfolianti, impacchi vegetali, estratti, oli essenziali, profumi…), ed ancora a tutte le tisane ed infusi che si trovano nelle nostre dispense (finocchio, melissa, tiglio, liquirizia, malva, sambuco, rosa canina…), e agli aromi e spezie che vengono utilizzati dall’industria di conservazione ed alimentare (sotto forma di condimenti, caramelle, sciroppi, aromi, insaporitori per pietanze, conservanti naturali…).

Le piante aromatiche sono inoltre un ingrediente essenziale di molte bevande alcoliche come liquori e distillati (fra i più famosi troviamo, ad esempio, anice, genepì, sambuca…). Da non dimenticare è anche l’esteso utilizzo delle piante officinali da parte dell’industria farmaceutica ed erboristica, come base per la produzione di medicinali di vario tipo.

L’importantissimo ruolo svolto dalle piante officinali e dalle erbe aromatiche nella nostra quotidianità assume un significato particolare, se pensiamo che la maggior parte di questi prodotti commercializzati nel nostro Paese sono di provenienza estera (tipicamente, dai Paesi dell’Est o extracomunitari).

Il mercato è in continua espansione, soprattutto per un fenomeno tipico degli anni più recenti: la riscoperta del concetto di naturalità e genuinità, nonché l’alimentazione salutistica, che hanno causato un vero e proprio boom di prodotti di origine naturale sia in cucina che in casa, e per la cura ed il benessere del proprio corpo.

La produzione italiana al momento non è sufficiente per coprire i fabbisogni di queste piante aromatiche ed officinali, che per ben il 70% devono essere importate dall’estero (fonte: FIPPO – Federazione Italiana Produttori Piante Officinali, vedi link in fondo alla pagina) e dunque l’ipotesi di avviare una coltivazione specifica di queste essenze vegetali non solo ha una giustificazione dal punto di vista della domanda e dell’offerta, ma promette potenzialmente ottime prospettive di guadagno.

A patto che, naturalmente, si punti su produzioni di qualità e, possibilmente, sull’agricoltura biologica che tanto successo sta riscuotendo negli ultimi anni.

Quali piante aromatiche ed erbe officinali coltivare

La domanda è certamente la prima e più importante che ci si deve porre, se si è intenzionati ad avviare una coltivazione di piante officinali ed erbe aromatiche. Come tutte le essenze vegetali, ciascuna specie infatti presenta caratteristiche uniche e ben definiti requisiti in termini di terreno, irrigazione, insolazione.

Il punto di partenza deve essere certamente il documentarsi su quali specie crescano spontaneamente nel territorio che si vuole destinare a queste coltivazioni: ad esempio, le essenze tipiche della flora mediterranea cresceranno bene nelle zone costiere, mentre in aree geografiche più temperate saranno altre le specie più indicate.

Il consiglio di esperti del settore ed agronomi professionisti è certamente indicato in questa prima fase conoscitiva: non si possono fare considerazioni generali, ma al contrario la situazione va valutata caso per caso.

Un secondo aspetto da tenere in considerazione è il target produttivo, valutando quali fra le essenze indicate per quella particolare zona geografica sono le più richieste dal mercato, in che quantità, e durante quali periodi dell’anno.

Gli sbocchi sul mercato rappresentano infatti una valutazione di fondamentale importanza che non è sempre semplice effettuare, poiché il mercato di piante officinali ed aromatiche stesso è caratterizzato da una certa variabilità sia a livello stagionale che nel medio/lungo periodo. Infatti esistono essenze sempre richieste, alle quali si affiancano vere e proprie “mode” che spingono verso i consumi di una determinata specie, con un boom che può durare anche solo pochi alcuni anni.

È il caso ad esempio dell’iperico, ma anche del finocchio i cui consumi, nell’ultimo periodo, stanno subendo una certa flessione per via della scoperta, all’interno dei semi, di sostanze potenzialmente dannose per la salute umana.

L’azienda agricola officinale

In un periodo nel quale l’agricoltura viene riconosciuta come un’attività generalmente poco remunerativa dal punto di vista economico, la coltivazione di piante aromatiche ed erbe officinali rappresenta invece un investimento in grado (potenzialmente) di generare buoni redditi anche a fronte di superfici coltivate di estensione relativamente limitata: si può partire infatti da un minimo di soli due o tre ettari.

Le caratteristiche pedologiche dei terreni a disposizione sono, chiaramente, un vincolo fondamentale che sta alla base di tutto: è bene evitare terreni eccessivamente argillosi, sabbiosi o sassosi, così come quelli soggetti a ristagni idrici o a siccità prolungate.

Gli stessi non devono essere interessati da erbe infestanti perenni o annuali, ma nemmeno presentare residui di prodotti fitosanitari o essere contaminati da metalli pesanti o inquinanti (sia organici che inorganici). Per questo, un’analisi dei terreni, preventiva ed a spettro completo, è più che raccomandabile.

