Auto a GPL

Le autovetture alimentate a GPL sono sempre più diffuse per via dei loro bassi consumi e di una elevata compatibilità ambientale. Soprattutto in periodi storici com questo, quando il prezzo della benzina e del gasolio ha superato ogni limite, ecco che il risparmio offerto dal GPL diventa davvero una notevole convenienza. Vediamo quali sono le caratteristiche di queste motorizzazioni, i loro vantaggi dal punto di vista economico e i risvolti sul traffico e sull’ambiente.

Auto a GPL

Cos’è il GPL

L’acronimo GPL sta per “Gas di Petrolio Liquefatti”. Questo combustibile è costituito da una miscela di alcuni idrocarburi a basso peso molecolare che possiedono un diverso numero di atomi di carbonio: propano (3 atomi), butano (4 atomi) e, in misura minore, pentano (5 atomi). La composizione del Gpl non è esattamente definita ed è soggetta ad oscillazioni; comunque, il propano rimane il componente principale.

Questi gas miscelati sono definiti “liquefatti” perché, a temperatura ambiente e pressioni relativamente basse (circa 20 bar), si trovano allo stato liquido. La liquefazione sotto pressione del Gpl consente di diminuire notevolmente (circa 250 volte) il volume occupato, rendendo il gas trasportabile e consentendo di accumularne in grande quantità. Rispetto al metano, altro gas utilizzato per l’alimentazione dei veicoli, il livello di compressione è di circa tre volte superiore: ad esempio, una bombola da 40 litri è in grado di contenere 6 chilogrammi di metano, ma a parità di volume sono ben 20 i chili di Gpl trasportati.

Il Gpl è una miscela facilmente infiammabile, che viene raffinata dal petrolio oppure separata per estrazione dai gas associati ai giacimenti. Il trasporto del Gpl, a differenza del metano, avviene via mare su apposite navi cisterna (gasiere), mentre sulla terraferma sono autocisterne e ferrocisterne a portare questo gas ai punti di distribuzione.

A parità di peso, il Gpl libera un’energia maggiore rispetto agli altri combustibili, e questo lo rende particolarmente adatto all’utilizzo per la trazione veicolare: ogni chilogrammo di Gpl è in grado di liberare quasi 11mila Kcal. In termini di energia prodotta dalla combustione, 1 kg di Gpl è equivalente a 1.4 metri cubi di metano e 1.4 litri di gasolio.

Aspetti ecologici del Gpl

La miscela del Gpl è estremamente pura, e brucia integralmente lascia pochissime scorie: i principali prodotti della combustione sono anidride carbonica (CO2) e vapore acqueo (H2O), e gli ossidi di azoto (NOx) dovuti all’interazione con l’aria. Rispetto agli altri carburanti, il Gpl produce circa il 20% di anidride carbonica in meno; poiché inoltre il contenuto massimo di zolfo è di 50 ppm (parti per milione), la combustione non libera in atmosfera quantità significative questo inquinante.

Le emissioni di benzene, piombo e IPA (Idrocarburi Aromatici Policiclici) sono da considerarsi nulle. Il contenuto di monossido di carbonio nei gas di scarico non è invece molto differente da quello prodotto dalla benzina, mentre si ha un abbattimento di quasi la metà degli ossidi di azoto. Inoltre le vetture a Gpl non producono né odoriparticolato (i tristemente noti PM10 e PM2.5) e, a differenza dei motori a benzina e gasolio, non influiscono in modo evidente sulla formazione dell’ozono troposferico che affligge le città durante i mesi più caldi dell’anno.

Per via delle ridotte emissioni di inquinanti, le autovetture dotate di impianto Gpl sono di norma esentate dai blocchi del traffico come misura antismog; purché, ovviamente, circolino alimentate esclusivamente a gas.

È bene comunque ricordare che, essendo il Gpl derivato dal petrolio, non è comunque una fonte di energia rinnovabile e la sua disponibilità è legata allo sfruttamento dei giacimenti petrolio. Essendovi legato a doppio filo, anche il prezzo di mercato del Gpl risente in modo evidente delle oscillazioni nelle quotazioni del greggio.

Auto a Gpl

I mezzi a Gpl possono essere acquistati direttamente omologati dal produttore: esistono quelli esclusivamente alimentati a Gpl, oppure a doppia alimentazione (‘bifuel’) gas e benzina. Infine, possono esserci mezzi sui quali è stato solo in un secondo tempo installato un impianto a gas.

