Perché dovresti sapere come funziona la disdetta telefonia e internet? Hai deciso di cambiare operatore e passare a un’offerta migliore. Oppure, molto semplicemente, non vuoi più pagare un abbonamento che non ti soddisfa. Bene.
Ma ora arriva la parte scomoda, cioè la disdetta. Quella fase in cui ogni gestore sembra avere regole diverse, moduli, PEC e tempi specifici da rispettare. Quindi un passo falso può costarti mesi di canone in più o una penale inaspettata.
In questa guida trovi tutto quello che ti serve per disdire un abbonamento di telefonia fissa, mobile o internet in Italia. Insomma, dopo aver letto l’approfondimento saprai farlo nel modo corretto. Conoscerai la prassi per il recesso nel periodo di vincolo, le modalità di invio della richiesta, i tempi di chiusura e come procedere per la restituzione del router. Troverai anche i collegamenti diretti alle guide specifiche per ogni operatore.
Hai davvero il diritto di disdire internet e l’abbonamento telefonico?
La risposta sintetica (fortunatamente) è sì. Quasi sempre. In Italia il Codice del Consumo e le delibere AGCOM tutelano il tuo diritto al recesso, però ci sono alcune variabili da considerare prima di muoverti.
Che tipo di contratto hai stipulato e quali sono le condizioni? Vediamo 3 scenari:
- Contratto a tempo indeterminato
- Contratto a tempo determinato (con vincolo)
- Periodo di ripensamento (14 giorni)
Partiamo dal tempo indeterminato. In questo caso puoi disdire in qualsiasi momento. Di solito occorre un preavviso che può andare fino a 30 giorni (verificalo nelle condizioni contrattuali perché varia da operatore a operatore).
Poi c’è il tempo determinato con vincolo. Qui puoi comunque recedere ma potrebbe essere prevista una penale di recesso anticipato. L’importo dipende dal numero di mesi restanti e dalle condizioni specifiche del tuo contratto.
Arriviamo infine al tema del periodo di ripensamento. Devi sapere che, se hai sottoscritto il contratto online, per telefono o porta a porta, hai 14 giorni di tempo dal momento della firma (o dall’attivazione del servizio se è successiva) per recedere gratuitamente, senza dover dare alcuna spiegazione.
Un aspetto che spesso viene sottovalutato è la decorrenza. Infatti il recesso decorre dalla data in cui l’operatore lo riceve. Pertanto non fa fede la data del tuo invio. Ciò significa che se spedisci una raccomandata il 30 del mese, il preavviso inizia dal giorno in cui arriva a destinazione. Tienilo a mente per evitare di pagare un mese in più.
Qual è l’operatore di cui vuoi fare la disdetta?
Qui sotto trovi una panoramica rapida degli operatori principali, con i metodi di disdetta accettati e il collegamento alla guida dedicata. Ogni guida contiene moduli PDF scaricabili, indirizzi PEC aggiornati e fac-simile di lettera già compilata.
| Operatore | Metodo principale | Guida dedicata |
| TIM | Raccomandata A/R o PEC | Disdetta TIM |
| Vodafone | PEC o negozio fisico | Disdetta Vodafone |
| Fastweb | PEC o Area Clienti | Disdetta Fastweb |
| WindTre | Raccomandata A/R o PEC | Disdetta WindTre |
| Iliad | Area personale online | Disdetta Iliad |
| Sky Wifi | Telefono o PEC | Disdetta Sky Wifi |
| Linkem | PEC o raccomandata | Disdetta Linkem |
| EOLO | PEC o raccomandata | Disdetta EOLO |
Nota bene: la colonna “Metodo principale” indica il canale più diffuso e affidabile ma ogni operatore può accettare anche altri metodi. Consulta sempre la guida dedicata per avere le istruzioni aggiornate e i recapiti esatti.
I metodi validi in Italia per fare una disdetta
Non esiste un unico modo per procedere con la disdetta telefonia e internet. Gli operatori accettano canali diversi, che però hanno valore legale altrettanto differente.
Qui di seguito puoi esaminarli uno per uno per capire come devi comportarti.
1. Raccomandata con ricevuta di ritorno (A/R)
È il metodo classico, quello che funziona sempre e che ha il massimo valore legale.
Scrivi la lettera di disdetta, la spedisci all’indirizzo dell’operatore e conservi la ricevuta come prova. L’unico svantaggio è il tempo poiché tra spedizione e ricezione possono passare anche 5-7 giorni lavorativi.
2. PEC (Posta Elettronica Certificata)
La PEC è l’equivalente digitale della raccomandata A/R. Ha lo stesso valore legale ma è molto più rapida.
Per usarla devi avere una casella PEC intestata a te. Ma non basta mandare una mail ordinaria all’indirizzo PEC dell’operatore. Infatti la ricevuta di consegna ha valore solo se anche il mittente utilizza una casella certificata.
Nelle guide dedicate trovi gli indirizzi PEC aggiornati di ogni operatore. In alternativa puoi consultare il Registro INI-PEC per verificare l’indirizzo corretto.
