La storia del ponte Carlo di Praga

Se siete stati a Praga avrete certamente ammirato la magia di una passeggiata lungo il Ponte Carlo. E se non siete ancora stati a Praga, ecco una ottima occasione per conoscere la storia di questo luogo incredibile per non arrivare impreparati. Ma qual è la storia di questo ponte? E perché intorno a questo luogo sono nate leggende e incredibili storie?

La storia del ponte carlo di Praga

Praga: la storia del Ponte Carlo

Praga è una città magica sotto tanti punti di vista. C’è chi la considera una delle città più romantiche in assoluto, con le sue piccole vie e le atmosfere surreali, chi ne è attratto per via della sua architettura molto particolare e colorata e chi invece la considera una città piena di mistero e di fascino tutta da scoprire.

A Praga da vedere c’è moltissimo, a partire dal famoso orologio astronomico che domina la piazza principale della città. Ma Praga non è solo questo; la città natale del famoso scrittore Franz Kakfa è anche una città pieno di mistero, da sempre collegata alla magia bianca, al ghetto ebraico e a tutto il mondo dell’alchimia che tanto era in voga nel medioevo.

Anche per questo motivo, intorno alla storia della città, del suo Castello che tutto domina dall’alto e del suo ponte più famoso, quando visitate Praga non potete tornare a casa senza aver messo in valigia una bella collezione di leggende, storie e tradizioni popolari. Molte riguardano proprio il ponte simbolo della città di Praga: il Ponte Carlo.

Il Ponte Carlo, a Praga, è uno dei ponti più famosi al mondo. È un luogo molto suggestivo che unisce la Città Vecchia al quartiere di Malà Strana, uno dei più suggestivi di tutta la città. Il Ponte Carlo sovrasta la Moldava, il fiume che scorre lungo la città di Praga, e ogni anno è visitato da turisti che per ammirarlo arrivano da tutto il mondo.

È lungo 515 metri ed è largo 10 metri. Oggi è considerato una delle prime attrazioni turistiche da visitare in città ed è molto frequentato di giorno da artisti di strada. Non è strano, quindi, passeggiare sul ponte e imbattersi in acrobati, musicisti e artisti di strada, che contribuiscono a rendere ancora più magica un’atmosfera di per sé già molto particolare e ricca di fascino.

Un po’ romantico, ma anche molto gotico e dal fascino misterioso, il Ponte Carlo è realizzato in pieno stile gotico e oggi è completamente pedonale. Questo significa che si può passeggiare lungo il suo tratto per ammirare le numerose bancarelle e magari anche qualche artista di strada. Il luogo è di per sé molto affollato, ma se avete la fortuna di passare di qua durante le ore del tramonto o al mattino potreste, potrete vivere un vero e proprio spettacolo; l’immagine del Castello di Praga che si riflette sulle acque del fiume.

Il primissimo ponte sorto nel luogo dove oggi si trova il Ponte Carlo è stato costruito nel 1170 da Valdislav II e venne chiamato Ponte Giuditta in omaggio alla moglie del re. Ma la vita di questo ponte durò solo fino al 1342, quando una forte inondazione del fiume Moldava lo spazzo via.

La costruzione del Ponte Carlo così come oggi lo conosciamo fu commissionata nel 1357 da Carlo IV re di Boemia e Imperatore del Sacro Romano Impero. L’architetto che se ne occupò fu Petr Parler, celebre per aver seguito anche il progetto del Castello di Praga e della Cattedrale di San Vito. Secondo una storica leggenda praghese, si racconta che all’impasto con la malta utilizzato per costruire il ponte vennero aggiunti anche dei tuorli d’uova, un segreto per rendere la struttura più solida. E lo stesso Carlo IV chiese a tutti i villaggi vicini di far arrivare in città carri pieni di uova, per contribuire alla costruzione del ponte.

Ben presto il ponte fu completato, nel 1402, ma la denominazione di “Ponte Carlo” arrivò soltanto nel 1870, grazie al suggerimento dello scrittore ceco Karel Havlicek Borosky. Il nuovo ponte, molto più robusto, riuscì a sopravvivere a diverse calamità naturali, tra cui l’alluvione del 2002, considerata per la città una delle peggiori alluvioni dagli ultimi 500 anni.

Il Ponte Carlo ospita molte statue, collocate sui lati della fiancata, ed è proprio su queste statue che nei secoli sono nate diverse leggende che avevano il Ponte Carlo come protagonista. Una di queste narra come, di notte, le statue prenderebbero vita per accudire i bambini dell’isola di Kampa.