Possono essere convertite a Gpl le autovetture con alimentazione a benzina: motori a carburatore, ad iniezione non catalitica e catalitica. Non è invece possibile installare impianti a gas su motori benzina ad iniezione diretta. È tecnicamente possibile convertire i motori diesel, ma ciò è antieconomico e non viene mai realizzato poiché questa trasformazione richiede l’installazione di apparecchiature piuttosto costose.

Mediamente, le bombole possono ridurre la capienza del vano di carico fino al 20-30% circa; in alcuni casi, però, sono collocate nel vano della ruota di scorta senza perciò sottrarre spazio utile al bagagliaio. Le bombole per il Gpl, a differenza di quelle per il metano, devono infatti sopportare minori pressioni interne e quindi possono assumere forme anche diverse da quella ‘classica’ cilindrica: quelle che alloggiano nel vano della ruota di scorta sono infatti toroidali (a ciambella).

I costi per l’installazione di un impianto Gpl su un veicolo già in possesso sono variabili in funzione delle caratteristiche del veicolo stesso e di quelle dell’impianto che si intende montare. La spesa può oscillare fra i 600 e i 1200 euro per le auto a carburatore, ad iniezione catalitica e non catalitica; gli impianti più tecnologicamente avanzati (a iniezione multipoint) possono invece arrivare a costare anche 1900 euro.

I serbatoi di forma toroidale sono generalmente più costosi di quelli cilindrici (circa 100 euro). Se si intende acquistare un veicolo nuovo o trasformarne uno esistente, è sempre bene informarsi se sono disponibili gli ecoincentivi statali, ad esempio presso il sito del Consorzio Ecogas.

Ma conviene dunque installare un impianto a Gpl su un’autovettura già in possesso? Dipende, ovviamente, dalla lunghezza di ‘vita’ che stimiamo per il mezzo, e dal chilometraggio annuale percorso. Un aiuto nei calcoli può venire dal sito Ecomobile; a parità di chilometri percorsi, viaggiare con il Gpl costa infatti meno della metà rispetto alla benzina.

Oltre al costo iniziale dell’impianto, bisogna però tenere in considerazione che esistono delle spese di manutenzione più elevate per i veicoli a Gpl: infatti, è necessario utilizzare additivi che preservano le valvole da un’eccessiva usura; inoltre il gioco delle valvole stesse deve essere frequentemente controllato. Il calcolo della convenienza economica è quindi complesso e risente di numerosi fattori: in caso di indecisione, meglio farsi consigliare da esperti e chiedere un preventivo a diverse officine di montaggio.

Quanto si risparmia con l’auto a Gpl

In media, un litro di Gpl costa 65 centesimi di euro, mentre per un litro di benzina bisogna spenderne circa 1.40. Anche se il chilometraggio annuo non è particolarmente elevato, dunque, l’acquisto di un’automobile a gas può essere decisamente conveniente, visto che oltretutto le ultime tendenze del mercato sono quelle di commercializzare le auto a Gpl allo stesso prezzo del benzina, o comunque con costi di poco superiori (+10%).

In genere sono previste riduzioni del 75% circa sulle tasse automobilistiche delle autovetture alimentate esclusivamente a gas: sono pertanto esclusi da questo beneficio tutti quei mezzi, e sono la maggioranza, a doppia alimentazione benzina e Gpl. Essendo le tasse di competenza locale, possono comunque esserci oscillazioni significative fra regione e regione.

Autonomia e prestazioni del GPL

Le vetture a Gpl possiedono, a parità di volume di serbatoio, un’autonomia inferiore del 10-15% rispetto a quelle a benzina. La rete dei distributori è però estesa in modo capillare sul territorio, ed anche in autostrada non ci sono problemi per il rifornimento. Nel caso delle autovetture a doppia alimentazione si può dire che la loro autonomia è quasi raddoppiata, dal momento che oltre al Gpl possono continuare a contare anche sul serbatoio della benzina.

In media ci vuole solo qualche minuto per effettuare un rifornimento completo, che viene effettuato dal personale della stazione di servizio.

Dal punto di vista delle prestazioni, non si avvertono cali di potenza significativi passando dall’alimentazione a benzina a quella a gas: gli impianti più moderni infatti subiscono cali dell’ordine solo del 2-3%.

Sicurezza e rischi con l’auto a GPL

Al fine di rendere subito evidenti eventuali perdite di gas, il Gpl viene odorizzato (analogamente a quanto accade col metano) e addizionato di un colorante giallo.