3. Modulo online / Area Clienti
Alcuni operatori (Iliad in testa) permettono di avviare la disdetta direttamente dall’area riservata del sito o dell’app.
È comodo ma ti conviene conservare sempre una schermata o una mail di conferma come prova.
4. Telefono (call center)
Tecnicamente possibile con alcuni operatori ma sconsigliato come unico metodo. Una telefonata non lascia tracce facilmente verificabili e in caso di contestazioni saresti in una posizione debole.
Se lo fai, annota chiaramente data, ora e nome dell’operatore con cui hai parlato. E prosegui sempre con una comunicazione scritta.
5. Negozio fisico (store)
Questa alternativa è disponibile principalmente con Vodafone e WindTre.
Porta con te un documento d’identità, il numero del contratto e chiedi sempre una ricevuta scritta della richiesta di disdetta.
Costi di recesso: quando si paga e quanto
Questa è la parte che fa più paura e spesso è effettivamente la più “dolorosa”. Ma i costi di recesso non sono arbitrari. Dunque devono essere indicati chiaramente nel contratto e rispettare le indicazioni dell’AGCOM.
Partiamo con il recesso in periodo di vincolo. Se il tuo contratto prevede un periodo minimo (ad esempio 24 mesi) e vuoi uscire prima, l’operatore può chiederti una penale. Di solito si calcola moltiplicando il canone mensile per i mesi rimanenti, con possibili riduzioni. Controlla le condizioni generali del tuo contratto per l’importo esatto.
Poi passiamo ai contributi di attivazione non ancora ammortizzati. In alcuni casi il contratto prevede la restituzione parziale di sconti o contributi ricevuti all’attivazione. Anche questo va verificato nelle condizioni contrattuali.
Inoltre potresti procedere con il recesso per giusta causa. Se l’operatore ha modificato le condizioni contrattuali in modo unilaterale (come un aumento del canone), hai diritto di recedere entro 60 giorni senza pagare penali. In tal caso devi chiarirlo esplicitamente nella lettera di disdetta, citando la comunicazione ricevuta.
Infine arriviamo al tema della portabilità del numero (MNP). Se passi a un altro operatore mantenendo il tuo numero, spesso la disdetta del vecchio contratto viene gestita automaticamente dal nuovo gestore. Perciò non devi mandare tu la raccomandata ma sarà il nuovo operatore a occuparsene. Verifica sempre questa possibilità prima di agire in autonomia.
Quanto tempo ci vuole per chiudere un contratto?
Uno degli aspetti più frustranti della disdetta è l’attesa. Ed è qui che molto frequentemente si genera confusione.
Ogni operatore ha tempi previsti in maniera specifica ma ci sono alcune regole generali stabilite dall’AGCOM. Nella tabella puoi trovare alcune informazioni utili.
| Operatore | Tempo medio di chiusura | Note |
| TIM | 30 giorni dalla ricezione | Fisso e mobile possono differire |
| Vodafone | 30 giorni dalla ricezione | Verifica eventuali proroghe |
| Fastweb | 30 giorni dalla ricezione | Router da restituire entro 30 gg |
| WindTre | 30 giorni dalla ricezione | Mobile spesso più rapido |
| Iliad | Immediato / 30 gg | Dipende dal tipo di offerta |
| Sky Wifi | 30 giorni dalla ricezione | Richiesta ritiro apparecchiature |
| Linkem | 30 giorni dalla ricezione | Antenna da restituire |
| EOLO | 30 giorni dalla ricezione | Modem e antenna da restituire |
Se l’operatore non rispetta i tempi di chiusura o continua ad addebitarti il canone dopo la data comunicata, hai diritto di presentare un reclamo formale. E, se non ottieni risposta entro 45 giorni, puoi aprire una procedura di conciliazione presso il Co.Re.Com. della tua regione o tramite la piattaforma Conciliaweb di AGCOM.
Restituzione delle apparecchiature (modem, router, decoder)
Adesso trattiamo un argomento che troppo spesso è trascurato, ovvero la restituzione delle apparecchiature. Devi sapere che si tratta di un passaggio obbligatorio con molti operatori. Se non lo fai, quindi, ti possono addebitare il valore commerciale del dispositivo.
Facciamo chiarezza su tre punti fondamentali.
- Chi ti manda il corriere: TIM, Fastweb, Sky Wifi, EOLO e Linkem di solito organizzano il ritiro a domicilio. Dovrai imballare l’apparecchio e attendere il corriere nella data concordata.
- Chi ti chiede di spedirlo: alcuni operatori forniscono un’etichetta prepagata. Usa sempre questa modalità e conserva la ricevuta della spedizione.
- Cosa non restituire: i cavi, i filtri ADSL e gli accessori di solito non vanno restituiti. Controlla comunque le istruzioni specifiche nella comunicazione di disdetta che ti invierà l’operatore.
Hai 30 giorni di tempo dalla chiusura del contratto per restituire le apparecchiature. Superato il termine l’operatore ha diritto di addebitarti il valore del dispositivo. Non aspettare che te lo ricordino formalmente.
