Come aprire un VegLab

Gli ingredienti a chilometro zero, specialmente frutta e verdura, hanno sempre più successo fra chi vuole mangiare in modo sano e consapevole. In generale c’è un’attenta ricerca verso la cucina genuina e biologica, meglio se con ingredienti del luogo: per questo, aprire un laboratorio di trasformazione di ortaggi e di frutta si sta rivelando una scelta vincente.

I laboratori vegetali, o VegLab, sono attività che lavorano (e in molti casi coltivano) frutta e verdura del luogo per trasformarli in conserve e ricette sane e tradizionali.

Come aprire un veg lab

Da piccoli negozi di paese stanno diventando realtà sempre più diffuse e moderne che si rivolgono con successo anche a un pubblico più giovane.

In questa guida verrà analizzato come si avvia un VegLab, quali sono le tipologie di laboratorio più diffuse e cosa si deve sapere prima di avventurarsi in questa nuova attività.

Indice dei contenuti

Cosa sapere prima di aprire un VegLab………………………………………………………………………….. 1

Come aprire un VegLab?…………………………………………………………………………………………….. 2

L’iter…………………………………………………………………………………………………………………… 2

I costi………………………………………………………………………………………………………………….. 2

Le tipologie di VegLab………………………………………………………………………………………………… 2

Acquisto della materia prima……………………………………………………………………………………. 2

Coltivazione diretta e trasformazione in laboratorio……………………………………………………… 3

VegLab: far conoscere i propri prodotti e attirare clienti……………………………………………………. 3

Cosa sapere prima di aprire un VegLab

Il VegLab è un’attività artigianale che prevede la lavorazione degli ingredienti e la vendita diretta al consumatore, ma che può integrare anche altri servizi come la vendita d’asporto e l’installazione di una zona per la ristorazione, in cui i clienti possono assaggiare i prodotti comprati.

Per aprire il laboratorio vegetale, quindi, bisogna avere chiaro un proprio piano di business e di marketing e avere le risposte ad alcune domande fondamentali.

  1. A chi mi sto rivolgendo? I consumatori finali sono in genere la fetta più importante della clientela e quella che porta più profitto, ma possono non essere gli unici. Il VegLab si può rivolgere anche a negozi di prodotti biologici, supermercati locali ma anche agriturismi, ristoranti e alberghi della zona.
  2. Chi sono i concorrenti? I VegLab in Italia sono sempre di più ed è importante differenziarsi da quelli che operano nello stesso territorio. La qualità dei propri prodotti può essere il fattore che farà la differenza e farà risaltare fra i concorrenti, così come la varietà dell’offerta e le tecniche di promozione.
  3. Dove conviene aprire il laboratorio? La localizzazione dipende dalle dimensioni del locale che si vuole avere e, soprattutto, dalla necessità o meno di avere una zona di coltivazione. Strategicamente, alcuni preferiscono posizionarsi in campagna mentre altri prediligono il centro città perché è più di passaggio. Anche un’analisi della concorrenza aiuta a capire dove è meglio posizionare il proprio VegLab.
  4. Che tipo di VegLab aprire? Come anticipato, esistono diversi tipi di laboratorio che si distinguono per i servizi offerti e per la coltivazione (o l’acquisto) delle materie prime. Per questo si deve valutare il numero di persone che verrebbe coinvolto nella gestione, ad esempio se si vuole costituire un’impresa a conduzione familiare o se si devono cercare altri soci. È possibile anche partire con pochi servizi o prodotti, valutare il proprio andamento ed espandersi nel tempo grazie ai soldi che si guadagneranno.
  5. Servono conoscenze professionali? Non è fondamentale avere requisiti professionali ma è necessario avere una buona conoscenza del mercato di riferimento, dei gusti delle persone e saper produrre le conserve. Serve fantasia e capacità tecnica, oltre alla passione e alla voglia di rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità del settore e delle attrezzature. Ci sono molti blog, siti ed eventi specifici che permettono di essere sempre al passo con i cambiamenti di questo settore.

