Ipocondria

L’ipocondria è un disturbo psichico che ci porta a immaginare di essere costantemente affetti da diversi tipi di malattie, rendendo difficile, a volte davvero faticoso, il normale decorso della quotidianità. Per saperne di più sull’ipocondria, su come riconoscerla e su come curarla continua a leggere. Si tratta di una sindrome particolare che, pur non essendo affatto grave, mina e può compromettere il livello qualitativo di vita di chi ne soffre.

Ipocondria: sintomi e consigli per sconfiggerla.

la sindrome del malato immaginario: l’ipocondria

Il cuore che batte sempre in maniera strana, l’intestino che non funziona, la testa che sembra scoppiare in ogni momento, lo stomaco che non digerisce nulla. Problemi reali o di immaginazione? Una domanda la cui risposta permette di distinguere tra coloro che sono realmente malati e coloro che, invece, credono e si immaginano di esserlo. Queste persone sono ipocondriache e passano la loro giornata consultando medici e specialisti, alla ricerca di una soluzione ai loro possibili disturbi.

Che cos’è l’ipocondria

L’ipocondria è la paura che deriva dalla convinzione immotivata e persistente di essere colpiti da una malattia, più o meno seria. Non servono a nulla le rassicurazioni del medico, i continui controlli e esami clinici e spesso l’ipocondria diventa cronica e la persona finisce per vivere in uno stato di paura perenne, che può raggiungere sfumature patologiche.Può capitare a tutti di vivere situazioni di intenso stress, come la perdita di un caro o seri problemi di lavoro, il che può indurre a interpretare in maniera più ansiosa del dovuto i segnali che il corpo invia.

L’ipocondria invece, da un punto di vista clinico è un atteggiamento sistematico, che porta a vivere in modo problematico la relazione con il proprio corpo e altera la normale conduzione della vita. In questi casi la malattia è ben lontana dall’essere immaginaria, perché l’individuo arriva a sovvertire le proprie abitudini e il proprio modo di relazionarsi agli altri.Da un punto di vista psicoanalitico l’ipocondria è una sorta di “messa a fuoco” sul mondo che passa attraverso lo stato di salute del corpo.

Preoccupazioni focalizzate sul corpo

L’ipocondria rientra nella categoria della malattie psicosomatiche a carattere organico che sembrano legate a modalità arcaiche di espressione del conflitto e del disagio psicologico. Coinvolgono in maniera stabile il sistema neurovegetativo, e sono rappresentate da idee prevalenti che occupano la maggior parte dei pensieri del soggetto.L’ipocondriaco focalizza la propria attenzione sulle percezioni corporee, è attento a qualsiasi segno possa costituire un probabile indizio di disfunzione. Con il tempo si viene a realizzare una amplificazione percettiva e una interpretazione cognitiva erronea di normali sensazioni corporee.

La preoccupazione persiste nonostante le valutazioni cliniche e le rassicurazioni mediche.Il convincimento del soggetto non è comparabile ai disturbi deliranti, ma comporta un disagio significativo o una menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo e in altre aree importanti.

Forme specifiche di ipocondria

Sono state descritte alcune forme specifiche di ipocondria:

  • Astenopia
    caratterizzata da fastidio agli occhi, senso di peso, pressione dentro o intorno agli occhi, senso di affaticamento, di sabbia negli occhi, arrossamento cronico, sensazione che gli occhi siano spinti fuori dalle orbite
  • Nosofobia
    la preoccupazione di aver contratto o contrarre malattie e quindi come tale comporta un maggiore ascolto e attenzione ai segnali del corpo. La nosofobia può riguardare una malattia specifica (aids fobia, paura dei tumori) oppure investire più parti del corpo
  • Ortoressia
    indica l’eccessiva attenzione per le regole alimentari, la scelta del cibo e le sue caratteristiche
  • Vigoressia
    è la preoccupazione ossessiva per la forma fisica e il suo sviluppo muscolare.

Perché si diventa ipocondriaci

Spesso le persone che sviluppano una personalità ipocondriaca da piccoli hanno avuto accanto persone non in grado di dare significato ai loro affetti. Uno dei compiti che svolge l’adulto è, infatti, quello di aiutare il bambino a creare per sé una mappa emozionale di riferimento, che gli consenta di avere corrispondenza tra esperienze vissute e sentimenti sperimentati. Se questo non avviene il bambino svilupperà la tendenza a confondere emozioni e sensazioni somatiche, arrivando a interpretare turbamenti emotivi come sintomi di malattie fisiche. Proviamo a pensare a una mamma che spiega il rifiuto del bambino di voler fare il bagnetto con una reazione dovuta a un possibile disagio fisico come la febbre, mentre il piccolo ha solo paura dell’acqua: in questo caso si antepone la causa fisica a quella emozionale.

Esiste una cura all’ipocondria?

Non esistono farmaci veri e propri per la cura dell’ipocondria, ma la causa e la soluzione di questo disturbo va ricercata in ambito psicologico. Esistono specifici percorsi terapeutici che consentono all’ipocondriaco di riappropriarsi della propria mappa emotiva, tornando a saper attribuire alle sensazioni che prova una valenza reale e oggettiva.

