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Guida a Threads

Cos’è Threads

Threads è un social network lanciato da Meta, l’azienda che già possiede – tra gli altri – Instagram e Facebook. Si tratta di una piattaforma basata sui contenuti testuali e, in particolare, sui contenuti brevi. Al suo interno si possono infatti condividere brevi messaggi di testo di una lunghezza inferiore ai 500 caratteri i quali possono essere accompagnati da immagini o video.

Le similitudini con X sono palesi, ma Mark Zuckerberg non si nasconde dietro un dito: Threads si pone come competitor diretto del social network di Elon Musk.

Dopo essere stato lanciato in America a luglio 2023, dopo solo pochi mesi Threads è arrivato anche in Italia. Ma perché gli utenti dovrebbero iniziare a usare un social network che è identico a un altro che è attivo da anni e col quale hanno già familiarità?

Threads VS X: le differenze

In effetti, Threads non è del tutto identico a X. Seppur la base del funzionamento sia simile (se non identica), Threads ha delle funzionalità che sono assenti su X.

In primo luogo, ciò che maggiormente distingue Threads dal competitor diretto è la sua integrazione con Instragram: gli utenti possono collegare i propri account permettendo la condivisone automatica dei contenuti su entrambe le piattaforme. Può sembrare una funzionalità superflua per tanti utenti comuni, ma chi usa i social per lavoro può semplificare le proprie attività quotidiane attraverso questa semplice funzione.

La novità assoluta rispetto a X e rispetto a tutti i maggiori social network attualmente sul mercato è la possibilità di usare Threads senza profilo. Su Threads, gli utenti non hanno bisogno di un profilo per fruire dei contenuti: possono farlo in una sorta di modalità ospite, visualizzando i contenuti e potendoli condividere tramite link. I contenuti di Threads, in questo modo, diventano accessibili a tutti gli utenti del web fornendo un enorme vantaggio ai creator rispetto alle altre piattaforme. Dal lato utente, invece, questa feature attrae anche le persone che generalmente si tengono lontane dai social per non cadere in quella sorta di dipendenza che essi possono provocare; grazie alla modalità ospite, si può fruire dei contenuti solo nel momento in cui se ne ha bisogno, senza ricevere notifiche o avere la tentazione di controllare il proprio feed.

Anche l’algoritmo alla base di Threads sembra essere diverso da quello utilizzato da X. Mentre X è una piattaforma molto pubblica, come una piazza globale in cui ognuno può condividere i propri pensieri con il resto del mondo, Threads, almeno per il momento, sembra creare spazi più intimi, in cui si favorisce l’interazione tra persone appartanenti alle stesse cerchie.

Threads VS Mastodon

Mastodon è il secondo competitor di Threads, anche se è molto meno conosciuto rispetto a X. Mastodon è un social network basato sulla condivisione di messaggi di testo accompagnati da immagini o video con una grossa differenza rispetto a X e Threads: è un social network decentralizzato. Cosa significa?

Mentre X e Threads sono controllati dalle aziende che li gestiscono, Mastodon non ha un’autorità centrale che lo controlla. Threads compete con Mastodon in maniera meno diretta rispetto a X: gli utenti di Mastodon sono amanti della tecnologia e simili (è soprannominato il social network dei nerd) mentre Threads si rivolge allo stesso target di Instagram e X.

Come funziona Threads

Indipendentemente da similitudini e differenze con le altre piattaforme, Threads funziona come ogni altro social network.

Accedere a Threads

Per accedere a Threads basta scaricare l’app (disponibile sia su Apple Store che su Play Store) ed effettuare l’accesso. Si può scegliere di accedere con lo stesso account di Instagram oppure crearne uno nuovo. Nel secondo caso, gli utenti hanno la possibilità di aggiungere nome, biografia, e link da mostrare sul proprio profilo.

Il Feed di Threads

Come ogni social network, anche Threads ha una bacheca – o feed – sulla quale si possono scorrere tutti i contenuti che vengono pubblicati dalle persone che si seguono e quelli proposti dall’algoritmo.

I Thread

I contenuti pubblicati su Threads si chiamano thread. Per pubblicare un thread basta cliccare sull’icona con la matita e scrivere il proprio messaggio. Il limite per i messaggi di testo è 500 caratteri e, ad ogni thread, si possono aggiungere immagini, link, o video della durata massima di 5 minuti. Si possono anche menzionare altri account e usare gli hashtag.

Messaggistica privata

Anche su Threads gli utenti possono scambiarsi messaggi privati: in questo caso si utilizza la messaggistica (DM) di Instagram.