Come aprire un VegLab?

L’iter

Per aprire un VegLab si deve seguire un iter burocratico simile a quello che per avviare ogni altra attività commerciale: in primo luogo l’imprenditore deve aprire la Partita IVA adatta presso l’Agenzia delle Entrate e registrare la società nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio più vicina e all’Albo delle Imprese Artigiane. In questo modo l’impresa sarà regolarmente istituita.

Sarà poi il momento di iscriversi all’INPS e all’INAIL per mettere in regola le posizioni previdenziali e cominciare così a cercare il locale che diventerà il proprio VegLab. Il luogo potrà poi essere preso in affitto e ristrutturato, se necessario, così da riuscire a ottenere l’autorizzazione dell’Azienda Sanitaria Locale e dei Vigili del Fuoco e i permessi per esercitare l’attività a norma di legge.

Se si sceglie di servire i prodotti alimentari direttamente sul posto si dovranno anche ottenere le autorizzazioni per la somministrazione e lavorazione di cibi e bevande: in ogni caso, è sempre consigliabile rivolgersi alla Camera di Commercio o al proprio Comune per accertarsi di seguire il procedimento in modo corretto.

I costi

Quando si sceglie di avviare il proprio laboratorio artigianale bisogna prevedere un investimento iniziale non irrisorio che deve coprire le pratiche burocratiche di avvio, la ristrutturazione del locale, l’acquisto dei mobili, delle attrezzature e dei macchinari. Si andranno poi ad aggiungere l’eventuale l’affitto mensile, le utenze e le forniture che periodicamente serviranno.

È bene anche non dimenticare i costi della promozione e delle campagne di marketing, per far conoscere l’attività in più canali possibili e attirare così nuovi potenziali clienti.

In media i costi iniziali sono tra i 50 e i 100 mila euro ma si deve considerare che sono previsti alti margini di guadagno e quindi, con un giusto business plan, si potrà rientrare rapidamente nelle spese.

Le tipologie di VegLab

Quando si parla di laboratorio vegetale si considerano due diverse tipologie di attività, ovvero con la coltivazione diretta della materia o con il suo acquisto: vediamo vantaggi e svantaggi di ognuna.

Acquisto della materia prima

Prima di trasformarla, la materia prima può essere acquistata da un’azienda agricola a km 0 o da un consorzio di coltivatori locali: in questo modo servirà minor tempo e impegno.
bisognerà però essere certi di avere un buon fornitore in termini di prezzo e qualità, oltre che disponibilità durante tutte le stagioni.

Non dovendo pensare alla coltivazione, il negozio potrà avere solo il laboratorio e l’area di vendita, oltre che magari anche una zona ristoro per degustare i prodotti.

Coltivazione diretta e trasformazione in laboratorio

Una seconda opzione, perfetta per chi ha già un’azienda agricola, è quella di coltivare in autonomia la frutta e la verdura che verranno utilizzate nel VegLab. Seguendo di persona ogni fase del processo si avrà sempre la sicurezza della qualità del prodotto e della sua disponibilità, riuscendo anche a dare maggiore visibilità all’azienda agricola e quindi alimentando due business allo stesso tempo.

Di contro, questa scelta richiede molto più impegno e lavoratori dedicati.

VegLab: far conoscere i propri prodotti e attirare clienti

Avere degli ottimi prodotti di qualità realizzati con materie prime locali è fondamentale per un VegLab di successo ma non è l’unico aspetto. I servizi accessori sono un fattore chiave per essere scelti rispetto a un laboratorio concorrente: si possono proporre assaggi da consumare sul posto, cesti regali con i propri prodotti, eventi nel laboratorio per scoprire alcuni ingredienti chiave.

Anche la vendita a domicilio è un servizio che tutti i clienti apprezzano e la presenza su app o piattaforme dedicate può essere un ottimo modo per raggiungere più nuovi clienti potenziali e far conoscere il proprio nome e la propria offerta ancora più rapidamente.

 

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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
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