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Ecocompatibilità delle auto elettriche

Sono il sogno “proibito” degli automobilisti, sia uomini che donne. Ma sono anche il pomo della discordia del mercato. Stiamo parlando delle auto elettriche, veicoli a trazione e ad alimentazione elettrica già presenti sul mercato da qualche decennio, pardon, da qualche secolo… Semberebbero assolutamente ecocompatibili, ma siamo sicuri che sia così? Che il loro impatto sull'ambiente sia zero nell'uso, è plausibile, ma nella produzione? Andiamo a valutare i dati.

Ecocompatibilità delle auto elettriche

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

5–7 minuti

Le auto elettriche sono davvero ecocompatibili?

Prima di affrontare la questione dell’ecocompatibilità delle auto elettriche, facciamo un piccolo salto indietro nel tempo. Le auto elettriche, infatti, non sono una novità del mondo moderno: il primo prototipo fu inventato tra il 1832 e il 1839, quando venne messa in commercio la prima “vera” auto elettrica a batteria.

L’invenzione, dunque, è un po’ datata, forse già superata, ma allora perché tanti desiderano averla e perché alcuni non la considerano poi così ecocompatibile? Le risposte alle domande sono molto diverse, come diverse sono anche le ragioni alla base dei giudizi positivi e negativi sulle auto elettriche.

Ecocompatibilità delle auto elettriche

Funzionamento e limiti delle auto elettriche

I veicoli elettrici funzionano tramite un motore che viene alimentato a batteria. Quest’ultima viene ricaricata collegandola a un punto di accesso alla rete elettrica chiamato “ punto di ricarica”. I limiti delle auto elettriche sono stati finora rappresentati dalla durata della batteria, dalla copertura in chilometri che questa può garantire e dalla scarsità di punti di ricarica nelle città ( in Italia nel 2012 se ne contavano appena 458).

La ricarica di un ‘auto elettrica è mediamente più lunga rispetto ad normale distributore: alcune ore contro i pochi minuti di quest’ultimo. E se in giro per il mondo si stanno sperimentando punti di ricarica che consentono di alimentare le batterie in un minuto e di aumentare la durata delle stesse e quindi l’autonomia del veicolo ( da 160 a 450 km/h), il mercato delle auto elettriche stenta ancora a decollare.

Un altro limite di questi veicoli è stato rappresentato dalla velocità massima raggiungibile, limite superato grazie a modelli sempre più efficienti e tecnologicamente competitivi. Un’auto elettrica di ultima generazione è ormai in grado di raggiungere e superare i 150 km/h, una velocità di tutto rispetto per automobili non da corsa, ma per uso civile.

Le auto elettriche inquinano?

Un altro limite da considerare per valutare l’ecocompatibilità delle auto elettriche è il rischio di inquinamento rapportato alle auto tradizionali. Da sempre si è detto che le auto elettriche sono “ecocompatibili”. Un prodotto è tale quando non inquina o non emette sostanze inquinanti in atmosfera. Secondo uno studio condotto in Norvegia ( e rimbalzato anche in America), le auto elettriche inquinerebbero più di quelle tradizionali.

Nei calcoli dello studio vengono considerate tutte le emissioni di CO2 necessarie per produrre e smaltire le auto ed i suoi componenti, tra cui le batterie agli ioni di litio. Lo studio comprende anche l’inquinamento generato dalle auto elettriche durante la ricarica. La rete elettrica a cui si collegano i punti di ricarica può, infatti, essere alimentata da energia prodotta da varie fonti, ovvero da combustibili fossili, dal sole e dalle centrali nucleari.

Secondo i sostenitori delle auto elettriche, però, il dato sull’inquinamento delle ricariche può essere attendibile per il mercato americano, dove la maggior parte delle reti elettriche funziona ancora con le fonti tradizionali, mentre in Europa il discorso cambia, perché l’energia, nel 32% dei casi, viene ormai prodotta da fonti rinnovabili (solare, geotermico ed eolico). Ricaricando un ‘auto elettrica da centraline alimentate con fonti rinnovabili, si ottiene, quindi, una riduzione di CO2 compresa tra il 10 e il 24% rispetto ai veicoli tradizionali.

