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Fare la spesa al mercato per risparmiare

Benvenuti alla fiera del risparmio. Nessuna nostalgia per l’antica, seducente liturgia del mercato: il romantico immaginario collettivo di un mix inebriante di profumi, voci, colori in cui perdersi - come Amelie Poulain nel suo favoloso mondo - lascia spazio alla più prosaica necessità di far quadrare i conti a fine mese.

Fare la spesa al mercato per risparmiare

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

6–9 minuti

Fare la spesa al mercato per risparmiare

Risparmiare sulla spesa al mercato

E trasforma il giro settimanale tra le bancarelle in un percorso a punti, talvolta faticoso ma fruttuoso. Premio finale, gli spiccioli che restano nel portafoglio.

Neanche pochi, a dire il vero: secondo le stime, acquistare frutta e verdura al mercato fa risparmiare un buon 15% rispetto al supermarket e, addirittura, dal 20 al 30% rispetto al negozio tradizionale.

Non a caso, 1/3 degli italiani ha adottato la bancarella come strategia anticrisi. Oltre 25 milioni di connazionali – più donne che uomini, va detto – frequentano il mercato una volta alla settimana, prevalentemente per l’acquisto di ortofrutta (quasi il 65% secondo dati Fiva, la Federazione dei venditori ambulanti) e pesce (quasi il 30%).

Disponendo di tempo e voglia, vale sicuramente la pena di unirsi al gruppo. Consapevoli che, come in ogni altra attività, improvvisare non rende. E che per risparmiare, senza rinunciare alla qualità, occorre organizzarsi.

Vantaggi della spesa al mercato

Perché andare al mercato? Perché si risparmia, ovvio. Ma perché si risparmia?

Premesso che il minor costo dei prodotti dipende in larga misura dagli inferiori oneri di gestione del rivenditore (un posteggio al mercato ha un costo più basso rispetto all’affitto di un locale), la convenienza per il consumatore si snoda anche attraverso altri canali:

  • possibilità di scelta tra merceologie analoghe
    e quindi di confronto, diretto e immediato, tra i prezzi. Nella maggior parte dei mercati, le bancarelle che vendono merceologie analoghe sono raggruppate l’una vicina all’altra. È sufficiente un rapido giro per rendersi conto di quali siano le offerte più convenienti e per decidere di acquistare le fragole dall’una e i carciofi dall’altra;
  • ampia disponibilità di prodotti di stagione
    infatti le bancarelle di ortofrutta offrono, nella maggior parte dei casi, un ricco assortimento di prodotti stagionali, notoriamente di prezzo inferiore rispetto alle primizie (che comunque, spesso e volentieri, costano meno che al supermercato);
  • assortimento diversificato
    con presenza anche di prodotti tipici di altre regioni (pensiamo ai salumi, ai formaggi…), che permette di orientarsi su specialità locali o di nicchia senza spendere un capitale;
  • possibilità di personalizzazione
    acquistando quantità minime o, al contrario, importanti macontrattandone il prezzo, fa sì che si esca dalla logica di prodotto standardizzato tipico della grande distribuzione, dove – grazie ai banchi self-service – è sì possibile decidere le quantità ma il prezzo non diminuisce a fronte di acquisti di una certa portata;
  • rapporto diretto con il venditore
    normalmente disposto a premiare con un trattamento di favore i clienti più fedeli e, in genere, aperto a soddisfare richieste circostanziate – ricerca di un determinato prodotto ‘ma solo se mi costa meno di…’ , prenotazioni ecc.

Le regole del mercato rionale e ortofrutta

Il primo input impone un doveroso censimento dei mercati più interessanti tra quelli comodamente raggiungibili. Per trovarli, è sufficiente un giro sul web.

Nelle grandi città le possibilità sono numerose; nella sola Roma, i mercati rionali sono ben 126. È vero che alcuni possono risultare logisticamente scomodi, ma nello stesso quartiere è possibile trovarne almeno due o tre non troppo lontani.

Nelle cittadine meno popolose in genere il mercato è uno, ma si può ipotizzare di tanto in tanto una trasferta nel paese vicino.

Soprattutto all’inizio, girovagare tra più mercati è utile, perché ciascuno ha una sua specializzazione: nell’uno si compra bene l’ortofrutta, nell’altro il pesce oppure l’abbigliamento. Una volta individuati i più adatti alle proprie esigenze e i più convenienti per le diverse merceologie, un gioco pianificare le visite.

Pronti, partenza, via: il giorno stabilito ci si mette in moto, non senza aver prima compilato una lista della spesa suddivisa per generi (ortofrutta, pesce, pollame… come si è detto, spesso le bancarelle sono accorpate per genere).

