Diventare regista

Diventare regista per essere protagonisti del grande mestiere del cinema ed emulare Fellini e Tornatore. Quella del regista è una professione molto ambita ma che richiede un tempo e una dedizione particolari. Scopri continuando a leggere in cosa consiste questa professione, qual è il ruolo del regista nella realizzazione di un film o di un prodotto audiovisivo e quale sono le migliori scuole a livello nazionale.

Diventare regista

Indice dei contenuti

Diventare regista. 1

PROFESSIONE REGISTA. 1

IL LAVORO DEL REGISTA. 2

AIUTO REGISTA E ASSISTENTE ALLA REGIA. 2

COSA FA IL REGISTA. 2

ATTIVITÀ E COMPITI DEL REGISTA. 3

Analisi della sceneggiatura. 3

Selezione del cast 3

Dirigere le riprese. 3

Montaggio. 4

REGISTA: ABILITÀ TRAVERSALI 4

Gestione dello stress 4

Collaborazione. 4

Leadership. 5

COME DIVENTARE REGISTA. 5

GLI STRUMENTI DA LAVORO DEL REGISTA. 6

Storyboard. 6

Monitor 6

Esposimetro. 6

QUANTO SI GUADAGNA A FARE IL REGISTA?. 6

PER SAPERNE DI PIÙ SUL MESTIERE DI REGISTA: REGIA DIGITALE. 7

APPROFONDIRE IL LAVORO DEL REGISTA. 7

PROFESSIONE REGISTA

Il termine regista è stato coniato dal linguista Bruno Migliorini e indica colui che nell’ambito della produzione televisiva o cinematografica dirige un’équipe tecnico-artistica svolgendo un’opera di guida e coordinamento nei confronti di autori, sceneggiatori, attori, scenografi, costumisti, cameraman, tecnici audio e delle luci. Il regista è quindi il responsabile ultimo della qualità complessiva del programma, in quanto è colui che fin dall’inizio sceglie ciò che si vedrà nel video. Un buon regista è tenuto a conoscere tutti i campi della produzione televisiva e cinematografica (fotografia, montaggio, costumi, scenografia) riuscendo a collaborare proficuamente con tutti i componenti della troupe per realizzare il suo progetto audiovisivo o quello di altri.

La produzione è il momento più importante del processo di creazione di un’opera multimediale, che attraverso la combinazione di elementi tecnici, operativi e artistici si conduce al momento della realizzazione del prodotto. Il rapporto tra il regista e la troupe, nell’ambito di una produzione televisiva o cinematografica, deve essere pertanto improntato alla massima collaborazione e serenità, cosa fondamentale per la riuscita della lavorazione del prodotto.

Molto spesso l’ansia e l’insicurezza del regista creano malumori nella troupe che porterà a termine, comunque, il lavoro ma non al meglio. Il regista più amato dal team di produzione sarà sempre quello con le idee più chiare, che con coraggio si assume la responsabilità di operare di continuo le scelte necessarie nell’ambito della lavorazione del film.

IL LAVORO DEL REGISTA

Nella tradizione europea, il regista viene visto come l’autore per eccellenza, che dopo aver steso la sua idea in una sceneggiatura riesce anche a realizzarla direttamente. Nel sistema americano invece il regista cinematografico e televisivo, oltre che autore, viene anche considerato un tecnico, un professionista chiamato per realizzare il progetto scritto da un altro autore.

Per quanto riguarda il versante delle opere multimediali, il regista deve possedere un background completo che spazi dalla conoscenza dei linguaggi multimediali alle tecniche del cinema e della televisione. Soprattutto, in questo momento, particolare di convergenza multimediale, l’ottima padronanza delle competenze tecniche ed informatiche, e dei rispettivi linguaggi, sono diventate l’unico mezzo utile per potersi muovere agilmente tra siti web, servizi di streaming, spot e promo.

Al regista, insieme al produttore, spetta anche la scelta dei principali collaboratori, attori e tecnici: sceneggiatore (https://www.guidaconsumatore.com/professioni/diventare_sceneggiatore_autore.html), montatore, direttore della fotografia, scenografo, autore delle musiche, attori, segretaria d’edizione. Durante le riprese il regista, in accordo con il direttore della fotografia, stabilisce la posizione della macchina da presa, sceglie le ottiche, prevedendo così di realizzare la ripresa con piani o campi, mettendo insieme al meglio le indicazioni della sceneggiatura.

