Come funzionano i fondi pensione

Se la pensione dello Stato non basterà ai cittadini per vivere una vita dignitosa quando smetteranno di lavorare, quale soluzione è possibile prendere in considerazione per pensare al proprio futuro? I fondi pensione, al momento, sono la risposta migliore, a patto di saperli scegliere con intelligenza e accuratezza evitando truffe e spiacevoli sorprese. Ecco allora di che cosa si tratta e come funzionano i fondi pensione.

Come funzionano i fondi pensione

Come funzionano i fondi pensione

Durante la propria vita lavorativa i cittadini lavoratori, che siano dipendenti o lavoratori in proprio, versano allo Stato, all’INPS più precisamente, dei contributi che serviranno a garantire loro un assegno pensionistico quando smetterà di lavorare e si avranno raggiunto la fatidica età pensionabili.

A oggi funziona così: i cittadini lavoratori versano dei contributi che servono allo Stato per pagare le pensioni attuali, mentre chi è ora in pensione ha provveduto durante la sua vita lavorativa a versare allo Stato dei contributi indispensabili per pagare le pensioni di allora.

Una sorta di ciclo, insomma, che però potrebbe bruscamente interrompersi qualora lo Stato non abbia soldi sufficienti per pagare le pensioni di tutti. Il tema, negli ultimi anni, è diventato sempre più rovente e ancora oggi il dibattito attorno alle pensioni è più acceso che mai. Per come stanno attualmente le cose, e a meno che la legge sul sistema pensionistico non cambi al più presto, i soldi che i cittadini percepiranno una volta andati in pensione potrebbero non bastare per assicurarsi una vita dignitosa, e questo vale soprattutto per le nuove generazioni.

Se la pensione, infatti, viene calcolata sulla base dello stipendio stesso e in base agli anni di contributi versati, è chiaro che, con la crisi del mondo del lavoro, le pensioni future saranno davvero a rischio o, ancora peggio, è possibile che, se la normativa rimane allo stato attuale, gran parte dei cittadini italiani non percepiranno alcuna pensione, se non una pallida indennità pari a poche centinaia di euro.

A questo, si aggiunge l’annoso problema dell’età pensionabile che, a oggi, è ancora soggetta a discussioni normative e potrebbe cambiare da un momento all’altro, abbassandosi oppure alzandosi ancora di più rispetto a quella attuale.

Cosa fare allora? La risposta più efficace a questo tipo di problema è data dai fondi pensione, una specie di assicurazione tramite la quale i cittadini affiancano alla pensione che percepiranno una sorta di rendita autonoma e indipendente dalla previdenza statale.

Così facendo i cittadini si assicurerebbero altre entrate economiche, oltre alla pensione prevista dallo Stato, pensione che, qualora non fosse soddisfacente, sarebbe così integrata dai soldi del fondo pensione che il lavoratore ha provveduto a versare su un proprio conto dedicato mediante un piano pensionistico alternativo.

Ma che cos’è un fondo pensione? E come funziona nel dettaglio?

Il fondo pensione, nel nostro ordinamento giuridico, è uno strumento che ha l’obiettivo di garantire una pensione complementare da considerarsi affiancata a quella che spetta, ai sensi di legge, a tutti i cittadini lavoratori una volta maturati tutti i contributi versati.

La prima cosa da sapere in merito è che l’adesione a un fondo pensionistico è libera e integrativa e si differenzia dalla previdenza statale per una ragione fondamentale. La prima ha un sistema “a ripartizione”; questo significa che i contributi versati oggi sono la fonte da cui lo Stato attingerà per le pensioni di domani.

I fondi pensione, invece, hanno un sistema “a capitalizzazione”; questo significa che i soldi destinati a un determinato fondo, e versati dal cittadino, saranno a disposizione di lui soltanto, senza che i cittadini debbano contribuire alle pensioni future altrui.

A oggi esistono diverse tipologie di fondi pensione; i Fondi di Categoria e i Fondi Pensione Aperti. Questi ultimi sono il frutto di accordo tra patti sociali e nascono da iniziative di Banche, Assicurazioni e società dedite alla gestione del risparmio. I primi, invece, nascono da accordi collettivi cui partecipano aziende e sindacati.

Le fasi di attività di un fondo pensione

Le attività di un fondo pensione possono essere riassunte in diverse fasi:

  1. Contribuzione: i cittadini versano i soldi nel fondo prescelto

Durante questa fase, in genere, gli importi si possono modificare, sospendere o riprendere in qualsiasi momento in base alle necessità. Dopo un certo periodo di tempo è anche possibile chiedere il trasferimento dei soldi accumulati presso un altro fondo.

Il fondo si impegnerà a redigere in modo puntuale delle comunicazioni periodiche che i cittadini riceveranno direttamente a casa, per posta, in modo da poter prendere visione dello svolgimento della propria pratica personale.

Durante questa fase, i cittadini possono anche richiedere degli anticipi, purché la motivazione sia sempre valida e documentata, come in questi casi:

  • Spese sanitarie
  • Acquisto o ristrutturazione della propria casa o di quella dei figli
  • Per motivi personali se sono trascorsi in media 8 anni dall’iscrizione

I cittadini possono inoltre richiedere un riscatto nei seguenti casi:

  • Disoccupazione da almeno un anno (solo 50%)
  • Invalidità totale e permanente
  1. Gestione: le risorse vengono investite dai soggetti abilitati
  2. Accumulazione: capitalizzazione individuale e creazione di un conto su cui il denaro verrà accumulato nel tempo
  3. Erogazione: momento in cui il fondo pensione è tenuto a versare i soldi che i cittadini nel tempo hanno risparmiato e accantonato

Fondi pensione e regimi fiscali

I fondi pensione sono soggetti a speciali regimi fiscali. Per le prestazioni finali la legge prevede che si applichi una ritenuta del 15%, che tende a diminuire dello 0,3% ogni anno e dopo il quindicesimo anno di partecipazione al Fondo.

