Vaccini per bambini: rischi e controindicazioni

La questione dei vaccini ai bambini è una delle più spinose e discusse di questi ultimi anni. Che la vaccinazione abbia debellato malattie importanti e mortali, come polio e tubercolosi, vaiolo e difterite, è un dato scientifico certo e inoppugnabile. Altrettano vere sembrano essere però determinate ricerche che rilevano una certa incidenza di effetti collaterali, più o meno seri, reazioni allergiche e – sembra – conseguenze sul lungo periodo nei vaccinati. Di certo questa pratica medica può generare effetti collaterali che è bene conoscere, così come è bene sapere quali sono le precauzioni da adottare e i casi in cui e bene non effettuare le vaccinazioni.

Effetti collaterali dei vaccini per bambini

Purtroppo, come tutti i prodotti farmaceutici e i principi medicali, anche i vaccini per bambini possono dare luogo a effetti collaterali, soprattutto nei bambini, che notoriamente sono più deboli e fragili rispetto agli adulti. Naturalmente ci sono effetti collaterali di poco conto, appena visibili e di breve durata, così come – per fortuna in rari casi – ci sono conseguenze più serie e rilevanti, a volte anche di lunga durata o addirittura permanenti.

Poichè non è possibile agire in maniera da escludere totalmente la possibilità che essi si verifichino, a meno di non rinunciare del tutto al vaccino stesso, ecco una serie di informazioni e consigli per essere almeno informati a tutto campo su questi possibili rischi.

Vaccini per bambini: rischi e controindicazioni

Effetti collaterali comuni dei vaccini per bambini

I vaccini per bambini possono comportare degli effetti collaterali comuni e non gravi spesso ricorrenti fra tutti i piccoli che sono stati vaccinati.

Tra gli effetti più comuni dei vaccini per bambini ci sono:

  • febbre
    in circa il 10-12% dei bambini sottoposti a vaccino entro 6-7 ore dalla vaccinazione può insorgere la febbre che in genere si attesta al di sotto dei 39° e in questi casi è consigliata la somministrazione di paracetamolo; nel caso di vaccini contro il morbillo, la rosolia o la parotite la febbre può comparire anche dopo 7-12 giorni;
  • gonfiore o dolore della zona dove è stata fatta la puntura
    in questo caso si tratta di un leggero gonfiore e di un arrossamento e sulla zona interessata si può mettere del ghiaccio; a volte può apparire una sorta di “nodulo” indolore che scompare in genere nell’arco di qualche settimana.

Effetti collaterali gravi

La pratica delle vaccinazioni ha da sempre sollevato polemiche, dubbi e perplessità perché se da un lato il vaccino ha contribuito a debellare delle malattie molto pericolose, dall’altro ogni vaccino comporta dei rischi anche gravi.

Per questo è bene essere quanto più informati sui possibili effetti collaterali anche e su quali possano essere considerati i bambini più a rischio per la vaccinazione.

Non tutti i pareri medici sono concordi riguardo ai possibili rischi dei vaccini per bambini, ma fra le conseguenze più gravi correlate al vaccino si potrebbero riscontrare:

  • epilessia
  • autismo
  • disturbi neurologici permanenti.

Alcuni degli effetti gravi postumi al vaccino potrebbero manifestarsi anche nel corso degli anni come difficoltà nel linguaggio, ritardo nell’elaborazione logica, difficoltà nel coordinamento e movimento.

Controindicazioni definitive sui vaccini per bambini

Il Ministero della Salute sottolinea che ci sono “controindicazioni definitive” dei vaccini per bambini e pertanto non va somministrato quando il bambino:

  • ha manifestato delle gravi reazioni ai precedenti vaccini;
  • è affetto da malattie neurologiche in evoluzione;
  • è allergico ad alcuni antibiotici come neomicina e streptomicina.

Nel caso di bambini con leucemia, tumori e Aids la situazione va attentamente valutata con medici specialisti caso per caso per ponderare vantaggi e rischi legati alla vaccinazione.

