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Auto elettriche e colonnine per la ricarica

In Italia molto si sta facendo per consentire a tutti i cittadini di poter guidare un’auto elettrica. Sono infatti disponibili sconti diretti al momento dell’acquisto, così come i vari governi hanno cominciare un’opera di implementazione delle infrastrutture, attivandosi per il posizionamento di colonnine per la ricarica in varie zone della penisola, soprattutto nel centro nord. Ad oggi però ancora molte questioni riguardanti l’uso quotidiano delle auto elettriche sono ancora poco chiare ai consumatori. Come si ricarica ad una colonnina, quanto costa un “pieno” (una ricarica completa), a casa l’auto elettrica si collega direttamente ad una normale presa di corrente? Cerchiamo quindi di fare chiarezza, per rendere la mobilità elettrica ina realtà sempre più diffusa e disponibile.

auto elettriche e colonnine

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

2–3 minuti

auto elettriche e colonnine

Le colonnine e il costo della ricarica

Non è ad oggi possibile fare una dichiarazione chiara sul costo di una ricarica completa di un’auto elettrica. Prima di tutto perché le offerte per quanto riguarda l’energia elettrica sono varie; inoltre ogni singolo modello di vettura di questo tipo possiede caratteristiche peculiari, giusto per fare un esempio, alcune possono percorrere circa 200 km prima di necessitare di una ricarica, altre superano tranquillamente i 400 km. Detto questo in linea di massima una ricarica completa ha oggi un costo non elevatissimo; si deve anche considerare che alcune aziende di fornitura di energia elettrica propongono appositi abbonamenti mensili, quindi si paga una cifra mensile flat, oppure si ottiene periodicamente una classica bolletta per le ricariche effettuate.

Come si ricarica a casa

Anche in questo caso, molto dipende dalla vettura che si possiede; alcune aziende forniscono al cliente che acquista un’auto elettrica una sorta di “stazione di ricarica” su cui poggiare la vettura durante la ricarica delle batterie. In linea generale si potrebbe collegare la vettura ad una “normale” presa elettrica, ma non sempre questa è la scelta migliore, soprattutto per quanto riguarda la controllabilità e la verificabilità della tensione dell’energia elettrica al punto di prelievo. Per questo motivo chi possiede un’auto elettrica dovrebbe avere a disposizione apparecchiature apposite cui collegare la vettura durante la ricarica, che permettono di controllare al meglio il processo. Alcuni gestori si sono già attivati in questo senso, come ha fatto ad esempio https://prodotti.irenlucegas.it/irenGo, con proposte sia per i privati cittadini, sia per le aziende pubbliche e private.

Quanta energia serve per la ricarica

In Italia la maggior parte dei contatori hanno una potenza nominale intorno ai 3.5 kW. Questo può essere un problema per chi possiede un’auto elettrica? Dipende molto dai casi; prima di tutto perché alcune vetture permettono di effettuare delle ricariche veloci, prelevando dalla presa la massima quantità possibile di energia, oppure delle ricariche lente. Nel primo caso se si accendono più elettrodomestici durante la ricarica della vettura, potrebbe staccarsi il contatore per superamento dei limiti di tensione concessi. Visto però che di solito si ha l’intera notte di tempo per ricaricare le batterie, si può attivare la ricarica lenta senza che questo porti a disagi di alcun genere; oppure si può attivare un contatore con una maggiore tensione, ad esempio 6.5 kW, che consente l’uso congiunto di un elevato numero di elettrodomestici senza problemi di tensione.

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