Una percentuale che alcuni considerano “irrisoria” se comparata ai costi di produzione delle auto elettriche e dei suoi componenti, ma anche agli incentivi disponibili per acquistarle.

Costi

Anche se i prezzi delle auto elettriche sono scesi, si mantengono sempre più alti rispetto a quelli delle auto normali. I prezzi si aggirano, infatti, tra i 26 ed i 45 mila euro. Elevati sono, invece, i costi di produzione delle batterie, che si attestano intorno agli 8500 euro. Gli incentivi statali per l’acquisto delle auto elettriche non superano, invece, i 5 mila euro e coprono appena il 15% del costo dell’auto.

Il prezzo complessivo di questi veicoli è più alto se si acquista anche la batteria di alimentazione, mentre se si decide di noleggiarla( con un costo di circa 79 euro mensili), si possono risparmiare anche seimila euro. Pagare, però, per sempre, un componente fondamentale di un’auto, non è, a nostro parere, consigliabile: meglio sfruttare gli incentivi di 5 mila euro per pagarsi la batteria e usare i propri quattrini per acquistare l’auto.

Considerazioni sulla reale ecocompatibilità delle auto elettriche

Per molti aspetti, la “querelle” sulla pericolosità ambientale delle auto elettriche appare in parte pretestuosa e manipolata. La polemica riguarda, infatti, le emissioni di anidride carbonica.

Quest’ultima, però, va ridotta per evitare l’effetto serra (riscaldamento globale) e, quindi, il suo “peso” sui livelli complessivi di inquinamento potrebbe essere relativo. L’inquinamento delle auto tradizionali, invece, è rappresentato non solo dalle emissioni di CO2, ma dai “veleni” e dalle polveri sottili emesse ogni giorno dai loro tubi di scarico.

Dal punto di vista dell’ecocompatibilità delle auto elettriche, nell’uso su strada, possiamo affermare che esse sono totalmente ecologiche: non avendo tubo di scarico non possono, infatti, emettere polveri inquinanti.

Inquinanti potrebbero essere, però, i materiali usati per produrre le batterie delle auto elettriche. Per questi componenti vengono usati materiali potenzialmente tossici come litio, nichel, cobalto, alluminio e rame. In questo caso c’è da dire che i materiali “potenzialmente” tossici possono essere riciclati e resi innocui, anche se permane un certo rischio per la salute degli operai durante la lavorazione di queste sostanze. Il problema dell’ecocompatibilità delle auto elettriche si pone infatti in fase di produzione, piuttosto che di impiego.

Le auto elettriche sono poco diffuse, non perché siano inquinanti, ma perché la loro tecnologia deve essere ancora perfezionata: servono più punti ricarica, in modo da non dover fare chilometri per raggiungere quella più vicina; servono anche punti ricarica più veloci, ma questo problema si può superare installando punti ricarica nei posti di lavoro o vicino casa, in modo da ricaricare l’auto durante la notte o mentre si è a lavoro. Intanto, per le auto elettriche, sono al vaglio prototipi di batterie in cui il rivestimento al litio è sostituito dagli scarti del riso. Esistono anche auto elettriche ricaricate tramite pannelli solari posti sulla capote.

L’emissione di CO2 causata dal ciclo di vita delle auto elettriche si potrebbe, quindi, ridurre o azzerare usando componenti e sistemi di ricarica più ecologici. In tal senso, il mercato delle auto elettriche potrebbe riservare interessanti sorprese. Nel frattempo, i consumatori possono acquistare i modelli ibridi, cioè auto con un motore tradizionale accoppiato ad uno che funziona anche in modalità elettrica.

Con queste auto, ricaricabili presso un normale distributore, si può decidere quando passare alla modalità elettrica e quando, invece, a quella tradizionale. Le auto ibride possono servire anche ad affrontare il rincaro dei carburanti, che inquinano e che sempre più spesso dilapidano anche il portafogli.

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