Carte prepagate: sono sicure?

Le carte prepagate sono una valida alternativa alle carte di credito e di debito, tuttavia permettono di spendere soltanto la somma depositata sullo strumento di pagamento. Infatti non sono collegate al conto corrente e non consentono l’apertura di credito.

a cosa servono le carte prepagate?

Al tempo stesso possono essere ricaricate nei limiti previsti dalle condizioni contrattuali fissate da ogni singolo operatore. Queste soluzioni sono molto apprezzate perché possono essere richieste anche dagli utenti minorenni e da quelli protestati oppure che hanno avuto difficoltà nel rimborsare le rate di un prestito o di mutuo.

Ciò è possibile perché non sono previsti controlli di reddito e controlli fiscali prima di accettare la domanda di emissione, a differenza di quanto accade con le carte di credito e i conti correnti. Al tempo stesso questi strumenti di pagamento si caratterizzano per offrire alti livelli di sicurezza e l’anonimato delle transazioni sia per quanto riguarda gli acquisti online che quelli offline.

Perché le carte prepagate sono sicure

Molto spesso gli utenti considerano le carte prepagate meno sicure rispetto alle carte di credito, tuttavia questo non corrisponde al vero. Ciò è dovuto anche al fatto che tali strumenti di pagamento vengono impiegati soprattutto per gli acquisti online.

In realtà le carte prepagate garantiscono altissimi livelli di sicurezza e sono protette contro la clonazione. Inoltre diventa possibile richiedere l’attivazione di alcuni servizi che servono a massimizzare la sicurezza della carta prepagata. Rientrano all’interno di questa categoria modalità di avviso e notifica come SMS Alert e SecureCode.

Si tratta di servizi che inviano all’utente una notifica ogni volta che la carta prepagata viene utilizzata per un’operazione. In questo modo si possono contrastare possibili frodi o truffe e il titolare dello strumento di pagamento è sempre consapevole di quando qualcuno lo sta utilizzando.

In secondo luogo anche le carte prepagate contactless richiedono l’immissione di un codice identificativo quando gli acquisti eseguiti nei punti vendita fisici grazie ai POS superano un importo complessivo di 25 euro. Di conseguenza, anche in caso di furto oppure smarrimento, si riesce a proteggere il proprio deposito.

Infine è bene tenere a mente che le carte prepagate garantiscono un alto grado di sicurezza, tuttavia diventa necessario adottare alcuni accorgimenti nel suo uso per evitare di rendere inefficaci le misure di protezione integrate.

Ciò vale soprattutto per gli acquisti online. Ad esempio bisogna verificare che i siti di e-commerce siano affidabili e utilizzino protocolli di comunicazione sicuri. Basta controllare che sia presente la dicitura https nell’url della pagina web.

Carte prepagate: soluzioni con IBAN senza conto corrente

La versione originale delle carte prepagate consiste in strumenti di pagamento usa e getta, anonime (perché non riportano il nome del titolare sul fronte oppure sul retro) e che non possono essere ricaricate una volta esaurito il credito. Di conseguenza si può spendere soltanto l’importo preimpostato.

Tuttavia la maggior parte dei modelli in commercio è ricaricabile. Questa soluzione risulta essere molto utile in caso di utilizzo continuato. Si ricorda inoltre che esistono alcune versioni di carte prepagate con IBAN senza conto corrente che possono essere usate anche per disporre e ricevere bonifici in totale sicurezza.

Garantiscono la maggior parte dei servizi e delle funzionalità di un conto corrente, tuttavia non risulta essere necessario sottoscrivere questo prodotto bancario e sottoporsi ai relativi controlli di reddito. Di conseguenza possono acquistare questo strumento di pagamento anche gli utenti che non sono titolari di un conto corrente bancario.

Le carte prepagate con IBAN senza conto corrente si caratterizzano per livelli di sicurezza superiori in quanto permettono trasferimenti di denaro assolutamente protetti sia verso conti correnti e altre carte prepagate italiane, dell’Unione Europea oppure dell’Area Extra Euro. Ciò vale anche per i bonifici che vengono accreditati.

Per ricevere il denaro è sufficiente comunicare alla persona che deve inviarlo l’IBAN abbinato gratuitamente alla carta prepagata. Il codice si può reperire all’interno della propria Area Riservata, accendendo al proprio account con le credenziali. Inoltre si ricorda che questa modalità consente anche l’accredito dello stipendio oppure della pensione, la domiciliazione delle utenze domestiche (bollette del gas, della pay TV, dell’acqua, dell’energia elettrica e del telefono) e il pagamento delle ricariche telefoniche.

In Italia sono più di cento le differenti carte con IBAN emesse (qui trovi l’elenco completo): la soluzione più diffusa in Italia è rappresentata dalla carta prepagata di Poste Italiane Postepay e la ormai famosa carta Hype (Start e Plus), disponibile in diverse versioni così da andare incontro alle varie esigenze degli utenti. Al tempo stesso si trovano anche carte messe a disposizione da alcuni istituti di credito italiani.

Utilizzo e diffusione all’estero e in Italia

Ogni carta prepagata è dotata di un proprio numero seriale: proprio per questo motivo consente di effettuare acquisti sicuri e anonimi, sia nei negozi fisici che online, in Italia oppure all’estero. In qualunque caso non viene fornito mai il numero di conto corrente. La sicurezza delle transazioni viene garantita anche quando si eseguono prelievi presso gli sportelli ATM bancari oppure Postamat a seconda di quale sia il circuito a cui si aderisce. Infatti la carta prepagata può essere supportata dal sistema Visa oppure MasterCard.

Ciò vale anche per le carte Postepay, rilasciate da Poste Italiane. In questo modo gli strumenti di pagamento possono garantire tutta la sicurezza derivante dal fatto di far parte di questi circuiti. Al tempo stesso questo fatto assicura anche il loro utilizzo all’estero presso gli esercizi commerciali e gli sportelli ATM che aderiscono al circuito in questione. Proprio per questo motivo le carte prepagate sono sempre più apprezzate e diffuse sia tra i giovani che tra gli adulti che devono trascorrere un periodo di tempo più o meno lungo al di fuori dei confini italiani, in un Paese dell’Unione Europea oppure nell’Area Extra Euro.

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