Il mondo da favola di “OUAT” e i suoi maggiori female characters

C’era una volta… Once upon a time, conosciuta in Italia come “C’era una volta” è una famosissima serie tv, andata in onda sul canale americano ABC. Per sette stagioni la serie, i cui autori sono Adam Horowitz ed Edward Kitsis già noti per “Lost”, ha coinvolto milioni di fans, che si sono innamorati di nuovo delle favole Disney, anche in una chiave non tradizionale. Anzi proprio la rilettura di alcuni personaggi e delle loro storie, soffermandosi molto sul concetto di redenzione dei cattivi, i così detti villains, ha catturato l’attenzione del pubblico. Man mano che vi presenterò i bobbleheads vi

C’era una volta…

Once upon a time, conosciuta in Italia come “C’era una volta” è una famosissima serie tv, andata in onda sul canale americano ABC. Per sette stagioni la serie, i cui autori sono Adam Horowitz ed Edward Kitsis già noti per “Lost”, ha coinvolto milioni di fans, che si sono innamorati di nuovo delle favole Disney, anche in una chiave non tradizionale. Anzi proprio la rilettura di alcuni personaggi e delle loro storie, soffermandosi molto sul concetto di redenzione dei cattivi, i così detti villains, ha catturato l’attenzione del pubblico.

Man mano che vi presenterò i bobbleheads vi racconterò le loro storie e mi soffermerò anche su quelle di personaggi di cui i funko non sono stati prodotti, ma che i fans tanto vorrebbero.

Emma Swan

Emma è l’eroina della serie, chiamata per tutto il corso della storia “la salvatrice”. Emma è la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, che sono costretti a rinunciare a lei per dare una possibilità al loro regno di risvegliarsi dal sortilegio preparato dalla Regina cattiva. Emma, infatti, secondo il potente Tremotino, anche conosciuto come il Signore Oscuro, riuscirà a ritrovare la sua famiglia e a spezzare il maleficio. La Swan finisce nel mondo reale, dove cresce come un’orfana di casa famiglia in casa famiglia, mai adottata da nessuno.

Il suo solo amico è August, l’alter ego di Pinocchio, che le dà consigli e le racconta la storia del brutto anatraccolo. E’ per questo che Emma sceglie Swan, che in italiano significa cigno, come surname. In una casa famiglia incontra un altro personaggio delle favole, la Regina delle Nevi, Igrid, di cui però non avrà memoria fino alla quarta serie perché sarà lei a cancellare i suoi ricordi. Igrid ha perso le sue sorelle e vorrebbe ricreare la sua famiglia riunendo a sé due persone che posseggano le stesse potenzialità. Emma è una di queste, ma dovrà scoprire prima la magia e per quello la storia deve fare il suo corso.

E’ Henry a portare la salvatrice a Storybrooke, ossia nel luogo creato col sortilegio dove albergano tutti, o quasi, i personaggi delle favole. Henry è il figlio di Emma, da lei affidato ad altri perché si occupassero della sua adozione. La Swan aveva avuto una relazione con Neal, conscio della sua identità delle favole (Baelfire), ma fuggito nel mondo reale per allontanarsi per sempre da suo padre, il signore oscuro. Neal ama Emma, ma per non imperdirle di compiere il suo destino, sotto il suggerimento di August, dopo un furto la lascia da sola e lei viene arrestata. Quell’episodio segna Emma, che non avendo avuto l’amore dei suoi e avendo perso quello di Neal, non si sente in grado di provvedere a Henry.

Un giorno Henry, ormai ragazzino, bussa alla sua porta a New York. Il piccolo, grazie a un libro di favole regalatogli dall’insegnante Mary Margaret, si convince che quelli di Storybrooke sono tutti i personaggi delle favole e sapendo di essere stato adottato cerca la sua vera madre, che crede sia per l’appunto la salvatrice. Quando Emma se lo trova di fronte sa che quello è suo figlio e per quel motivo gli accorda di accompagnarlo a Storybrooke, dove però immagina di riconsegnarlo alla sua madre adottiva. Nonostante Henry cerchi di aprirle da subito gli occhi sulle favole, all’inizio lei non è disposta a credere. Sono le vicissitudini di Storybrooke, con la complicità dell’ambiguità di Regina, a catturare l’attenzione della Swan che decide di trattenersi in quella cittadina mai letta su una cartina geografica.

Già alla fine della prima serie Emma spezza il sortilegio e si ricongiunge coi suoi genitori, con i quali il percorso di ricostruzione del rapporto è lento e non facilissimo. La salvatrice non riesce a chiamarli mamma e papà, se non nei momenti in cui teme di perderli. La sua storia si lega profondamente a quella di altri, come Hook, e perciò esaurirò i dettagli su di lei nel paragrafo che riguarda il nostro Capitan Uncino.

Il funko popo di Emma Swan la ripropone con la sua giacca di pelle rossa, a cui è legatissima, perché in un certo qual modo è la sua corazza. Ha i capelli biondi, indossa il distintivo di vice sceriffo, promossa a tal carica dallo sceriffo di Storybrooke, Graham, che prima del sortilegio era il Cacciatore. Nella mano destra impugna la spada, con cui, nella prima serie, uccide il drago scagliatole contro da Regina.

