Che cos’è il cammino di Santiago

È considerato uno dei viaggi spirituali più interessanti tra tutte le mete di pellegrinaggio che ci sono al mondo e ogni anno vede mettersi in marci diverse persone dirette a Santiago di Compostela, dove si trova la tomba di San Giacomo. Lo chiamano il Cammino di Santiago e si tratta di un viaggio molto antico che affonda le sue radici nel medioevo.

Cammino di santiago

750 chilometri e un mese di cammino. Si parte da Roncisvalle, in Francia, per arrivare a Santiago, in Galizia. È definita la camminata per antonomasia, suddivisa in almeno 34 tappe che prevedono circa 20 chilometri al giorno. L’intero sentiero è riconosciuto dall’Unesco ed è protetto dalla Comunità Europea che assicura una buona segnaletica lungo tutto il viaggio e la cura del percorso.

Il Cammino di Santiago è considerata la strada culturale europea più antica, che si snoda tra pianure, colline, villaggi medievali, rifugi isolati e altopiano. La destinazione porta al Santuario di Santiago de Compostela, dove si trova la tomba di Giacomo II Maggiore.
Le spoglie dell’apostolo Giacomo sono conservato nella Cattedrale omonima, costruita proprio a questo scopo e considerata tappa finale dell’intero viaggio. Nel 1987 il Consiglio d’ Europa ha riconosciuto ufficialmente l’importa di questo percorso religioso e culturale dichiarandolo uno degli “itinerari di devozione europei”. Da quell’anno l’Unione Europea contribuisce a finanziare la segnaletica che indica ai pellegrini i percorsi da intraprendere durante il Cammino.

L’intera esperienza è considerata un cammino di pellegrinaggio e ha una storia molto antica che affonda le sue radici nel Medioevo. Il Cammino nasce nel Medioevo come esperienza mistica. Ci si mette in viaggio verso la tomba di San Giacomo, che per i cristiani ha un’importanza pari a quella che potrebbe avere la Basilica di San Pietro. Per molti secoli l’ospitalità dei pellegrini lungo il viaggio è stata gestita da istituzioni religiose, che si basavano sull’accoglienza gratuita in nome della pace e della carità cristiana.
Oggi, invece, grazie anche ai numerosi fondi messi a disposizione dall’Europa l’accoglienza dei pellegrini, ma anche di turisti incuriositi dal Cammino, è gestita anche da laici, anche se l’intero Cammino è ancora oggi intriso di spirito religioso. Chiunque, in fondo, può intraprendere il Cammino di Santiago; il percorso e le strade sono libere e lungo la strada si possono trovare viandanti mossi dalle motivazioni più diverse; la fede, la curiosità, lo spirito d’avventura, la voglia di fare un’esperienza in solitaria.

Qualcuno dice che il Cammino di Santiago è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita; ma da dove nasce questa convinzione e perché questo percorso nei secoli è diventato così importante? Innanzitutto il Cammino di Santiago è una delle vie più importanti della storia europea e la stessa città è considerata la terza per importanza dopo Gerusalemme e Roma. Il termine “pellegrino”, inoltre, come Dante ci ricorda nella Vita Nova, nel Medioevo era il sinonimo per indicare un viandante che si metteva in viaggio verso Santiago.
La rotta viene percorsa dal IX secolo, l’epoca in cui la tomba di San Giacomo è stata scoperta. Ma chi era San Giacomo? Secondo la tradizione, era uno degli apostoli più vicini a Gesù e, secondo la tradizione, fu l’apparizione di una stella sopra il colle Libredòn a indicare il luogo esatto dove erano sepolte le reliquie di San Giacomo. Ecco spiegato da dove arriva il nome della città; Santiago è la versione iberica di San Giacomo e Compostela deriva da “campo di stelle”, immagine che ricorda molto la stella cometa che guidava i Magi verso Betlemme.

I pellegrini che si mettono in marcia verso Santiago arrivano da tutto il mondo e tra questi molti sono cristiani, anche se si trovano tante persone di diverse religioni. Molto spesso, infatti, questo cammino non è percepito solo come qualcosa che ha a che fare con la religione, ma è qualcosa che riguarda un semplice cammino spirituale che può accomunare persone di fedi diverse.