La tabella di marcia suggerita – sempre che il tempo a disposizione e gli orari lavorativi lo consentano – si articola in due tappe:

  • esplorazione
    utile soprattutto se non si conosce il mercato. L’orario consigliato è quello dell’apertura (8,30-9, così ci si può andare prima dell’ufficio): a bancarelle non ancora affollate è più facile prendere visione delle offerte e dei relativi prezzi esposti, individuando i più convenienti. In questo primo giro, meglio non acquistare se non presso i fornitori abituali o in presenza di offerte a esaurimento (capita che alcuni prodotti siano disponibili in quantità limitata, in questi casi meglio approfittarne subito);
  • conclusione
    da effettuare, a colpo sicuro e sulla scorta delle informazioni acquisite nel giro precedente, mezz’ora prima della chiusura, indicativamente tra le 13 e le 14 (compatibile con molte pause pranzo). È questo l’orario in cui si concludono gli affari migliori, perché le bancarelle stanno ormai sbaraccando e i rivenditori sono disposti a sconti sostanziosi pur di liberarsi della merce invenduta; soprattutto per quanto riguarda gli alimenti deperibili, come la frutta, dove è facile spuntare ribassi finanche al 50%.

A prescindere dall’orario, nella scelta delle bancarelle è bene lasciarsi guidare solo dall’obiettivo qualità & risparmio, senza farsi condizionare da altre considerazioni, come la maggiore o minore presenza di clienti o la vicinanza a casa o all’ufficio.

Infine, anche se non rientra nelle nostre consuetudini, teniamo presente che il mercato è per sua natura il regno della contrattazione. Il che significa che, prima di mettere mano al portafoglio, vale sempre la pena di chiedere un piccolo sconto; fa parte del gioco e, con il sorriso sulle labbra, spesso si riesce a ottenerlo.

Precauzioni per la spesa al mercato

Non sono molte le regole di buon senso e le piccole precauzioni che vanno prese quando fate la spesa al mercato, ma è bene seguirle per evitare di vanificare il (tanto sudato!) risparmio:

  • valutare l’incidenza degli scarti
    nel decidere un acquisto in base al prezzo. Diverso è comprare un cuore di sedano o un sedano intero, con il suo bel contorno di foglie e costole coriaceee che finiranno inevitabilmente nel secchio della spazzatura;
  • sorvegliare la scelta del rivenditore
    nel momento in cui materialmente preleva il prodotto dalle cassette per insacchettarlo. A costo di tallonarlo, è meglio verificare anticipatamente di persona quanto ci si ritroverà poi in cucina;
  • controllare il peso
    sulla bilancia e verificare che sia effettivamente quello richiesto; in qualche caso gli ambulanti tendono a largheggiare nelle quantità, e la differenza la si ritrova nel conto finale. In caso di dubbi, meglio dare un occhio allo scontrino nel momento stesso in cui viene consegnato. Prima di uscire dalla fila, ovviamente: una volta allontanati, sarebbe più difficile far accettare eventuali contestazioni.

In ultimo, ma non per importanza, è importante imparare a riconoscere la qualità degli alimenti: la freschezza del pesce, il grado di maturazione della frutta. Una consuetudine delle nonne alla quale ci siamo, ahimè, disabituati ma che nel caso degli acquisti al mercato è… fondamentale.

Altri mercati per la spesa

Non c’è solo il mercato all’aperto, ovviamente. In sintesi, le opportunità di risparmio degli altri mercati:

  • mercati comunali (coperti)
    presenti nei capoluoghi di provincia, aperti tutti i giorni, da frequentare rigorosamente il sabato pomeriggio, in orario di chiusura. Dato che la domenica sono chiusi, il sabato è possibile trovare offerte interessanti, specie sui freschi. Da tenere d’occhio le offertone nei periodi di festa (Natale, Pasqua…): consentono risparmi dal 20 al 40% sui prodotti da ricorrenza;
  • mercati all’ingrosso
    in città: ortofrutticolo, ittico, delle carni. Pur essendo riservati a grossisti e rivenditori, specifiche disposizioni legislative regionali ne prevedono l’ingresso al pubblico in determinate fasce orarie (consultabili su internet). L’acquisto non prescinde da quantitativi minimi, ma è sempre possibile dividere la spesa tra amici e parenti, senza contare l’opzione porzionamento-surgelazione secondo necessità. Anche in questo caso, la frequentazione negli orari ante-chiusura garantisce un risparmio considerevole (1/3 rispetto ai prezzi di mercato);
  • mercati del contadino
    o farmer’s market, gestiti direttamente dagli agricoltori. In Italia sono oltre 250 e contribuiscono a calmierare i prezzi garantendo un risparmio intorno al 30% a fronte di acquisti sani, controllati e a filiera corta.

Approfondire la spesa al mercato

Siti

  • Campagna amica – www.campagnamica.it
    Sito della Fondazione che promuove i mercati ‘del contadino’ gestiti direttamente dai produttori. Elenco dei mercati, possibilità di ricerca per regione, merceologie e giorno di mercato

Libri

  • Al mercato locale – Leanne Kitchen – Luxury Boooks – 2009

Libro di ortofrutta e ricettario, per riconoscere ciò che è maturo e ciò che non lo è, con consigli per la conservazione e la miglior cottura

Mercati e fattorie – Autori vari – De Agostini – 2011

In collaborazione con Campagna amica e Terranostra, una selezione di oltre 600 mercati cittadini e 2000 punti vendita. Come raggiungerli, periodicità, prodotti, prezzi e offerta

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