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Simboli reiki

Il Reiki è una disciplina molto antica, ne troviamo tracce nella civiltà egizia, in quella orientale e tibetana. Il termine è formato da due sillabe della lingua giapponese: “Rei” e “Ki”: la prima indica l’energia universale di cui è formato il cosmo; la seconda si riferisce, invece, all’energia e alla forza vitale che ogni individuo possiede in sé. Questa disciplina, attraverso una serie di tecniche, serve proprio ad armonizzare l’energia individuale con quella universale e cosmica.

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

4–6 minuti

Simboli reiki

Il metodo è stato studiato e codificato da Mikao Usui, un maestro giapponese, all’incirca nel XIX° secolo. Dopo sette anni di viaggi e conoscenze, Usui si ritirò sulla montagna sacra Kuriyama per dedicarsi alla lettura dei sutra e alle tecniche meditative. Terminato questo periodo di studio e ascetismo, si recò a visitare i ghetti di Kyoto per aiutare le persone bisognose a migliorare le proprie condizioni.

Si accorse ben presto, però, che la guarigione non è completa se non riguarda anche lo spirito. E’ importante che ciascuno si senta direttamente responsabile del proprio benessere, e che si impegni per raggiungere uno stato di salute che coinvolga la mente ed il corpo, in una visione appunto “olistica”. Dopo aver trascorso interi giorni nei ghetti, Usui formulò i “cinque principi del Reiki”.

Prima di morire, Usui scelse il suo successore tra quelli che lo avevano seguito fedelmente fino ad allora, in modo che potesse tramandare la conoscenza e la pratica del Reiki. Il prescelto, Chujiro Hayashi, fondò dopo qualche anno una clinica nella quale il Reiki venne praticato sui pazienti per guarire da patologie fisiche e psicologiche. Dopo Hayashi, ci fu un altro grande Maestro di Reiki: Hawayo Tarata, che riprese le tecniche utilizzate da Hayashi nella sua clinica, cercando di perfezionarle.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1970, i maestri di Reiki che continuano a diffonderlo senza alterarne l’originaria integrità sono circa 22, e sono distribuiti soprattutto nelle zone del Nord America. La disciplina del Reiki si è evoluta ultimamente nel “Reiki umanistico”, che mira a realizzare una sorta di commistione tra mentalità orientale e occidentale per perfezionarne il l’apprendimento e la conoscenza da parte dell’Uomo moderno.

Simboli Reiki

Per imparare la pratica del Reiki non ci vogliono requisiti particolari, è necessaria soltanto la volontà di utilizzare tale disciplina per stare meglio e riscoprire un benessere fatto di armonia tra il corpo e lo spirito. L’insegnamento del Reiki si articola in vari livelli, ognuno dei quali comprende tecniche specifiche.

Il primo livello di Reiki, che in genere si svolge in due giornate full-immersion, prevede un percorso iniziale di scoperta del proprio ed altrui potenziale “energetico”.

Durante queste prime lezioni si affrontano ed approfondiscono questi argomenti: i chakras e il campo energetico, il reiki applicato ai bambini, la visione olistica dell’individuo, applicazione della tecnica “Reiki” su piante, animali ed altri oggetti, l’autotrattamento, il trattamento completo, rapido, multiplo. I livelli successivi approfondiscono alcuni temi, integrando la teoria con un periodo di pratica.

Nel secondo livello si studiano le tecniche di armonizzazione dei chakras, il trattamento a distanza, il trattamento per curare disturbi di tipo psico-somatico, il trattamento di situazioni e ambienti, l’approfondimento della simbologia Reiki.

Il terzo livello (avanzato) consente di mettere la pratica del Reiki in connessione ad altri aspetti della vita quotidiana, in modo da rendere più profonda la conoscenza di se stessi. Nell’ambito del terzo livello c’è anche il percorso “Master”, che è un training della durata di circa un anno, durante il quale l’allievo può essere abilitato all’insegnamento.

Relazioni tra Chakras e Reiki

Processo di autoguarigione

I trattamenti Reiki assicurano dei risultati visibili dopo qualche seduta. Questa disciplina olistica non ha controindicazioni e non arreca alcun danno né fisico né psicologico. Però, all’inizio del trattamento, è possibile che eventuali sintomi già presenti si intensifichino. L’energia “cristallizzata” comincia a rimettersi in circolo, e l’avvio di questo processo di “autoguarigione” può provocare lievi disturbi e malesseri fisici: diuresi accentuata, sudorazione abbondante, mal di testa.

In genere questi disturbi tendono a scomparire da soli dopo qualche trattamento, non appena i canali energetici si sono riaperti e l’energia ricomincia a fluire. Perciò è consigliabile stabilire una continuità temporale nei trattamenti, e fissarli il più possibile ad una distanza ravvicinata, in modo che i benefici non vadano dispersi e che i piccoli malesseri scompaiano subito per lasciare il posto ad una generale sensazione di benessere ed “apertura”.

Principi cui si ispira il Reiki

La disciplina del Reiki si basa su alcuni principi, per la precisione cinque:

  • 1) Per oggi non ti preoccupare;
  • 2) Per oggi non ti arrabbiare;
  • 3) Onora i maestri, i genitori e gli anziani;
  • 4) Guadagna da vivere onestamente;
  • 5) Rispetta tutti gli esseri viventi.

Il percorso che il Reiki propone si basa su un cammino di autoconoscenza e sviluppo di una maggiore consapevolezza individuale. Una volta intrapreso, potremmo venire a contatto con sensazioni mai provate prima e reazioni fisiche e psicologiche che non ci aspettavamo. Un bravo operatore saprà spiegarci bene cosa succede e come reagire nel modo più corretto.

Blocchi energetici

Una delle modalità di azione del Reiki si concretizza nello sbloccare i chakras e far rifluire l’energia che ristagna. I blocchi energetici sono la causa di numerosi malesseri di tipo fisico e psicologico. Anche circostanze esterne, quali lo stress e la sofferenza, influiscono negativamente sul funzionamento dei singoli chakras, creando uno squilibrio all’interno dell’organismo.

I chakras, essendo tra loro correlati, rappresentano un sistema di ingranaggi il cui funzionamento dipende uno dall’altro.

Ad esempio esiste un legame molto stretto tra il quinto ed il terzo chakra. Può verificarsi sia un eccesso che una carenza energetica dei chakras, e quindi i trattamenti Reiki sono utili a ripristinare il corretto equilibrio, al fine di assicurare un benessere che coinvolga il corpo e la mente.

Preparati erboristici

Nel processo di autoguarigione che la disciplina del Reiki intende realizzare si inserisce anche il valido contributo delle erbe, che vengono utilizzate per preparare infusi e tisane. L’erboristeria fornisce da sempre, fin dai tempi più antichi, un aiuto prezioso per combattere alcuni disturbi o alleviare sintomi legati a varie patologie.

Siccome il trattamento di Reiki prevede un periodo di depurazione fisica, è chiaro che le erbe possono aiutare il nostro corpo a purificarsi da scorie e tossine, e far sì che l’energia torni a fluire liberamente nell’organismo.

Molto adatte a tale scopo sono, per esempio, le tisane a base di ortica, una pianta dalle molteplici proprietà curative che spesso viene sottovalutata. Naturalmente non bisogna esagerare con le quantità e i dosaggi, e il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un bravo erborista.

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