Regina

Regina, conosciuta come la “Evil Queen“, è la prima villain di Once Upon a Time e la più importante. Il suo percorso fino alla settima stagione è un continuo divenire nella sua trasformazione da malvagia a eroe.  Nella prima stagione Regina odia profondamente Biancaneve, che ha rivelato a Cora, la madra di Regina, che sua figlia è innamorata di Daniel, lo stalliere. Cora a quel punto strappa il cuore a Daniel e Regina, che ha perso il suo amore, comincia a covare un desiderio di vendetta nei confronti di Biancaneve.

Regina, odiata da tutti per il suo perseguitare Biancaneve negli anni a seguire, escogita l’idea del sortilegio per uscire dalla sua situazione di isolamento e poter gestire le vite altrui, strappando la felicità alla sua nemica, che nel frattempo ha trovato l’amore di David, il principe Azzurro, e dal quale aspetta una figlia. Arrivata nel nuovo mondo, Storybrooke, Regina ricomincia daccapo, ma si rende conto di essere comunque sola e che il rispetto guadagnato dagli abitanti di Storybrooke è una farsa. Per questa ragione parla con Tremotino, divenuto un antiquario a Storybrooke, e approda all’idea di adottare un bambino. Quel bambino è Henry.

Il cuore di Regina comincia a mutare proprio grazie alla maternità, anche se la paura di perderlo le fa commettere molti errori, allo stesso tempo è proprio l’amore per lui a farle cominciare il suo percorso di redenzione. Per lungo tempo il suo cambiamento viene messo in discussione e ogni qual volta c’è un problema a Storybrooke tutti sono pronti a puntare il dito contro di lei, ma nella quarta serie si consolida l’idea di una Regina buona, tant’è che Emma nella 4×23 si sacrifica al posto di Regina per diventare la nuova Signora Oscura, asserendo che il suo è stato un percorso sofferto e che non merita di ricadere nelle tenebre.

Regina, però, resta fondamentalmente una villain redenta a cui sembra che il lieto fine non spetti mai. Anche quando ritrova l’amore e intraprende una relazione con Robin Hood lo vede morire sotto ai suoi occhi. In realtà Regina riesce ad andare avanti, trovando la felicità in altre cose, come il rapporto con la sorella Zelena, perfida strega dell’Ovest del regno di Oz, poi convertita anche lei al bene. Nel capitolo finale di Once Upon a Time, Regina viene incoronata nuovamente e riconosciuta da tutti per l’eroina che è diventata.

Il bobblehead di Regina la ritrae nei suoi abiti alquanto dark, in uso nella Foresta Incantata. I suoi colori sono il viola e il nero. I capelli sono raccolti e nella mano sinistra Regina stringe la mela, il suo segno distintivo. Infatti, come nel classico Disney, Regina serve una mela avvelenata a Biancaneve e lei cade in un sonno che sembra mortale. Il bacio del vero amore del Principe Azzurro la risveglia e il bene trionfa. Di lì poi il progetto di scagliare un sortilegio che faccia perdere la memoria a tutti.

Biancaneve

Biancaneve non è mai stata una dei miei personaggi delle favole favoriti, sarà proprio per via della Regina cattiva e di quella prevalenza di colori scuri accompagnata da sottofondi musicali inquietanti. Da quando ho cominciato a seguire Once upon a time, invece, Biancaneve mi ha rubato il cuore. Mi ha rubato il cuore Mary Margaret, l’alter ego sotto maledizione, che però grazie alla cura di Kitsis e Horowitz, le ha fatto conservare gli aspetti peculiari.

La speranza alberga in lei sovrana, nonostante le difficoltà. Una volta a Storybrooke diventa insegnante e conosce Henry, che è sempre triste e sfiduciato, per via delle attenzioni ossessive di Regina e che gli fanno sentire di non essere abbastanza amato. E’ Mary Margaret, come ho anticipato, a dare ad Henry il libro delle favole, sperando che ritrovi la speranza, ma Henry fa molto più di questo e riconosce negli abitanti di Storybrooke qualcuno dei personaggi del libro.

Mary Margaret all’inizio è separata da David, proprio perché Regina ha voluto toglierle la felicità, e lui è in coma in ospedale. Nonostante i piani malvagi di Regina l’amore trova sempre la propria strada, infatti David si risveglia e apprende di essere però sposato con un’altra donna, Kathryn. Ovviamente sono falsi ricordi. Dopo una serie di peripezie che lui e Mary Margaret sono costretti ad affrontare è ancora una volta il bacio del vero amore a riunirli. Questa volta, però, è Biancaneve a svegliare il Principe ed entrambi recuperata la memoria possono riabbracciare Emma.

Biancaneve non è in tutte le stagioni l’eroina perfetta, a volte sbaglia e si mostra in tutta la sua umanità. Per evitare un destino oscuro a sua figlia Emma, Biancaneve e Azzurro si rivolgono all’Apprendista che li mette al corrente di una magia che può annullare il male in un infante e trasferirlo a un altro. I due condannano in questo modo la figlia di Malefica, da cui è separata e finisce nel mondo reale esattamente come Emma. Sia Mary Margaret che David provano un forte pentimento per la loro scelta e quando Emma scopre cosa hanno fatto si sente tradita e si avvia comunque verso un processo di oscurità parziale, che la porta a fine quarta stagione ad accettare il suo destino di “Dark One”.

Anche i buoni, dunque, hanno degli errori da cui redimersi, ma è il modo in cui affrontano i problemi a fare di loro degli eroi, che poi è il messaggio che veicola la stessa Ariel in un discorso con Hook, del quale vi dirò a seguire.

 

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Una risposta

  1. Nikky

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