Come diventare correttore di bozze

Il correttore di bozze è prima di tutto un grande appassionato di libri e letteratura. Questa passione gli rende più agevole lo svolgimento dell’attività professionale, che consiste nel correggere eventuali errori e ripetizioni presenti all’interno di un testo. Il suo “tocco” è indispensabile prima che un libro vada mandato in stampa. Egli interviene però su qualsiasi “testo”, che può anche essere un depliant, una locandina, oppure lo scritto da inserire su un sito internet. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche principali di questa professione “letteraria”. Il correttore di bozze lavora per conto di case editrice ed agenzie letterarie. Nelle realtà aziendali più grandi di solito esiste un team di correttori professionalmente preparato che si dedica alla revisione di testi. Invece nelle case editrici più piccole chi si occupa di correggere le bozze è in genere il personale già addetto ad altre mansioni, oppure collaboratori occasionali, per esempio gli studenti universitari in Lettere che devono completare il percorso di studio.

Diventare correttore di bozze

E’ ovvio che la qualità del lavoro risente non poco della scarsa professionalità di chi si appresta a farlo senza competenza e perizia. Il correttore di bozze non è ancora una professione del tutto autonoma e riconosciuta. Ma quali sono i requisiti che deve possedere chi intende svolgere questa attività? Innanzitutto è necessaria una buonissima (anzi perfetta) conoscenza della lingua italiana, in particolar modo della grammatica. Inoltre bisogna avere una vista molto acuta ed allenata ad effettuare ricerche all’interno dei testi, insieme ad un grande spirito di osservazione.

L’ideale è svolgere questa attività all’interno di una casa editrice, in modo da ricevere un trattamento (anche economico) migliore. Essere correttore di bozze free-lance non vi assicurerà mai un reddito adeguato. Una valida alternativa alle case editrici sono le agenzie editoriali, che si occupano di servizi nell’editoria.

Ci si può proporre a queste, ovviamente valutando bene la loro serietà ed attendibilità (specialmente se sono presenti da poco sul mercato editoriale). Il titolo di base richiesto per diventare correttore di bozze è il diploma di scuola media superiore, ma ovviamente una laurea di tipo umanistico è un requisito preferenziale.

Come diventare correttore di bozze

Retribuzione

Naturalmente le informazioni che daremo qui di seguito sulle tariffe applicate per i correttori di bozze sono puramente indicative. Ma serviranno a darvi un’idea, seppure a grandi linee, di quale è il trattamento economico previsto per questa attività. La tariffa si applica sulla singola cartella. Per cartella, nel gergo editoriale e giornalistico, si intende un testo formato da 1800 battute (compresi gli spazi).

Per misurare la cartella possiamo utilizzare sul pc “Strumenti” di Word, e poi selezionare “Conteggio parole e caratteri” (sempre spazi inclusi). In alcuni casi si usa la cartella di 2000 battute, ma quella “standard” è di 1800. La tariffa oscilla tra un minimo di 1 euro e 50 fino a 2, massimo 3 euro e 50. Molto dipenderà anche , ovviamente, anche dall’onestà di chi vi commissiona il lavoro. Questa cifra va considerata IVA esclusa. Se vi viene commissionata la correzione di testi di medicina oppure scientifici, potete chiedere come compenso anche fino a 5 euro a cartella, considerato il maggior impegno richiesto.

Queste tariffe che abbiamo descritto si riferiscono ad una sola lettura del testo, ma in genere per trovare tutti gli errori presenti e svolgere un lavoro accurato occorre rileggere il testo almeno una seconda volta. Con l’esperienza e l’acquisizione della “giusta” tecnica di lettura sarà possibile individuare gli errori già durante la prima lettura! In gergo tecnico si parla di “giri di bozze”, e vengono effettuati a rotazione da più persone, in modo che ci sia la possibilità di individuare un maggior numero di refusi e lapsus.

Questi passaggi avvengono in genere nelle redazioni, dove la correzione di bozze viene svolta dai redattori. Se avete terminato il lavoro, ma vi è sfuggito qualche errore, come vi comportate? Calma e sangue freddo… Se si tratta di una svista poco rilevante (come ad esempio un nome al plurale, anziché al singolare), allora non ci dovrebbero essere problemi. Ma se invece si è trascurato un errore di grammatica grave, allora le cose cambiano. Con molta probabilità chi vi ha commissionato il lavoro da svolgere, non vi chiamerà un’altra volta!

