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Elaborazione del lutto

Il lutto riguarda tutte le esperienze di perdita, di morte e di separazione, grandi o piccole che siano. E' un distacco materiale o ideale, permanente o transitorio, umano o animale, oggettuale o narcisistico.

Elaborazione del lutto

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

2–3 minuti

Cosa s’intende con il termine “lutto”

Si comprende, così, che il lutto non riguarda solo ed esclusivamente la morte fisica di una persona: è una condizione in cui qualcosa viene improvvisamente a mancare. Questo qualcosa può essere un paese, una casa, un amore, un ideale, una condizione di vita e via dicendo.

Come affrontare l’elaborazione del lutto

Per comprendere cosa s’intende con l’elaborazione del lutto è utile raccontare cosa accade quando una persona a noi cara muore.

La morte di una persona ci catapulta nel vuoto. Sarà necessario un costante e penoso riscontro con la realtà per renderci conto della privazione subita. Tutto intorno e dentro a noi muterà: se viene a mancare un genitore non saremo più figli, se a morire è nostro marito non saremo più mogli.

Spetta a noi pian piano uscire da questo vuoto, accettarlo e decidere di colmarlo: queste sono le fasi dell’elaborazione del lutto.

Se ciò non accade andremo incontro a fatiche psichiche davvero rilevanti.

Cosa accade se il lutto non viene elaborato?

Può accadere che l’elaborazione del lutto risulti per alcune persone così difficile e dolorosa che si preferisce, in modo più o meno consapevole, non affrontarla.

Il noto psicoanalista francese Racamier, a tal proposito, parla di lutto congelato e di lutto negato.

Nel primo caso tutto si “congela”: emozioni, vissuti e pensieri sono come immobilizzati. La persona in questione preferisce inconsciamente non provare più niente piuttosto che affrontare la perdita. Il suo sguardo è perso, la sua mente sembra apparentemente vuota.

Nel secondo caso, invece, la perdita viene espulsa, allontanata e trasportata sulle spalle di altre persone, solitamente i familiari più stretti: è come se qualcun altro dovesse affrontare il lutto al posto mio. Con questo trasporto psichico si possono scatenare dinamiche familiari pericolose che possono sfociare in conflitti, incomprensioni e fatiche relazionali.

Il lutto inelaborato sarà una scomoda ombra, potrà riemergere in ogni momento sottoforma di qualcosa che ormai più nessuno potrà comprendere.

Le conseguenze positive dell’elaborazione del lutto

La crisi, e nel nostro caso l’elaborazione del lutto, deve essere vissuta per poter portare ad un nuovo equilibrio. Gli affetti connessi alla perdita devono essere lasciati liberi di esprimersi: dobbiamo affidarci a loro e non aver paura o vergogna di piangere, di sfogarci, di urlare.

E’ un lavoro che non deve avvenire nell’immediato ma in modo graduale.

Se si trova il coraggio di vivere la perdita, di affrontare il vuoto e di navigare nel dolore si riuscirà pian piano ad accettare il lutto che avrà il potere di farci maturare e crescere. Con l’aiuto del tempo e del lavoro di accettazione della nostra mente potremo ritornare così ad un nuovo e costruttivo equilibrio.

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