La durata e i luoghi del Cammino di Santiago

Percorrere a piedi tutto il Cammino di Santiago, affrontando quindi una rotta di circa 800 km che dai Pirenei porta alla Galizia, è un’esperienza piuttosto lunga che richiede un mese di tempo. Ognuno, però, ha il suo ritmo e non esistono imposizioni in questo senso; non si tratta di una gara ma di un’esperienza che ognuno compie secondo i propri ritmi e le proprie forze. Quello che conta è arrivare, non importa in quanto tempo e con quale ritmo. Da considerare, però, è che il numero delle soste che farete inciderà di molto sul vostro budget finale.
A mettersi in viaggio ogni anno sono persone delle età più disparate; giovani, adulti e anche più anziani. Ed è per questo che il percorso, nei suoi tratti più impervi, può essere organizzato con mezzi di trasporto per aiutare chi ha problemi di deambulazione a raggiungere la meta.
Dal punto di vista turistico e attrattivo, il Cammino di Santiago offre la possibilità di ammirare paesaggi incantevoli che si snodano lungo la rotta; durante il Cammino si attraversa la Navarra, e anche l’Aragona se entrate in Spagna da Somport e non da Roncisvalle, La Rioja, terra famosa per i suoi vini pregiati, la Castiglia-Leon, passando per le mesetas, i famosi altipiani stepposi, e la Galizia, con le sue terre verdi intrise di cultura celtica.

I luoghi suggestivi da ammirare lungo il percorso sono tanti, molti dei quali devono la loro fama a leggende, miti e miracoli legati a quel luogo da tempi lontani. Roncisvalle, per esempio, è da sempre legata alle famose gesta di Orlando, mentre San Juan de Ortega ospita l’antico monastero isolato a mille metri d’altezza. Tutte le città e i borghi che si attraversano lungo il Cammino sono ricchi di storia, arte e cultura e, anche se decidete di intraprendere il viaggio per motivi che nulla hanno a che fare con la religione o la spiritualità, il percorso ne varrà comunque la pena in termini di arricchimento personale.

Come pianificare la partenza

Il costo per intraprendere il Cammino di Santiago è variabile e dipende dal numero di soste che deciderete di fare e dal tipo di alloggio scelto durante le tappe. Tutto dipende, insomma, dal vostro stile di vita e dalle vostre esigenze. Quello che conta, in ogni caso, è partire preparati e attrezzati con una pianificazione dettagliata che vi servirà soprattutto per evitare di portare con voi oggetti e pesi inutili, che durante un percorso a piedi si rivelerebbero essere zavorre.

Portate con voi uno zaino capiente, possibilmente con cinghie che si possono regolare, scarpe da trekking comode già collaudate, per evitare il rischio di vesciche fastidiose, sacco a pelo, indispensabile a prescindere dal tipo di alloggio che sceglierete per passare la notte, telo impermeabile per i giorni di pioggia e abbigliamento comodo e variegato in baso al clima.

Anche se vi piace camminare e non siete tipi sedentari, il Cammino di Santiago può essere un’esperienza tosta che richiede un grande sforzo fisico. Per questo motivo è importante prepararsi prima e, se possibile, allenarsi per tempo. L’ideale sarebbe pianificare un allenamento durante i sei mesi che precedono la partenza, per abituare il corpo alla fatica e alla resistenza.

Il primo mese sarà sufficiente impegnarsi in un allenamento di circa 30 minuti tre volte alla settimana, possibilmente a giorni alterni. Organizzate lunghe camminate nel tempo libero e abituatevi a camminare con uno zaino che contenga il peso che avete intenzione di portare con voi. Allenatevi a camminare in piano, in salita e in discesa, anche su terreni irregolari.

Il secondo mese potete pensare di avanzare il livello del vostro allenamento e aumentare i chilometri da percorrere. Dovrete prestare particolare attenzione all’allenamento della schiena, delle spalle e delle caviglie. Continuate ad allenarvi con il peso sulle spalle facendo salite, discese, scalini e camminando su terreni impervi; a questo punto dovreste sentire il fisico più forte.

Il terzo e il quarto mese di allenamento dovreste riuscire a sostenere circa 40-50 minuti di camminata tre volte alla settimana. Se avete tempo, e soprattutto se sentite che il vostro corpo regge senza affaticarsi troppo, potreste aggiungere anche 40 minuti alla settimana di nuoto o di bicicletta. Per chi è abituato a fare sport un aumento in progressione di questo tipo non sarà un problema, mentre per chi è poco allenato potrebbe sentire molta più fatica e stanchezza.

Procedendo di questo passo, durante il quinto mese di allenamento dovreste riuscire a sostenere un’ora di camminata almeno tre volte alla settimana. Al sesto mese, i muscoli delle vostre gambe avranno sufficientemente allenati per cominciare a sostenere sforzi un po’ più consistenti, come le camminate in salita su terreni irregolari con il vostro peso sulle spalle al seguito.

Cercate di essere sempre costanti nell’allenamento e di seguire i ritmi del vostro corpo; iniziate dolcemente, per abituare i muscoli, e non procedete mai con fretta o con l’ansia dell’allenamento; questo farà più male che bene al vostro corpo e non solo non ne trarrete nessun beneficio, ma quando sarà arrivato il momento di partire e di mettersi in marcia, non sarete per nulla allenati. Buon viaggio!



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