AIUTO REGISTA E ASSISTENTE ALLA REGIA

Con lui collaborano l’aiuto regista e l’assistente alla regia. L’aiuto regista (nel cinema segretaria d’edizione) si può considerare come l’hard disk del regista, la memoria che registra tutto quello che accade tra una scena e l’altra del copione. Deve ricordare e annotare ogni particolare delle scene girate o registrate in un determinato giorno, in modo da riproporre la scena con attori, costumi e scenografie quando verrà ripresa in un altro momento la sceneggiatura della fiction, evitando i bloopers, ovvero quegli errori per cui un vaso che in una scena era pieno di fiori gialli, in quella successiva appare colmo di fiori rossi.

COSA FA IL REGISTA

Simile a quella cinematografica nel caso della realizzazione di sceneggiati, fiction, film per la televisione, il regista si occupa del casting degli attori, della loro direzione durante le riprese, della messa in scena della sceneggiatura e del montaggio delle immagini; per tutti gli altri generi la regia televisiva se ne differenzia soprattutto nella fase realizzativi. In televisione, infatti, l’esecuzione degli interpreti e la realizzazione tecnica si svolgono simultaneamente in quanto l’aspetto artistico e quello tecnico sono fusi inscindibilmente.

Nella fase finale della produzione il regista dirige le riprese da una speciale saletta (la regia), seduto alla consolle da cui comanda le varie apparecchiature, seguendo l’andamento della trasmissione dai numerosi monitor collegati alle telecamere. Nei programmi di informazione e intrattenimento il regista opera a stretto contatto con la redazione degli autori, di cui cerca di comprendere le esigenze proponendo soluzioni di rappresentazione. Durante la registrazione o la messa in onda gestisce lo studio e i conduttori indicando l’esatta successione delle azioni che vanno compiute. Le decisioni che si trova a prendere sono spesso istantanee.

In Italia, tra i registi che hanno lavorato per la televisione durante la fase sperimentale (1952-1954), più di uno proveniva da una precedente esperienza in radio, come Anton Giulio Majano e Guglielmo Moranti; sul finire degli anni Cinquanta invece un buon numero di registi teatrali si è cimentato con il nuovo mezzo, tra cui troviamo i nomi di Mario Ferrero, Giacomo Vaccai e Sandro Bolchi. Ma numerosi sono anche i registi cinematografici che occasionalmente hanno realizzato programmi o fiction per la televisione, ricordiamo tra i più grandi Michelangelo Antonioni, Luigi Comencini, Roberto Rossellini, Nanni Loy.

ATTIVITÀ E COMPITI DEL REGISTA

Il regista sia se lavora per la televisione, per il cinema o per il teatro è una figura centrale per la buona riuscita dell’opera. Come anticipato ha compiti, responsabilità e attività da svolgere molto specifiche, vediamole in dettaglio.

Analisi della sceneggiatura

È compito del regista analizzare a fondo la sceneggiatura proposta, egli dev’essere in grado di trovare punti di debolezza ed eventuali incongruenze e di conseguenza proporre modifiche anche sulla base del budget a disposizione.

Selezione del cast

Ogni attore scelto per l’opera passa al vaglio del regista, il quale spesso ha anche un ruolo di selezione in base al budget a disposizione. Oltre che gli attori ogni regista ha una troupe (scenografi, macchinisti, operatori, cameraman, addetti al montaggio e tecnici del suono) con i quali si confronta.

Dirigere le riprese

Solo dopo aver selezionato il cast e definito la sceneggiatura, il regista inizia a svolgere il ruolo di direttore delle riprese vero e proprio. È qui che il direttore dalla famosa sedia da regista pronuncia le fatidiche parole: “motore”, “ciak”, “azione”. Durante le riprese il regista verifica se gli attori stanno trasmettendo quanto voluto e continua ad interfacciarsi con numerose figure: l’assistente alla regia, lo scenografo, il direttore della fotografia e il tecnico del suono.

Montaggio

Tra i compiti del regista, infine, rilevante è l’apporto dato durante la fase di montaggio. Quest’ultima è una fase fondamentale che avviene prima di pubblicare o mettere in scena l’opera. Durante il montaggio, il regista verifica la qualità audio e video e vengono inseriti titoli, sottotitoli e didascalie.

REGISTA: ABILITÀ TRASVERSALI

Il regista può essere, come anticipato, la figura ultima alla quale si rivolgono tutti gli addetti e lo staff. Che si tratti di modificare la sceneggiatura, scegliere i costumi, selezionare il cast, l’ultima parola del regista è sempre richiesta. Il regista di successo, alla luce di quanto finora riportato, è colui che alle conoscenze abbina anche abilità trasversali, tra queste:

Gestione dello stress

Proprio per il ruolo centrale ricoperto, le giornate del regista possono essere particolarmente stressanti. Lavorare sotto stress, controllare le emozioni, riuscire a rimanere concentrati e gestire l’imprevisto sono tutte soft skills proprie in un regista affermato.