Strumenti del mestiere per la correzione di bozze

Il correttore di bozze si serve di una serie di strumenti per esercitare la sua attività di correzione.

  • righello
    si posiziona sotto il testo che si sta correggendo, e viene fatto scorrere man mano che si procede alla correzione, così si è sicuri di non saltare parti di testo.
  • penna rossa
    viene usata dal correttore di bozze perché l’inchiostro rosso è più visibile, e quindi le correzioni sono immediatamente percepibili. E’ consigliabile che la penna abbia una punta sottile!
  • testo “originale”
    quello non ancora trascritto al computer e trasformato in bozza, è un riferimento importante e va sempre consultato quando abbiamo qualche dubbio.
  • lente di ingrandimento
    serve ad avere un’immagine più nitida di alcuni particolari che potrebbero sfuggire: virgole, accenti, punti, ecc. Succede anche che a volte il corpo del testo sia così piccolo da costringerci a ricorrere ad un “aiuto”.

Correzione delle bozze: suggerimenti

Diventare correttore di bozze significa ricercare e selezionare gli errori di sintassi e grammatica presenti nel testo (quindi errori di battitura e di stampa, ma anche eventuali lapsus!).

Questi ultimi – i “lapsus”- derivano da una svista dell’autore dello scritto, e alcune volte ne stravolgono del tutto il senso. Il lapsus può essere difficile da individuare, perché bisogna estrapolare il significato del testo. Il bravo correttore di bozze deve essere capace di cogliere sia la grammatica che il significato, e questo si impara con la pratica e l’esperienza.

Ma come si interviene praticamente sugli errori?

La correzione va scritta ai lati del testo, precisamente nei margini vuoti che si trovano a sinistra e a destra, oppure lo spazio vuoto in calce e in cima alla pagina. Si scrive la correzione con la penna rossa, ma se vogliamo renderla ancora più evidente cerchiamo la frase o la parola errata, e tracciamo una linea che porta al punto in cui abbiamo inserito la correzione. Quando troviamo nel testo alcune parole errate, tracciamo una linea su ognuna di queste, e riportiamo lo stesso segno nel margine bianco in cui scriveremo la parola esatta.

Se ci accorgiamo che c’è una successione di parole errata, metteremo su ogni parola un numero che indichi la successione esatta. Il correttore di bozze interviene anche a modificare le parole in corsivo, maiuscolo, minuscolo, ecc., ed anche la spaziatura del testo e l’interlinea. Se per esempio è necessario andare a capo, verrà inserita come segno una parentesi quadra appena inizia il periodo.

Le regole generali di correzione del testo esistono ed è sempre un bene conoscerle, ma è anche vero che si può personalizzare il proprio metodo di correzione, sia che si lavori in redazione, sia che si operi come free-lance. Il correttore di bozze deve essere molto attento alle norme redazionali. Ogni redazione adotta le proprie, inserendole in una “legenda” di cui il correttore prende visione e a cui si deve scrupolosamente attenere. Osservate il metodo di utilizzo dei caporali, del grassetto, del corsivo.

Differenza tra editor e correttore di bozze

La fase di “editing” e quella di “correzione della bozza” sono teoricamente distinte e separate.

La prima prevede un vero e proprio intervento sul testo, con la finalità di eliminare gli errori presenti, sia a livello di stile, che di contenuto. L’editor quindi compone e scompone parti del testo, scrive e rielabora fino a quando non è soddisfatto. In poche parole, l’editor deve essere un profondo conoscitore non solo della grammatica, ma anche della materia di cui il testo tratta.

Poi interviene la fase successiva, quella di “correzione delle bozza”. Di norma in questa fase il testo dovrebbe presentare solo eventuali errori di battitura. Ma spesso non è così, quindi il correttore di bozze si trova a dover svolgere anche il lavoro dell’editor. Di fatto, quindi, queste due figure finiscono con il coincidere.

Corsi per imparare la professione del correttore

Se non avete la fortuna di imparare la professione “sul campo”, ovvero presso case editrici e agenzie editoriali, non scoraggiatevi! Potete frequentare un corso professionale che vi aiuti a conoscere questa professione, e ad introdurvi nel campo dell’editoria. Se poi non avete molto tempo a disposizione (per motivi di lavoro o studio), allora potete orientarvi per qualche corso on-line, da svolgere con comodità a casa vostra nei momenti liberi.

