Storia e curiosità sui Navigli

Quella che è oggi conosciuta come una delle zona più modaiole di Milano, ritrovo di milanesi doc e stranieri di ogni nazionalità, era una tempo una piccola area facente parte di una complessa rete idrica che collegava le diverse zone della città e la città stessa alla Svizzera e all’Europa nordoccidentale. Scopriamo la storia dei Navigli di Milano e alcuni fatti interessanti ad essa collegati.

Storia e curiosità sui navigli

Navigli: storia e curiosità

I Navigli, prima di essere una delle zone più famose di Milano, meta e ritrovo di moltissimi giovani e meno giovani della città, nonché luogo turistico per eccellenza e ritrovo di artisti e celebrità, sono un lungo e “navigabile” sistema di canali, il cui baricentro è la città.

Questi canali mettevano in comunicazione il lago di Como, il Maggiore e il Ticino, aprendo alla città l’accesso verso la Svizzera e l’Europa nordoccidentale; grazie ai Navigli fu avviata una grandiosa opera di bonifica del territorio che, grazie al lavoro dei monaci del decimo secolo, ha reso l’intera area molto produttiva.

Anche se dei Navigli milanesi si conoscono in primis il Naviglio Grande e il Pavese, fanno parte della rete anche il Naviglio Paderno, il Martesana e il Bereguardo.

Ciò che ha permesso l’esistenza dei Navigli è il fatto che Milano sorge nel centro della cosiddetta fascia delle risorgive, ovvero una sorgente di acqua dolce di origine naturale, un’area ricca di d’acque che collegandosi defluiscono a sudest.

La città di Milano, probabilmente fondata dal principe dei Biturgi sotto il regno di Tarquinio Prisco, nel 590 a. C., fu poi conquistata dai Romani e crescendo iniziò a necessitare di maggiori risorse di acqua, le quali giunsero dalla nascita del primo canale artificiale della città, il Valtrebbia.

Per via di una depressione naturale del terreno, il Seveso formava un grande bacino che divenne il “porto” della città, da dove il Valtabbia raggiungeva il Lambro e il Po per poi giungere al mare.

Per favorire la navigabilità dei canali si decise di deviare l’Olona, indirizzandolo in un alveo artificiale nel Lambro.

Con le invasioni barbariche della metà del settimo secolo tutte le strutture idriche iniziarono a cadere in disuso e un’ampia area si ricoprì di acque stagnanti e vegetazione incolta; ma sempre in questo periodo cominciò la rigorosa opera di bonifica del territorio dei monaci cistercensi.

I monaci ripristinarono le strutture romane del Valtrebbia e rettificarono un fossato di frontiera per difendersi dalla città di Pavia (il Ticinello); più tardi anche i monaci Benedettini e il movimento religioso degli Umiliati (chierici e laici) contribuirono all’opera di bonifica.

Milano dominava il nord d’Italia con un territorio sempre più vasto e nel 1177 iniziarono i lavori per la realizzazione di un canale che portasse alla città, non più come opera di difesa ma come infrastruttura civile.

In seguito, a scopo di irrigazione, vennero derivate le acque dell’Adda e si diffuse la consuetudine di far passare dai propri terreni le “acque altrui”, utilizzandole al tempo stesso per il funzionamento delle ruote idrauliche, quali mulini e torcitoi.

Sempre in questo periodo (inizi del XIII secolo) si intensificò anche la navigazione del Naviglio Grande, e nel 1211 questo canale giunse sino a Milano, precisamente nei pressi di Porta Ticinese, a Sant’Eustorgio.

Nel 1386, quando iniziarono i lavori per la costruzione del Duomo di Milano, si decise di sfruttare questa rete navigabile proprio per il trasporto dei materiali e delle pietre; la prima pietra posata per la costruzione del Duomo arrivò, infatti, via acqua.

Al fine di avvicinare il più possibile il corso d’acqua al cantiere del Duomo fu scavato un approdo, il laghetto di Santo Stefano, lungo la fossa navigabile e ad essa si collegò il naviglio; era però necessario superare il dislivello che esisteva tra i due canali e furono proprio due ingeneri della famosa Fabbrica del Duomo a risolvere il problema, progettando la prima conca permanente al mondo, la Conca di Viarenna, terminata nel 1438.

Con la salita al trono ducale di Francesco Sforza, dopo la caduta dei Visconti, fu ordinata la costruzione del Naviglio della Martesana e ultimata quella del Naviglio di Bereguardo; l’ambizioso disegno prevedeva il collegamento del fiume Adda alla città di Milano e quello dell’Adda al Ticino attraverso la rete dei Navigli.

In questo periodo giunse a Milano Leonardo da Vinci il quale perfezionò la tecnica delle conche appena realizzate, impiegando quella da lui chiamata la “prospettiva a volo d’uccello”; poco più tardi Leonardo disegnò elaborati progetti per la costruzione di un canale che avrebbe congiunto la rete idrica al Lario superando le rapide del fiume Adda.

