5 per 1000: cos’è e perché è importante devolverlo

Il 5 per 1000 permette ai contribuenti di destinare una quota dell’imposta sul reddito delle presone fisiche – IRPEF – a enti operanti in settori di riconosciuta utilità sociale. Nello specifico, rappresenta lo 0,5% dell’imposta IRPEF e viene versato dallo Stato alle associazioni senza scopo di lucro indicate dai contribuenti in fase di dichiarazione dei redditi. 

Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
Milena Talento

a chi devolvere il 5 per 1000

Naturalmente, è possibile destinare il 5 per 1000 a un ente di volontariato: un’iniziativa che permette di diventare parte attiva di una comunità che si prende cura degli individui fragili o bisognosi. Destinare il 5 per 1000 ad associazioni di questo tipo è un piccolo gesto a costo zero per i contribuenti, ma significativo per la collettività, poiché contribuisce a sostenere cause benefiche che aiutano a migliorare la vita degli altri.

Le associazioni di beneficenza sostengono infatti ogni giorno diverse attività e progetti umanitari a supporto dei più deboli: iniziative che, per essere portate avanti, hanno bisogno di fondi per l’acquisto di materiali, risorse e attrezzature, che rendono il 5 per 1000 fondamentale per il prosieguo dei progetti di carità e solidarietà.

5 per 1000: perché destinarlo al volontariato

Destinare il 5 per 1000 al volontariato aiuta a diventare parte integrante di moltissime cause per il sociale.

Le associazioni che si occupano di queste attività operano infatti in modo concreto nella lotta alla povertà e nel supporto alle emergenze, comprese tutte quelle iniziative finalizzate a garantire a ogni individuo un equo accesso alle cure e al sostentamento. Le associazioni di volontariato accolgono, vestono, nutrono, curano e accudiscono migliaia di persone in difficoltà, aiutandole a gettare le basi per il raggiungimento di una completa autonomia.

Per esempio, devolvendo il 5 per 1000 a Opera San Francesco per i poveri è possibile sostenere la storica istituzione Milanese, nata oltre 60 anni fa per iniziativa dei Frati Minori Cappuccini, nella sua attività di volontariato sul territorio. Tra i progetti finanziati dal 5 per 1000 ci sono la mensa dei poveri e il poliambulatorio, ma anche servizi di doccia, guardaroba, orientamento e l’area sociale, istituita per supportare individui e famiglie in quel percorso di rinascita verso l’autonomia.

Naturalmente, con il 5 per 1000 si possono sostenere progetti di tutti i tipi, aiutando persone provenienti da ogni angolo del mondo e dai più disparati contesti sociali. Sostenere le iniziative delle associazioni di beneficenza favorisce quotidianamente l’assistenza e l’inclusione di chi vive ai margini, supportando l’attività di migliaia di volontari che giorno e notte lavorano per restituire anche a chi è in difficoltà una vita serena e dignitosa.

Come destinare il 5 per 1000 a un ente beneficiario?

Per destinare il 5 per 1000 a un’associazione di volontariato, è necessario compilare l’apposito riquadro di “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale…” presente sulla Certificazione Unica, Sul Modello 730 o sulla scheda del CUD.

La compilazione prevede semplicemente l’inserimento, negli spazi presenti nel riquadro, di una firma del soggetto dichiarante e del codice fiscale dell’ente destinatario del contributo: un iter che permette di destinare la quota del 5 per 1000 all’associazione identificata da quel codice specifico.

È importante sottolineare che la sola apposizione della firma prevede che il contributo venga ripartito equamente fra tutte le associazioni beneficiarie del comparto, mentre lasciare il riquadro completamente vuoto fa sì che la somma venga versata nelle casse dello Stato.

L’elenco con i codici fiscali di tutti gli enti beneficiari del contributo viene aggiornato e pubblicato annualmente sul portale dell’Agenzia delle Entrate e può essere consultato in qualunque momento per rintracciare un codice fiscale o verificarne la correttezza. In alternativa, è sempre possibile reperire il codice fiscale su portale ufficiale dell’associazione, consultando la sezione relativa al 5 per 1000.

Naturalmente, entro un anno dalla ricezione delle somme, tutti gli enti beneficiari del 5 per 1000 sono tenuti a rendicontarne l’impiego in un apposito resoconto, che deve essere dapprima inviato al Ministero di competenza e successivamente reso disponibile alla consultazione sui canali ufficiali.

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