Guida operativa su come fare la disdetta telefonia e internet
Segui questi passaggi nell’ordine e riduci al minimo il rischio di errori o addebiti indesiderati.
- Raccogli i dati del contratto. Ti serviranno: numero cliente, codice fiscale o partita IVA intestataria, eventuale numero di linea o SIM e una copia del contratto originale.
- Verifica le condizioni di recesso. Controlla se sei in periodo di vincolo, se ci sono penali e a quanto ammontano. Cerca nelle condizioni generali alla sezione “recesso” o “disdetta”.
- Scegli il metodo di invio. Per avere prova certa della ricezione usa raccomandata A/R o PEC. Evita di affidarti solo a una telefonata.
- Scrivi la lettera di disdetta. Deve indicare i dati personali, il numero del contratto, la data a partire dalla quale vuoi che abbia effetto la disdetta e la richiesta esplicita di cessazione del servizio. In fondo a questa guida trovi un fac-simile.
- Invia la comunicazione e conserva la prova. Occorre avere ricevuta della raccomandata, numero di tracciamento o ricevuta PEC. Non buttare nulla finché il contratto non è ufficialmente chiuso.
- Verifica l’addebito dei mesi successivi. Controlla l’estratto conto o la bolletta successiva. Se ricevi ancora addebiti dopo la data di chiusura comunicata, manda subito un reclamo scritto.
- Restituisci le apparecchiature nei tempi previsti. Segui le istruzioni dell’operatore e conserva la ricevuta del reso.
Fac-simile di lettera di disdetta
[Nome e Cognome / Ragione Sociale]
[Indirizzo completo]
[CAP, Città]
[Codice Fiscale / P.IVA]
A [Nome Operatore]
[Indirizzo sede legale / PEC operatore]
[Città], [Data]
Oggetto: Richiesta di disdetta contratto n. [NUMERO CONTRATTO]
Con la presente il/la sottoscritto/a [Nome e Cognome], titolare del contratto n. [NUMERO CONTRATTO] relativo al servizio [specificare: telefonia mobile / ADSL / fibra / altro], intestato a [Nome intestatario], richiede la cessazione del servizio con effetto dal [DATA DESIDERATA].
Si richiede conferma scritta della presa in carico della presente richiesta e comunicazione della data effettiva di chiusura del contratto.
[Solo per questo caso specifico aggiungere: La presente disdetta avviene per giusta causa a seguito della comunicazione di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali ricevuta in data [DATA], ai sensi dell’art. 70 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.]
Distinti saluti,
[Firma]
FAQ: le domande più frequenti sulla disdetta telefonia e internet
Posso disdire solo il fisso e tenere il mobile (o viceversa)?
Sì, se hai contratti separati. Se invece sono su un unico contratto, la disdetta di solito coinvolge entrambi i servizi. Verifica le condizioni specifiche nella guida del tuo operatore.
L’operatore può rifiutare la mia disdetta?
No. Il diritto di recesso è garantito dalla legge. L’operatore può ritardare la chiusura rispettando i tempi di preavviso ma non può rifiutarsi. Se lo fa, infatti, è una violazione e puoi segnalarla all’AGCOM.
Se cambio operatore con portabilità, devo fare anche la disdetta?
In molti casi no. La portabilità del numero include la chiusura automatica del vecchio contratto. Però verifica sempre con il nuovo operatore che si faccia carico anche di questa comunicazione e tieniti aggiornato sulla chiusura effettiva.
Cosa succede se non restituisco il modem?
L’operatore ti addebiterà il valore commerciale del dispositivo, che può variare da 50 a 200 euro a seconda del modello. Restituiscilo sempre nei tempi previsti.
Posso disdire se sono in arretrato con i pagamenti?
Tecnicamente sì, il diritto di recesso non è condizionato al pagamento delle fatture. Ma l’operatore può sospendere il servizio per morosità e richiederti comunque il saldo del debito. Prima di disdire, dunque, regolarizza la posizione per evitare ulteriori complicazioni.
Ho cambiato idea: posso annullare la disdetta?
Dipende dall’operatore e da quanto tempo è passato. Alcuni gestori permettono di revocare la disdetta se la richiesta arriva prima della data effettiva di chiusura. Contatta immediatamente il call center e conferma la revoca per iscritto.
Un consiglio pratico che risolve un sacco di problemi in fase di disdetta telefonia e internet
La maggior parte dei problemi con la disdetta telefonia e internet nasce da un unico errore, cioè non avere prove scritte di nulla.
Una telefonata al call center, un accordo verbale o una mail non certificata non valgono quasi nulla se poi ti trovi a dover contestare un addebito.
La regola semplice è che ogni comunicazione importante con il tuo operatore deve essere scritta e tracciabile: raccomandata A/R o PEC per la disdetta; conferma scritta per la restituzione delle apparecchiature; screenshot della conferma online se usi l’area clienti.
Se stai valutando di cambiare operatore telefonia o di confrontare le offerte internet fibra prima di disdire, trovi anche questi approfondimenti su Guida Consumatore.
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