L’organizzazione, così come in tutte le attività produttive, è di fondamentale importanza: è necessario che esperti agronomi e manodopera qualificata si occupino della pianificazione e dello svolgimento delle attività colturali, e che a monte una efficiente organizzazione garantisca all’azienda una solida base amministrativa. Uno studio sistematico ed approfondito deve essere perciò effettuato preventivamente, e riguardare non solo le specie che si intende coltivare, ma anche le attrezzature necessarie per le pratiche colturali, i fabbricati ed il personale necessari.

Per la coltivazione sarà necessario prevedere l’acquisto di beni ed attrezzature, come i semi o le piantine ed i macchinari per la lavorazione dei terreni e per la raccolta delle piante. In alcune aree geografiche sarà necessario prevedere la costruzione di serre per permettere la coltivazione di determinate essenze vegetali o per proteggere produzioni particolarmente delicate dal gelo. Indispensabile è anche l’acquisto di appropriati mezzi di trasporto, come ad esempio van, furgoncini o un pickup, che consentano la movimentazione di sementi, piantine, macchinari e del prodotto destinato alla vendita.

Gli aspetti di fattibilità economica e finanziaria sono altrettanto importanti: è necessario perciò approfondire gli studi preliminari riguardo ad aspetti come le possibilità di guadagno, gli investimenti necessari, i costi da sostenere (sia preliminari che in corso d’opera).

Una volta appurate tali questioni, un altro “scoglio” che si deve affrontare è rappresentato dalle autorizzazioni ed adempimenti burocratici indispensabili per l’avvio dell’attività, l’acquisto o la locazione del terreno e dei fabbricati destinati alla produzione, il tipo di forma giuridica sulla quale improntare l’azienda (S.a.s., cooperativa…), tutti gli aspetti legislativi e la questione inerente alla tipologia dei contratti di lavoro per il personale dell’azienda.

Grazie all’apertura nei confronti del settore agricolo da parte di enti pubblici nazionali e sovranazionali, è bene verificare la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati ed ordinari, agevolazioni finanziarie e fiscali o ancora a contributi a fondo perduto, erogati sia da enti locali che dalla Comunità Europea. Soprattutto per i giovani imprenditori agricoli, e per le donne, sono disponibili ottime opportunità di finanziamento per lo start up di un’azienda
agricola.

La manodopera è una delle voci più rilevanti nel bilancio di un’azienda di questo settore, poiché l’impiego di lavoratori specializzati è in grado di accrescere notevolmente i costi di produzione. Per questo potrebbe essere una buona idea quella, almeno nei primi tempi, di gestire a livello familiare l’azienda agricola in modo da fare “esperienza” nel settore e, al tempo stesso, contenere i costi per la manodopera.

Preliminarmente ed in seguito all’avvio dell’attività è bene mantenersi informati e aggiornati sugli sviluppi del mercato, sulle innovazioni del settore e su tutto ciò che riguarda la coltivazione delle essenze aromatiche ed officinali: ottimi strumenti sono rappresentati da riviste specializzate, pubblicazioni, libri, ma anche fiere, mostre e saloni.

Indispensabile è l’appoggio ad associazioni di categoria e di produttori locali; esiste anche la possibilità di seguire appositi corsi di formazione professionale specializzati ed interamente incentrati sulla coltivazione di queste particolari specie vegetali.

Macchinari per lavorare piante aromatiche ed erbe officinali

A seconda della produzione specifica e dell’estensione superficiale dell’azienda agricola, i macchinari necessari possono essere molto diversi. Considerando un’azienda di medie dimensioni è indispensabile prevedere l’acquisto di un trattore e degli attrezzi necessari per le lavorazioni del terreno (erpice, aratro), della semina e della messa a dimora delle piante (macchina seminatrice e trapiantatrice), nonché di quei macchinari che consentono le normali operazioni colturali (motozappe, sarchiatrici, zappatrici, macchinari per l’irrigazione, sfalciatrici…).

Se l’azienda, come nel caso più frequente, è destinata alla produzione di radici ed erbe officinali, si rivelano necessarie anche macchine raccoglitrici ed eventuali essiccatoi. Qualora il prodotto venisse lavorato direttamente dal produttore sono indispensabili anche attrezzi per il taglio e lo sminuzzamento delle piante, macchine selezionatrici, pressatrici e confezionatrici, nonché i magazzini adeguati per lo stoccaggio della merce.

Alternativamente, nel caso l’azienda producesse piantine destinate al trapianto, sono necessari appositi semenzai (in serra o tunnel) dotati di attrezzature per il riscaldamento e l’irrigazione. Le aziende che invece si occupano della commercializzazione dei semi (come, ad esempio, semi di lino, finocchio, anice, coriandolo…) devono essere dotate di macchine trebbiatrici, aree destinate all’essiccazione del prodotto ed appositi macchinari per il suo confezionamento.