Questo combustibile infatti ha una densità superiore rispetto all’aria e, nel malaugurato caso di fughe di gas, non si disperde nell’atmosfera ma tende a ristagnare all’interno dell’ambiente dove è avvenuta la perdita. Il rischio di incendio può essere davvero elevato, ed è per questo che esistono specifiche regolamentazioni di accesso a luoghi chiusi, garage sotterranei e traghetti per le autovetture alimentate a Gpl.

Esiste ancora ed è piuttosto diffuso il timore nei confronti del Gpl, considerato da alcuni una vera e propria “bomba ad orologeria”. Tuttavia, c’è da sfatare questa credenza: i miglioramenti tecnologici hanno consentito a questi impianti di raggiungere livelli di sicurezza davvero elevati.

I serbatoi sono costruiti in lamiera d’acciaio dallo spessore di 3.5 mm, sottoposta ad un trattamento termico che la rende resistente agli urti in caso di incidente. I collaudi su serbatoi e tubazioni sono inoltre effettuati a pressioni di 45 bar, mentre normalmente l’impianto lavora con pressioni di soli 20 bar.

Le bombole sono costruite con acciaio resistente agli urti ed alle deformazioni; queste e l’impianto collegato sono fissati in modo particolarmente robusto alla carrozzeria, quindi anche in caso di incidente la sicurezza è garantita. Le prove tecniche hanno inoltre dimostrato come, sempre in caso di incidente, la fuoriuscita di Gpl sia molto meno probabile di quella di benzina; nella malaugurata eventualità di un incendio, inoltre, le fiamme risultano essere molto più circoscritte.

La normativa vigente in materia di impianti Gpl è il regolamento ECE/ONU 67/01, che prevede importanti dispositivi di sicurezza quali l’elettrovalvola (mantiene il Gpl all’interno del serbatoio quando il motore non gira), la valvola di sicurezza (fa sfiatare la bombola con pressioni pericolose, superiori ai 27 bar), il dispositivo di limitazione (blocca l’erogazione di gas durante il riempimento al superamento dell’80% della capienza massima) e la valvola di temperatura (scarica il Gpl all’esterno della vettura in caso di incendio, con temperature superiori ai 120°C).

Gli impianti costruiti dopo il 2002 e conformi a questa normativa (si riconoscono perché sul libretto di circolazione è presente la dicitura “Impianto dotato di sistemi di sicurezza ECE/ONU 67/01”) possono essere parcheggiati fino al primo piano interrato delle rimesse.

Al contrario, i veicoli non conformi sono ammessi esclusivamente nei piani non interrati, a patto che questi non siano in collegamento con eventuali piani sotterranei. In molti casi, al primo piano interrato sono presenti parcheggi appositamente riservati per le autovetture alimentate a Gpl.

La stessa normativa si applica anche ai garage condominiali, anche se in alcuni casi può essere dichiarato il divieto di accesso totale, e quindi anche nei confronti dei veicoli conformi alle più recenti prescrizioni di sicurezza.. È comunque obbligatorio che, all’ingresso di questi luoghi sia presente un’adeguata cartellonistica che rechi informazioni sulle modalità di parcheggio consentite.

Dovendo prendere un traghetto, è necessario indicare al momento dell’acquisto del biglietto che si intende viaggiare con un veicolo a Gpl: le regole di ammissione sono diverse a seconda della compagnia marittima. In fase di imbarco è necessario attenersi alle indicazioni fornite dal personale di bordo, che provvederà a far parcheggiare il veicolo negli appositi spazi riservati.

Manutenzione dell’auto a GPL

Come tutti gli altri veicoli a motore, è bene far controllare periodicamente il funzionamento dell’autovettura entro gli intervalli specificati dal costruttore. I controlli vanno eseguiti una volta all’anno, oppure al superamento dei 20.000 chilometri, e riguardano principalmente il filtro del gas e le verifiche sull’impianto di accensione.

La normativa sulla sicurezza impone la sostituzione obbligatoria delle bombole dopo 10 anni; in questo intervallo di tempo non sono previste revisioni periodiche delle bombole. Al momento della sostituzione è necessario farne comunicazione alla Motorizzazione Civile della provincia di appartenenza, che provvederà ad ispezionare il veicolo e ad aggiornare la carta di circolazione con la modifica.

Approfondire il GPL per auto

Siti internet

Libri

  • Gpl e metano. Atlante stradale d’Italia. Ed. Iter, 2010. 128 pp.
  • Eurogasauto. Guida Gpl e metano per auto 2009/2010. Silvano Mencattini, Editore Egm Srl, 2009. 193 pp.


7 Commenti

  1. Gabus
  2. Giovanni Lattanzi
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  7. Gilberto

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