La “Koracoop” organizza un “Corso on line per Correttore di bozze” della durata di 20 ore, al costo di 300 euro. Per chi invece si trova a Bari o dintorni, è possibile frequentare, sempre della stessa azienda di formazione, il “Corso di formazione teorico-pratico per correttore di bozze professionale”, che si articola in 10 incontri con cadenza bisettimanale. Ogni incontro ha la durata di 3 ore. Il corso è diretto dal dott. Mimmo Favuzzi, redattore della “Laterza”.

Sempre con modalità a distanza potete frequentare il Corso specialistico in correzione di bozze dell’Agenzia romana “Oblique”. Il corso avrà la durata massima di quattro mesi, ma gli allievi potranno scegliere la data di inizio e la lunghezza del corso. Sono anche previste quattro ore di lezioni frontali, e otto esercitazioni. Il costo è di 400 euro. Agli allievi più meritevoli sarà data la possibilità di effettuare stage e tirocini presso librerie, case editrici, agenzie letterarie.

A Lecce è possibile frequentare il Laboratorio/ Corso “Il correttore di bozze”, organizzato dalla casa editrice “Edita” S.n.c., della durata di un week-end.

Libri e manuali

Vi segnalo due libri utili ed interessanti sulla professione di “correttore di bozze”. Il primo è dell’autore Roberto Lesina, e si intitola “Nuovo manuale di Stile”- Edizioni Zanichelli.

L’altro è di Marilù Cammerata, si intitola “Il correttore di bozze”, Editrice Bibliografica. Se avete bisogno di conoscere ed approfondire aspetti di questa professione, cercate di procurarvi questi libri nelle librerie più fornite.

Consigli per iniziare

Di seguito qualche consiglio per svolgere al meglio questa professione:

Aprite la partita I.V.A. solo quando avrete un certo numero di clienti che vi commissionano lavori, in quanto aprire la partita I.V.A. implica una serie di obblighi e, soprattutto, tasse da pagare. Se non si raggiungono i 5000 euro di reddito annuo si può lavorare senza alcun obbligo di partita I.V.A., figurando come “collaboratore occasionale”.

Se si lavora all’interno di una casa editrice, si può chiedere di essere assunti con un contratto a progetto. E’ preferibile essere inseriti come stagisti all’interno di case editrici, piuttosto che lavorare da casa come free-lance.

Ci si può procurare via Internet, o consultando le Pagine Gialle, un elenco di case editrici, agenzie letterarie, o che forniscono servizi editoriali, nella zona in cui si vive o dove si ha intenzione di trovare un impiego.

Al link qui di seguito trovate un valido aiuto in questo senso! http://www.arpnet.it/salibro/editor.htm

Un elenco dettagliato di agenzie letterarie è presente anche su: http://www.galassiaarte.it/Agenzie_letterarie.html

Navigando in Rete ho incrociato questo interessante blog, che segnalo a tutti coloro che vogliono lavorare nel campo dell’editoria: creativaconcc.blogspot.com

Un sito che consiglio vivamente a tutti gli appassionati della lingua italiana è http://www.accademiadellacrusca.it/, nel quale troverete consigli e suggerimenti per scrivere e parlare nel modo più corretto possibile.



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Questo articolo ha 3 commenti

  • luca parri scrive:

    buonasera,

    so che la corsia preferenziale per questo lavoro ce l’ha chi ha fatto studi umanistici (lettere e filosofia), tuttavia chi ha una laurea in psicologia può essere avvantaggiato nel trovare impiego come correttore di bozze presso una casa editrice che si occupa anche di questa materia. dico bene?

    Luca

  • Anna Intini scrive:

    Chiedo cortesemente maggiori informazioni, per lavoro da casa, poichè interessata seriamente.
    In attesa di riscontro saluto cordialmente, Anna Intini.

  • Simona Cremonini scrive:

    “E’ preferibile essere inseriti come stagisti all’interno di case editrici, piuttosto che lavorare da casa come free-lance”. Chi ha scritto l’articolo forse non ha ben chiaro cosa sia uno stagista e cosa invece sia un freelance… Un freelance è un professionista che sa già svolgere il lavoro, mentre uno stagista è che ancora la professione non la conosce o si sta preparando a svolgerla. Sono due figure ben distinte.

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