I fondi pensione sono anche soggetti a trattamento fiscale sui rendimenti finanziari, con una tassazione con imposta sostitutiva dell’11% al posto dell’aliquota generale del 12,5 %

Scegliere il fondo pensione

Ma quale fondo pensione scegliere? Questa è la domanda che tutti i cittadini si pongono. Il primo criterio di scelta è il costo, diretto e indiretto, che viene applicato al capitale del fondo pensione; alcuni sono prelevati direttamente dai versamenti effettuai, altri vengono richiesti in modo indiretto dal patrimonio della linea di investimento.
Il secondo criterio che guida alla scelta di un fondo pensione è la società che lo gestisce; quanta esperienza ha in merito? Qual è la sua storia? Come gestisce il patrimonio raccolto? E come lo distribuisce? Sono tutte domande, queste, che è bene farsi in fase di scelta del fondo pensione.

È necessario poi essere debitamente informati su tutte le modalità dell’erogazione dei soldi di rendita, per esempio se esiste, o meno, la possibilità di ottenere una rendita reversibile, se c’è la possibilità di ricevere una rendita per una certo numero di anni e così via. 

Stipulare un fondo Pensione

Per attivare una pensione integrativa è indispensabile aderire a un programma specifico offerto da un Fondo Pensione. Possono accedere all’adesione:

  • I dipendenti privati e pubblici
  • I lavoratori autonomi e i liberi professionisti
  • I soggetti senza reddito che sono fiscalmente a carico della famiglia

I lavoratori dipendenti privati, al momento dell’adesione, possono scegliere se attivare anche il versamento del TFR. Così facendo, il risparmio messo in atto dalla pensione integrativa è corroborato dal datore di lavoro. Insieme al TFR si possono anche versare contributi personali, oltre ai contributi versati dal datore di lavoro.

È anche possibile optare anche per un’adesione collettiva al fondo pensione; in questo modo la pensione integrativa è fornita dal TFR e dai contributi trattenuti dalla busta paga.

Elementi da valutare nella scelta del Fondo Pensione 

Prima di scegliere di aderire a un fondo pensione è opportuno valutare alcuni elementi:

  • Gli anni che mancano alla pensione erogata dallo Stato
  • Gli eventuali rischi correlati all’investimento

In ogni caso, e qualsiasi sia la vostra scelta, non dimenticate di leggere e analizzare accuratamente le note informative, il Regolamento e le relative Condizioni Generali.

Per prendere visione dell’offerta, soprattutto se non siete molto abili in materia di pensione, è molto utile consultare il sito Covip.it, relativo alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione. Potrete così accedere a un database che in modo molto sintetico ma preciso vi fornirà tutte le indicazioni che riguardano i fondi pensione disponibili, i rendimenti e i relativi costi di gestione.

Vantaggi e svantaggi

Riassumendo tutte le informazioni che riguardano l’adesione a un fondo pensione, ecco quali sono i vantaggi che si prospettano a un cittadino:

  • Agevolazioni fiscali previste in base a ogni piano
  • Possibilità di avere rendimenti netti a seconda del gestore finanziario scelto
  • Versamento contributivo a carico del datore di lavoro
  • Nessun obbligo di quota fissa se non si sceglie di destinare il TFR

Di contro, ecco invece quali potrebbero essere gli svantaggi:

  • I frutti dell’investimento non sono immediati ma a lungo termine
  • Le quote partecipative non sono negoziabili nei mercati immobiliari

Norme di tutela

Per garantire l’investimento in chiave previdenziale, la legge ha stabilito alcune norme da rispettare da entrambe le parti:

  • Obbligo di avere una banca depositaria che si fa carico di accogliere il patrimonio
  • Individuazione dei gestori secondo una selezione assoggettata all’autorità di vigilanza
  • Accettazione di regole che impediscano il conflitto di interesse
  • Obbligo di indicazione dei vincoli per gli investimenti
  • Compito di controllo affidato al Covip, l’autorità di vigilanza

Il Consiglio di Amministrazione del fondo avrà ampia autonomia gestionale e potrà delegare la banca depositaria e la società per la gestione, nel rispetto di tutte le norme che regolano il codice etico.

Come difendersi da tentativi di frode

Quando si parla di fondi pensione, frodi e inganni sono sempre dietro l’angolo. Spesso, soprattutto in un momento difficile come questo, è facile lasciarsi prendere dallo sconforto verso il futuro senza sapere esattamente che cosa fare. Quello che conta è mantenere la giusta lucidità che vi servirà per fare la scelta più giusta per voi e per le vostre esigenze.

Chiunque sia l’ente cui vi rivolgete ricordate sempre che:

  • Il fondo pensione non è obbligatorio o per forza necessario. Se preferite potete lasciare il TFR in azienda, anche sotto forma di rendita vitalizia o in titoli o buoni postali.
  • Il fondo pensione è una libera scelta del cittadino: evitate quindi di sottoscrivere contratti che vietano l’uscita dal fondo pensione.
  • Il Fondo pensione deve essere sicuro in termini reali, altrimenti è meglio lasciare perdere
  • La politica del fondo pensione deve essere trasparente nei confronti di chi lo sottoscrive
  • Il Fondo Pensione deve essere vantaggioso dal punto di vista fiscale per il cittadino che lo sottoscrive
  • È meglio che il contratto che non abbia vincoli temporali troppo serrati

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