Aziende ancora più specializzate che si occupano direttamente della produzione di oli essenziali devono essere dotate di appositi distillatori, in grado di estrarre gli oli dalle diverse specie vegetali (come, ad esempio, lavanda, menta, agrumi, eucalipto…).

Come avviare una coltivazione di piante aromatiche

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Vendita delle essenze aromatiche e officinali

La produzione delle piante aromatiche e delle erbe officinali deve essere di elevata qualità, quanto più variegata e differenziata in modo tale da venire incontro alle diverse esigenze di mercato e di assicurare una continuità produttiva durante l’arco dell’intero anno. In particolare è raccomandabile prevedere produzioni di biologiche, grandemente apprezzate dai consumatori e adeguatamente riconosciute dal punto di vista economico.

Per poter essere commercializzate, le piante officinali e le erbe aromatiche devono rispondere a determinati requisiti qualitativi rappresentati dalla eventuale presenza di residui di prodotti fitosanitari (pesticidi, diserbanti, anticrittogamici…), aflatossine, carica batterica, metalli pesanti entro i limiti previsti dalla legge, il corretto grado di umidità del prodotto nel caso si tratti di erbe essiccate, l’assenza di contaminanti ed impurità e il contenuto in principi attivi che sia rispondente a quanto previsto secondo il codice farmaceutico della Farmacopea Italiana.

È fondamentale un’analisi strategica che consenta di identificare i potenziali acquirenti del prodotto, le caratteristiche del mercato locale e gli eventuali concorrenti e competitori presenti sul territorio.

È bene infatti evitare qualsiasi tipo di concorrenza con produttori già operanti nel settore, orientando magari la produzione su essenze vegetali poco coltivate o di nicchia. Una ottima opportunità è rappresentata dalla “riscoperta” di profumi ed aromi di specie tipiche della tradizione popolare, e delle quali si è persa traccia negli ultimi decenni come, ad esempio, la profumatissima Erba Luigia.

In genere gli imprenditori che non hanno grossi capitali a disposizione si limitano alla sola coltivazione delle piante officinali ed aromatiche, vendendo poi l’intero raccolto fresco ad aziende che si occupano della commercializzazione vera e propria del prodotto. Le attrezzature per la selezione, l’essiccamento, il confezionamento, nonché quelle per l’estrazione delle sostanze aromatiche e le loro successive lavorazioni sono infatti molto costose e prevedono un’organizzazione del lavoro di tipo industriale che esula dalla capacità (e dalle finalità) della maggior parte dei coltivatori diretti.

A seconda delle specie coltivate e delle quantità prodotte si può anche decidere di vendere il proprio raccolto non a grossisti o industrie, ma anche a piccole aziende locali che si occupano della produzione di cibi, prodotti cosmetici e per la casa, ma anche ad erboristerie e negozi che commerciano prodotti naturali al dettaglio.

Da non sottovalutare è anche la possibilità di vendere piantine (o, più raramente, sementi) a vivai, fioristi, negozi specializzati ed all’interno dei punti vendita della grande distribuzione. Infine, esiste anche la possibilità di commercializzare direttamente la propria produzione in piccoli spacci aziendali, o attraverso il canale di farmer market, mercati locali, bancarelle, gruppi di acquisto solidali (Gas) che operano sul territorio.

Siti internet da consultare sulla coltivazione di piante aromatiche

  • Pianteofficinali.org
    Portale dedicato alla coltivazione delle piante officinali, a cura del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (Unità di ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione forestale).
  • Federazione Italiana Produttori Piante Officinali (FIPPO)
    Sito contenente informazioni sulla coltivazione delle piante aromatiche ed officinali, nonché novità e pubblicazioni relative al settore.
  • Farmacopea Ufficiale italiana
    Sito del Segretariato della Farmacopea Italiana (STFU), struttura tecnico-scientifica in seno all’Istituto Superiore di Sanità che si occupa degli aspetti riguardanti il settore della Farmacopea.

38 Commenti

  1. Luciano
  2. Giovanni
  3. Piero
  4. DOMENICO
  5. Noemi
  6. Ambrogio
  7. salvatore
  8. Pasquale
  9. leyla
  10. Jessica
  11. patrizia montenegro
  12. Gabriella
  13. Barbara
  14. claudio
  15. angelo longo
  16. filippo
  17. Mario
  18. Antonino
  19. LUISA
  20. monica
  21. rita
  22. Maria
  23. sergio
  24. sergio
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  26. cosimo
  27. michele
  28. Fabio
  29. Pierluigi
  30. francesco
  31. focante gabriele
  32. Silvana M.
  33. agnese
  34. giuseppe
  35. Nardello Andrea
  36. teo
  37. vittoria
  38. chiara bresciani

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