I progetti furono consegnati a Francesco I, quando si impadronì del ducato nel 1518; i disegni di Leonardo erano, però, troppo elaborati ed arditi per le menti dell’epoca e trascorsero ben due secoli prima dell’apertura del Naviglio di Paderno e ancor di più perché si riuscisse a collegare la città di Milano a quella di Pavia.

Gli eventi che intercorsero nella lunga storia della costruzione dei Navigli sono davvero moltissimi, e per giungere alla realizzazione del Naviglio di Paderno i tentativi furono assai numerosi e spesso falliti; particolarmente drammatica è la storia del pittore e idraulico Giuseppe Meda, il quale progettò una conca con un salto di oltre 18 metri e lì perse la vita.

Soltanto nel 1777 il Naviglio di Paderno fu reso finalmente navigabile; il Naviglio Pavese, invece, lo sarà nel 1819.

La rete idrica acquistò ancora più valore quando fu realizzato il Canale Volloresi, grazie a cui l’intera area dell’Alto Milanese sarà resa ancor più produttiva; solo il Villoresi, infatti, irriga una zona più ampia di quella irrigata dai tre Navigli milanesi.

La Cerchia dei Navigli

Quella che oggi è una rete ad anello di strade asfaltate che circondano letteralmente il centro storico di Milano, una volta era il fossato difensivo della città medievale, poi trasformato nel Naviglio.

Nel 1928, esattamente il 3 di marzo, fu approvata la richiesta di copertura della fossa interna, ovvero il tratto di Naviglio che porta da Porta Genova a Piazza San Marco; il Ministro dei Lavori Pubblici approvò per evidenti necessità igieniche e viabilistiche.

L’opera di copertura dei Navigli, che avvenne tra il 1929 e il 1930, diede vita ad una catena di strade, ovvero la Cerchia dei Navigli; il comune investì oltre 27 milioni di Lire dell’epoca per la sua realizzazione.

Dall’approvazione del Piano Regolatore Generale di Milano trascorsero quasi cinquant’anni perché partissero i lavori, che una volta terminati resero la città completamente diversa da quella che era; possiamo dire che in questo momento nacque la Milano che conosciamo oggi.

Ciò che resta oggi dei Navigli storici di Milano sono: il Naviglio Grande, il Pavese e il Martesana.

Curiosità

I Navigli saranno riaperti?

Si sente spesso parlare della possibilità che i Navigli vengano riaperti e resi interamente navigabili come una volta; a proposito di questa eventualità la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano è stata protagonista di uno studio, condotto dal 2008 al 2010, relativo alla reale possibilità di riapertura della rete idrica dei Navigli.

Tale studio è stato pubblicato dall’architetto Andrea Cassone e dal professor Roberto Biscardini nell’opera “Riaprire i Navigli si può” (Biblion Edizioni, Milano, 2012); l’ambizioso progetto ha come obiettivo quello di riportare alla luce la vecchia connessione tra il Naviglio Martesana, la Conca dei Navigli e la Darsena di Porta Ticinese, prevedendo la costruzione di un nuovo corso d’acqua lungo via Melchiorre Gioia e la “fossa interna”.

Secondo il progetto di Biscardini e Cassone, il percorso prevede che il Naviglio Martesana dovrebbe proseguire, partendo da Cassina de’ Pom, lungo via Melchiorre Gioia e attraversare i Bastioni di Porta Volta per proseguire verso via San Marco, via Fatebenefratelli, via Senato, via San Damiano, via Visconti di Modrone, via Francesco Sforza, via Santa Sofia, via Molino delle Armi, via Edmondo De Amicis, via Conca del Naviglio fino a giungere alla Darsena.

Lo studio prevede la salvaguardia degli attuali attraversamenti stradali e la realizzazione di nuovi spazi pedonali.

Ad oggi il progetto resta soltanto una proposta, a causa della mancanza dei mezzi economici.

La Festa dei Navigli

Tra le manifestazioni culturali più importanti di Milano la Festa dei Navigli è certamente una delle più eterogenee ed interessanti; patrocinata dal comune di Milano, questa festa si tiene annualmente il 2 di giugno e coinvolge ogni anno moltissime persone.

La festa ha luogo sul Naviglio Pavese e sul Naviglio Grande e l’intera zona viene magnificamente illuminata per l’occasione; oltre alle numerosissime bancarelle di artigianato e dolci, si possono vistare mostre di pittura e fotografiche, di artisti famosi ed esordienti.

Durante l’evento si tengono, inoltre, conferenze e dibattuti sulla storia dei Navigli e si può assistere ad animazioni di ogni sorta che danno vita ad atmosfere davvero suggestive, tra cui spettacoli musicali e giochi pirotecnici.

Alle bancarelle, che sono mediamente 150, si possono acquistare beni di ogni genere, da alimentari e dolci ad oggetti di artigianato, da abbigliamento a fiori e giocattoli.

La Festa dei Navigli è una delle migliori occasioni per viversi la città di Milano, piuttosto che per visitarla per la prima volta.

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