Interazioni

Come ogni social network che si rispetti, anche alla base di Threads c’è l’interazione con gli altri utenti. Sulla piattaforma si possono quindi fare like ad altri thread o profili, ripubblicare i thread, commentarli, oppure scambiarsi messaggi privati.

Come si vede facilmente, Threads avrà anche apportato delle novità rispetto ai social network esistenti ma non sconvolge il settore: il funzionamento è lo stesso di tutte le principali piattaforme. Il tempo ci dirà se questo è un punto debole o il segreto del suo successo.

Threads: le polemiche

Il lancio di Threads non è stato libero da polemiche. Il primo problema che l’azienda di Zuckerberg ha dovuto affrontare era dato dalla condivisione dei dati degli utenti tra le due piattaforme Instagram e Threads. Questa prassi andava contro alcune linee guida del Digital Market Act, che regolare il mercato digitale in Unione Europea. E’ proprio per questo che il lancio è stato ritardato in Europa rispetto agli Stati Uniti e al Regno Unito.

I mesi tra luglio e dicembre 2023 sono serviti a Meta per assicurarsi che, nonostante la politica di condivisione dei dati, il funzionamento di Threats non andasse contro il Digital Market Act europeo in modo da evitare sospensioni o chiusure della piattaforma. Dopo alcuni mesi, in effetti, il social network risulta ancora attivo in Italia e non ci sono voci di eventuali sospensioni future (come invece sta avvenendo per TikTok.)

Il secondo limite evidenziato da Threads nel suo breve arco di vita è legato ai contenuti spazzatura. A poche settimane dal lancio, infatti, il nuovo social si era già riempito di fake news, finte foto e messaggi di incitamento all’odio. A quanto pare, per aumentare in fretta il proprio seguito sul social e guadagnare un immediato vantaggio, alcuni utenti si sono serviti del cosiddetto rage farming: una tecnica utilizzata per creare indignazione e, conseguentemente, coinvolgimento negli utenti per aumentare il numero dei follower e delle interazioni dei thread.

Il risultato è stato un aumento esponenziale di contenuti di bassa qualità che non hanno giovato al successo di threads. Il responsabile italiano di Instragram, Adam Mosseri, si è addirittura scusato per il funzionamento dell’algoritmo nelle prime settimane di vita del nuovo social network e ha dichiarato di essere al lavoro per il risolvere il problema al più presto.

Threads: la vera alternativa a X o fallimento?

A molti utenti non è sfuggito che la nuova piattaforma di casa Meta sia stata lanciata proprio in concomitanza di quello che viene visto come un periodo di crisi di Twitter. Quest’ultimo è stato di recente acquistato da Elon Musk ed ha subito alcune modifiche: grandi e piccole. Il nome della piattaforma è stato cambiato in X, molti utenti (famoso il caso di Donald Trump) che erano stati bannati sono stati riammessi all’utilizzo, e così via.

A fronte di tutti questi cambiamenti, molti utenti hanno smesso di usare la piattaforma X che, seppure continui a contare milioni di utenti, ha effettivamente subito un calo. Su questo accenno di crisi si è infilato Mark Zuckerberg con il lancio di Threads. E come è andata?

A prima vista, il successo è sembrato immediato: complice la campagna di marketing, la crisi di X, e la semplicità di poter accedere alla piattaforma utilizzando lo stesso account di Instagram, i giorni successivi al lancio USA hanno registrato picchi di 23,5 milioni di utenti attivi giornalieri.

Nelle settimane successive, però, l’hype sembra essersi afflosciato: gli utenti attivi giornalieri sono scesi a 13 milioni e il tempo medio trascorso sull’app per ogni utente è sceso sotto i 20 minuti.

Perché è successo questo? Molto probabilmente i primi utenti di Threads sono stati quelli che venivano da Instagram. Questi ultimi sono abituati a una modalità di interazione del tutto diversa, basata su immagini e video brevi piuttosto che sui contenuti testuali. Il target di Threads è, in effetti, molto più simile a quello di X. Per questo, per decretare il vero successo di Threads ci sarà da aspettare la migrazione degli utenti da X che avverrà, se avverrà, in maniera molto più graduale rispetto a quella di coloro che già usavano Instagram.

Conclusione

Threads ha il potenziale per diventare una vera alternativa a X, ma solo a patto che riesca a superare le iniziali turbolenze e a costruire un ecosistema digitale che rispetti la qualità dei contenuti e l’interazione autentica tra gli utenti. Solo il tempo rivelerà se Threads riuscirà a consolidarsi come un pilastro nel panorama dei social media o se sarà solo un esperimento fallimentare.

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