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Effetti collaterali della valeriana

Si dice sempre che curarsi con le erbe sia sicuro e privo di rischi, ma spesso il dubbio ci viene. Nel caso della valeriana, ottimo tranquillante naturale, sorfe il dubbio che esso possa avere qualche controindicazione o possa interagire con altri farmaci. Ecco quindi una guida che chiarisce ogni dubbio in questo senso, soprattutto sugli effetti collaterali della valeriana.

Valeriana

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

2–3 minuti

Controindicazioni ed effetti collaterali della valeriana

La radice di valeriana non presenta alcuna tossicità nei confronti dell’organismo, perciò la sua assunzione alle dosi consigliate è da ritenersi assolutamente sicura.

In alcuni rari casi sono stati segnalati effetti collaterali della valeriana, ma frequentemente dovuti ad un sovradosaggio nella posologia di assunzione, oppure ad un trattamento per periodi eccessivamente prolungati.

Questi potenziali effetti collaterali della valeriana sono rappresentati da disorientamento, offuscamento della vista, dolori e bruciori di stomaco, nausea, vomito, apatia, lieve depressione, mal di testa, vertigini o senso di spossatezza.

Effetti collaterali della valeriana

Sono rare anche le manifestazioni allergiche da parte di soggetti sensibili alla valeriana, che si manifestano tipicamente sotto forma di eruzioni cutanee, orticaria o difficoltà respiratorie. In alcuni, rarissimi casi, infine, è stato riportato come la valeriana sia in grado di indurre addirittura un effetto contrario a quello sedante e tranquillante, con il presentarsi di ansietà e incubi notturni. Ciò è probabilmente dovuto ad un fattore ereditario che, in persone geneticamente predisposte e sensibili, impedisce la metabolizzazione di alcuni principi attivi contenuti nella valeriana.

Associazione con altri farmaci

Se è vero che non ci sono effetti collaterali della valeriana, è anche vero che essa va presa con cautela quanso associata ad altri farmaci. Poiché la sua assunzione agisce come depressore del sistema nervoso centrale, i preparati a base di questa pianta non dovrebbero mai essere assunti contemporaneamente ad altri prodotti farmacologici come antistaminici, sonniferi, rilassanti muscolari, farmaci benzodiazepinici, barbiturici, oppiacei ed alcol.

Sono stati segnalati anche casi di epatotossicità dovuti all’assunzione contemporanea di valeriana e scutellaria, un’altra erba officinale. È sconsigliato l’utilizzo di valeriana in soggetti che soffrono di ipotensione, bradicardia o disturbi epatici o renali.

Precauzioni d’uso

L’assunzione di valeriana dovrebbe attenersi alle prescrizioni e non essere prolungata nel tempo oltre le tre-quattro settimane; in caso contrario, alla cessazione della terapia possono manifestarsi sintomi di astinenza simili a quelli causati dalle benzodiazepine come disorientamento, delirio e complicazioni al sistema cardiocircolatorio.

La scarsità delle ricerche sinora eseguite sull’uomo fa sì che non esistano dati certi riguardanti una potenziale tossicità nei confronti del feto perciò, in caso di gravidanza, a scopo precauzionale si sconsiglia l’assunzione di valeriana. Per lo stesso motivo è bene non somministrare valeriana in caso di allattamento e a bambini di età inferiore ai 6 anni.

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