I bambini più a rischio per il vaccino sono quelli:

  • predisposti geneticamente ad avere difese immunitarie immature
  • ai quali fin dalla nascita sono state diagnosticate malattie neurologiche
  • nati sottopeso, con una nascita o con una storia gestazionale con problemi gravi
  • che hanno familiari con dislessie, autismo, disprassie

Le famiglie con bambini “lesionati” da vaccino hanno dato vita ad associazioni in cui in genitori spesso sostengono il diritto di essere informati anche su quelli che sono i rischi connessi alla vaccinazione.

Una di queste associazioni è il Condav che da molti anni si batte affinché tutte le famiglie siano correttamente informate sia sui benefici sia sui rischi connessi alla pratica sanitaria del vaccino e sostiene che venga fornita un’adeguata assistenza e supporto a tutte le famiglie che hanno avuto un bambino che ha riportato lesioni molto gravi a seguito della somministrazione del vaccino.

Nel sito dell’Associazione Condav si legge quello che dovrebbe essere il motore di ogni ricerca scientifica e medica:

“I figli sono un bene prezioso che va difeso e protetto e non importa se ad essere lesionato fosse anche un solo bambino ogni miliardo quando questo può essere evitato, perché quel bambino, quando è il tuo bambino, è tutto il mondo!”.

Come ridurre i rischi dei vaccini nei bambini

Essere informati sui vaccini per bambini è il primo passo per poter anche cercare di ridurre quelli che sono i rischi correlati alla vaccinazione.

Alcune delle precauzioni più comuni sono:

  • utilizzare vaccini per bambini che non contengono conservanti come mercurio, piombo, alluminio o altri additivi considerati neuro-tossici
  • preferire di non somministrare vaccini combinati in quanto gli effetti collaterali potrebbero sommarsi
  • rispettare il calendario delle vaccinazioni abbinandolo però anche alle condizioni specifiche di salute del bambino e dato che ogni bambino è diverso dall’altro valutare con il pediatra se il bambino è sano al momento di sottoporlo al vaccino e non abbia in corso malattie
  • accertarsi che i vaccini siano contenuti in fialette monodose
  • non vaccinare bambini ritenuti a rischio (bambini con difese immunitarie basse, bambini con malattie neurologiche, bambini che hanno familiari con dislessie, autismo, disprassie…) se non prima di aver valutato attentamente la situazione assieme al pediatra facendosi spiegare tutti i potenziali rischi e i vantaggi della vaccinazione
  • prendere ogni precauzione utile nel caso alla precedente vaccinazione il bambino ha dimostrato sintomi anomali come sonnolenza atipica, convulsioni, tremori, dolori diffusi, febbre alta e ripetuta per giorni…
  • non vaccinare bambini se non sono in salute al momento del vaccino, sia bambini ammalati sia bambini in via di guarigione da infezioni, malattie esantematiche o se sottoposti ad antibiotici dato che ci sono stati casi di bambini che hanno avuto reazioni importanti dopo vaccinazioni fatte in concomitanza con malattie o con la somministrazione di antibiotici
  • evitare di somministrare vaccini con virus vivi a bambini che sono immunosoppressi
  • verificare che non siano presenti allergeni nei vaccini nel caso di bambini allergici (allergie all’uovo, al lievito, alla neomicina), in questo caso però il paradosso è che l’uovo ad esempio nell’alimentazione dei bambini in genere è introdotto dopo aver compiuto un anno e pertanto quando già vari vaccini sono stati fatti
  • fare delle analisi di laboratorio per verificare se nell’organismo sono già presenti gli anticorpi specifici prima di fare i richiami del vaccino, dato che in tal caso sarebbe inutile fare la vaccinazione contro una malattia per cui si risulti già immuni
  • valutare con il pediatra se prima e dopo la vaccinazione del bambino sia preferibile somministrare una cura per rinforzare le difese immunitarie
  • non esitare nel pretendere di essere informati: la regola è “chiedere, chiedere, chiedere” ovvero è diritto innegabile quello di ottenere quante più informazioni possibile, si tratta della salute dei nostri bambini


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