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Documenti bambini: quali servono?

L’arrivo di un bambino è una grande gioia ma è anche un momento in cui un nuovo cittadino entra a far parte della società. Ecco perché i genitori devono presto ufficializzare la sua nascita e fornire al piccolo i primi documenti che saranno indispensabili anche per poter usufruire del Servizio Sanitario Italiano. Di seguito vi forniamo una piccola guida per scoprire quali sono i documenti per il bambino da fare in fretta e come procedere per ottenerli.

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

4–5 minuti

documenti bambini

Innanzitutto è fondamentale eseguire la denuncia di nascita. Si tratta del primo atto giuridico da compiere entro tre giorni dalla nascita del piccolo nell’ospedale oppure entro dieci giorni presso l’Ufficio dello Stato Civile nel proprio comune di residenza. Si tratta di un atto giuridico che entrambe i genitori devono sottoscrivere in relazione al neonato. Attraverso questo procedimento, quindi, viene comunicata la nascita del bambino in maniera ufficiale presso il comune di riferimento: a questo punto, l’atto sarà conservato negli archivi e da questo, in seguito, si potranno ricavare altri documenti come l’estratto di nascita e il certificato di nascita. Non c’è molta differenza tra questi documenti se non il fatto che, nel caso dell’estratto di nascita, oltre alla data di nascita sarà inserita anche l’ora precisa. In tutti i casi, questo primo atto giuridico è totalmente gratuito.

Chi deve eseguire la denuncia di nascita

Se il bambino venuto al mondo è di genitori coniugati, allora la denuncia di nascita può essere presentata dia dalla madre che dal padre singolarmente. Quando, invece, il bambino nasce da genitori non coniugati ma è riconosciuto da entrambi, allora la dichiarazione deve essere fatta insieme dal padre e dalla madre. Infine, qualora il bambino fosse riconosciuto da un solo genitore, la dichiarazione va fatta da questo. In tutti i casi, l’atto può essere eseguito anche da altre persone che, tuttavia, devono essere autorizzate in maniera ufficiale dai genitori per procedere con l’iscrizione anagrafica.

Documenti per bambini: il codice fiscale

La richiesta del codice fiscale è la prima cosa da fare dopo l’atto di nascita del bambino, anche perché è fondamentale per ottenere l’assegnazione di un pediatra di base. Si tratta di un documento che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate a tutti i cittadini italiani ed è formato da sedici caratteri alfanumerici che sono selezionati a seconda del nome, della data ma anche del luogo di nascita del cittadino. Il codice fiscale è fondamentale anche per ottenere la tessera sanitaria e si ottiene in forma completamente gratuita. Questo documento può essere richiesto da un genitore o da entrambi i genitori oppure da una persona da loro delegata ufficialmente.

Codice fiscale: quando, come e dove richiederlo

Il codice fiscale può essere richiesto direttamente al comune di riferimento presso l’Ufficio per lo Stato Civile dove si richiede anche l’atto di nascita. Per ottenerlo è sufficiente fare una piccola richiesta e, dopo un periodo di due settimane, i genitori riceveranno tramite posta il codice fiscale del proprio bambino. Se la dichiarazione di nascita è stata fatta presso l’ospedale al momento della nascita del piccolo, allora la richiesta del codice fiscale deve essere inoltrata direttamente all’Agenzia delle Entrate del proprio comune di riferimento. Come nel primo caso, l’ufficiale registra data e luogo di nascita del bambino e, sulla base di queste informazioni, viene effettuato il rilascio del tesserino. Nel caso in cui la richiesta del codice fiscale avvenga direttamente all’Agenzia delle Entrate è necessario presentarsi muniti di un documento di identità del genitore originale o della fotocopia, anche nel caso la richiesta venga avanzata da una terza persona delegata.

Documenti bambini: la tessera sanitaria

Il terzo documento che dovrete richiedere per il vostro bambino è sicuramente la tessera sanitaria. Si tratta di uno strumento fondamentale per effettuare le visite dal pediatra ma anche per presentare il vostro piccolo negli ospedali pubblici. La tessera sanitaria, quindi, dà pieno diritto al bambino di usufruire dei servizi del sistema sanitario nazionale. Inoltre, grazie a questa tessera, i genitori potranno scegliere il pediatra che preferiscono e, quando il bambino avrà almeno 14, potranno anche scegliere il suo medico di base. Ogni tessera sanitaria porta con se un numero che deve essere riportato dal pediatra di base su ogni prescrizione di farmaci ma anche sulle richieste effettuate per gli esami o le visite specialistiche. Anche questo servizio è assolutamente gratuito. La tessera sanitaria può essere richiesta da uno dei genitori oppure da una persona ufficialmente delegata dai genitori.

Tessera sanitaria: quando, dove e come richiederla

E’ possibile richiedere la tessera sanitaria presso gli sportelli del presidio distrettuale di zona della Asl. Tuttavia, per richiederla è opportuno già avere il codice fiscale del bambino. Una volta forniti questi dati al funzionario dell’Asl, in poco tempo lui provvederà a fornire ai genitori il tesserino con tutti i dati del figlio. Per richiedere la tesserà, però, è opportuno già avere il codice fiscale del bambino; inoltre, bisogna presentare un documento d’identità in corso di validità del genitore. Al contrario, se la richiesta della tessera sanitaria viene effettuata da una terza persona per conto dei genitori, questa dovrà presentare la fotocopia del documento d’identità e una copia del certificato di nascita del bambino.

Per saperne di più

Per ottenere maggiori informazioni circa la denuncia e il certificato di nascita è sempre possibile visitare il sito internet del proprio comune di riferimento, ad esempio www.comune.milano.it

Per ottenere maggiori informazioni sulla richiesta del codice fiscale è possibile consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.it

Per maggiori informazioni sulla tessera sanitaria, invece, si può visitare il sito dell’asl, www.asl.it oppure telefonare i rispettivi uffici nella propria città di residenza.

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