Collaborazione

Collaborare con diverse figure professionali e personalità non è semplice. Un bravo regista è colui che riesce ad esaltare i punti di forza e la creatività di tutto il team di lavoro riuscendo a farlo rendere al massimo.

Leadership

E infine, la leadership è probabilmente l’abilità trasversale principale che proprio non può mancare in un regista. Egli, infatti, dev’essere in grado di mantenere alto il morale della truppa, di portare a termine il lavoro nei tempi prefissati, di evitare e prevenire malumori tra gli attori.

COME DIVENTARE REGISTA

Per il giovane che voglia intraprendere queste affascinante carriera, è dunque bene ricordare che il percorso sarà difficile e irto di delusioni. Solo una forte vocazione riesce a superare gli ostacoli che si frappongono ai nostri obiettivi. Diventare registi è il sogno nascosto di tutti quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo, quindi la concorrenza è altissima, e spesso la realtà non è come quella dei più fortunati. Si inizia diventando assistenti e successivamente aiuto registi. È consigliabile una buona preparazione di base, frequentando la Scuola Nazionale di Cinema o l’Università, come le facoltà di Scienze della Comunicazione o il Dams.

Per diventare regista o film director in inglese, non esiste una sola strada percorribile. Come evidenziato, frequentare l’Università è sicuramente il percorso più indicato da intraprendere, ma, dopo aver completato gli studi canonici, bisogna continuare a studiare e aggiornarsi.

Le conoscenze del regista sono infatti molto eterogenee, è un professionista chiamato a decidere molteplici aspetti: artistici, scenografici, oltre che interfacciarsi con figure quali costumista, il fotografo e l’addetto al montaggio. In altre parole, il regista è il punto di riferimento di tutta la troupe, ed è per questo motivo che tale figura è anche una persona che si distingue per le ottime capacità di lavoro in un team, comunicative e di problem solving.

Tornando ai corsi, ad esempio, il corso di regia della Scuola Nazionale di Cinema di Roma, della durata di tre anni, riservato a soli sei allievi, di cui uno può essere extracomunitario, prevede corsi e seminari che toccano l’intera sfera dell’opera cinematografica: aiuto regia, segretaria d’edizione, analisi del film e del montaggio, inquadratura, direzione della troupe. Durante il primo anno di corso rispettivamente nelle sezioni “Cinema e Realtà” e “Raccontare con le immagini”, gli studenti realizzano un corto di stampo documentaristico e uno di fiction.

Al secondo anno, nella sezione “Adattamento dell’opera letteraria” realizzano invece un corto in pellicola tratto da un racconto o romanzo breve. L’ultimo anno è invece interamente dedicato alla produzione del saggio di diploma. La cosa importante, che rende ancor più interessante il progetto della scuola Nazionale di Cinema di Roma, è che alcuni lavori realizzati dagli studenti hanno avuto la possibilità di essere finanziati da RaiCinema; i film di diploma e qualche esercitazione particolarmente riuscita sono stati spesso promossi e selezionati per Festival italiani e stranieri.

Dopo la scuola per registi bisogna ovviamente cercare di conoscere e frequentare le persone che lavorano all’interno delle produzioni ed iniziare piccole collaborazioni presentando cortometraggi o spot che si sono prodotti in autonomia, magari mandandoli a qualche festival, e facendo così vedere che si è intelligenti e bravi. Il resto dipenderà dalle proprie capacità realizzative ma anche da quelle diplomatiche.

GLI STRUMENTI DA LAVORO DEL REGISTA

Quando pensiamo al regista i primi pensieri vanno: alla tipica sedia, alla tavoletta nera per il ciak e al megafono dal quale il regista impartisce ordini. Tali attrezzi, sicuramente importanti però, stereotipano la figura del regista, il quale dispone di strumenti ben più importanti che gli permettono di esercitare la professione:

Storyboard

Lo storyboard è uno strumento che ogni regista ha sempre con sé durante le riprese. Si tratta di una serie di tavole disegnate (oggi in digitale) che mostrano tutte le inquadrature e il posizionamento degli attori scena per scena. Lo storyboard permette al regista e al direttore della fotografia di coordinare il movimento delle telecamere, degli attori e delle luci.