L’approccio terapeutico segue un doppio filone. Solitamente il medico di famiglia dovrebbe riconoscere per primo il paziente ipocondriaco e inviarlo ad uno psicologo clinico. Un buon punto di partenza per cominciare a fare spazio alla terapia è il concetto di stress, un ponte che aiuta il soggetto a farsi un’idea rispetto alla necessità di ricondurre alla sfera emotiva quei sintomi che solitamente lega alla sfera corporea.
L’importante di fronte ad una persona ipocondriaca, è intervenire, per evitare che si cronicizzi.

Spesso anche dopo una terapia psicologica, l’approccio privilegiato dalla persona ipocondriaca nei confronti del mondo può rimanere di tipo corporeo, ma ciò che si acquisisce è la ritrovata possibilità di relazionarsi con il proprio corpo, senza tralasciare o escludere la mappa mentale emotiva sottostante.

Interventi e cure efficaci contro l’ipocondria

L’ipocondriaco non è cosciente del fatto che il malessere che prova è di origine psicologica e quindi solitamente non si rivolge da solo dallo psicologo e dallo psicoterapeuta. L’interlocutore privilegiato rimane il medico. Il percorso terapeutico incomincia così nell’ambulatorio medico, dopo che il dottore, escluse patologie fisiche, interviene per aiutare il paziente a creare confini più definiti tra ciò che è corporeo e ciò che appartiene alla sfera psichica. Questo passaggio conduce l’ipocondriaco a capire che la soluzione giusta può essere trovata in un percorso psicologico. Anche parenti e amici, possono aiutare l’ipocondriaco a mettere in luce la natura ripetitiva del suo malessere fisico.

La forma di psicoterapia più utile per questo tipo di disturbo è la terapia cognitivo comportamentale, una psicoterapia breve, dove il paziente ha ruolo attivo e aiutato dal terapeuta cerca di apprendere un pensiero e un comportamento più funzionale. Il trattamento non sempre è facile perché molto spesso la persona ipocondriaca non è convinta che i suoi disturbi sono di origine psicologica.Molto spesso il medico consiglia di abbinare la psicoterapia a una cura farmacologica a base di antidepressivi triciclici o SSRi, che fanno diminuire l’ansia che spesso accompagna i vari sintomi fisici.

Le emozioni non hanno voce

Un tratto ricorrente negli ipocondriaci è la alexitimia, cioè l’assenza di parole per esprimere le emozioni, in altre parole, la difficoltà a vivere, identificare e comunicare il proprio vissuto emozionale. Questo tipo di persone descrivono e emozioni che provano in termini corporei: la rabbia, ad esempio non è più considerata come un semplice stato d’animo, ma viene vissuta attraverso le sue manifestazioni fisiologiche, che possono essere l’irrequietezza motoria e la tensionemuscolare.

Chi è colpito dall’ipocondria

Nonostante sia un disturbo conosciuto sin dall’antichità, ancora oggi mancano strumenti in grado di monitorare la diffusione. Certo è che gli ipocondriaci costituiscono una fetta significativa dei frequentatori delle sale di aspetto di ambulatori e ospedali. A soffrire di questo disturbo sono soprattutto le donne, più soggette all’ansia, ma quando colpisce gli uomini si manifesta in forme più accentuate, quali l’ipocondria delirante, che ha ripercussioni sull’apparato cardiovascolare e gastrointestinale.

Purtroppo, le tecnologie di oggi, non aiutano, perché le persone ipocondriache iniziano ad utilizzare internet per cercare informazioni sui sintomi che il loro corpo avverte. Si inizia così a visitare i siti che parlano di medicina, per finire ben presto a ricercare diagnosi affrettate inserendo i sintomi del disturbo nel motore di ricerca. Il risultato è di entrare in un circolo vizioso che peggiora solo la situazione psicologica della persona.

Tra gli ipocondriaci anche molti vip!

Sembrerebbe che più si sale nella scala sociale, più aumenta la paura di ammalarsi. Tra i divi di Hollywood, Barbara Streisand e John Travolta, non muovono un passo senza il proprio medico personale al seguito, e Tom Cruise, oltre ad averne uno per sé, ne ha arruolato uno che si dedica completamente alla figlioletta.

Link a siti web utili per approfondire l’ipocondria

Ipsico
www.ipsico.org/ipocondria.htm
Pagina internet che fornisce informazioni sul disturbo e fornisce soluzioni.

Nienteansia
www.nienteansia.it/test/test-ipocondria.html
Portale dove è possibile trovare un test per capire se si è ipocondriaci.

Geagea
www.geagea.com/46indi/46_09.htm
Sito che offre informazioni e interpretazioni analitiche al significato dell’ipocondria.

Psicoanalisi
www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/psicosomatica/articoli/psoma3.htm
Portale che contiene un articolo sull’ipocondria come paranoia del soma.



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