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Sapone fatto in casa con le noci saponine

No, no non è un scherzo, si può fare il casa il sapone partendo dalle noci, ovviamente non quelle comuni. Le noci saponine esistono ed esistono davvero. Tutto ha origine da un albero, il Sapindu Mukorossi, una pianta dalla chioma imponente che cresce in India e i Nepal. Il Sapindus appartiene alla famiglia delle Sapindacee, famiglia che comprende arbusti e piccoli alberi tipiche delle regioni umide e temperate.

Sapone fatto in casa con le noci saponine

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–5 minuti

Fare il sapone con le noci saponine

Le noci saponine derivano dal Mukorossi, si è guadagnato sul campo l’appellativo di albero del sapone, a causa della saponina contenuta nei suoi frutti a bacca. Il raccolto dei frutti avviene nel periodo compreso tra settembre e ottobre, quando il frutto assume una colorazione dorata e una consistenza vischiosa.

Una volta raccolto si procede all’estrazione della polpa, e i gusci vengono lasciati ad essiccare. Ecco, sono proprio i gusci secchi a contenere la percentuale più alta di saponina, almeno il 15 %: la sostanza ha principalmente il compito di proteggere la pianta dall’aggressione, ma si è rivelata dotata di notevoli capacità detergenti.

E le industrie del detersivo hanno cominciato a tremare.

Noci saponine

Vantaggi delle noci saponine

Le noci saponine in realtà non sono ancora diffuse come alternativa al detersivo tradizionale, complice, forse, quell’aria da trovata stravagante, da provocazione militante che, in effetti, non riescono a rimuover da se stesse. Eppure sono particolarmente efficaci, sopratutto se utilizzate nella lavatrice 8più complesso l’utilizzo a mano) e i loro risultati sono testimoniati da numerosi utilizzatori soddisfatti.

Ecco i principali vantaggi della noce del sapone:

  • economicità
    un sacchetto di 500 grammi è costato 7,5 euro e assicura ben 35 lavaggi. In alcuni siti si parla anche di 150 o addirittura 250 lavaggi, magari riciclando le noci stesse.
  • efficienza
    il sapone ottenuto è paragonabile ai detergenti commerciali, e vanta proprietà antibatteriche e disinfettanti.
  • scarsa aggressività
    non corrode parti della lavatrice, non degrada i tessuti (ma bisogna fare attenzione ai dosaggi)

inoltre è:

  • biodegradabile al 100%
  • innocua per la pelle e senza additivi chimici. Quindi il suo utilizzo è indicato anche in chi ha sofferto in passato di allergie o ha lamentato problemi cutanei

noci saponine

Come si usano le noci del sapone

Come ogni buon detersivo che si rispetti, il dosaggio delle noci saponine avviene in base alla durezza dell’acqua e alle condizioni del bucato.

In acqua media o dolce, il bucato poco sporco ha bisogno solo di circa 3 noci 8pari a circa 60 grammi di prodotto); se invece si tratta di un bucato normale, la dose si può raddoppiare a 6 noci, fino ad arrivare a 10 (ovvero 16 grammi) nel caso di bucato molto sporco.

Diverso è il caso di acqua dura; qui si deve necessariamente ritoccare verso l’alto il dosaggio: così per il bucato poco sporco basteranno 4 noci (8gr.), e per quello normale 7 (14 gr.), mentre nel caso di bucato molto sporco si può arrivare anche a 10 (20gr.)

Le noci si infilano in una sacchetto di tela (o in un fazzoletto) che verrò ben chiuso e inserito nella lavatrice; sono attive a tutte le temperature e su qualsiasi tipo di tessuto,

Le noci saponine posso essere riutilizzate anche due o tre volte, sempre a seconda della durezza dell’acqua e rendono superfluo l’uso dell’ammorbidente.

Non aspettatevi però il classico odore di pulito che avreste ottenuto con il detersivo tradizionale, in quanto il sapone rilasciato dalle noci saponine è del tutto in odore.

Qualche trucco

Sarà bene, nel caso di capi bianchi, aggiungere anche una modesta quantità di bicarbonato di sodio. L’ammorbidente, al contrario, non è necessario, perché è proprio la saponina a donare la sensazione di morbidezza ai tessuti.

Alcuni dopo aver utilizzato più volte le noci, le fanno bollire, ottenendo ancora dal generoso frutto, un modesto quantitativo di sapone residuo, disciolto nell’acqua e che può essere utilizzato come detersivo per i piatti.

Qualche temerario pollice verde ha tentato di coltivarlo anche nel giardino di casa, prefigurando, forse, un futuro all’insegna del detersivo da ortofrutta: nei forum si assiste al dibattito di chi crede sia possibile (seguendo le tecniche specifiche per l’ippocastano, che pare assomigliarli molto) e di chi mantiene un certo distaccato scettismo.

Chissà chi avrà ragione: cercheremo di scoprirlo occhieggiando, speranzosi, sui banconi della frutta e verdura.

Siti internet per approfondire le noci del sapone

Omenzym
Qui le noci vengono chiamate, con entusiasmo d’oltreoceano, Saponuts, ma sono sempre le vecchie care, noci saponine. Il sito è molto sbrigativo, essenziale, ma raccoglie tutte le informazioni del caso.

Antalava
Più ricercato nelle prosa, ma ugualmente stilizzato nei contenuti è questo breve pragrafo, che ha il merito se non altro di mostrare la foto dell’albero Sapindus e dei lavoratori che ne traggono il prezioso detergente.

Embio – http://embio.it/home_intro/
Bene il sito e preciso nelle informazioni. Il video (documentario? Testimonianza giornalistica?) sulle noci che girano beate nella lavatrice ci sembra un po’ troppo, ma indulgiamo sull’entusiastico “il vero miracolo è la natura” che fa da sottotitolo al sito.

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