Monitor

Uno o più schermi aiutano il regista a vedere da vicino l’andamento delle scene. Il monitor, collegato direttamente alla telecamera, permette sia di fornire una prima idea di come l’opera si presenterà sul piccolo o sul grande schermo, sia di intervenire tempestivamente in caso di problemi durante le riprese.

Esposimetro

L’esposimetro è uno strumento utilizzato sia dal regista che dal direttore della fotografia (https://www.guidaconsumatore.com/professioni/diventare_direttore_fotografia.html). La funzione è quella di misurare l’intensità della luce.

QUANTO SI GUADAGNA A FARE IL REGISTA?

E infine ma non per importanza è lecito chiedersi quali sono i guadagni di un regista. Come per ogni professione, sono molti i fattori da considerare. Un regista famoso riceve un compenso molto elevato, ma coloro che sono agli inizi dovranno fare un bel po’ di gavetta prima di riuscire a guadagnare.

Inoltre, bisogna considerare:

la tipologia di regista. I registi televisivi e cinematografici possono, in generale, ambire a guadagni superiori rispetto ai registi teatrali.

Il luogo: fare il regista, ad esempio negli Stati Uniti, permette di ambire ad uno stipendio più elevato rispetto all’Italia.

Ad ogni modo, non esistono stime ufficiali, ma ci si può basare sui guadagni medi pubblicati da CareerExplorer (https://www.careerexplorer.com/careers/film-director/salary/) secondo cui, un regista ad inizio carriera guadagna circa 15 EUR orari. Un regista in media guadagna circa 30 EUR orari, e un buon regista può arrivare a guadagnare 70 EUR orari.

PER SAPERNE DI PIÙ SUL MESTIERE DI REGISTA: REGIA DIGITALE

La ripresa digitale differisce da quella tradizionale analogica per la caratteristica del segnale video che genera, che fornisce nuovi livelli di prestazione e una quantità di informazioni tali da garantire la possibilità di una completa elaborazione grafica dell’immagine. Inoltre durante le fasi del montaggio offre una maggiore precisione d’intervento, sia sulle immagini che sul suono. Per quanto riguarda le immagini, ad esempio, si può intervenire su una singola inquadratura variando i colori e la definizione di parti specifiche dell’immagine. La tecnologia digitale rende anche possibile riversare il contenuto delle immagini direttamente sul pc o sulla stazione grafica di montaggio.

La regia digitale rappresenta il centro operativo dove si svolge la produzione video/audio e tutte le elaborazioni di montaggio, titolazione e creazione di effetti video. Fisicamente, la parte centrale della regia ospita la consolle che contiene il mixer video, il mixer audio, la titolatrice, i monitor e gli interfoni. La regia è la control room, la sede da dove viene diretto il programma, dove il regista lavora con tutti i suoi collaboratori: aiuto regista, tecnico mixer, tecnico audio, addetto alla titolatrice. In una stanza attigua c’è l’area di controllo video, dove lavora il tecnico video cioè colui che regola la colorimetria e l’apertura del diaframma delle telecamere durante la registrazione o la diretta.

Accanto a questa consolle si trova il banco di controllo delle luci, dove il capo elettricista, sotto la direzione del direttore della fotografia, manovra una centralina computerizzata che regola i dimmer di tutti i proiettori delle luci in studio. La possibilità di disporre oggi di segnali video in formato digitale offre l’opportunità di organizzare gli studi televisivi come un insieme di stazioni di lavoro collegate in rete di miniaturizzare delle componenti delle macchine e delle apparecchiature, consentendo la riduzione degli spazi e la possibilità per i membri del team di assolvere più funzioni nello stesso tempo.

APPROFONDIRE IL LAVORO DEL REGISTA

Libri

  • Arijon, L’ABC della regia, grammatica del linguaggio cinematografico, 2 voll., Dino Audino, Roma 1999
  • Di Leo, I mestieri della televisione, Editrice Cinematografica, Faenza 2001
  • M. Ejzenstejn, Lezioni di regia, Einaudi, Torino, 1964
  • Pinelli, L’abc del documentario, Dino Audino, Roma 2001

Siti internet

Centro Sperimentale di Cinematografia
Il sito ufficiale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema (Cineteca Nazionale) di Roma.

Cecov
Si tratta del sito web del Centro per la comunicazione visiva di Firenze

Cinelife
Sito della società Cinelife, con sede a Milano

Griffith Duemila
Il sito dell’ Accademia Europea di cinema e televisione di Roma

Istituto Roberto Rossellini
Il sito web istituzionale del prestigioso Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione intitolato a “Roberto Rossellini”, con sede a Roma

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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
Milena Talento

Una risposta

  1. Gian Paolo Apeddu

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