Il 16 maggio di ogni anno è una data molto importante per il Ponte Carlo. In questo giorno vengono accolti pellegrini da tutto il mondo che si recano a Praga per ammirare la statua di San Giovanni Nepumoceno. Un’altra leggenda cara alla città di Praga riguarda proprio questa figura; si racconta che la lingua del santo venne trovata ancora rossa di carne viva nelle acque del fiume, secoli dopo la morte del santo.

Le leggende e le storie raccontate sul Ponte Carlo hanno sempre come protagoniste le statue che lo abbelliscono, merito anche della straordinaria posizione in cui il ponte si trova e dell’atmosfera molto suggestiva che si crea soprattutto in inverno, quando tutto è avvolto da una coltre di nebbia.

Le statue sono state collocate sul ponte in tempi diversi, lungo un arco di tempo che si snoda dal 1683 al 1918. Oggi se ne contano trenta, ma non tutte sono originale; si tratta di copie di statue che a loro volta sono conservate al Lapidarium del Museo Nazionale.

La statua più famosa, nonché quella più antica, è proprio quella di San Giovanni Nepomuceno, un martire ceco giustiziato e gettato dal ponte durante il regno di Venceslao IV. Il motivo? La leggenda narra che il santo si sia rifiutato di rivelare ciò che la regina gli aveva rivelato durante la confessione. Questo l’antefatto che sta alla base della leggenda del santo e della sua lingua ritrovata nelle acque del fiume.

Un’altra storia popolare racconta che, dopo la morte di San Giovanni Nepomuceno, diverse parti del ponte crollarono, volte e arcate comprese. Nessuno riusciva a spiegarsi come ciò che di giorno veniva ricostruito di notte crollasse nuovamente. Secondo la leggenda un giovane architetto, dopo aver fatto un patto con il diavolo, riuscì a ricostruire tutte le parti del ponte, ma in cambio di un pegno: il diavolo avrebbe richiesto espressamente l’anima della prima persona che avesse attraversato il ponte una volta finito.

L’architetto in questione cercò di imbrogliare il diavolo e, una volta terminata la costruzione del ponte, liberò un gallo nella speranza di salvare la sua anima. Ma il diavolo, astuto, chiamò la moglie dell’architetto e le disse di recarsi quanto prima sul punto perché il marito si era sentito male. La moglie si precipitò sul ponte e quando l’architetto vide la moglie percorrere la strada del ponte capì subito che il diavolo aveva rubato la sua anima.

La statua di San Giovanni è la prima che è stata posta sul ponte e oggi è sicuramente una delle attrazioni più visitate dai turisti. Il suo aspetto è consumato perché la statua del santo viene quotidianamente toccata dai turisti perché, secondo la tradizione, toccarla assicurerebbe il proprio ritorno nella città di Praga.

Altre statue diventate famose nel corso dei secoli sono le tre statue che raffigurano San Venceslao, patrono di Boemia; di cui una raffigura il santo da piccolo e un’altra lo ritrae in compagnia di San Sigismondo e Norberto San Vito, patrono della città di Praga e protettore degli artisti, dei commedianti e dei danzatori.

Un’altra statua particolarmente rilevante è quella che della Visione di Santa Lutgarda; il Cristo appare alla santa che gli bacia le ferite. Si tratta di una delle statue considerate migliori tra tutte quelle presenti sul Ponte Carlo, nonché la più recente.

Alle due estremità del Ponte Carlo si trovano tre torri; la prima dalla parte della Città Vecchia e le altre due dalla parte del quartiere di Mala Strana. Per molto tempo le torri di Praga hanno avuto un’importante ruolo difensivo per la città e venivano utilizzate per ospitare le guardie, ma anche come prigione per le ricche famiglie che si rifiutavano di pagare i loro debiti. Oggi sono considerate dei monumenti molto suggestivi da ammirare e che consentono, entrando al loro interno, di ammirare la bellissima vista panoramica.

Le leggende che riguardano il Ponte Carlo non si limita soltanto alla presenza delle diverse statue che animano il ponte, ognuna delle quali è legate a tradizioni e leggende popolari. Praga è, infatti, una città magica in tutti i sensi, soprattutto per quel che riguarda quel mondo magico e nascosto che la rende una città piena di misteri e ricca di fascino.

Un’altra leggenda molto curiosa, per esempio, è quella che riguarda i Vodnik, dei piccoli folletti di colore verde che, secondo la tradizione, abiterebbero nelle acque della Moldava. Si racconta che siano buoni, ma che abbiamo un temperamento alquanto permaloso e dispettoso; rovesciamo le barche degli innamorati e dei pescatori che attraversano il fiume, ma hanno anche un compito molto importante: prendersi cura delle anime delle persone che affogano in quel fiume.

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